Articoli del mese di maggio 2007

Me stesso in ASCII

Scritto il 31 maggio 2007 nella categoria Altro,Me stesso



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Il segreto del successo di Windows

Scritto il 28 maggio 2007 nella categoria Riflessioni

Oggi ho assistito alla mia bella lezione di Microeconomia. Il professor Rampa, parlando delle cause per le quali può verificarsi una situazione di monopolio, ha citato il caso del sistema operativo Windows, ma con una spiegazione un po’  fumosa che non mi ha convinto del tutto.
Secondo questa tesi, chiamata delle "Economie di rete", in molti mercati un prodotto acquista tanto più valore per i consumatori quanto maggiore è il numero degli utilizzatori. Certo, questo è uno dei fattori del successo di Windows, ma secondo me ce ne sono altri.

Una volta c’erano tantissimi sistemi operativi. Un sistema operativo non nient’altro che un software capace di far funzionare quelle stupide scatole di palstica, rame e silicio chiamati elaboratori elettronici o comunemente computer. Ogni produttore di hardware (cioè ogni fabbricante di ferraglia, pardon… di computer) sviluppava anche un sistema operativo di far funzionare tale gioiellino della tecnica. Altrimenti il consumatore cosa se ne sarebbe fatto di un "robo" che non è capace di "interfacciarsi" con gli esseri umani? Quindi, ad esempio, la Apple aveva un proprio sistema operativo sui suoi computer. Per fare un esempio a me molto caro: il mitico Commodore 64 aveva un proprio sistema operativo e quindi i programmi e i videogiochi sviluppati per questo computerino non funzionavano, ad esempio, sullo Spectrum e viceversa. In altre parole il Sistema Operativo è quella cosa che da una parte parla con il computer e dall’altra parte cerca di farsi capire dall’uomo. Perchè questo prologo sproloquiante? Per dire che ad un certo punto negli anni ’70 era nato il Personal Computer, con l’ambizione di farne arrivare uno su ogni scrivania, al contrario degli elaboratori precedenti che erano grandi, grossi e costosi ed erano quindi utilizzati da più persone. Anche la IBM aveva il suo PC. Per far funzionare questi aggeggi, la IBM commissionò il sistema operativo (invece di scriverselo in proprio) alla piccola azienda MicroSoft di William Henry Gates III, che sfornò il mitico MS-DOS.  La IBM non impose alla Microsoft l’esclusiva per i propri computer, quindi in teoria essi avrebbero potuto rivendere il loro sistema operativo anche ad altri. Forse quelli dell’IBM furono disattenti, oppure non si posero il problema: a chi altri avrebbero potuto rivenderlo? Furono così disattenti che non imposero l’esclusiva neanche ai produttori dei componenti hardware (come la Intel, che fabbrica i microchip che sono il cuore dei Piccì), col risulato che altre case produttrici (specialmente in asia) iniziarono a fare computer simili a quelli dell’IBM, su cui riusciva a girare l’MS-DOS. (Infatti ai miei tempi si chiamavano computer IBM-compatibili). In questo modo il sistema operativo della Microsoft si estese a  tutti questi computer (favorendone indubbiamente anche il successo).

A partire da questa posizione dominante la Microsoft riuscì (cosa che in futuro gli riuscirà molto spesso) a "rubare" le idee più innovative dagli altri sistemi operativi in circolazione (tra cui, appunto, quelli della concorrente Apple) e a creare Windows. Questo è il miglior sistema operativo esistente? No, o meglio, per ogni tipo di utilizzo che si vuol fare del computer esistono sistemi operativi differenti che possono fare meglio e talvolta ad un costo inferiore, ma , come diceva il professor Rampa stamattina, si è creato una situazione di monopolio.
Un altro motivo è, secondo me, il fatto di aver spesso chiuso un occhio (o magari entrambi) sulla pirateria da parte dell’azienda di Redmond. Tu, profano dell’informatica che stai leggendo, rispondi: quando devi comprare un computer, che sistema operativo vuoi? Molto spesso non ti poni neanche il problema: Windows. Perchè? Perchè ce l’hanno tutti, perchè me lo da piratato mio cugino (anzi: "a mio cuggino")e quindi non spendo nulla, perchè devo scrivere la tesi e in copisteria accettano il formato Microsoft Word, perchè ho già usato versioni precedenti e so come si usa, perchè ce l’ho anche in ufficio o a scuola, perchè i miei amici mi passano i giochi, perchè devo installarci Excel, perchè in rete trovo tantissimi programmini che funzionano solo per questo sistema operativo, ecc. ecc.
Insomma la pirateria ha contribuito a creare questo monopolio di fatto: se tutti a casa usano Microsoft Word per scrivere documenti, le ditte acquisteranno questo prodotto per i loro computer, così i dipendenti lo sapranno già usare.

