Articoli del mese di settembre 2008

Piazza Castello

Scritto il 30 settembre 2008 nella categoria Citazioni,Me stesso,Politica

Mercoledì scorso è apparso il seguente articolo su "La Provincia Pavese"

Piazza Castello, cantieri al debutto nel caos
Automobilisti e commercianti pronti alla mobilitazione per i parcheggi tagliati
Altri sei mesi di lavori per realizzare un’area pedonale con un solo passaggio per le auto

VOGHERA. Piazza Castello chiusa per 6 mesi, il caos in centro storico, il parcheggio all’ex Caserma snobbato, gli esercenti sull’orlo di una crisi di nervi. Cartoline da un cantiere che invade il centro per trasformare piazza Liberazione nel biglietto da visita di una città che si appresta a diventare più a misura di ciclisti e pedoni. Ieri a Voghera è andato in scena il V (in senso di vaffa) day. Auto incolonnate all’incrocio del cinema Arlecchino, genitori dei bambini delle scuole che hanno perso la bussola.

Mamme con bimbi da scarrozzare, e papà a caccia di un posteggio per raggiungere l’ufficio sbuffano (e non solo), mentre gli anziani hanno rivisto le loro abitudini: il martedì e il venerdì in centro molti arrivano in autobus. Ma gli altri devono arrangiarsi. L’ha confessato, ieri mattina, trafelato lungo via Cavour, anche Giorgio Grandi: «Muoversi in auto nel centro di Voghera nei giorni di mercato prima era difficile. Oggi è impossibile. Spero davvero che i lavori in corso si concludano quanto prima, viceversa a corona di piazza Duomo sarà sempre il caos». Sulle barricate gli esercenti. In particolare ce n’è uno che lavora blindato da nastri e transennamenti. Si chiama Fabio Tordi ed è il titolare di Piazza Affari, davanti a quella che una volta era l’immissione in piazza Castello, la più grande area di sosta gratuita del centro storico. Oggi a poca distanza dall’incrocio con via Cernaia, Tordi ha un sogno: «Mi auguro che la mini area di sosta in realizzazione qui all’angolo, a compensazione parziale del mega parcheggio che se ne va, sia pronta quanto prima. Ma non si potevano inaugurare i nuovi posti macchina prima di avviare il restyling di piazza Castello?». Timore per il futuro dei negozi del centro: «Quando tutti si saranno abituati al centro commerciale, anche durante la settimana, il Comune organizzerà iniziative di rivitalizzazione. Ma sarà tardi». Le parole degli automobilisti in transito lungo via Cavour hanno dato il segno del disagio: «Sono stufo di girare come una trottola per sistemare l’auto — ha spiegato Umberto Lamagni —. Ma davvero il centro di Voghera vale tutta questa fatica per un posto auto senza spendere quasi 1 euro l’ora?». Se c’è chi si lamenta c’è anche chi si adatta: il popolo della terza età. A spiegare come è Roberta Demichele, ambulante del mercato: «Tanti anziani nostri clienti abituali scelgono il pullman e non ci pensano più. Perché alla qualità proposta dal mercato non si rinuncia. Stanno cambiando le abitudini». Per Confesercenti il caso è serio. Graziano Tagliavini, coordinatore iriense dell’organizzazione, invita palazzo Gounela a elaborare un piano viabilistico alternativo: «Entrare e uscire dal centro storico è diventato un vero e proprio rebus. Così non si può andare avanti. Il sindaco Aurelio Torriani riceverà una lettera da Confesercenti».
Emanuele Bottiroli

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Alberoni

Scritto il 29 settembre 2008 nella categoria Citazioni

tratto da www.corriere.it/editoriali/alberoni

L’amore richiede pazienza
E un solo errore può distruggerlo

Passare da un partner all’altro non serve a nulla

di Francesco Alberoni

Un tempo in un villaggio tutti sapevano tutto di tutti. Se arrivava uno straniero gli occhi erano puntati su di lui ed era impossibile avvicinarlo senza che gli altri ne venissero a conoscenza.

L’individuo aveva rapporti con poche persone: i familiari, gli amici, i parenti, gli abitanti del paese. Era in questo nucleo chiuso che avvenivano tanto gli affari quanto le scelte amorose. La ragazza si fidanzava e si sposava con uno del luogo. Solo chi andava in città aveva altre possibilità di incontro.

