Articoli del mese di febbraio 2011

Miss Margherita (5)

Scritto il 24 febbraio 2011 nella categoria Miss Margherita

E’ tornata Miss Margherita. Dove è stata stavolta? A Salice, Bagnaria, Voghera e… Como! Vediamo subito se le pizze le sono piaciute!!!

Più e Più di Salice Terme (PV)
Pizza: leggera… molto leggera
Locale: semplice, colorato e lineare
Personale: tecnologico
In una parola: PSEUDO-PIZZA
Nota positiva per le pizze dolci.

Jerry’s di Bagnaria (PV)
Pizza: buona e carica al punto giusto
Locale: di certo non di design !!! molto melting-pot
Personale: rustico
In una parola: RUSTICO

T di Voghera (PV)
Pizza: discreta
Locale: nuovo
Personale: multietnico
In una parola: MELTING POT

Pepe Nero di Como (CO)
Pizza: gustosa
Locale: elegante
Personale: fine
In una parola: CHARMANT

Pungente la nostra Miss, riuscirà a trovare la "Pizza Definitiva"?

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Eolico

Scritto il 17 febbraio 2011 nella categoria Politica,Riflessioni

In queste ultime settimane si è parlato parecchio di questo argomento. I sindaci dei comuni delle nostre montagne hanno avversato pubblicamente in più modi la possibilità di realizzare centrali eoliche sugli appennini oltrepadani.
Io condivido abbastanza, perché l’idea di avere dalle parti di casa mia, delle gigantesche schifezze rotanti non mi solletica di certo. Tuttavia, il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post è quello di aver visto associato alle proteste la parola: ecologista. Mmmmmm…è una parola che mi mette i nervi… (che bella questa frase in "italiano parlacomemangi”). Dicevo: come fa a definirsi “ecologista” uno che rifiuta l’eolico? Ma scusa, non sono proprio gli ecologisti quelli che sono contro i metodi di produzione dell’energia basati su fonti inquinanti come il petrolio e il carbone, per non parlare del nucleare? E allora cari i miei signori, come pensate di produrla questa benedetta energia? Mettendovi lì voi tutti quanti a pedalare? Nooooo, mi dite che bisogna usare l’energia solare, il flusso delle maree, il vento. Ma se poi montano ettari di pannelli nei campi sono degli “ecomostri”, se mettono le pale eoliche sono dei disgraziati, ecc.

Io almeno lo dico che non mi piacciono queste cose, ma sono indispensabili. Se è possibile, gradirei egoisticamente che le mettano da un’altra parte, son mica masochista, ma se proprioproprio devi costruirle dalle mie parti…amen.
È un po’ come le discariche: da qualche parte devono pur farle, no? E ovviamente nessuno e sottolineo nessuno vorrebbe che gliele costruissero nel proprio territorio. Ciò nonostante sono indispensabili, quindi…
Però, cari miei presunti “ecologisti”, voi siete solo capaci di dire “no, no, no, no”. Ma non siete mai stati capaci di trovare un’alternativa. Mai. Il nucleare non va bene? Meglio l’eolico. Ok, facciamo l’eolico. Ah, non va bene neanche l’eolico? Allora preparatevi a pedalare…

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Ma noi non ci sanremo..

