Articoli del mese di ottobre 2008

Atene – primo giorno

Scritto il 31 ottobre 2008 nella categoria viaggi

L’aereoporto di Atene è veramente molto moderno. la gran comodità è che c’è una linea della metro che porta direttamente in città (circa 40 min). Il nostro albergo è in centro, pulito, semplice e il tizio della reception gentilissimo, ci ha spiegato proprio per filo e per segno tutte le cose da vedere in città. Ok, via con la visita. Da una primissima occhiata non è che faccia una bellissima impressione. I negozi sembrano poco curati e le facce che si vedono in giro sono abbastanza da galera. Ci sono anche tantissimi indiani o pakistani. I prezzi sembrano simili a quelli dell’Italia, forse un po’ più bassi.

Abbiamo visto il mercatino che c’è la domenica ai piedi dell’Acropoli. Ma si, c’è un po’ di tutto, ma alla fine è il solito fritto misto che vedi ovunque: africani con roba falsa, ricordini, finte anticaglie, ecc. Fatto sta che il pomeriggio è passato.

Dopo ci siamo avventurati nelle viette della città vecchia, la Plaka. Diciamo che sicuramente qui non si muore di fame. Ci sono ristorantini ovunque, sembra di stare… ma dai… nel quartiere greco di Parigi. Dopo tanto (ma tanto) girare la stanchezza si faceva sentire, in fondo eravamo in piedi dalle 4 e mezza! Allora ci siamo sparati una cena greca a base di suvlaki e roba simile.

Però sto imparando a leggere le lettere greche. La teta si legge T, la omega O, la ipsilon si legge U, la Σ si legge S, la Λ che dovrebbe essere la lambda si legge L, ecc.

Alla sera ho chiamato l’Italia con Skype: che figata si sentiva benissimo e ho speso quasi nulla (a parte il costo dell’Internet Point). Quando ero a Londra due anni fa lo usavo tutti i giorni.


L’Acropoli la si vede da ogni punto della città.. domani ci andremo.

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Facebook

Scritto il 29 ottobre 2008 nella categoria Internet

Cos’è Facebook? Negli ultimi mesi parlo molto di FB e tutti mi fanno questa domanda… alla quale è difficile rispondere. E’ un cosiddetto Social Network, in pratica è un giochino, ma con dei risvolti utili. E’ un modo per tenere contatti con persone che altrimenti non avresti occasione di tenere.

Funziona così. Ti iscrivi e inserisci tutti i dati che vuoi: nome, cognome, data di nascita, interessi, film preferiti, hobby, attvità, professione, ecc ecc. Poi inizi ad avere una lista di "contatti", insomma i tuoi amici di Facebook. Come si fa a collezionare amici? Per prima cosa puoi dare in pasto automaticamente la tua rubrica di email e lui (il signor FB) vede se c’è qualcuno iscritto. Se trova qualcuno gli mandi una richiesta di amicizia e questo potrà accettare o ignorare. Poi, quando diventi amico di qualcuno, puoi sbirciare nella sua lista di amici e vedere se c’è qualcuno che conosci anche tu. Poi sarà sempre FB a suggerirti altra gente che potresti conoscere in base alle scuole fatte, alle ditte per le quali hai lavorato, al fatto che c’è gente con la quale hai parecchi amici in comune e quindi probabilmente conosci, ecc. E così il cerchio di amicizie si allarga. Io sono arrivato finora a 96 amici.

E poi, cosa puoi fare? A cosa serve tutto ciò? Lo prendi come un giochino, quando ti colleghi al sito puoi scrivere quello che stai facendo, puoi scrivere ai tuoi amici, pubblicare foto, commentare quello che fanno gli altri, mandare regalini virtuali, giocare, iscriverti a test, sondaggi, creare e associarti a gruppi (per esempio io ho creato "Salviamo Orione dalla pallavolo"), e mille altre cose. Ripeto ancora una volta: a cosa serve tutto ciò? Per prima cosa serve a perdere un sacco di tempo… e poi, come ho detto, in questo modo vedi cosa fanno e quindi tieni i contatti con gente che vedi anche molto poco, se non quasi mai. Gente di cui magari avevi perso le tracce, non sai neanche più cosa fa, ecc. Puoi semplicemente scrivere un appunto, scoprire che è il loro compleanno, ecc.