Un ulteriore motivo è dato dall’informazione (anzi la disinformazione) e dai giochi di potere. La stampa e l’opinione pubblica parla solo di Windows, descirvendo gli altri sistemi come "di nicchia" e circondandoli di luoghi comuni. "MachIntosh si usa solo per i programmi grafici", "Linux lo sanno usare solo gli smanettoni". Il mio stesso professore ha dichiarato che lui usa Windows e non Linux in quanto "non è capace di sviluppare il sistema operativo da solo". Certo, i vari S.O. Linux non sono così documentati come quelli di MS, ma ormai hanno raggiunto livelli tali da essere facilmente utlizzabili dall’utente "ignorante" (uso questa parola con cautela spero che mi capiate), alla faccia dei puristi (come il mio amico kpanic) che storcerebbero il naso…
Dicevo dei giochi di potere: la MS foraggia in vari modi gli enti pubblici, che "ricambiano" adottando soluzioni Microsoft nei propri uffici. Quindi in tutti (o quasi) gli uffici pubblici d’Italia si utilizza sofrware a pagamento, quando si potrebbero risparmiare fior di soldoni (pubblici, quindi miei tuoi nostri…) usando free software. E’ emblematico che all’Università di Pavia ci sono parecchi esami in cui sei "costretto" ad utilizzare applicativi come Word, Excel , Access, ecc. E’ giusto questo? E se io non li avessi e non li volessi comprare? Mi potrebbero rispondere: utilizza quelli regolamente installati sui computer dell’università. E io rilancio: e perchè sui computer dell’università non potrebbero installare, per esempio, OpenOffice.Org, risparmiando qualche soldino (e magari abbassando le tasse universitarie?)
E’ come s
e a scuola guida ti insegnassero a guidare solo una determinata marca di autoveicoli.

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Vi, Vu, w e vuvuvu!

Scritto il 26 maggio 2007 nella categoria Riflessioni

Dunque.. voi come la chiamate la ventiduesima lettera dell’alfabeto? C’è chi dice "vi" e chi "vu". Diciamo che i primi sono la maggioranza, però nel linguaggio comune ci sono parole o locuzioni che si pronunciano solo in un determinato modo. Ad esempio la televisione viene abbreviata in "tivu".
E la w? Comunemente è detta "vu doppia" (o "doppia vu"). C’è da dire che addirittura gli inglesi la chiamano "doppia u", ma loro sono strani… Infatti gli indirizzi del web iniziano comunemente con un bel "vuvuvu". Però il vaso sanitario è chiamato con l’acronimo WC (pronunciato "vici" e non "vuci"). E ve le ricordate le moto MV Agusta (pronuncia "emmevu") ? Io i dischi li chiamo "dividi" ma ho sentito gente chiamarli "divudi".

Anche l’Accademia della Crusca non mi viene in aiuto: QUI dice che la V è l’unica lettera dell’alfabeto italiano che non ha una pronuncia fissa… sob… dite che stanotte riuscirò a dormire con questo dilemma??

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Frangetta (Milano is burning)

Scritto il 23 maggio 2007 nella categoria musica

Accumulo libri
vado allo spazio Oberdan
vivo all’Isola
vivo sui Navigli
vivo in Buenos Aires
voglio un loft
compro i Taschen
faccio lo Ied
faccio filosofia in statale
faccio lettere
faccio la Naba
facevo Brera
farò i soldi
me ne andrò da Milano
facevo la cameriera
faccio la barista anzi no la barman
faccio la dj
organizzo feste
mi metto gli occhiali grossi
mi tolgo gli occhiali grossi
faccio la grafica
faccio la copy
faccio tante foto in digitale
ho il macintosh
vado alle feste di MTV
che bravo Kounellis
che bravo Alessandro Riva
che bella la mostra sulla street art
gli adesivi
io aderisco
guardami guardami sto appoggiata al muro
bevo solo la birra e il cuba libre
sono una tipa complicata
uuuuuuh se sono complicata
almeno due concerti al mese
quanto mi diverto
vado al Rocket
vado al Plastic
vado al Gasoline
le mie amiche sono troppo delle pazze
sono una indie rocker
sono indigente
ho la frangetta
sono estroversa
sono introversa
non mi piace il cazzo
per carità vai via con quel cazzo
chattiamo su messenger
ti faccio vedere le foto del mio gatto
ti mando una canzone troppo bella
questa sera andiamo al leonkavallo
andiamo in ticinella
minchia che flash
facciamoci una canna
la barella no è da stronzi
non mi interessano i ragazzi con la macchina bella
a me piace il maggiolone
a me piace il furgone della Volkswagen
che bello il salone del mobile
quanta creatività
che bello il Mi-art
basta, Alighiero Boetti ha rotto le palle
mi piacciono le foto di Basilico
sono molto intense
ho Fastweb
mi scarico un film di Antonioni
Fellini, Pasolini, Rossellini, Bolognini
andiamo ai Magazzini
Godard, Truffaut
non mi piace il cinema americano
è troppo commerciale
andiamo alla biennale
i miei genitori non mi capiscono
mio papà mi dice solo p**** d**
mi spezzo la schiena per farti studiare
studia cretina
che io non ho potuto