Ma anche qui, una volta sposati, i coniugi condividevano i conoscenti e gli amici. Oggi tutto è cambiato. La gente viaggia, studia o lavora in altre città, partecipa a congressi, ha continue occasioni di conoscere altre persone andando nei villaggi vacanze o in crociera. Infine, con Internet, ciascuno può fare nuove conoscenze, scambiare con loro email, foto, filmati o incontrarsi personalmente. Nel campo erotico e amoroso ogni individuo oggi, se lo vuole, ha la possibilità di scegliere fra innumerevoli alternative.

Eppure sono molte le persone che non trovano l’amore che cercano e che si sentono sole. In ogni essere umano, infatti, esistono due tendenze opposte, una che ci spinge alla ricerca di nuove esperienze, di nuovi rapporti e l’altra che invece ci fa desiderare di amare ed essere amati da una sola persona e di realizzare solo con lei una intimità totale.

Avendo a disposizione numerose alternative, molti spesso hanno tanti rapporti, tante esperienze, provano e cambiano in modo frettoloso. Alla più piccola frustrazione, alla più piccola delusione cercano subito qualcosa di meglio. Ma l’amore non si trova correndo in modo veloce da uno all’altro. Occorre tempo per capire se ciò che proviamo è amore o solo una attrazione. Occorre tempo per capire se l’altro ci ama. Occorre tempo per capire se il legame è forte.

E in questo periodo delicato un solo errore può distruggere tutto. L’amore infatti è come il diamante, durissimo e fragile. Vuole tutto, non puoi dirgli «resta dove sei, vado a fare un’altra esperienza e torno». E se lo perdi non puoi rimpiazzarlo, non c’è nessuno al mondo che lo possa sostituire. Lo puoi cercare anni e anni nei viaggi, nei club, nelle discoteche, sul web senza trovarlo. Poi talvolta invece, quando meno te lo aspetti, lo incontri. Ma, come la prima volta, corri sempre il pericolo di fare un errore e di perderlo. Devi riconoscerlo e averne cura.

29 settembre 2008

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dellamorte dellamore

Scritto il 25 settembre 2008 nella categoria testi

Fili de le pute, traite, Gosmari, Albertel, traite.
Falite dereto colo palo, Carvoncelle!

La dimensione del suono
è finita
rimane il rumore
l’amore è rumore
vedo gli scogli
in fondo
il mare è nero
urla il vento
ho paura
sto volando nella notte
non ci sono nubi
solo il nero della notte
niente stelle
gli uomini sono piccoli
la spiaggia è piena di ciottoli
la chiesa è illuminata
mi stanno aspettando
sogno
senti che rumore fa la risacca
suona la campana
12 rintocchi
la brezza del vento….
sento le grida
anima disperate
non voglio stare tra di voi

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Paris Hilton

Scritto il 24 settembre 2008 nella categoria Società

Oggi vorrei spezzare una lancia a favore di una delle più odiate, Paris Hilton. I denigratori, specie le donne, dicono: "non è per niente bella, piace solo perchè fa l’oca e ha i soldi". Noooo guarda fa schifo, maddai! Invece secondo me è una gnacca. Non sarà ultrafighissima, ma non è certo da buttare via… Ma poi, de gustibus… E poi non è per niente stupida: con la sua presunta aria da svampita ha fatto un’operazione di marketing mica da ridere.  Da anni fa parlare di lei anche se non fa in pratica nulla. Scusate se è poco. Lei presenzia, lancia linee di moda, ha fatto un disco… tutto quello che serve per far parlare di sè. In un mondo basato sull’immagine ha fatto una scelta ottimale, e soprattutto l’ha realizzata al meglio.

E non dite che non è così: l’apparenza ormai ci invade. La scorsa settimana ero al bar, entra una mamma dal look griffatissimo con uno di quei passeggini ultrafashion che trasportava una paffuta bimbetta. Il barista, per fare il simpa, le dice: "OOOH, ma come è vestita bene questa bambina". Capite? Non è che ha detto "Che bambina carina", ma "Che bambina stilosa". Allucinante. E soprattutto son rimasto basito dalla risposta della mamma, che con finto antisnobismo ha quasi sbuffato: "Eh si, le hanno regalato il corredo completo di Burberry". Cosa??? Ad una bambina che neanche cammina? Ma la gente è malata nella testa. Ma veramente pensano che il bavagliolo della Lacoste assorbe la bava del poppante meglio di quello anonimo? E allora facciamolo cagare nel pannolino Gucci, così profuma di fashion. Ma dai, non scherziamo per favore. Io i bimbetti firmati li trovo davvero di cattivo gusto. E’ una sfacciata ostenzazione… si ma della testa bacata dei genitori. Mi ricorda un po’ le quarantenni fintobionde ultralampadate color merda con la pelle bruciata: probabilmente sono convinte di stare bene. E quelli che comprano le Hogan numero 19 pensano che i loro figli siano dei fighi della madonna, io penso che saranno degli adulti complessati. Ma se il mondo è questo, Paris sta giocando le giuste carte, ecco perchè mi sta simpatica. Melio cambiare no?