Scritto il 16 febbraio 2011 nella categoria musica,televisione

21:20 e basta, che palle, la storia della vita della Clerici no, eh! Tra l’altro alla piccolina pare che non gliene possa fregare di meno. E giustamente aggiungo io.
21:21 ammazza che giacca ha Morandi! Infatti alla Clerici piace, niente da dire…
21:23 L’inizio si Sanremo è veramente stucchevole. Mi sto già addormentando… Anche il balletto ha una musica tristissima. Penso che sia uno degli inizi del festival più insulso che abbia mai visto. A me personalmente piacciono quelli con un qualche colpo di scena. Morandi adesso dice che a lui sono sempre piaciuti i primi dieci minuti: ecco appunto, pensa  che li hai già sprecati tutti, sono le 21:30 !
21:32 e finalmente si canta.
21:39 ma quanto sono alti Luca e Paolo?
21:43 La Tipa Del Rosario a momenti si ammazza con quei tacchi. Ma che tipo è il maestro d’orchestra?
21:57 La canzone non era malaccio. Vecchioni canta una canzone alla Vecchioni, niente da dire. Sorpresa invece Tatangelo: nuovo look. Non mi piace, ma almeno è una novità. Pare Rhianna..
22:02 Scusate la mia ignoranza, ma non so chi siano i La Cruz. Se guardate il post su Sanremo dell’anno scorso vi accorgerete che avevo detto la stessa cosa di Scanu che poi ha vinto. Quindi magari porto bene, ma sentendo la canzone non ne sarei così sicuro.
22:16 Altro che Canalis e Belen: Max Pezzali !!! E il giubbotto di pelle dov’è? Cazzo questo qui è uno che ha cantato gli anni più spensierati della mia gioventù. Figa (scusate se dico “cazzo” e “figa” ma non riesco a trattenermi, è troppo un pezzo della mia storia. Dicevo: figa mi sembra di vedermi un po’ quasi nello specchio, anche io probabilmente non ho più l’aspetto di quando avevo vent’anni, ma la voglia di fare è forse addirittura aumentata, perché ora è molto più consapevole e con meno fronzoli. Bella Max, secondo me la canzone per radio spacca, suonata con l’orchestra perde un po’… Però l’abbigliamento fa veramente schifo.
22:23 Ma perché gli stacchetti, quando entrano i cantanti, sono tutte canzoni inglesi? Non è il festival della canzone italiana? Va beh, sentiamo Van De Sfros, secondo me non prende neanche un voto: quando si parla di canzone napoletana tutti ad applaudire, ma se uno canta in comasco… Ecco sto leggendo dei commenti su internet e dicono tutti le stesse cose: leghista, sottotitoli… che pizza.
22:37 Luca e Paolo che fanno una canzone sul Silvio, che novità (vedi mio post di ieri). Elio le fa molto più belle. La Oxa come diamine si concia? La voce non mi piace e non mi è mai piaciuta. Non si capisce una parola. Un incrocio tra Cher e Nevruz.
22:45 No Tricarico che mi fa la paternale patriottica, no! E’ troppo !
23:04 Ho passato la serata a sistemare un bug in un paio di siti che gestisco, con la TV accesa su Sanremo. Se fossi stato sul divano a quest’ora starei dormendo molto profondamente. I Modà hanno tentato di cantare per tenermi sveglio, Battiato non ci sta neanche provando…
23:06 Nel frattempo la mia stampante ha pensato bene di guastarsi, proprio ora che devo stampare dei regolamenti… uffi.
23:12 mentre la mia stampante ha ripreso funzionare non so se ridere o piangere di Patti Nonna Papera Pravo..
23:27 Sono veramente stanco, un piccolo baco mia ha fatto tribulare tutta la sera. Ora mi butto sul divano, mente Natalì, o come si scrive, si sta lamentando in musica con un microfono in mano indossando una giacca da domatore di leoni.  Però appena agguanto il telecomando giuro che cambio canale. Ma è stato carino avere un programma da criticare, da buon criticone qual sono. Buonanotte.