Io nella mia vita ho frequentato un sacco di persone e su FB ne ho ritrovate un mucchio. Gente di Brallo e dintorni, amici di Voghera, compagni di sucola, di ingegneria, di economia, ex arbitri di calcio, gente che ho conosciuto in politica, ex colleghi, ecc ecc.
Ho notato che quando ci si incontra di persona, anche se magari si è persa la confidenza di una volta (o non si è mai avuta) ci si saluta con uno sguardo un po’ più complice… pensando "sei un mio amico di FB !!". Nello sguardo si capisce che si condivide qualcosa.

Insomma FB è proprio una bella cosa, che ho iniziato ad usare come svago e ho scoperto essere una cosa molto utile, mi piace accorgermi di conoscere tanta gente e di non perderla di vista.

Detto questo… stanotte mi sono disiscritto.

 

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Il dottore è fuori sede

Scritto il 26 ottobre 2008 nella categoria viaggi

Fabio Da domenica 26 a martedì 28 sarà ad Atene (Grecia)

Fabio Κυριακή 26 έως Τρίτη 28 θα είναι στην Αθήνα (Ελλάδα)

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Mario Baratta – Undicesima Puntata

Scritto il 21 ottobre 2008 nella categoria Me stesso

Invece, grazie anche alle mirabolanti imprese di Andrea, siamo riusciti ad andare a Parigi. Cavoli che bello. Della nostra classe, eravamo appunto molto pochi. Prima di partire Andrea ci raccontava meravigliose cose dei casinò, quindi decidiamo di andare a visitare quello di Parigi. Pertanto, mentre i nostri compagni caricavano sulla corriera solo zaini e borsoni, noi maschi (solo in 4) avevamo anche gli abiti e i cappotti. Idoli. Come prof accompagnatore non avevamo nessuno della nostra classe. Se non ricordo male avrebbe dovuto esserci la Papalia, insegnate di religione, ma aveva dei problemi e pertanto c’erano due professori dell’altra classe. Due tizi (uno dei due era Veneroni, l’altro non ricordo) fortissimi, se ne fregavano abbastanza di noi (in senso buono) anche perché eravamo quasi tutti maggiorenni.
Abbiamo visitato le cose abbastanza classiche e canoniche di Paris. La prima sera, come deciso, volevamo andare al Casinò. I nostri compagni di classe non erano dell’idea, quindi io e il mio socio Giancarlo siamo tornati in camera e ci siamo cambiati. Nel farlo, mi si è sciolto il nodo della cravatta. Invece i nostri altri due amici, Andrea e Stefano, ci hanno convinti lo stesso: si va in quattro. Bene, ma dovete farmi il nodo alla cravatta. Io non ero capace. Su quattro sbarbati diciottenni nessuno era in grado di fare il nodo, ma Andrea mi rassicura: non è obbligatoria. Andiamo nella hall dell’albergo (Ibis Alesia per la cronaca) e chiediamo al tizio dove si trova il Casinò. Non lo sa, ma guarda sulle pagine gialle e ci fornisce l’indirizzo. Raggiungiamo la zona in metropolitana. Non so se siete mai andati a Parigi, la metro fa abbastanza schifo, non come servizio intendo, ma come pulizia. Usciamo dalla stazione e notiamo di essere in una zona non proprio bellissima: porno shop, battone, cinema hard. Quando racconto questa cosa tutti mi dicono: eri a Pigalle. No, questa era proprio una zona di merda, datemi retta. Strano che il Casinò sia in un posto simile. Arriviamo al numero civico… nooooooooo, è una sala giochi di nome “Casinò”. Che fare? Un venditore di piadine ci dice che il Casinò è abbastanza in periferia di Parigi, bisogna andarci in taxi. Ma si, facciamo ‘sta cazzata. Arriviamo la, paghiamo e poi mi fermano perché non ho la cravatta. Ecco! Alla fine me ne vendono una loro. Una volta dentro mi accorgo che, soldi per la metro, per il taxi, per l’ingresso, per la cravatta,… mi avanzano giusto quelli x il ritorno. Mi posso permettere solo una fiche da 7 mila lire, il taglio più piccolo. Quanti soldi che giravano li dentro. Decidiamo di tornare all’una. Invece gli altri due sono in scimmia e non si schiodano. E va beh, li lasciamo li. Al mattino dopo, a colazione hanno due facce da funerale. Avete vinto? Si si come no. Ok, capito, avete perso tutto. La sera dopo vogliono andare ancora, invece i prof insistono per farci andare a fare un giro sul Bateaux Parisiens (il fratello povero del Bateaux Mouche). Noi si va, loro imperterriti vanno al Casino. Il giro sulla Senna non è male, si vede anche la statua della libertà. E poi i due prof sono proprio simpatici. Di notte, stiamo dormendo quando: TOC TOC TOC. Bussano alla camera. E’ Stefano che ci chiede i soldi per pagare il taxi. Andrea è giù in “ostaggio”. Grandi: hanno spianato tutti i soldi che si erano portati in gita. Benissimo, e ci sono ancora 5 giorni. E così al mattino scendevano con lo zaino per incamerare quanta più roba possibile: tortine, brioches, ecc.