FRANGETTA (Davide Colombo – Alfredo Violante – Matteo Cifelli)

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Trucchi

Scritto il 21 maggio 2007 nella categoria Internet

Gironzolando in giro per la rete ogni tanto si trovano delle cose utili, ma poi regolarmente ti dimentichi dove le hai lette e quando ti servono non le trovi più. Ecco due esempi:

Il primo è preso da Googlisti.com e spiega come fare in modo che Windows ci avvisi quando premiamo il (maledetto) tasto BLOC-MAIUSC (o come diavolo si chiama sulla vostra tastiera, sulla mia non c’è nome, ma un lucchetto). Ragazzi, per gente come me che guarda il monitor SOLO a fine frase è comodo sapere di aver premuto accidentalmente il tasto e quindi potersi fermare in tempo prima di aver scritto…. TUTTO IN MAIUSCOLO.

Il secondo, preso da Yahoo! Answers è un trucchetto che avrei voluto sapere da anni, ma sinceramente non pensavo esistesse (per certe cose uso sempre VIM), cioè come trasformare con Microsoft Word il teso da maiuscolo in minuscolo e viceversa: premendo SHIFT + F3 (pardon, MAIUSC + F3 per chi ha la tastiera italiana. Ma chi sarà l’idiota che ha inventato la scritta MAIUSC??).
L’ho scoperto perchè non volevo riscrivere il testo del volantino di questo articolo, che avevo dato in pasto al mio scanner + OCR.

…ma tanti altri potrete per esempio scoprirli qui, su WinTricks. Ad esempio: come si elimina la fastidiosissima funzione di Windows XP di segnalazione errori  alla MicroSoft?  Semplicissimo: Pannello di controllo -> Sistema -> Scegliere la scheda avanzate -> Cliccare in basso su segnalazione errori -> Quindi selezionare "disabilita segnalazione errori" -> OK -> OK per uscire

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Ho superato l'età per crescere, ora sono costretto a rimanere giovane

Scritto il 18 maggio 2007 nella categoria Me stesso

Come ho già scritto QUI:

Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno
.

In questo periodo ho ripreso a frequentare l’università. Mi mancano 4 esami: microeconomia, macroeconomia, macroeconomia applicata e metodiemodelliperlescelteeconomiche. Come ogni primavera il lavoro scarseggia e quindi ho un po’ di tempo da dedicare agli studi e sto andando a lezione del buon Rampa di Microeconomia. Ho conosciuto ragazzi e ragazze che frequantano il corso e mi sono reso conto che è molto interessante parlare con gente di quell’età (sotto i 25 anni) perchè hanno mille progetti, hanno ancora delle idee. Il mondo è ancor una scatola da aprire, le idee sono confuse e chiare nello stesso tempo. "Vorrei sicuramente fare questo ma magari farò quello". E poi hanno una visione della vita molto particolare, piena di sogni e prospettive, ma anche molto concreta e precisa. Idee positive e propositive. E con pochi sbattimenti.

E’ la stessa mentalità che ho trovato nei ragazzi che ho conosciuto a Londra. Lo so voi mi direte: guarda che ci sono anche i problemi e gli scazzi nella vita, non sono solo rose e fiori. Certo, lo so, ma dipende anche dai modi di affrontare le cose. Non bisogna farsi sopraffare dalla quotidianità e diventare cupi, triste, seri e pessimisti, ma cercare il lato buono delle cose che, sembra un proverbio ma è verità, c’è sempre.

Boh che dire, forse ho la sindrome di Peter Pan, non ho volgia di crescere, ma non credo. Mi sembra che in realtà io sia una persona più o meno equilibrata, ho un lavoro, ho tanti hobbies e tante passioni. Però mi piace sempre sperimentare, sempre provare cose nuove, sempre stare a guardare le stelle (ma dopo il lavoro). E si, mi sa che ormai ho superato l’età per diventare grande… Per questo mi trovo molto a mio agio con persone che angraficamente hanno molti anni in meno dei miei (anche se spesso non me ne rendo conto)

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Via Cavour a doppio senso

Scritto il 17 maggio 2007 nella categoria Cronache

Stamattina la sorpresa: Via Cavour a Voghera è diventata a doppio senso di marcia. Noi commercianti (e i residenti) lo sapevamo da tempo che prima o poi si sarebbe arrivati a questo, a causa dei lavori che avrebbero dovuti essere svolti in Via Garibaldi.