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B come Berlusconi

Scritto il 15 febbraio 2011 nella categoria Politica

Bersani parla di Berlusconi. Vespa parla di Berlusconi. Fassino parla di Berlusconi. Santoro parla di Berlusconi. Di Pietro parla di Berlusconi. Floris parla di Berlusconi. La Marcegaglia parla di Berlusconi. Montezemolo parla di Berlusconi. Bossi parla di Berlusconi. Casini parla di Berlusconi. Il TG1 di Minzolini parla di Berlusconi. Ferrara parla di Berlusconi. Fini parla di Berlusconi. Marina Berlusconi parla di Berlusconi. Il Corriere della Sera parla di Berlusconi. Napolitano parla di Berlusconi. Bruti Liberati parla di Berlusconi. Fede parla di Berlusconi. Berlusconi poi…parla di Berlusconi. Pannella parla di Berlusconi. Grillo parla di Berlusconi. Renzi parla di Berlusconi. Vendola parla di Berlusconi. Zaia parla di Berlusconi. Enrico Letta parla di Berlusconi. Bocchino parla di Berlusconi. De Magistris parla di Berlusconi. Eco parla di Berlusconi. Anche la Gabanelli parla di Berlusconi. Forse anche Ratzinger parla di Berlusconi. Obama parla di Berlusconi. Saviano parla di Berlusconi. Schifani parla di Berlusconi. Ruby parla di Berlusconi. Anche Noemi Letizia parla di Berlusconi. Frattini parla di Berlusconi. Brunetta parla di Berlusconi. Mentana parla di Berlusconi. Signorini parla di Berlusconi. Maria Luisa Busi parla di Berlusconi. Veltroni parla di Berlusconi. Feltri parla di Berlusconi. Rutelli parla di Berlusconi. La Russa parla di Berlusconi. Gelmini parla di Berlusconi. Lilli Gruber parla di Berlusconi. Lele Mora parla di Berlusconi. Putin parla di Berlusconi. Simona Ventura parla di Berlusconi. Rutelli parla di Berlusconi. Wikipedia parla di Berlusconi. Il Financial Times parla sempre di Berlusconi. Calderoli parla di Berlusconi. Bindi parla di Berlusconi. Cesa parla di Berlusconi. La Gazzetta dello Sport parla di Berlusconi. Formigoni parla di berlusconi. Santanchè parla di Berlusconi. Maroni parla di Berlusconi. De Benedetti parla di Berlusconi. Il CT Prandelli parla di Berlusconi. Crozza parla di Berlusconi. Bill Gates probabilmente in questo momento sta parlando di Berlusconi con Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Larry Page e Sergey Brin. Mubarak avrebbe voluto parlare di Berlusconi, ma ora ha altri problemi. Io sto parlando di Berlusconi… ma vogliamo capirla che ci sono altri argomenti e soprattutto altre cose da fare, oltre a Berlusconi?

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Unità d'Italia

Scritto il 14 febbraio 2011 nella categoria Politica

Il governo ha deciso che il giorno 17 marzo 2011 sarà festa nazionale, per festeggiare l’unità d’Italia, in ricordo dell 17 marzo 1861, quando il parlamento subalpino proclamò Vittorio Emanuele II «re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione». Sull’opportunità di tale festa si potrebbe discutere, ma oggi vorrei invece parlarvi di Durnwalder.
Questo signore è il presidente della provincia di Bolzano, che, per chi non lo sapesse, ha l’autonomia di una regione, perdipiù a statuto speciale. Ha recentemente dichiarato che lui non intende in alcun modo promuovere e tantomeno organizzare festeggiamenti in Alto Adige (pardon, in Südtirol), in quanto loro si sentono austriaci e non hanno certo intenzione di festeggiare l’annessione ad un paese straniero, l’Italia. (Infatti, per esempio, Durnwalder nel 1995 è stato insignito dell’Ordine al Merito della Repubblica Austriaca, nel 2000 dell’Ordine al Merito di Germania).
Io non sono certo un patriota, e onestamente dell’unità italiana m’importa relativamente poco, sono più autonomista. Forse proprio per questo non ritengo giusto tenere questo signore (e tutti quelli che la pensano come lui, vale a dire la maggioranza degli altoatesini, visto che lo hanno votato) sotto il vessillo tricolore. Perché, dico io, tenere questi poveri austriaci in Italia? Suvvia, siamo negli anni 2000, il secolo del futuro, lasciamo liberi di tornare in madrepatria. Non vedete come sono poveri, emaciati ed indigenti? Non vi fanno tenerezza? D’altronde non riescono neanche ad imparare l’italiano. Io mi batto affinché questi poveri (poveri mica tanto, Durnwalder è il politico più pagato d’Italia, ancor più di Berlusconi!) cittadini riescano a staccarsi finalmente dalla Repubblica Italiana e approdare tra le braccia dell’agognata Austria. Così sia.

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Chat a due piazze

Scritto il 12 febbraio 2011 nella categoria Altro,voghera

La scorsa settimana siamo stati al teatro San Rocco di Voghera a vedere questa commedia. La storia è un po’ scontata ma molto divertente: un taxista, Mario Rossi, ha due famiglie. Tutto va bene finchè suo figlio e sua figlia non si conoscono su Facebook e decidono di incontrarsi di persona.