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Grazie mille

Scritto il 23 settembre 2008 nella categoria Riflessioni

Lo hanno fatto. Era come vivere a Los Angeles: lo sai che prima o poi arriverà il terremoto, ma speri sempre che non arrivi. E invece, dopo tanto parlare, lo hanno fatto. Hanno iniziato il lavori per trasformare il parcheggio di Piazza Liberazione (aka Piazza Castello) a Voghera in un giardino. Che bello, direte voi. E come no, un bel giardino davanti ad un castello fatiscente e malmesso. Un giardino dove i cani potranno fare i loro bisogni, i pusher potranno agire indisturbati, gli ubriachi portanno vomitare e perchè no, magari anche un po’ di drifting con gli scooter. Sono pessimista? Beh vedremo. Quello che so per certo è che hanno tolto un mucchio di parcheggi in pieno centro. Mi vengono a dire: ma abbiamo messo i parcheggi nell’altro cortile della caserma. Si ma forse non avete pensato ad una cosa: quelli che in centro ci devono venire per forza si adegueranno, quelli che venivano per fare un giro o per piccole commissioni non ci verranno più. Fossi io col cavolo che ci verrei, andre bel bello all’Iper dove trovo il parcheggio che voglio e tutti i servizi che voglio. Mi secca ripetermi, ma poi quando non ci saranno più i negozietti saranno cazzi per tutti, e forse sarà troppo tardi. Comunque grazie mille a chi ha preso quasta decisione, anzi dirò di più, anche un bel VAFFANCULO!!!

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Polacchi d'Inghilterra

Scritto il 22 settembre 2008 nella categoria Società

Stavo leggendo un articolo su Time di questa settimana (che potete trovare anche online qui) che dice una cosa interessante. Quando sono stato a Londra nel 2006 mi ero accorto di un fatto curioso: in giro c’erano un sacco di polacchi. I primi tempi mi stupivo del fatto che, ad esempio, tra i giornali gratuiti che si trovano nelle stazioni metropolitane, c’erano quelli che parlavano del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda e… della Polonia! Poi col tempo mi sono accorto che in effetti di gente proveniente dalla Polonia ce n’era effettivamente parecchia. Infatti avevo letto da qualche parte che, da che mondo è mondo, la comunità straniera più presente nel Regno Unito erano sempre stati gli irlandesi, così come in Irlanda erano sempre stati gli inglesi. Invece, dopo l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea e la conseguente apertura delle frontiere e la possibilità di cercare lavoro all’estero c’era stato un flusso così importante che i polacchi erano diventati il gruppo più numeroso di stranieri in UK.

Ora questo articolo ci dice che se ne stanno gradatamente andando. In primis perchè la Polonia sta vivendo un boom economico e quindi preferiscono tornare, coi soldini guadagnati presso il Regno di SM la Regina Lizzie, in madrepatria. Oppure preferiscono migrare in altri stati europei dove trovano maggiori benefici, tra cui il fatto di essere pagati in Euro che attualmente è una valuta più forte della Sterlina. Cavoli il mondo fa presto a cambiare… Ne approfitto per salutare Kasia, che ho sentito tempo fa via Skype, che dice di aver sempre una gran voglia di tornare a vivere in Italy.

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La politica

Scritto il 19 settembre 2008 nella categoria Politica

Ho una mia personale idea della politica, che differisce, ad esempio, con l‘idea che ha mio padre. Anzi ho due idee: quello che penso di quelli che fanno politica e quello che penso della politica. Io di quelli che fanno politica ho un’idea pessima. La seguo da anni a livello nazionale e la frequento da anni a livello locale e mi sono sempre accorto di una cosa: tutti, ma proprio tutti, fanno politica x interesse. Punto. Dopo il proprio interesse, magari fanno anche quello (che pensano giusto sia) x la comunità. Sono pessimista? No ragazzi, sono realista! In realtà ho trovato qualche persona che lo faceva x pura passione, ma pochissimi e tutti rimasti concreti sognatori… Detto questo, ecco l’idea che ho io della politica, ovvero perchè nella mia vita ho fatto tentato di far politica.