Tra le altre cose mi ricordo un giretto al Centre Pompidou, una visita a Père Lachaise a vedere la tomba di Jim Morrison. E poi quando siamo stati sulla Torre. Al secondo piano non vediamo più gli altri e Giancarlo, solito agitato, inizia a dire che sono scesi. E’ talmente agitato che mi mette l’ansia e mi convince, quindi scendiamo. Raggiungiamo la corriere, dove non c’è nessuno. Noooooooo, sono andati al terzo piano. E io sono venuto fino a Parigi senza andare sulla Torre??? Noooo, sacrilegio!!!! Ho deciso, la prima volta che posso tornerò a Parigi e vado subito sulla Torre. (Infatti ho fatto così, anni dopo)
Un’altra sera siamo andati alla discoteca La Scala, in Rue de Rivoli. Mitica, mi pareva veramente grande. E poi proiettava i video delle canzoni che mandava. Erano i tempi degli U.S.U.R.A con “Open Your Mind”. Un’altra sera siamo stati in albergo a giocare a carte e fare i pirloni tutta notte. Insomma è stata proprio una bella gita.
E poi si avvicinava la matura. Da una parte felicissimi di finire, dall’altra la paura di non saper cosa fare dopo, la paura di dover crescere, la malinconia di non frequentare più quei posti e quelle persone.
Ragazzi, l’esame di maturità è forse quello in cui ho copiato di più nella mia vita. Non so come dire, ma era veramente una figata, si estraevano bigliettini da ogni dove. Io mi ero creato colle mie manine fatate una cartucciera (visto che mia madre si era rifiutata di farlo) per inserirvi tutti i bigliettini. Se non ricordo male solo Federica si è fatta sgamare.
Anche l’orale non è stato male. Ricordo che il tizio di inglese, vedendo che io la portavo come prima materia, pensava fossi un fenomeno della madonna, ma dopo due minuti di pseudo conversazione in inglese ha capito e si è messo a parlarmi in italiano hehehe. La prof ci aveva detto di studiare bene una lettura del libro apposito e di portarla a scelta. Invece il tipo ha aperto il libro a caso. Panico. La fortuna ha voluto che era una lettura sulla famiglia reale. Come non sapere le cose? Le vicende di Charles, Diana e la regina Lizzie? La fortuna aiuta gli audaci, è una cosa che nella mia carriera scolastica è SEMPRE stata confermata. Se non ci provi non ti capiterà mai la botta di culo.
Peccato non aver assistito agli orali di quel pistola di Andrea, mi hanno detto che ha fatto del gran teatro, non rispondendo quasi nulla e dicendo che aveva fretta di andare al mare. Infatti l’hanno segato. Idolo. Lo ammiro. Non si sentiva di uno bocciato alla matura dai tempi dei tempi. E lui ce l’ha fatta. Dopo aver superato 4 anni a calci in culo, essere ammesso all’esame per grazia divina… si è imbattuto in gente che non lo conosceva… e così è finito male. Peccato, non era per niente stupido (aveva sicuramente altri difetti, per esempio presuntuoso, permaloso, ecc)

