
Grazie Mou, grazie Presidente, grazie Capitano, grazie Diego, grazie Ragazzi.
Per continuare a dimostrare che noi NON MOLLIAMO MAI e che i sogni esistono.

Grazie Mou, grazie Presidente, grazie Capitano, grazie Diego, grazie Ragazzi.
Per continuare a dimostrare che noi NON MOLLIAMO MAI e che i sogni esistono.
Vi ricordate il mio post su Viale Bligny 42? Come potete vedere è cliccatissimo e commentatissimo. Dopo anni di distanza tutte le volte che passo di lì in auto mi viene da dare un’occhiata a quel posto. Nel frattempo ho scoperto che si è creata anche su internet un’attenzione sul "caso" B42.
C’e addirittura una pagina su Facebook che recita : "Benvenuti nella pagina di B42, lo stabile più controverso e denso di storia di Milano. La sua collocazione, in Viale bligny 42, lo tiene a solo un km e mezzo da piazza Duomo e a 150 m dall’ Università Bocconi".
Ne hanno parlato i giornali e la tv, ecco un servizio del Tg Rai regionale:
Ed ecco un interessante articolo di Grazia che dice "un palazzo gigantesco molto vicino all’idea di Babilonia che vi siete fatti al catechismo":
http://blog.graziamagazine.it/2010/01/15/il-mondo-di-viale-bligny-42-a-milano/
Ed è stato realizzato addirittura un breve film presentato al Festival Internazionale FILMAKER di Milano, "Storie da un edificio mondo":
C’è chi ne ha fatto un blog:
http://edificiomondo42.wordpress.com/
Chi un’opera d’arte:
http://orticanoodles.deviantart.com/art/Viale-Bligny-42-142710812
Anche il noto artista Maurizio Cattelan ha uno studio in quel posto.
Oppure provate a cercare con Google
Insomma, quel posto è ormai leggendario.
Ero a Milano in zona Sempione e ho notato un pulmino, di quelli vecchi, con tutti gli adesivi attaccati dietro. È una cosa che non si vede molto spesso, una volta era più “di moda”, era un’usanza quella di attaccare gli adesivi sulle auto. Ma non solo sulle auto, c’era più la cultura dell’adesivo, se ne vedevano dappertutto. E uno dei posti dove appiccicarli erano proprio le auto. Quando adesso ne vedi qualcuno così, ci si fa più caso. Tra l’altro questo pulmino aveva degli adesivi assurdi, pubblicitari, tipo quelli delle radio, tutti attaccati storti. Alcuni erano venuti un po’ via e si vedeva la colla. Il "tocco di classe" finale lo dava una foto, ritagliata da un giornale, attaccata con lo scotch. Ad un certo punto doveva girare a destra e io mi sono affiancato con una curiosità matta di vedere chi fosse il proprietario, chi fosse quel personaggio che avesse ancora voglia di attaccare adesivi sul proprio veicolo, in quest’era in cui le auto sono tutte in “bianco e nero”. Sono sparite le auto colorate, hanno tutti i colori delle gradazioni di grigio. Un personaggio un po’ bohemien quindi? Si mi sarei aspettato un signore sulla cinquantina che magari aveva iniziato ad attaccare adesivi trent’anni fa e non aveva ancora smesso. Invece era una ragazza.
Poco più avanti c’era una Mini Cooper a cui si era staccata la “C” della scritta e il proprietario gliene aveva attaccata un’altra, che non era la sua, in quanto era completamente diversa. Piuttosto che girare con una scritta non “completa” costui l’aveva attaccata in modo artigianale.