La politica è parte della vita di tutti i giorni. Anche quelli che dicono di non interessarsi di politica, poi quando vanno al bar si lamentano dei prezzi dei medicinali, dello stato dei trasporti. Questa è pur sempre politica. Quelli che dicono "ma perchè non fanno così o cosà". Sarebbe bello riuscire a portare avanti le proprie idee. Questa è politica. Ce chi fa politica attraverso associazioni, attraverso i partiti, i sindacati, gruppi di volontari, ecc. Io ho scelto i partiti. Io mi sento una persona fortunata, quindi, credetemi, non cerco nella politica un modo di realizzarmi o di migliorare la mia posizione socio-economica, pertanto quello che ho fatto l’ho sempre fatto x portare avanti delle idee. Ovvio, sono pienamante consapevole che è un mondo fatto di compromessi, e quindi devi sempre mediare le tue idee e i tuoi interessi con quelli degli altri e quindi non riuscirami mai a realizzare esattamente quello che avevi in mente. Però ci si può provare, si fa del proprio meglio. Ma non ce l’ho mai fatta, purtroppo è un mondo di squali in cui tutti cercano principalmente il proprio tornaconto e dove le idee spesso valgono poco. Le idde, in quanto tali, sono opinabili, ma dovrebbero essere il motore della politica. Invece non è così. E’ molto difficile che ciò avvenga. Ma non si sa mai, magari prima o poi….

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Gran Premio Santander d'Italia

Scritto il 16 settembre 2008 nella categoria sport

Venerdì sono stato, per la prima volta in vita mia, all’autodromo di Monza. Grazie a Michele, che ha ottenuto dei pass, siamo stati ospiti della BMW. Siamo partiti prestino, alle 7 e mezza, ma dopo aver recuperato i pass a Vedano, aver parcheggiato, eravamo operativi sono alle 10 e mezza. Lo spazio della BMW era nella palazzina a fianco quella dei box, quindi esattamente sul rettilineo dei traguardo. L’ambiente era carino, con schermi per vedere le auto in pista e i tempi, ma un po’ asettico, in quanto (quasi) non si sentivano neanche i rumori. Allora siamo andati nella tribuna di fronte, da dove abbiamo visto la prima sessione di prove libere della F1. Il tempo si è voltato in peggio e ha cominciato a diluviare. Infatti ad un certo punto nessuno ha voluto più uscire dai box e, di fatto, le prove sono state sospese. Figuratevi che nei box usciva l’acqua dai tombini. Siamo ritornati allo spazio BMW per scroccare il pranzo gentilmente offerto. Successivamente avrebbe dovuto esserci il "giretto" (o come lo chiamavano loro il "walk about") per visitare i box, ma purtroppo, a causa dei ritardi a seguito della pioggia, è saltato tutto. Peccato, mannaggia. Allora ce ne siamo andati a vedere la seconda sessione di prove lungo il ciruito, visto che il tempo era notevolmente migliorato.

Cavoli vanno veramente veloce e, in effetti, se assisti al passaggio delle vetture da bordo pista fanno proprio un rumore fastidioso. Se invece stai sulle tribune il tutta diventa più sopportabile.

Ma si finalmente mi son tolto lo sfizio di andare all’autodromo, in fondo non è così distante e prima o poi nella vita… Vedere il meraviglioso circo della formula 1 ™

E poi per la cronaca: sabato Vettel con la Toro Rosso in pole: che idolo. E domenica sera, quando sono tornato a casa, la notizia della Toro Rosso vittoriosa al GP d’Italia. IN-CRE-DI-BI-LE fantastico!

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L'ingegnere sull'isola deserta

Scritto il 13 settembre 2008 nella categoria Simpatiche

Un giovane ingegnere decide finalmente di prendersi una vacanza nel Mar dei Caraibi. Purtroppo un giorno la nave affonda e l’uomo si ritrova su di un’isola deserta. Nessuna persona, nessun riferimento, niente di niente, solo banane e noci di cocco.