Qui finisce il racconto delle mie avventure al Baratta, alcuni aneddoti che ricordo. Ma quello che mi resta è il fatto che io ci sono entrato bambino e ci sono uscito… moooooooolto meno bambino. Sia quando si dice: alle superiori mi sono trovato male, soprattutto coi compagni? Ecco, il nostro è il caso opposto, ci siamo trovati benissimo e siamo ancora amici. Non tutti, ovviamente, di alcuni si sono perse le tracce praticamente immediatamente, ma con altri il feeling è rimasto. Grazie ragazzi, siete mitici. Ci vediamo in giro. Fabio.
 

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Mario Baratta – Decima puntata

Scritto il 20 ottobre 2008 nella categoria Me stesso

Evvai, finalmente eravamo in quinta. Figata, ancora un annetto e poi basta scuola. E poi vuoi mettere? Eravamo grandi. E questo voleva dire patente, macchina, uscire, ecc. Dall’inizio era subito chiara una cosa: il primo quadrimestre non contava quasi nulla, perchè tutto era concentrato sull’esame di maturità. Quindi ce ne sbattevamo abbastanza dei voti del primo quadrimestre.E infatti molti si sono ritrovati con delle insufficenze. Ma chi se ne frega, il bello era avere gli amici che ti portavano in stazione in macchina, oppure firmarsi le giustificazioni da soli. Le materie più rispettate erano Ragioneria, Tecnica Bancaria, Italiano. In quanto quasi con certezza assoluta erano parte dell’esame di maturità. Poi c’erano Diritto ed Economia. Mamma mia, ripensandoci adesso chissà che pirlate potevano esserci scritte sui libri di Diritto e Economia, ma d’altronde erano rivolti ad ingenuotti diciottenni. Di tecnica bancaria c’era il mitico (si fa per dire) Para, uno dei professori più detestati per il proprio modo di fare. Mi ricordo ancora adesso che le materie da portare all’esame sono uscite il giorno del mio compleanno: 2 aprile. Al telegiornale del mattino avevano detto: per ragioneria ci saranno ragioneria, italiano, economia, diritto. Ottimo, ho pensato, potrei portare economia e diritto. E invece, una volta arrivato al Baratta scopro che l’istituto era uno dei pochi in italia ad avere un indirizzo particolare (forse "mercantile") e quindi le materie non erano quelle standard ma, attenzione, merceologia (cioè chimica) e inglese. Inglese!!! Non usciva alla matura da vent’anni!!! Che fare? Per prima cosa abbiamo voluto che il nostro professore, cosiddetto "membro interno" della commissione fosse Bono, il nostro supermitico prof di lettere. Lui non voleva, diceva che sarebbe stato più appropriato un professore di ragioneria. Si, col cavolo, la Zucchella invece di aiutarci ci avrebbe messo due dita negli occhi!

A proposito di Zucchella, sentite questa: lei aveva un debole nel rompere i maroni a quelli che già andavano male, ma non per aiutarli, bensì per cazziarli ulteriormente. Quando c’era da correggere un compito alla lavagna chiamava sempre i soliti. Io me ne stavo bel bello in ultimissima fila, davanti alla cattedra. Praticamente invisibile. Verso maggio entra, fa quel suo classico sorrisetto agghiacciante e dice: "Oggi mi sento buona, chiamerò qualcuno che di certo il compito l’ha fatto giusto, per esempio Tordi". Mi sono detto: "Ok Fabio, sei in ballo, cerca di uscirne nel migliore dei modi". In quanto io non solo non avevo fatto il compito, ma in tutto l’anno non avevo neanche comprato il quaderno. Dovete sapere che per ragioneria ci voleva un quaderno apposito. Ma perchè spendere dei soldi inutilmente? Io usavo un bel blocco per tutte le materie…
"Arrivo subito prof, però c’è un problema, ho dimenticato il quaderno a casa". Faccia scura, brutto presagio. Invece quella mattina era veramente in luna buona e mi dice "E va beh, Tordi, anche se da te non me lo sarei mai aspettato, vorrà dire che invece di copiare dal quaderno lo rifai ex-novo". Con totale nonchalance ho svolto tutto il compito. Ogni volta che commettevo un errore mi dimostravo stupito, incredulo e contento di poter riparare al mio errore imparando la versione corretta. In realtà non me ne fregava niente. La ragioneria è una materia arida e inutile, ormai fanno tutto i computer, e ve lo dice un informatico!!!
Il giorno dopo mi presento col mio bel quaderno di ragio, con sopra l’esercizio contenente gli stessi errori che avevo fatto la mattina prima. Stefano mi vede e mi dice "Tordi sei un mito, esordisci col quaderno a Maggio? Non l’hai avuto per tutto l’anno!!!!". E si, in quinta non si faceva veramente nulla. Per la carità, quelli spaventati dalla Matura magari si impegnavano anche, ma non era il mio caso. D’altronde, nel corso degli anni al primo banco mi ero costruito una solida fama di bravo ragazzo mediamente studioso. E che cavolo dovevo fare, mi stavano con gli occhi addosso!! Ma quando ho scoperto l’ultima fila, ragazzi che pacchia, il nirvana del nullastudiante like me.