Dove sta il problema? Nel fatto che questo cambiamento non da poco non è stato adeguatamente segnalato, anzi si può tranquillamente dire che non è stato segnalato affatto. Io non so chi sia il responsabile che dovrebbe controllare queste cose, ma probabilmente non è neanche venuto a vedere il disordine che si è creato nella via. Ora vi spiego: come hanno fatto a trasformare la via da senso unico a doppio senso? Semplice, hanno tolto il cartello di senso unico e hanno posizionato delle transenne lungo il lato dove prima si parcheggiava. Stop. Tutto qui.

Infatti molta gente non ha letto il microscopico cartello che accompagna le transenne che impone il divieto di sosta (e aggiunge: Via Garibaldi chiusa per lavori) e ha parcheggiato. Molta gente, uscendo da via Cernaia, controlla, come al solito, se arriva qualcuno da destra e svolta in Via Cavour: non si sogna neanche che potrebbe sopraggiungere qualcuno dalla direzione di Piazza Duomo!!! O forse, nella testa del responsabile, dovrebbe vedere il cartello che indica il doppio senso di marcia, apposto colpevolmente solo nel tardo pomeriggio in un posto che non lo vedi neanche se lo guardi??? E come mai per tutto il pomeriggio non si è quasi visto lo straccio di un vigile? Solo due vigilesse che hanno abbozzato un mezzo giro e hanno fatto spostare un’auto in sosta. Ma che senso ha? Ma come minimo dovrebbe stazionare almeno un vigile fisso per tutta la prima settimana. Ma come minimo! Ma veramente pensano che la gente dall’oggi al domani capisca che una via che da anni è a senso unico adesso di colpo sia a doppio senso? Senza una segnalatica verticale adeguata e una segnaletica orizzontale inesistente??
Tra l’altra è un cambiemaneto che durerà fino a fine novembre, pertanto avrebbe dovuto essere pianificato un po’ meglio.
Mah.. non so che dire, solo oggi in poche ore ho visto due o tre incidenti evitati veramente per un soffio. Speriamo bene. Spero che la polizia locale non sia utilizzata solo per fare multe.

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Al giudice di Voghera

Scritto il 16 maggio 2007 nella categoria Cronache

Il buon Salvatore Ferrante è tornato alla carica, e a partire dalla notte di Venerdì scorso ha distribuito la terza puntata dei suoi manifestini. La novità è che da questi iniziamo a capirci un po’ di più. Ecco il testo:

Al giudice di Vogherà dico: " Mia sorella Alfonsa è cattiva, è bugiarda e con la complicità di nostro fratello Giuseppe ha organizzato un cinema". Se la legge è uguale per tutti, chiedo vengano concesse a me e al mio avvocato tutte le domande necessarie per controinterrogare i cattivi bugiardi. Volete la verità? Con fatti e documenti? Nella denuncia mia sorella afferma che sono un buono a nulla e che non ho mai partecipato fattivamente per la famiglia. Ho pagato il viaggio in inghilterra a lei. Tanto lei e la sua operaia, la badante hanno in regalo una macchina da caffè di non poco costo uguale a quella che voi giudici e avvocati avete utilizzato nel vostro corridoio prodotta e brevettata dal fratello fannullone. Alfonsa dice che la polizia ad ottobre le ha consigliato di cambiare la serratura. Voglio ricordare che io ad agosto 3 mesi prima bussavo al cancello chiamando mia madre ad alta voce sperando che la badante scendesse ad aprire. Allora o è bugiarda mia sorella oppure la polizia ha sbagliato data e contenuto del verbale. Per ultimo voglio ricordare che l’ultima volta che ho fatto visita a mia madre, lei stessa mi ha detto per il mio bene di non andare più a trovarla. Si vede che quando me ne andavo doveva rendere conto a chi l’aveva resa schiava. Tutti i pomeriggi mandavo una donna per mia sorella disabile. Sono sempre stato presente per i più deboli della mia famiglia e alla morte di nostro padre ho ceduto la mia eredità a mia sorella gratuitamente. Lei è andata ad abitare nella stessa casa di mia madre al piano inferiore. Litigavano sempre e io facevo da pacere. Mia madre si lamentava sempre di avere firmato dei documenti e di non sentirsi più in casa sua. Quando la mamma si è aggravata ho comperato una carrozzella che mia sorella ha detratto dalle sue tasse. Tutte le sere cercavo di andare a Voghera e per due o tre ore portavo mia madre alla stazione, al Villaggio, dalla sua amica a Pombio e alle feste in via Emilia e piazza Duomo. Tutto quello che potesse darle la forza per stare ancora 20 ore su una sedia come in un carcere o peggio. Credevo mia madre meritasse un po’ di attenzione. Lei ha fatto una vita molto dura allevando 6 figli tra i quali una disabile. Mia sorella Alfonsa ha licenziato Elena la badante ucraina perchè sapeva e parlava troppo. Ha falsamente denunciato me per non essere osservata nella sua cattiveria. Faccio presente che gli altri fratelli non frequentavano la casa di mia madre e che nulla hanno a che vedere con le cattiverie dei due attori. Preciso che da 35 anni non rivolgo la parola a mio fratello Giuseppe e lui ha colto l’occasione per condividere la cattiveria di mia sorella. Colgo l’occasione per comunicare al due falsi accusatori che la smettano di farmi altre cattiverie perché mi è già costato molto in soldi e tempo. Quando la madre potrà vedere il proprio figlio senza che questi venga denunciato? Informo e suggerisco agli abitanti della zona di venire ad assistere all’udienza dal giudice di pace il 24 maggio alle ore 10. Sono consapevole e responsabile delle mie affermazioni. Ferrante 0383/61732 – 3482942448 Sal_fer di Salvatore Ferrante – Produzione macchine caffè espresso sorvegliato speciale perché confinante con i carabinieri di di Casei Gerola