Dopo circa quattro mesi, mentre è disteso sulla spiaggia, stanco e disperato, vede una canoa, con a bordo la piu bella e sensuale donna che abbia mai visto in vita sua, che sta remando verso di lui. Incredulo, l’ingegnere le chiede da dove arrivi e come abbia fatto ad arrivare fino a lì.
Vengo dall’altra parte dell’isola – risponde lei – e sono arrivata sull’isola dopo che la mia nave ha fatto naufragio.
Sei stata veramente fortunata ad avere con te una barca – risponde l’ingegnere.
Oh… questa? – replica la donna – l’ho fatta con materiali che ho trovato sull’isola: i remi sono i rami dell’albero della gomma, ho intrecciato la parte inferiore con i rami delle palme, ed i lati e la chiglia li ho fatti da un albero di eucalipto.
Ma… ma è impossibile – balbetta lui – non avevi attrezzi a disposizione
Oh, quello non era un problema. Dall’altra parte dell’isola c’è un insolito strato di roccia alluvionale. Ho scoperto che dandogli fuoco e portandolo ad una certa temperatura, si trasforma in duttile ferro forgiabile. Ho usato quello per costruire gli attrezzi, e gli attrezziper procurarmi il materiale per la barca.
Il ragazzo è sbalordito.
Remiamo fino al mio posto – dice la donna.

Così, dopo pochi minuti, attraccano ad un piccolo molo e, con fare da marinaio esperto, la donna lega la barca con una corda di canapa intrecciata, mentre l’ingegnere a momenti non cade in acqua dallo stupore. Infatti, oltre al molo, di fronte a lui c’e un sentiero in pietra che porta ad un delizioso bungalow dipinto in blu e bianco. Una volta entrati, la donna dice con malizia:
Non è molto, ma io la chiamo casa. Perche non ci sediamo e prendiamo un drink?
Oh no, grazie – risponde stizzito – non ne posso assolutamente piu di altro latte di cocco!
Ma non è cocco. Ho un alambicco! Cosa ne dici di una pina-colada?
Provando a nascondere il sempre maggiore stupore, ed imbarazzo, l’uomo accetta di buon grado. Quindi iniziano a parlare, ed una volta che si sono raccontati le loro storie la donna annuncia provocante:
Sto andando a mettermi qualcosa di piu comodo. Perche non vai di la a farti una doccia ed a raderti? C’è un rasoio nell’armadietto. Senza fare altre domande, l’uomo si reca nel bagno, dove oltre ad una doccia, trova anche il rasoio, fatto con un manico in osso e due superfici smerigliate tenute insieme e funzionanti grazie ad un qualche meccanismo.
Questa donna è incredibile, meravigliosa. Chissà quale sara la prossima sorpresa?
Quando ritorna, la donna è stesa sul letto, e non indossa nient’altro che dei fiori strategicamente posizionati, mentre nella stanza si spande il profumo delle gardenie. Lei lo invita a sederle accanto.
Dimmi – inizia lei avvicinandosi all ingegnere – siamo stati qui fuoriper molto tempo. Tu sei stato solo, io sono stata sola. Sono sicura che c’è qualcosa che vorresti fare adesso, e che non hai potuto fare per tutti questi mesi. Adesso puoi…
Una luce brilla nei suoi occhi. L’ingegnere non puo credere a quello che sta sentendo. Il suo cuore comincia a battere forte, si sente veramente fortunato.
Vuoi… vuoi dire che… dopo tutto questo tempo… vuoi dire… che posso realmente… controllare la mia e-mail da qui??

(tratta da HappyBlog)

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Con prudenza…

Scritto il 12 settembre 2008 nella categoria Citazioni

"I prudenti, di notte, dormono meglio…

,,,ma gli spericolati, di giorno, si divertono di più!"