Nascono quindi tante situazioni grottesche, di qui pro quo, di esilaranti conversazioni. Anche la scenografia ha il suo fascino, perchè rappresenta entrambe le case del taxista bigamo. Mi ha ricordato un po’ quello che succedeva nei mitici telefilm di Casa Vianello. Il vero protagonosta è l’amico Walter, che cerca in tutti i modi di aiutare Mario, andando a incastrarsi in pericolose contraddizioni.

Il cast è eccezionale, molto molto bravi. Io mi entusiasmo sempre quando vedo gente recitare dal vivo così bene. Walter è interpretato da Gianluca Ramazzotti (lo cito perchè mi è piaciuto molto). Ci sono anche Raffaele Pisu (non l’avevo riconosciuto, me lo ricordo a Striscia la Notizia) e Lorenza Mario (me la ricordo come soubrette al Bagaglino, ha una voce che ti ammazza…poverino il suo vero marito…)

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Italiano male bene

Scritto il 9 febbraio 2011 nella categoria Altro

[Legenda: Male –> Bene]
Vogliono la locuzione:

allora –> all’ora (e viceversa; "allora" è soltanto l’avverbio che indica "in quel momento"; "andavo a cento chilometri allora" è sbagliato)
affianco –> a fianco ("affianco" esiste: è voce del verbo "affiancare")
approposito –> a proposito
aldilà –> al di là (a meno che non si tratti del sostantivo "Aldilà", in tal caso attaccato e maiuscolo)
aldisopra –> al di sopra (esiste "al disopra", ma è orribile)
aldisotto –> al di sotto (come sopra, esiste anche il bruttissimo avverbio "disotto")
allincirca –> all’incirca
centrare –> c’entrare (nel caso si indichi "avere a che fare"; il verbo "centrare" significa "fare centro")
daccordo –> d’accordo
daltra parte/daltraparte –> d’altra parte
daltro canto/daltrocanto –> d’altro canto
daltronde –> d’altronde
dora –> d’ora
infondo –> in fondo ("infondo" è voce del verbo "infondere")
ingiro –> in giro
intondo –> in tondo
inquanto –> in quanto
l’altranno/laltranno –> l’altr’anno
l’altroieri/laltroieri –> l’altro ieri/l’altrieri (la seconda è corretta, ma brutta e poco usata)
manmano –> man mano/a mano a mano (anche "mano a mano", ma è una forma scorretta, anche se accettata)
nientaltro –> nient’altro
percui –> per cui
peresempio –> per esempio
perfavore –> per favore
pocanzi –> poc’anzi
quantaltro –> quant’altro
senzaltro –> senz’altro
tralaltro –> tra l’altro
tuttaltro –> tutt’altro
tutt’edue/tuttedue/tutteddue/tutte due –> tutt’e due
tuttoggi –> tutt’oggi
tuttuno –> tutt’uno
viavia –> via via