Come andrà a finire???

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A volte scrivo… sul computer o su un qualsiasi quaderno e mi sento come Cyrano

Scritto il 15 maggio 2007 nella categoria Altro

Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto, infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati, buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza; godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura. E andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l’ ignoranza dei primi della classe. Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna. Gli orpelli? L’arrivismo? All’ amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco! Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti, venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte tanto ci sarà sempre (..un Bertoncelli, un prete…) chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch’ io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede che almeno di mezz’ ora da sempre mi precede si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore che a me è quasi proibito il sogno di un amore; non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute, per colpa o per destino le donne le ho perdute e quando sento il peso d’ essere sempre solo mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo, ma dentro di me sento che il grande amore esiste, amo senza peccato, amo, ma sono triste perchè Rossana è bella, siamo così diversi, a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi…
Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un’ altra vita; se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito, guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali; tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco, io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada, ma in questa vita oggi non trovo più la strada. Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo: dev’ esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole, io sono solo un’ ombra e tu, Rossana, il sole, ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora ed io non mi nascondo sotto la tua dimora perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano, se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo…Cirano…….(ovviamente era Cirano di Francesco Guccini)

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Verdi

Scritto il 14 maggio 2007 nella categoria Politica,Riflessioni

Magari sono distratto, magari anzi probabilmente ne capisco poco di politica, ma mi spiegate a cosa serve in Italia il partito dei Verdi?? In teoria dovrebbero occuparsi (soprattutto) di argomenti che riguardano l’ambiente. Nella realtà mi sembrano (correggetemi se sbaglio anzi, "se mi sbalio mi corigerete") un partito della sinistra radicale E BASTA. Quindi… che senso ha? Ce ne sono già troppi (in questo momento almeno tre, PRC, PDCI, Sinistra Democratica). Boh…. era solo una riflessione…

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Rimozione forzata

Scritto il 11 maggio 2007 nella categoria Cronache

Anche ieri pomeriggio, giovedì, è andata in scena a Voghera nei parcheggi del castello davanti a Via Cavour (quindi davanti al mio negozio) la rimozione forzata del giovedì pomeriggio.

Da quando stanno sistemando la parte di Piazza Duomo che non avevano toccato l’anno scorso, il mercato è stato parzialmente spostato qui, in Piazza Liberazione. Questa piazza la conosco benissimo, ci lavoro davanti da 10 anni. E da sempre è in pessimo stato. Lo sfondo è di terra e ghiaia, pertanto basta un pioggerella per rendere la piazza un pantano o peggio una palude. Per non parlare delle buche ammazza-marmitte che si creano in continuazione.

Il comune che fa? Prima ogni qualche mese, adesso, per esigenze di mercato, ogni giovedì pomeriggio, fa spianare la piazza con ruspe e rulli. Il risultato? Perfettamente inutile.