Bub Bum Ghigno

 


Gustav Klimt – Il bacio – Österreichische Galerie Belvedere – Vienna

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Feed RSS

Scritto il 10 settembre 2008 nella categoria Internet

Cercherò di spiegarvi cosa sono i Feed RSS senza tediarvi con alcunché di tecnico. Vediamo un semplice esempio: voi leggete spesso un blog, per esempio questo. Come fate a tenervi aggiornati? Molti digitano nella barra degli indirizzi www.fabiotordi.it.  Altri l’hanno più saggiamente inserito tra i preferiti e devono solo cliccare. Altri ancora vanno addirittura su google e cercano "fabio tordi" (giuro!). Solo che c’è un problema: se ne seguite parecchi, come fate a sapere se sono stati aggiornati o meno? Dovreste visitarli ad uno ad uno, con gran dispendio di energie. Non sarebbe più comodo vedere solo i titoli per accorgersi se c’è qualcosa di nuovo? A questo punto entrano in scena i Feed. Funzionano come gli indici dei libri o dei giornali, riportando l’elenco degli articoli. Come si fa a leggerli? Bisogna avere un apposito programma oppure, molto meglio, utilizzare un browser che li supporti, come Mozilla Firefox. Se invece vi intestardite ad usare MS Internet Explorer… beh cazzi vostri io non lo uso pertanto non saprei aiutarvi (credo e spero che ci siano arrivati anche loro, ma non so come si fa!)

Ora vi spiego: aprite Mozilla Firefox e andate sul sito che vi interessa. Se avete una delle ultime versioni dovreste vedere nella bara degli indirizzi, sulla destra, il simbolino degli RSS, che è questo qui a fianco. Cliccateci sopra. Se invece non lo vedete dovete cercare nel sito in questione sempre il suddetto simbolo oppure un link del tipo " RSS". Vi si aprirà una pagina dove vi verrà chiesto di abbonarvi ai feed. Scegliete "Segnalibri Live" nel menu a tendina (dovrebbe essere già selezionato) e cliccate su "Abbonati adesso". Date un nome al segnalibro (ad esempio "Fabio") e nel menu "Creato in" scegliete "Barra dei Segnalibri". Fatto. A questo punto nella barra dei segnalibri (se x caso non la vedete andate nel menu Visualizza -> Barre degli strumenti -> Barra dei segnalibri) vedete una cartelletta con scritto a fianco "Fabio". Se ci cliccate sopra: magia!!! Vedete i titoli degli ultimi articoli. Quindi senza nessuno sforzo potete capire se è uscito qualcosa di nuovo oppure no. Comodo vero??

Ok… in un incredibile sforzo di altruismo (e masochismo) ho provato anche con exploDer:, ma vedo che la procedura è un po’ più complicata e non ho voglia di sbattermi. E poi mi chiedo: ma perchè diavolo usate ancora Explorer? Boh? Tra parentesi: ho provato anche Chrome , il nuovo browser di Google, ma l’ho già abbandonato proprio per questo motivo: non ha ancora il supporto degli RSS. Ne riparleremo.

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Left behind

Scritto il 9 settembre 2008 nella categoria testi

Cosa hai fatto in tutto questo tempo?

J’ai vècu.

E come hai vissuto?

Day by day.

Si, ma ora sei solo ossa e polvere.

 

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Serravalle

Scritto il 6 settembre 2008 nella categoria Riflessioni,Società

Fino a pochi anni fa quando dicevi "Serravalle" intendevi l’autostrada, l’A7, comnemente detta, appunto, la "Serravalle". Ora parli dell’Outlet. Infatti in quella zona del Piemonte, tra Serravalle e Novi Ligure, patria del cioccolato, ha aperto i battenti il primo Outlet Center della moda in Italia. Nei giorni scorsi sono andato a farci un giro, ecco il resoconto:

 

di Fabio Tordi (esperto di costume)   di Fabio Tordi (esperto di marketing)

Non sono un frequentatore dell’Outlet, come invece molti nella mia zona. Sono venuto un paio di volte appena aveva aperto e un paio di volte successivamente. Esco dal casello di Serravalle e imbocco la strada in salita. Ricordo benissimo, una decina di anni fa quando con amici siamo stati alla discoteca Palace, covo di truzzi e musica techno, che talvolta trascendeva in hard core. Qualche anno dopo ha chiuso e l’hanno trasformata in una sala Bingo. Che tristezza. Ora c’è l’Iper, e dietro hanno sbancato un’intera collina x costruire un altro centro commerciale dove piazzare i grandi nomi della GDO specializzata tipo Pittarello, Euronics, ecc. E non solo, stanno ancora costruendo un posto altrettanto grande. Bella o brutta che sia questa è la realtà. Negli anni ’70 un neologismo chiamava l’improvviso boom edilizio spregiudicato "rapallizzazione", ora potremmo coniare il verbo "serravallizzare".