Ogni anno, come tradizione, le quinte classi andavano in gita all’estero. La prassi era così: prima e seconda gita sfigata di un giorno in Italia. In terza e quarta gita di più giorni in Italia e per finire in quinta gita di più giorno all’estero. Quando eravamo in prima dicevamo: in quinta andremo a New York. In seconda uguale, in terza idem, anche in quarta. Arrivati in quinta i miei comgpani hanno iniziato a dire: io sono in spese perchè compro la macchina, io perchè qui, io perchè la. Figuratevi che molti avevano speso per i coscritti (e si a Voghera c’è questa tradizione dei coscritti in grande stile, c’è gente che spende un puttanaio di soldi, del tipo mille o duemila euro per una cazzata del genere). E così quelli decisi ad andare in gita erano pochini. Siccome c’era una regola che diceva che ci vuole una certa percentuale per andare in gita… niente da fare, dovevamo stare a casa. Noooooo, che sfigati.
Tra l’altro non vi ho detto una cosa: da che mondo è mondo la classe 4A ha sempre preparato il giornalino della scuola "Il Barattolo". Noi siamo stati i primi a interrompere la tradizione. Da che mondo è mondo la 5A ha sempre organizzato la veglia (era in assoluto la migliore quella del Baratta, ma per forza, solo noi eravamo tantissimissimi, riempivamo il Maskara di brutto) e coi soldi guadagnati si andava in gita. Invece all’inizio dell’anno altre due quinte si sono coalizzate ed hanno ottenuto dalla preside l’organizzazione. Che sfigati che siamo stati. (segue… probabilmente domani!)

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Dizionari

Scritto il 18 ottobre 2008 nella categoria Simpatiche

Dizionario Donna – Italiano

Si = No
Forse = No
Mi dispiace = Ti dispiacerà
Abbiamo bisogno = Voglio
Decidi tu = La decisione giusta dovrebbe essere ovvia
Fai come ti pare = La pagherai in seguito
Dobbiamo parlare = Ho bisogno di lamentarmi di qualcosa
Certo, fallo pure se vuoi = Non voglio che tu lo faccia
Non sono arrabbiata = Certo che sono arrabbiata
Sei cosi mascolino = Hai bisogno di raderti
Certo che stasera sei proprio carino con me = Possibile che pensi sempre al sesso?
Spegni la luce = Ho la cellulite
Questa cucina è così poco pratica = Voglio una casa nuova
Voglio delle nuove tendine = e tappeti, e mobili, e carta da parati
Ho sentito un rumore = Mi ero accorta che stavi per addormentarti
Mi ami? = Sto per chiederti qualcosa di costoso
Quanto mi ami? = Ho fatto qualcosa che non ti piacerà sentire
Ho il sedere grosso? = Dimmi che sono stupenda
Devi imparare a comunicare = Devi solo essere d’accordo con me
BENE = questa è la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.
5 MINUTI = se la donna si sta vestendo significa mezz’ora. 5 minuti sono solo 5 minuti se ti ha dato appena 5 minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire in casa.
NIENTE = la calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa… e dovreste stare all’erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE.
FAI PURE = è una sfida, non un permesso. Non lo fare.
SOSPIRONE = è come una parola, ma essendo un’affermazione non verbale spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo lì davanti a te a discutere di niente (torna indietro per il significato della parole niente).
OK = questa è una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.
GRAZIE = Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (vorrei qui aggiungere una piccola clausola – è vero a meno che non dica “grazie mille” che è PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando). NON RISPONDERE non c’è di che perché ciò porterebbe a un: come vuoi.
COME VUOI = è il modo della donna per dire vai a fare in c**o.
NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO = un’altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l’uomo a chiedere: ‘Cosa c’è che non va?’
..e  la risposta sarà "niente" (vedi indietro)