Non vogliono la locuzione

a bastanza –> abbastanza
a fatto –> affatto (ovvio che si parla dell’avverbio e non di preposizione + sostantivo "fatto"; "a fatto compiuto" è corretto, e non "affatto compiuto")
al di là/Al di là –> Aldilà (nel caso di sostantivo)
all’ora –> allora (qui parliamo dell’avverbio "allora"; viceversa, se voglio la preposizione + sostantivo, per esempio se parlo di "chilometri", allora ci vuole "all’ora" e non "chilometri allora"; così, se dico "all’ora di pranzo" serve la locuzione)
altri menti –> altrimenti (certo, se state parlando di un serial killer che stacca il mento alle vittime, allora ci può stare: "il detective trovò nello sgabuzzino molti altri menti")
a punto –> appunto (nell’espressione "mettere a punto…" la separazione è corretta)
ben sì –> bensì
da vanti/d’avanti –> davanti
da vero –> davvero (a meno che il vostro personaggio non parli romanesco)
di nanzi/d’inanzi –> dinanzi/dinnanzi/d’innanzi
dopo domani –> dopodomani
d’ovunque –> dovunque
e bene –> ebbene (parliamo della congiunzione; se dite "devo affrontare un gigante, e bene che vada mi romperà le ossa", è giusto)
e pure –> eppure (idem; se dite "devo affrontare un gigante, e pure un vampiro!" è giusto)
fa bisogno –> fabbisogno
fin anche –> finanche
fin’ora – finora/fin ora
in dietro –> indietro
in anzi –> innanzi
in fatti –> infatti
in oltre –> inoltre
in torno –> intorno
in vero –> invero
mal famato –> malfamato
mal fidato –> malfidato
né anche –> neanche
né meno –> nemmeno ("né meno" esiste, ma è talmente arcaica da poter essere considerata scorretta; si parla dell’avverbio o congiunzione; in espressioni come "né più né meno", oppure analoghe a "né meno forte, né meno bello di Fabio", serve la locuzione)
né pure –> neppure
non che –> nonché (come congiunzione, ma chiaro che esiste anche l’uso di "non che": "Non che Fabio sia il più bello del mondo, ma è molto affascinante (e modesto)")
o pure –> oppure
o sia –> ossia (come sopra, si parla della congiunzione: "che sia sano o sia pazzo" è corretto, sbagliato "sia sano ossia pazzo")
o vero –> ovvero (nel caso di congiunzione; come sopra: "che sia falso o vero" è corretto, sbagliato "che sia falso ovvero")
per ciò –> perciò (nel caso di congiunzione; come sopra: "per ciò che hai fatto sarai condannato" è invece corretto, e sbagliato "perciò che hai fatto sarai condannato")
per fino –> perfino
per sino –> persino
per tanto –> pertanto (come sopra: "sarai premiato per tanto coraggio" è corretto)
più tosto –> piuttosto (spero capiate da voi che "Fabio è più tosto di quanto sembri" è corretto)
poi che –> poiché
pressa poco/press’a poco –> pressappoco (a meno che non stiate dicendo: "pressa poco la testa di silente, non devono vedersi segni")
pur troppo –> purtroppo
qual cosa –> qualcosa (nel caso di pronome; in altri casi è corretto separare: "Silente ha mentito, la qual cosa è molto grave")
qual ora/qual’ora –> qualora
se bene –> sebbene
sì che –> sicché (parliamo della congiunzione; "sì che andiamo a Roma" è giusto)
sì come –> siccome
sopra tutto –> soprattutto
sotto sopra –> sottosopra
tal mente –> talmente
tal’ora/tal ora –> talora (si parla dell’avverbio; se dico "arriva alla tal ora" è giusto)
tal volta –> talvolta (come sopra)
tutta via –> tuttavia
via vai –> viavai
vice versa –> viceversa
vice [ruolo] –> vice[ruolo] (per esempio "vicepresidente" e non "vice presidente")

Locuzioni o Vocaboli

[Legenda: Bene – Bene]

allato – a lato (il primo è raro)
allorché – allor che/all’or che (la seconda è arcaica, la terza poetica – usate la prima)
almeno – al meno (il secondo è arcaico, ma non errato; evitatelo, comunque)
ancorché – ancor che (la seconda è arcaica, evitatela)
anzitempo – anzi tempo
anzitutto – anzi tutto
benché – ben che (la seconda è arcaica)
casomai – caso mai
chissà – chi sa (se usato come avverbio che introduca dubbio, tendenzialmente è meglio la prima; se dico "chi sa la tabellina del due?" è corretta la separazione; l’espressione analoga "chi lo sa!" va scritta separata)
ciononostante – ciò nonostante (ok, ma scrivetelo separato, eh)
controvoglia – contro voglia
cosicché – così che
dappertutto – da per tutto (ma non dapertutto)
dappoco – da poco
dappresso – da presso (meglio la seconda)
dapprima – da prima (meglio la prima)
dapprincipio – da principio
difronte – di fronte ("difronte" esiste ma è orribile)
disopra – si sopra (idem)
disotto – di sotto (idem)
dopotutto – dopo tutto
finché – fin che (più usata la prima, ma corrette entrambe)
giacché – già che (entrambe piuttosto arcaiche; l’espressione (per lo più colloquiale) "già che ci sei" (o simili), non vuole "giacché"; in altri casi l’uso di "già che" è più raro, meglio forme come "visto che"/"dato che")
invano – in vano (rara la seconda)
malgrado – mal grado (raro il secondo)
manodopera – mano d’opera
nondimeno – non di meno
nonostante – non ostante (molto meglio il primo)
oltremisura – oltre misura
oltremodo – oltre modo
peraltro – per altro
perlomeno – per lo meno
perlopiù – per lo più
quantomeno – quanto meno
quantopiù – quanto più
sennonché/senonché – se non che (con due enne è corretto ma Orribile; più diffusa la prima versione)
sennò – se no
seppure – se pure (più diffusa la prima)
sissignore – sì signore (le espressioni sono entrambe corrette; meglio ancora, "sì, signore"; la prima è più onomatopeica e da usarsi in ambito militare o dove si simuli un tono militareggiante)
suppergiù – su per giù
tantomeno – tanto meno
tantopiù – tanto più
tuttalpiù – tutt’al più (preferire il secondo)
tuttora – tutt’ora (più frequente il primo, ma corretti entrambi)