Son passato davanti al nuovo centro, ma non mi andava di entrare: d’altronde perchè venire fino a qui x andare in negozi che si trovano ovunque? Allora ho parcheggiato dietro al Designer Outlet. Ogni passo che compivo non faceva che aumentare la mia amarezza: che posto squallido e triste. Una sequenza di negozi dove la gente è convinta di fare affari. Ti fanno gli sconti. Si come no? Nel negozio Reebok ho visto un paio di scarpe a 49 euro che io ho fatto fatica a vendere quest’estate a 15 euro. Ormai il mondo dell’abbigliamento sta dividendosi come una forbice: i prodotti non di marca costano spr meno e quelli di marca spr di più. Siamo onesti: il prezzo corretto e sincero per un paio di jeans sarebbe di circa 40 euro. Invece al mercato li trovi a 10 euro e quelli di marca costano oltre i 100 euro. Certo, i prodotti griffati dovrebbero essere di qualità migliore, e quasi sempre lo sono, ma la differenza qualitativa non giustifica in nessun modo l’enorme differenza di prezzo. Io personalmente non sopporterei di indossare un maglione come fosse una reliquia solo perchè l’ho pagato magari 150 cucuzze. Preferisco un bel maglione, di qualità, pagato 30 euro. Così magari durante l’inverno me ne compro anche 4, non sono costretto a girare sempre con lo stesso. Ma io sono strano. E poi un maglione a 150 cucuzze mi sembra uno schiaffo alla povertà.

Il mio stile è inside, non permetterei minimamente di essere  giudicato per ciò che indosso. Così come non mi permetterei di giudicare una persona per quello che porta.

Sono arrivato al "centro", dove c’è la fontana. Anche quella aveva un sapore di finto che mi seccava la gola, seppur fosse piena d’acqua. Ma come si fa, dico io, a passar giornate in quel paese dei balocchi? Pinocchio apri gli occhi per favore. Eppure è così. Questi furbi signori hanno creato città-stato, dove possono fare gli orari che vogliono, 7 giorni su 7. E la gente, invece di farsi le belle passeggiate di una volta, passa le domeniche pomeriggio a mangiarsi un fintogelato seduti su una fintapanchina in una fintavia del fintovillaggio. Sembra di stare a Legoland, è l’aberrazione del consumismo.

Proprio mentre venivo qui alla radio parlavano di outlet e un radioascoltatore diceva che al suo paese, da quando hanno aperto uno di questi centri, i giovani più trendy si tengono lontani dalle marche ivi proposte perchè altrimenti si dice che "sei vestito all’outlet". Non vorrei sembrare antico se dico "ma dove siamo arrivati?". Ormai la marca ha raggiunto una dimensione tale che non lascia più spazio alla qualità reale del prodotto. Che solitamente viene fatto in Cina. O dai cinesi di Prato…

Beh ragazzi, coi Lego mi piace giocarci, ma preferisco vivere nel mondo reale, i miei centocinquanta euro per un paio di braghe non li avranno mai (con la presunzione poi di farmi anche lo sconto!!!!). Preferisco spenderli per andare fino a Vernazza a mangiare il gelato.

 

Ho sempre avuto la passione dei centri commerciali, mi affascinano. In un solo posto puoi trovare tante cose. Inoltre per me che sono cresciuto in un paesino, il centro commerciale ha un appeal ancora maggiore. Quando ne vedo uno fatico a non entrarci, giusto solo per fare un giro. Tempo fa son passato a Serravalle e ho notato che dopo l’Outlet e l’Iper, ha aperto un altro centro e nuove costruzioni stanno nascendo. Certo che dovrebbero pagare una fee di ingresso x la geniale idea di Mc Arthur Glen di costruire li, a ridosso delle autostrade, in un luogo facilmente raggiungibile dalla Liguria, dal Piemonte, da Milano e dall’Emilia. In Italia non si era mai vista una tale concentrazione di quelli che una volta si chiamavano spacci aziendali. In questo modo il cliente ha la possibilità di trovare realmente ciò che vuole.