Poco avanti, al semaforo, avevo una macchina dietro a me che aveva attiva la freccia per girare a destra. Quei casi in cui ti basta avanzare di mezzo metro per permettergli di girare. Quelle situazioni in cui quando capita a me quello davanti non si sposta neanche di un millimetro, anzi se potesse tornerebbe anche indietro, piuttosto di lasciarti passare. Io invece me ne sono accorto, mi sono spostato un poco più avanti e lui, quando è passato, ha rallentato, si è girato per ringraziarmi. È bello questo. Mi piace quando tra automobilisti (e non) ci si rispetta, si usa una certa etichetta non scritta ma che tutti sanno, anche se fanno finta di sapere. Di solito la gente la pensa proprio al contrario: a me non fanno mai favori, quindi io non ne faccio di sicuro, e così si crea il vortice vizioso. Peccato.
Un altro mito che se ne va. Ormai è ufficiale, la discoteca Rolling Stone di Milano chiude. Al suo posto nasceranno degli appartamenti. Dopo 28 anni chiude uno dei templi del rock in Italia,su quel palco le grandi stelle del rock: Joe Cocker, Bob Geldof, Ben Harper…
Ho conosciuto il "Ròòòllin" alla fine degli anni ’90, per via dei miei amici milanesi che lo frequantavano. Mi è subito piaciuto. Per prima cosa era diverso: non era una discoteca simile a quelle a cui ero abituato nella mia zona, posti da fighetti dove per entrare dovevi vestirti come se avessi dovuto fare la prima comunione. Entravi come volevi, una grande libertà. E poi facevano una musica diversa, il rock, genere che mi piace. A me piace praticamente tutta la musica, anche se prediligo l’elettronica, e comunque mi piace variare. Quindi non sono un fan del rock, ma mi piace. Per qualche periodo ci andavo addirittura due volte alla settimana. E molto spesso da solo. Cioè partivo da Voghera da solo, anche perchè era uno dei pochi posti dove ero sicuro di trovare gente che conoscevo. Neanche al bar a fianco a casa mi succede.
La prima volta in realtà ci sono stato proprio per la musica elettro: nel 1997 al concerto dei Daft Punk, mitico davvero. Il locale è chiaramente un vecchio cinema riadattato, c’è ancora la scalinata. Cavoli quante serate li dentro, veramente ma veramente tante. E’ stato il primo posto di Milano che sapevo raggiungere ad occhi chiusi. Mi ricordo quando il giorno dopo lavoravo ed ero in coma…
Ecco io il Rolling l’ho vissuto così, tra amici, a chiacchierare, bere dei pessimi cocktail (facevano veramente schifo), buttarsi in pista a pogare sulle note di "vorrei vedere le piramidi di Cheope, ma sono miope, ma sono miope…" e sognare fantasticare… Mi ricordo anche una bellissima serata con gli Elii qualche giorno prima di capodanno.

Ultimamente la suonata è un po’ cambiata, il tempio del rock ha cambiato un po’ volto e si sono istaurate le serate "fighetto"… che sinceramente non c’entrano nulla. Quando andavano io facevano rock di tutti i tipi: ska, rock’n'roll, anni ’70… di tutto. Ho sperimanetato altre discoteche alternative di Milano, dall’Alcatraz al Rainbow, ma non sono neanche pragonabili alle atmosfere del Rolling. Il Rainbow è troppo un buco, non mi piace e l’Alcatraz invece un capannone troppo grande, ti ci perdi… io al Rolling di sopra conoscevo tutti.
E invece a maggio chiude i battenti. Saranno contenti i residenti, così non ci sarà più casino. Quante volte a fermarsi alla latteria con Fabio che prendeva la vodka alla menta. O un coktail al Divina, li vicino. Oppure una birra al cinese. E girare mezz’ora per trovar un posto auto e poi metterla in divieto sperando che i ghisa non passassero… Addio Rolling Stone, sei stato una parte della mia vita.
Gli altri locali che hanno "fatto" la mia storia sono: Kursaal, Giardinetto, Vertigo, ma di questi vi parlerò un’altra volta.