Voi direte: non sei mai contento, è già una bella fortuna che ti abbiano sistemato il mercato proprio davanti al negozio, non lamentarti. Ma io mi lamento del fatto che vedo continui disagi (macchine rimosse, parcheggio chiuso, per non parlare della nube di polvere che ha alzato il ruspista di ieri, pareva di essere nel deserto, dovrò spolverare a manetta) e spese inutili da parte del comune. Il comune si difende dicendo che non ci può fare niente, la piazza è vincolata dalla Sovraintendenza alle Belle Arti, e quindi non è possibile asfaltare. Bisogna aspettare un futuro futuribile quando la piazza sarà sistemata. Per fortuna che sono qui solo da 10 anni e questi discorsi li sento solo da 10 anni. Chissà che stufa ne hanno i residenti di tutta quella polvere.

Qui lo dico e qui lo ribadisco: le Belle Arti sono uno di quegli enti che io vorrei vedere chiusi o ristrutturati (come la SIAE, e tanti altri….). Ditemi voi se è meglio un asfalto provvisorio o un pantano schifoso e polveroso permanente. Valli a capire, tanto, come al solito, non ci devono vivere o lavorare loro! Ditelo a quelli che fanno il mercato, chissà come gli si impolvera la merce nelle giornate ventose. E guai se cadessero per terra.

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Abele chiamato Caino

Scritto il 9 maggio 2007 nella categoria Cronache

Dopo aver "inondato" Voghera con i volantini segnalati QUI, Salvatore Ferrante ha compiuto una seconda missione per distribuire dei nuovi comun icati che dicono così:

Abele chiamato Caino.

Cercavo un avvocato coraggioso. Non mi serve più, perchè dicono che ho diritto di difendermi, però devo stare zitto. Così l’unico a non parlare sono io! Volevo dimostrare che sono Abele ma loro vogliono che stia zitto "Caino". Io mi sento Abele e voglio far vedere i documenti che dimostrano la mia ragione. Loro però dicono: "Vieni Caino che ti portiamo al patibolo". "La legge è uguale per tutti". Loro hanno avuto tanto tempo per mettersi d’accordo a infilarmi in un pozzo. Io chiedo molto meno tempo per dimostrare la mia innocenza e la loro falsità e cattiveria. Chiedo che mi venga concessa l’autodifesa per dimostrare quanto bugiardo è il testimone.

Il 24 maggio alle ore 10 davanti al giudice di pace di Voghera mi succederà quello che potrebbe capitare a voi. Volete che cambiano le cose? Venite a vedere!

Ferrante 0383/61732 348/2942248

Cosa sarà successo? Che gli succederà? A parte qualche congiuntivo sbagliato la storia è interessante ma misteriosa. Il 24 maggio sapremo.

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Ancora uncorrect, ancora immigrazione

Scritto il 7 maggio 2007 nella categoria Politica,Società

Leggo qui su Repubblica:

Aiuto, sono di sinistra
ma sto diventando razzista

GENTILE Augias, ho 49 anni, vivo a Roma, lavoro al Quirinale, ho studiato, leggo buoni libri (credo e spero), mi interesso di politica, leggo ogni giorno 2 quotidiani, guardo in tv Ballarò e Matrix e voto a sinistra, sono stato candidato municipale per la Lista Roma per Veltroni. Cerco di insegnare alle mie figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza, dell’importanza dell’istruzione, delle buone letture e dello studio, l’etica del lavoro e del sacrificio per ottenere qualcosa di duraturo e vero nella vita.
Lotto ogni giorno, al loro fianco, contro la cultura del nulla e dell’apparire, contro i Tronisti e le Veline e i Grandi Fratelli.

Ma questo è un altro discorso e quindi torno subito a me ed alla mia richiesta di aiuto.
A 49 anni sto diventando un grandissimo razzista e non riesco a sopportarlo.

Non c’è stata una molla scatenante, un atto di violenza compiuto verso di me o la mia famiglia o amici, ma un continuo stillicidio di fatti letti, di violenza vista, di sicumera da impunità, di moralità calpestata, di identità violata e violentata, di fatti raccontati da persone sconosciute su un tram o una metropolitana.
Ad una signora anziana che ha tossito (forte e ripetutamente) sul tram la giovane ragazza slava seduta davanti a lei ha detto: "Se sei malata devi scendere, vecchia!!". Alle mie rimostranze sia la ragazza che il suo accompagnatore hanno semplicemente risposto: "Tu che c.. o vuoi, fatti i c.. i tua", proprio così tua, alla romana.