Il centro è organizzato molto bene. ha tanti bei parcheggi che lo circondano, in modo da essere facilmente raggiungibile da tutte le direzioni. Ogni passo che compivo non faceva che aumentare la mia soddisfazione: che posto strabiliante e unico. E’ stato realizzato come un villaggio, con vie lastricate, fontanelle, panchine, edifici simili ma non identici, per ricreare un ambiente familiare e dare al visitatore un’idea di benessere. Chi ci va si sente essenzialmente prima un ospite che un cliente. Non si ha la sensazione di essere in un santuario del consumismo, ma in un paese delle favole, dove ciò che desideri è lì a portata di mano… e di portafoglio. Ogni ditta presenta le proprie collezioni precedenti fortemente scontate.
I negozi vanno da quelli di moda chiccosa, a quelli di sportswear, fino alle marche più giovani, sportive, eleganti, ecc. Insomma c’è di che soddisfare i gusti di tutti, anche dei più esigenti. Perchè lo stile di ciascuno è importante e l’abbigliamento è un biglietto da visita.

Comunque ancora complimenti agli ideatori, finalmente non si è più costretti a perdere giornate alla ricerca del capo che si aveva in mente, gironzolando nei caotici centri delle città. Qui, a pochi minuti di autostrada, senza problemi di parcheggio, hai tanta di quella scelta che è quasi impossibile non accontentare i tuoi gusti. Prova ne è il grande successo che ha avuto.

Immagino che i prezzi degli affitti siano altini, ma il fatto di essere aperti 7 giorni su 7 e soprattutto quello di attirare una così vasta clientela, ripaghi ampiamente delle spese sostenute. Noto che c’è sempre il negozio della Slam, marca genovese di abbigliamento "da barca". Prima dell’apertura del Designer Outlet capitava spesso di fare degli stock per il mio negozio. Ora invece gesticono le rimanenze tramite il negozio di Serravalle. E guardando i prezzi capisco il perchè. Una polo "in offerta" a 40 / 50 euro?? Grandiosi. Potenza del marketing. Ecco la leva capace di sollevare il mondo degli anni 2000. L’idea, lo stile, il brand. Siamo tutti un po’ fashion victims come diceva il rimpianto Franco Moschino, che prima ancora di esser stato uno stilistia era a mio avviso un guru del marketing.  Ricordo ancora quando aveva lanciato una linea con scritto "MOSCHIFO" (leggetevi questo). Che stile. Adoro queste cose, è come il sogno amerciano, dimostrano che chiunque, grazie ad una brillante idea, possa raggiungere il successo.

Devo tornarci più spessi in questi posti, mi danno un sacco di vibrazioni positive e un’infornata di ispirazioni.

 

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Bella

Scritto il 5 settembre 2008 nella categoria viaggi

Mercoledì scorso siamo andati a Stresa. C’ero già stato, ma è sempre un bel posticino. Il Lago Maggiore ha certo il suo fascino e il lungolago della città, coi suoi favolosi hotel e ville stupende, è proprio caratteristico. Il centro è molto turistico ma sempre carino, coi negozietti e i ristoranti. Il tempo era un po "acquoso", ma tutto sommato non ci ha fatto disperare più di tanto. Eh si, è stata proprio una bella gita.

Dopo pranzo  ci siamo diretti all’imbarcadero. E’ singolare come nelle vicinanze ci siano i barcaioli privati che cercano in tutti i modi di indirizzarti verso le proprie gite in barca. Peccato che abbiano costi esorbitanti rispetto ai traghetti di linea. Alla fine abbiamo optato per visitare la più vicina e la più carina delle isole, che dal nome dice già tutto: l’Isola Bella. Dopo un breve tour sotto la pioggia abbiamo deciso di visitare il Palazzo Borromeo. Beh, al contrario di John e Lavinia, se io e Ely fossimo i proprietari, sicuramente chiuderemmo l’isola al pubblico per andarci ad abitare, non prima di qualche piccola modifica, ovviamente. C’è da eliminare un po’ di ciarpame spostare qualche rara suppellettile, ma tutto sommato è quasi a posto (anche se non ho ancora capito dove metteremmo il ping pong). E poi anche il giardino non è niente male (a parte i pavoni, tutti bianchi… ma con una bella bomboletta spray si rimedia subito, sono un esperto io!!)

Insomma una piacevole giornata, anzi "una splendida giornata, straviziata, stravissuta, senza tregua…". In una  splendida location. Ma soprattutto con Elisa. Più della gita, più dell’isola, lei si che merita il titolo del post.


 

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Trebbia

Scritto il 2 settembre 2008 nella categoria Brallo

A volte le immagini valgono molto di più di mille parole. Nei giorni scorsi sono andato al Trebbia a fare il bagno, un caldo simile a fine agosto non me lo ricordo… e poi non c’era nessuno…. che bello….

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