Dizionario Uomo – Italiano

Ho fame = Ho fame
Ho sonno = Ho sonno
Sono stanco = Sono stanco
Bel vestito! = Bella ragazza!
Cosa c’è che non va? = Non vedo perché ne stai facendo una tragedia
Cosa c’è che non va? = Attraverso quale insignificante trauma psicologico auto-inventato stai combattendo?
Si, mi piace il tuo taglio di capelli = Mi piacevano di più prima
Si, mi piace il tuo taglio di capelli = Cinquanta euro e non è cambiato nulla!
Andiamo al cinema? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso portarti fuori a cena? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso chiamarti qualche volta? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Posso avere l’onore di un ballo? = Mi piacerebbe fare sesso con te
Sembri tesa, ti faccio un massaggio? = Ti voglio accarezzare (Mi piacerebbe fare sesso con te)
Cosa c’è che non va? = Immagino che di fare sesso stanotte non se ne parla…
Sono annoiato = Vuoi fare sesso con me?
Ti amo = Facciamo sesso, ora!
Ti amo anch’io = Va bene, l’ho detto, ma ora facciamo del sesso
Parliamo = Sto cercando di fare una buona impressione su di te in modo che tu creda che sono una persona profonda e forse allora acconsentirai a fare sesso con me
Mi sposerai? = Voglio che diventi illegale per te andare a letto con altri uomini

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Palermo

Scritto il 14 ottobre 2008 nella categoria viaggi


La cattedrale di Palermo

Domenica scorsa siamo stati a Palermo. Alzataccia e partenza da Voghe alle 6 alla volta di Malpensa, volo con Easyjet. Col nostro pandino giallo abbiamo raggiunto prima le spiagge nella zona di Isola delle Femmine e poi ci siamo diretti verso il centro città. Faceva caldo, molto caldo, da girare in maniche corte ed avere ancora caldo. Abbiamo parcheggiato nei pressi del palazzo di giustizia e abbiamo subito raggiunto la stupenda Cattedrale. Sfortunatamente non si poteva visitarne l’interno, ma ci siamo accontentati dell’esterno che è decisamente notevole. Attraversando la singolare Porta Nuova, con raffigurati i mori, abbiamo raggiunto il mitico Palazzo dei Normanni, che abbiamo fatto in tempo a visitare. Molto bello, è anche sede del parlamento della Sicilia. Dentro è possibile visitare la Cappella Palatina, con decori favolosi e un soffitto in legno intarsiato che è una meraviglia. Ci hanno fatto fare la visita guidata del palazzo e delle sue varie sale. Uno dei tanti esempi siciliani dell’incontro tra le varie culture: quella araba, normanna e quella borbonica. Bello veramente.


La Porta Nuova

Poi ci siamo fatti un giretto x la città, un po’ a caso e un po’ seguendo la piantina. Purtroppo i negozi erano quasi tutti chiusi (strano, la pensavo una città turistica). Ci siamo resi conto che è una città molto sporca. Non ci sono i sacchetti della spazzatura abbandonati come a Napoli ma le strade sono sporchissime: foglie, lattine, cartacce, ciarpame ovunque. E le automobili parcheggiate sono tutte gibollate. Insomma è una città che perde l’occasione di darsi una ripulita e una riordinata: accanto a costruzioni nuove o tenute bene ce ne sono tantissime fatiscenti, ma comunque abitate… non so come fanno. Un breve giretto nei quartieri del centro (vicino a Vucciria) ha confermato questa veduta: case semidisastrate e quasi pericolanti, sporcizia ovunque.