8:57
Ok, c’è il sole e vado verso la stazione di Voghera. Appena dopo l’edicola c’è un furgoncino con targa ucraina, e un popolo di badanti coi cartoni legati collo spago, come da tradizione. Sono i "corrieri" che fanno la spola tra i paesi dell’est e l’Italia. In stazione la prima amara sorpresa del mattino: il treno x Milano è soppresso causa sciopero. Bene, e io che x non fare la fila avevo preso il biglietto via internet, e adesso devo fare la fila lo stesso x il supplemento. Chissà come mai gli intercity ci sono sempre, eh? Ed è pure in ritardo. La fauna della stazione è variegata: sportivi col borsone, vacanzieri, anziani, prostitute (a quest’ora??). La maggioranza parla lingue straniere, si vede che gli italiani sono già stufi di doverlo prendere tutti i giorni, il treno. E così diventa un mezzo per chi non può o non vuole permettersi altro. Però i binari sono deserti (foto).
10:55
Il viaggio è stato tranquillo, ho sfogliato la guida del touring che avevo. Perchè sono venuto a Milano? Semplice, perchè è ridicolo andare a visitare l’Isola di Pasqua e la muraglia cinese e non trovare il tempo x scoprire angoli della nostra penisola che si hanno a portata di mano. Anche in una città come Milano, che è famigerata x i ben noti motivi, ma che nona ha nulla da invidiare a moltre altre città. Ho gironzolato x Piazza Duca D’Aosta (foto). Devo dire che, forse grazie alle forze (foto) dell’ordine, la piazza è più ripulita rispettoa qualche anno fa, quando era terra di nessuno popolata da delinquenti. Volevo fare l’abbonamento daily alla metro, ma alla fine ho deciso che girerò a piedi. Avrei voglia di vedere se e come è cambiata la metropolitana: una volta la frequentavo spesso e conoscevo la mappa a memoria. Girare a piedi ti da tuttavia la possibilità di fare una cosa che mi piace tanto: notare i particolari. Adesso sono in via Manzoni (foto), vicino ad un palazzo di Armani: vendono vestiti, ma anche profumi, occhiali, gioielli, borsette, arredamento… addirittura dolci (foto) !E sta x aprire l’Armani Hotel. Un servizio all inclusive.
11:34
Non ci crederete, ma non ero mai stato in via Montenapoleone (foto) prima d’ora. Ok, l’ho fatto, mi sono reso conto, ma non è niente di che. Ci sono vie dell’alta moda (a Londra e a Roma per esempio) più carine. I negozi sono i soliti, inutile elencarli. Menzione speciale per la borsetta da 23 mila euro di Gucci.
La chiesa di San babila (foto) invece è piccola ma carina. In giro c’è molto movimento in vista delle prossime elezioni: banchetti dappertutto e in Via Vittorio Emanuele c’è La Russa.
12:43
Appena fuori dal centro, Milano alla domenica è sonnecchiosa. Specialmente a quest’ora. Ho fatto il mio giro da bravo turista: Piazza Duomo, galleria (foto), Piazza della Scala (foto), Duomo (foto), ecc. Volevo entrare alla Rinascente ma è più forte di me: ma che ci vado a fare! L’ultima e unica volta che ci sono stato ero alle medie e ho comprato un Lego per Alan. Ora potrei comprare qlcs x Gloria, ma ha poco senso: il regalo più bello che potrei farle è portarla al parco giochi, non cioccarle in mano l’ennesima bambolozza che magari il giorno dopo è già dimenticata.
Mi sto riposando davanti alla università statale (foto), sgranocchiando delle barrette che distribuivano in centro nelle stand della Stramilano e leggiucchiando un po’ il mio libro "Shock Economy" su una bella panchina al sole.
14:26
Ho pirlato un po’ senza meta, giusto x scoprire qualcosa di invisibile ai turisti normali. Sono passato anche davanti alla scuola che frequentò mia sorella, il collegio delle Marcelline (foto). Poi mi sono diretto verso i navigli, dove c’è un mercatino (foto) molto simile a quello di Portobello Road. Ma allora mi vuoi dire che tutto il mondo è paese, e che quindi ho già visto tutto? Non mi resta che uscire dall’Europa. Ora sono in Porta Ticinese (foto), torno verso il centro.