Composti di "su" e "giù"

laggiù, lassù, quaggiù, laggiù: esiste la forma separata (la giù, la su, qua giù, la giù), ma è obsoleta.
insù, ingiù – in su in giù: utilizzare la forma unita solo in locuzioni precedute da preposizione ("Tizio ha il naso all’insù"); in tutti gli altri casi non è propriamente errata, ma è da preferire la locuzione.

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My London

Scritto il 8 febbraio 2011 nella categoria Libri,Londra

Dopo quasi 5 anni, finalmente è online la versione PDF del mio libro "My London" che raccoglie quello che ho scritto su questo blog durante la mia avventura a Londra nell’estate del 2006.

Quasi per gioco mi sono messo a scrivere quello che vedevo, quello che facevo, quello che pensavo. E poi alla sera lo scrivevo sul blog. Era un po’ come comunicare con quelli che erano in Italia. E infatti ho scoperto che molta gente mi seguiva. Ma la sorpresa l’ho avuta quando sono tornato: un mucchio di gente che conoscevo di vista o che non vedevo da tempo mi faceva sapere di avermi seguito via internet. Qualcuno mi ha suggerito di raccogliere il tutto in un libretto.

Detto fatto, ho fatto stampare un libretto che ho distribuito a qualche amico. Ora pubblico il PDF, così chi volesse può scaricarlo e leggerselo con calma (ci vuole poco). Ecco il link.

My London su fabiotordi.it

Oppure, per chi volesse, è disponibile una versione su carta, ordinabile su questo sito

Lulu.com

al costo di 5 euro e 2 centesimi. Non è una cifra scelta da me e io non ne ricavo un centesimo, per la cronaca. Però è molto meno di quello che ho speso io 5 anni fa per farli stampare !!!

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L'età della ragione

Scritto il 6 febbraio 2011 nella categoria musica

Erano le vacanze di natale dell’anno di quel freddo micidiale, il mio peugeot col gelo arrancava, tossiva un po’, partiva e si fermava. Mi superò uno col fifty nero: lo vidi che rideva, son sicuro, dall’alto del suo fifty, sia di me che del peugeot. Così tornai a casa un po’ umiliato, col ghiaccio che dal chiodo era entrato in profondità nel mio orgoglio ferito: è allora che al volo ho realizzato il rischio di passare la mia vita sopra a un peugeot che arrancava in salita, mentre uno con il fifty ti sorpassa, ride, e va. E tutto va come deve andare, o per lo meno così dicono. E tutto va come deve andare, o per lo meno me lo auguro. Se ne andò il tempo delle mele e arrivò l’inferno delle pere: amici che non avrei + rivisto, sbattuti là ,scaraventati in pasto a una realtà che qualche anno dopo avrebbe già riscosso il suo tributo. Da sola o con le "quattro letterine magiche". E c’erano quelli già sistemati in società, temuti e rispettati. Guardavano con schifo malcelato persone con cui avevano vissuto: non era + il tempo di parlare con gente che era così inferiore, ridendo di un peugeot in salita che non ce la fa. E tutto va come deve andare, o per lo meno così dicono. E tutto va come deve andare, o per lo meno me lo auguro. E siamo qui ai piedi in una strada che sale su ripida e dissestata: la chiamano età della ragione, ci passano miliardi di persone. Io spero di poterla fare tutta, guardare giù quando arriverò in vetta (anche arrancando come quel vecchissimo peugeot). E tutto va come deve andare, o per lo meno così dicono. E tutto va come deve andare, o per lo meno me lo auguro…


La Morte di Marat – Jacques-Louis David – 1793 – Musées Royaux des Beaux-Arts – Bruxelles.