Il Porto

Successivamente abbiamo raggiunto Monreale, per visitare il famoso duomo. Da fuori non sembra un granchè, ma dentro è fighissimo. Mosaici, intarsi, e chi più ne ha più ne metta. Addirittura anche il pavimento era curatissimo. Per realizzare una cosa così ai nostri tempi… beh non so… sarebbe impossibile…
Per finire in bellezza la giornata io e la mia meravigliosa ragazza siamo stati sulla spiaggia di Mondello, quando già la luna si faceva vedere. Alle 9 avevamo l’aereo per tornare a casa.
Stupenda giornata, tempo magnifico. Un suggello ottimo per una giornata in compagnia di Elisa che già di per sè è una cosa per cui vale la pena andare anche fino a Palermo.


Ecco la prova provata di essere stati a Palermo!

 

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Pregola

Scritto il 11 ottobre 2008 nella categoria Brallo

L’amico Davide "Dadà" ha creato un sito dedicato a Pregola, ridente località che fu capoluogo di comune (di Pregola, appunto, ora denominato comune di Brallo di Pregola). Anzi qui apro una breve parentesi. Molti sono erroneamente convinti che il mio paese si chiami Brallo di Pregola (e molti pronunciano Prègola, mentre si dice Pregòla). In realtà le cose sono andate così:  nella zona ci sono dei paesini che da che mondo è mondo sono sempre stati dei capoluoghi naturali, nel senso che c’era qualcosa di importante, come ad esempio la residenza dei signorotti del posto. Come ad esempio Corte Brugnatella, Santa Margherita e, appunto, Pregola. Quando hanno istituito i comuni, il capoluogo era Pregola. Tant’è che il mio papà ha scritto sulla carta d’identità "Nato a Pregola". Nel frattempo Pregola aveva perso di importanza a favore del Passo del Brallo, dove hanno fatto passare la strada che arrivava dalla valle Staffora per proseguire in val Trebbia (prima non c’era). Brallo si è trovato quindi ad essere un centro sempre più importante e quindi sono nati bar, ristoranti, la stazione della posta, il municipio, ecc. E molte giovani coppie dei paesi circostanti si sono trasferite, dopo la seconda guerra mondiale, in questo fiorente paese (come i miei genitori). E così si è deciso di trasformare il nome del comune da Pregola a Brallo. Per non perdere l’antica denominazione si è giunti al compromesso di chiamare il comune "di Brallo di Pregola". Ma il paese quindi non si chiama affatto "Brallo di Pregola", si chiama "Passo del Brallo".

Torniamo a Pregola. Nel sito in questione potete trovare foto, articoli e quant’altro. Peccato che io sul mio computer non riesca a vederlo, visto che si può utilizzare solo con quella ciofeca di Internet Explorer. Altra dimostrazione che quel maledetto browser non utilizza standard e quindi un sito ottimizzato per Explorer è inaccessibile da alcuni. Cavoli siamo nel 2008 e non si sono ancora adeguati! Dadà fai qualcosa.… ma che programma usi? Non dirmi Frontpage per favore!!!

Nel sito troverete, ta le altre cose, i "Pensieri Pregolesi". I primi pensieri sono di Lisa che, da buona giornalista, ha inagurato la sezione.

Un ultimo appunto: potete trovare il gruppo "Pregola" anche su Facebook.

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Posso stare tranquilla?

Scritto il 10 ottobre 2008 nella categoria Altro

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G O L C O N D A

Scritto il 9 ottobre 2008 nella categoria testi

LIFE IS TOO SHORT

Non può vincere il Nulla

Non posso vivere secondo i canoni della razionalità

Devo cercare il mio nemico Capitan Uncino

per dirgli "love & peace".

Devo andare con l’amico Lucignolo
nel paese dei  b a l o c c h i .
The end couldn’t be my only friend!!!
I want to find an heaven out of this hell.
Non darti x vinto, mai.
1 + 1 = 3

          Tutto va come deve andare

ma niente sta scritto.
Give me more please
Make me fly… ;-)
Le stelle mi fanno sognare
ma sono padrone del mio destino.