15:53
Sopo essere passato dalle colonne di San Lorenzo (foto), non potevo non passare a vedere la sede della borsa (foto), in Piazza Affari. E poi direzione Castello Sforzesco (foto). E’ la prima volta che lo visito, mi ricorda il castello visconteo di Pavia. C’era una mostra (foto) sul connubio arte-pubblicità: carina ma con poche opere, a mio avviso. Chi ti incontro? Il Dave con la tipa. Piccolo il mondo. Ora son qui spaparanzato il Parco Sempione. Inizio ad essere stanchino. ora mi riposo un po’, leggo e faccio 2 telefonate, poi deciderò se è ora di "comebackare" (come dice Lorenzo)
17:37
Sono sul treno. Dal Sempione alla Centrale sono passato per Brera, c’erano esposti dei quadri troppo forti… E poi per alcune vie assolutamente a caso. Alla stazione mi son beccato con Jim e Paola, che mi hanno anche offerto un caffè. Solo che quando ero al bancone del bar mi sono reso conto che il treno stava per partire, così ho mollato lì tutto. Grazie lo stesso, alla prossima.
Gli anni scorsi frequentavo parecchio Milano alla sera, tant’è che tra amici è nata l’idea balorda di affittare un microappartamento in società da usare per fermarsi a dormire se capitava di fare tardi. Ingenuamente pensavamo di cavarcela con 500 / 600 euro al mese, ma non trovavamo neanche un box per quella cifra.
Cerca sui siti, cerca nelle inserzioni delle agenzie, ma…. nulla. Solo cifre pazzesche: monolocali a partire da 1000 euro. Alla fine troviamo un sito con questa inserzione: "Affittasi monolocale in zona centrale di Milano, 350 euro al mese". Ottimo, direi. Il mio socio telefona e la telefonata si volge più o meno così:
"Buongiorno, vorrei delle informazioni sul monolocale in affitto"
"Certo, si trova in Via Bligny 42, se vuole andare a vedere lo stabile, così se poi le interessa mi richiama"
"No, ma a me interessa di sicuro, si può andare a vederlo?"
"Ecco si, lei vada a vedere il palazzo, poi se è proprio ancora interessato ci risentiamo"
"Ma.. perchè è messo male?"
"Noooooo, l’appartamento è piccolino, ma in ordine: tavolo, sedie, letto e… stop. Però il palazzo non è messo benissimo. Facciamo così: lei lo va a vedere e poi, se è ancora interessato, ci richiama"
"Va bene, a risentirci"

Beh diciamo che è molto strano questo comportamento: di solito prima di rivelarti l’indirizzo…. ti ci portano loro, altrimenti l’affare sfuma. Boh? Decidiamo di fare una piccola ricerca su internet e cosa scopriamo? Ecco cosa: !!!!
"Omicidio nella casbah di viale Bligny. Tunisino accoltellato. Il quartiere: «Violenze e spaccio: non ne possiamo più»"
"Nel fortino di viale Bligny 42 lo spaccio è porta a porta"
"«Cinquanta a casa mia». Casa mia è viale Bligny 42, la casbah in pieno centro, il Bronx nel cuore della città, la via Anelli di Milano pronta a esplodere come e più di quella di Padova"
"Milano: Violentarono Connazionale, Arrestati Due Curdi"
"È successo nel cosiddetto «palazzo della droga» di via Bligny 42, dove spesso intervengono le forze dell’ordine anche per indagini sul terrorismo."
"È finita con cinque arresti, due italiani fra cui un transessuale e tre egiziani, la notte a base di cocaina e sesso di due operai"
e altri articoli di questo genere…. capito adesso perché nessuno vuole questi appartamenti ??