Altro giro sul tram, affollato. Sale una vecchietta, si avvicina ad una ragazza di colore, la più vicina all’entrata e seduta tra altre 2 persone anziane e, gentilmente, le chiede il posto: prima non risponde e poi, all’insistenza dell’anziana biascica un "vaffanc.. vecchia puttana". Il vecchietto seduto si alza per darle il posto: io intervengo per dire che non è giusto, lei è giovane e può benissimo alzarsi per una vecchietta. Quella si alza, mi guarda, dice qualcosa e poi mi sputa la gomma americana che ciancicava: l’ho presa per il colletto e l’ho sbattuta fuori dal tram, alla fermata. Tutti ad applaudire ma io mi sono vergognato come un ladro per la mia reazione ed alla fermata successiva sono sceso.

Lavorando al Quirinale ogni tanto vado a comprare un panino in piazza Fontana di Trevi: ho sventato 2 borseggi da parte delle zingarelle. Ad un turista di Palermo ho fatto recuperare tutto il bottino che gli era stato trafugato e, appena mi accorgo della loro presenza di branco in caccia, avverto la polizia che staziona alla fontana: nessuno si muove perché devono stare vicino alle moto o alle macchine.
Ed allora capisco che Fontana di Trevi è terra di nessuno, tra decine di venditori di pistolette che fanno le bolle di sapone e di quegli aggeggi rumorosissimi che si lanciano in aria e fanno il verso dei grilli mentre le bande imperversano.

Di fronte agli stupri che avvengono, troppo frequentemente, in varie città italiane, mi chiedo: e se io stuprassi una giovane araba alla Mecca o a Casablanca, se venissi preso dalla locale polizia a cosa andrei incontro? E se a Bucarest, in metropolitana, avessi accoltellato un giovane rumeno per una spinta ricevuta, che mi avrebbero fatto le locali autorità? Perché devo essere sempre buono ed accogliente con i nomadi, ahi tasto dolentissimo e pericolosissimo, quando questi rubano, si ubriacano, violano la mia casa e la mia intimità, quando rovistano nei cassonetti e buttano tutto fuori, quando mendicano con cattiveria e violenza, quando bastonano le immigrate che non vogliono prostituirsi, quando sbattono i bambini in strada o mandano i figli a scuola con i pidocchi?

Perché se chiedo l’espulsione immediata dei clandestini violenti e ladri e meretrici e protettori di meretrici vengo immediatamente accostato a Eichmann?
Perché lo schieramento politico che mi rappresenta, se io chiedo certezza delle pene e della detenzione, mi risponde con Mastella che nomina direttore generale del Ministero di Grazia e Giustizia quel Nuvoli Gianpaolo che, secoli fa ormai, ai tempi di Mani Pulite, ebbe a dire di Borrelli "se il procuratore fosse condotto alla forca sarei in prima fila per assistere all’esecuzione"?

Perché quando Fini, allora competitor di Rutelli a sindaco di Roma, propose di spostare i campi nomadi fuori dal Gra di Roma, tutti noi della sinistra (quindi me incluso ed in prima fila) gridammo "tutti i fascisti fuori dal raccordo" ed ora, a più di quindici anni di distanza, prevale l’idea del mio sindaco e del prefetto di compiere in tutta fretta questa operazione smentendo così, sostanzialmente, tutta la politica fin qui seguita dell’integrazione e dell’accoglienza solidale?

Perché devo sopportare lo strazio umano di vedere per le strade, di giorno e di notte, giovanissime prostitute schiave senza che a qualcuno, di destra prima e di sinistra ora, sia venuto in mente di vietare la prostituzione in strada cambiando semplicemente la legge in vigore? Però se i cittadini delle zone interessate scendono in strada e reclamano, con le ronde e con le fiaccole, un minimo di decenza ed anche di lotta alla schiavitù ecco subito le anime belle gridare al fascismo ed al ritorno delle camicie brune.

Sta crescendo ogni giorno di più l’intolleranza, sta montando l’odio per lo straniero e nessuno fa nulla per spegnere queste pericolosissime braci. Centinaia di persone come me, che hanno sempre litigato con tutti per difendere chi entra in questo Paese, che si sono battute come leoni contro l’intolleranza e la violenza xenofoba, sono stremate e ridotte, ormai, alla schizofrenia. Io voglio spegnere quelle braci prima che si trasformino in un incendio di rancori e violenza, non voglio lasciare più il monopolio della legalità alla destra e quindi non capisco, perché dare il voto locale agli immigrati, dopo 5 anni di permanenza nel nostro Paese, quando in nessun grande Paese dell’Europa Occidentale questo avviene.