Io tornerò anche da fantasma

verrò a salutarti
toglietemi dalle statistiche
se non mi capite poco male
non ci tengo
tic tac tic tac il coccodrillo
si avvicina
voglio ballare la techno sul cubo
voglio rubare le rose per regalarle
a tutte le ragazze
voglio mangiare le brioche calde
alle 5 del mattino
e poi voglio essere fermato dai carabinieri

tanto io non vivo nel vostro mondo

e voglio vomitare anche l’anima
sui piedi di chi non mi capisce.
Voglio giocare col trenino Lego
I want to look into your eyes again
(a)(n)(d)      (a)(g)(a)(i)(n)
Where is the step by step law?
e scusa se non parlo piano
I don’t live in your gray world
I want to live again in the fifth dimension!!!
Vendetevi nei supermercati
voi che potete
Io non mi vendo mi regalo
Voglio lanciarmi da un palazzo all’altro
tanto è tutto finto
Meglio non dormire mai
perder tempo a fare dei sogni
quando la realtà è molto meglio
basta prenderla per       the right way
anzi basta non decidere affatto
basta non pensare a niente
solo ai colori.
Tomorrow is now 4 me.
Viaggerei all’infinito, nuoterei nel fango,
mi farei ipnotizzare e poi dissanguare,
ma non so se tutto questo può servire…

 

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Questa l’ho scritta circa 5 anni fa, era la rabbia che mi usciva nei confronti del mondo intero, ma forse era solo verso me stesso. Ma a me va bene così, tanto io vivo… a Golconda

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La grande onda

Scritto il 6 ottobre 2008 nella categoria musica

Dedicata a Umbe, per quando torneremo a bere birra bianca e saltare i tavolini

A cavallo di quest’onda,
sballottato da sponda a sponda,
inseguendo un’altra volta
la grande onda che ritorna
.
Luce rossa squalo in vista,
nella mischia sono surfista.
Pista!!! fuori dai coglioni,
sulla tavola da leoni.
Tra campioni e campionatori
buonanotte ai suonatori,
iri-iri-ari-oh,
dentro l’acqua seguo il flow.

Mai quest’onda mai mi affonderà,
gli squali non mi avranno mai.
Mai quest’onda mai mi affonderà
Sha la la la la Sha la la la la la,
un’altra volta un’altra onda.
Sha la la la la Sha la la la la la,
quanto resisterai?

Quando il vento poi non tira
resteremo alla deriva,
tra le onde di questa vita,
nelle righe di questa rima.
Diversi destini,
partenze arrivi.
Dov’è che vai, cosa farai?
Ti reggerai o scivolerai!
Sai che qui non c’è più tempo
perchè il sole sta scendendo.
Sulla tavola estate inverno,
questa muta che fa da guanto.
Aspettando un’onda lunga,
passa la cera un’altra volta.
Poi col vento nelle mani,
qui il futuro è già domani.

Noi siamo i giovani, i giovani più giovani,
siamo l’esercito, l’esercito del surf

(era Piotta – La Grande Onda)

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Grafico

Scritto il 3 ottobre 2008 nella categoria Me stesso

Ecco il grafico del mio stato psicologico del nuovo millennio. Ponendo = 100 il mio stato al gennaio 2000 ecco l’andamento in questi ultimi 8 anni. Si può notare un andamento sostanzialmente stabile, nel senso che ruota semprein torno al punto di partenza, con picchi di alti e bassi dovuti a contingenze. I primi tre picchi di alto nel grafico sono stati seguiti da altrettanti picchi in negativo, anche se poi si è puntualmente ripreso l’andamento verso l’alto. Il picco del 2006, dovuto all’esperienza londinese, è seguito da un inspiegabile picco negativo, che forse sommava un insieme di situazioni e di pensieri negativi che mi ha portato, nel periodo natalizio (che come potete notare porta sempre un po’ di negatività dovuta a malinconia ancestrale e stress da superlavoro) ad avere addosso una para della madonna. Per fortuna il 2007 mi ha risollevato e dall’estate in poi è stato un netto miglioramento che mi ha portato a livelli sostanzialmente alti nel 2008. Da luglio 2008 è un continuo crescendo.

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