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Il lupo c'è

Scritto il 4 febbraio 2011 nella categoria Altro,Citazioni,Società

di Rita Rebolini

Oggi il mondo è cambiato. È cambiato anche troppo in fretta. Non so dire se in meglio: economicamente sì certo.
Noi di una certa età abbiamo vissuto via via il mutamento (nell’arco di cinquant’anni) che fu così veloce da non lasciarci il tempo di pensare, di confrontare, di constatare. Eravamo usi ad attenersi scrupolosamente ai principi morali e religiosi tramandati dai nostri padri. Ci è parso dissacrante il concetto moderno dove trovi il termine “tutto è lecito”. Non è più tanto male se (sfacciatamente) si offende un vecchio, un vicino, chi ti sorpassa in automobile. Chi ha speso una parola in più nel fare un apprezzamento ad una ragazza. Si passa con velocità inaudita alle vie di fatto. Ci si affronta con ira ed invettive pesanti e talvolta spunta persino un coltello.

Non meglio assistiamo ogni giorno ai mugugni, ai vari battibecchi dei nostri politici, siano essi da una parte o dall’altra, che in questo modo non assolvono il loro compito di dare il buon esempio. Il video, poi, diciamola com’è, presenta parecchie volte scene scabrose, casi in cui le persone che hanno subito un torto non chiedono giustizia, ma vendetta. Inoltre esempi di vizi, di disagi, di gente che se ne frega di tutti e di tutto. La voce della Chiesa viene contestata, si vuole ad ogni costo metterla a tacere come si fa delle proprie coscienze. Si mira solamente ad esternare il lusso, il baccano, lo spot, gli abiti firmati. Il volgare vocabolario è diventato purtroppo moderno. E così via.

Ma il lupo c’è, come nella favola. A dodici, tredici anni, o su per giù, le ragazzine non pensano solo a studiare, non aspettano neppure di crescere, pensano di capire tutto del mondo, che certamente pare ai loro occhi meraviglioso, speciale, da godere, da prendere subito. Internet, il telefonino, completano il quadro: ci si può collegare con tutto e con tutti, chattare, avere dei segreti.
E qui sta il guaio!
Quando poi succedono casi estremi e talvolta senza più rimedi, noi di una certa età ci domandiamo se il progresso sia sempre positivo; in che cosa si è sbagliato; che cosa oggi si possa fare per porvi rimedio. Difficile è un’esauriente risposta. Un avvertimento: “il lupo c’è, anche se si presenta quasi sempre camuffato”.

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Stock House

Scritto il 2 febbraio 2011 nella categoria Marketing

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Ventiseiesima puntata

Questo è un modello distributivo che si è sviluppato negli ultimi anni. È un’evoluzione degli spacci aziendali.

Le Stock House sono punti di vendita caratterizzati dall’avere prodotti fortemente scontati rispetto al prezzo abituale di vendita. La merce proviene da stock, vale a dire acquisti in grandi quantità di articoli che presentano qualche anomalia rispetto a quelli distribuiti attraverso i canali abituali: merce con difetti, delle passati stagioni, di importazione parallela, ecc.
Sono generalmente spazi medio piccoli, ubicati a margini dei centri storici o nelle periferie e si rivolgono ad una clientela che insegue la moda, invece che seguirla.

Spesso sono negozi informali, molto simili ai discount alimentari, dove gli articoli sono esposti senza puntare sullo stile, ma con richiami visivi molto marcati (cartelloni, manifesti colorati, striscioni).
fondamentale nel fronteggiare il caro vita.



Gli stock house sono caratterizzati da molta informalità

MATRICE SWOT
Utili Pericolosi
Interni Prezzi competitivi sulle marche note Scarsità di assortimento, articoli delle collezioni precedenti
Esterni Attenzione al prezzo anche per chi cerca le griffes Concorrenza di spacci aziendali e outlets

 

 

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