So benissimo, come tutti gli italiani, che in Italia, ogni giorno, mille e più reati, anche odiosissimi, vengono compiuti da miei connazionali, nessuno crede veramente che la sicurezza venga messa a repentaglio solo dagli immigrati, non voglio e mi opporrò con tutte le mie forze al dagli allo straniero. Ma voglio legalità, voglio la cultura della legalità in questo benedetto Paese, voglio che chi sbaglia paghi.
Claudio Poverini

Se Nicolas Sarkozy ha conquistato l’Eliseo è anche per come ha affrontato prima da ministro dell’Interno, poi durante la campagna elettorale il tema dell’immigrazione. Con durezza, diciamolo. Senza negare, almeno a parole, una tradizione d’accoglienza che si vuole generosa, ma senza risparmiarsi l’elenco dettagliato di tutti i casi in cui i nuovi arrivati saranno immediatamente espulsi. La sua è stata una campagna visibilmente di destra appoggiata dai media e dall’industria ma, anche alla luce della lettera
che pubblichiamo (necessariamente tagliata) ciò che dobbiamo chiederci è: sul punto specifico dell’immigrazione dove si collocano oggi i confini tra destra e sinistra?

Ricordo perfettamente gli anni in cui ‘Law and Order’, slogan della destra americana, era stato adottato nelle campagne elettorali fasciste: ‘Legge e Ordine’. Dobbiamo avere il coraggio di dire che non è più di destra ammettere che la criminalità e il disordine sociale rappresentano un problema grave per l’equità della nostra convivenza. Non è di destra sostenere che l’immigrazione deve essere controllata, o chiedere agli immigrati di farsi carico di una serie di responsabilità civili, ivi compreso (per fare un esempio) l’obbligo di apprendere la lingua nazionale. Non è di destra reclamare una cultura della legalità che valga per tutti.

Al contrario, la cultura della legalità (a ogni livello – qui il discorso sarebbe lungo) è ciò di cui abbiamo più bisogno per evidenti ragioni di giustizia. Non si possono lasciare impegni così delicati alla destra che li assolverebbe a modo suo, con brutalità cieca anche senza arrivare alle cannonate che qualcuno minacciava tempo fa. È la sinistra che deve farsene carico ed è un carico pesante, forse il compito più difficile che oggi debba affrontare. Bisogna cominciare a dirlo con parole forti e chiare, con lucidità di visione, con il coraggio di chi sa innovare, prima che la denuncia del signor Claudio Poverini venga sommersa nel caos di episodi sempre più frequenti di rigetto, di intolleranza. Perché a quel punto la battaglia l’avrebbero persa tutti, gli immigrati e i cittadini.
Corrado Augias


(7 maggio 2007)

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Cronaca di una domenica mattina di festa

Scritto il 3 maggio 2007 nella categoria Altro

Mi ricordo un giorno. "Comunque non è questo il modo di fare, disse il commerciante all’uomo del pane, domani sarà festa in questo
stupido paese, ma non per noi che stiamo a lavorare".  L’uomo del pane fece finta di niente e se ne andò tranquillamente perchè aveva tante cose da fare, e poi lui non ci poteva fare niente.
 
Siamo in un bel giorno di primavera. La primavera insiste la mattina. Dalla mia cucina vedo il mondo tondo, sempre diverso, sempre ogni mattina, sin dal giorno prima.
Mi sveglio con in bocca un gusto amaro che fa schifo. Chissà cosa è stato, sarà colpa  quello che ho bevuto. Mi alzo dal letto e penso al mio povero fegato spappolato. Mia madre mi vede e mi dice "Devi andare dal dottore a farti guardare, a farti visitare. Hai una faccia che fa schifo, guarda come sei ridotto, mi sa tanto che finisci male". La guardo negli occhi, con un sorriso strano, eppure la vedo, forse ha ragione davvero.
Ma fuori c’è la festa del paese e vado a fare un giro. Non l’ho neanche detto che già mia madre mi corre dietro con il vestito nuovo. Viaaaa! La fuga è veloce: mi metto le scarpe che sono già in strada. Che bella giornata, non bado alla gente che mi guarda sconvolta: ormai ci sono abituato, sono vaccinato, sono controllato. Si pensa ormai addirittura in giro: è chiaro che sono drogato.
La festa ha sempre il solito sapore, il gusto di campane, non è neanche male. C’è chi va a messa e c’è chi pensa di fumare come aperitivo, prima di mangiare. Fini s’è alzato da poco, e non è ancora sveglio, ed è talmente scazzato che non riesce a parlare nemmeno.

La sera che arriva non è mai diversa dalla sera prima. La gente che affoga nell’unica sala: LA DISCOTECA. Ci vuol qualcosa per tenersi a galla sopra questa merda. E non m’importa se domani mi dovrò svegliare con quel gusto in bocca.
(ovviamente era: Vasco Rossi, Fegato Spappolato)

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