Articoli del mese di maggio 2011

Yahoo Answer

Scritto il 31 maggio 2011 nella categoria Internet

Come cambiare la batteria di una Vespa? Perchè il salvadanaio ha la forma del maialino? Perchè non fanno l’acqua in lattina? Perchè in alcune tastiere sotto le lettere F e J troviamo un segnetto? Cosa vedere in un giorno a Venezia?

Queste e un numero quasi infinito di domande trovano risposta su Yahoo Answer.

Ve ne sarete accorti anche voi: molte volte quando avete un dubbio, una curiosità o volete risolvere un problema, cercate su Google e spesso trovate la risposta su Yahoo! Answer. Ma che cos’è?

E’ un servizio di Yahoo! (ma va?) e funziona più o meno così: ti registri e puoi iniziare a fare domande e dare risposte. Hai un certo numero di "punti" che descrescono quando fai le domande, ma salgono quando accedi al sito, scegli la miglior risposta alla tua domanda, rispondi a domande, la tua risposta viene valutata come la migliore, ecc. E coi punti che ci fai? Niente, è solo per la gloria.

Le domande sono divise in categorie e sottocategorie, e ovviamente è presente anche una maschera di ricerca. Ma è inutile che stia qui a spiegarvi, molto probabilmente ci siete già capitati qualche volta, magari cercando "Dove potrei trovare un paio di Dr Martens a Firenze?" oppure "A cosa serve il pomo d’adamo?" o ancora "Perchè gli squali non dormono mai ?" o infine "perchè i numeri di cell iniziano col numero 3? "

 

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Sergio e Melissa

Scritto il 27 maggio 2011 nella categoria voghera

Finalmente, dopo aver tappezzato Voghera di manifestini, Sergio e Melissa domenica si sposano ! Evviva!

Chi sono? E che ne so! So solo che da qualche settimana sono apparsi, in giro per Voghera, manifestini con scritto "Sergio e Melissa sposi". I primi erano scritti a mano, col pennarello, e credevo fosse quasi uno scherzo visto che erano affissi col nastro adesivo sui cestini e i bidoni di rifiuti. Poi sono apparsi quelli scritti col computer. Pare che ci sia un signore, visto da molti, che si aggira per la città ad appendere questi bigliettini.

Beh, allora… congratulazioni!

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Avvocata nostra

Scritto il 26 maggio 2011 nella categoria Altro,Citazioni,Libri

Per una donna si dice "avvocato" o "avvocata" ? Lo so che io mi disturbo il sonno con queste questioni di lana caprina, ma è un pour parler, poi ognuno fa come meglio crede…

Ho trovato spunti interessanti nella pubblicazione "Donne, politica e istituzioni. Percorsi, esperienze e idee" a cura di Maria Antonella Cocchiara, edita da Aracne Editrice. Contiene un saggio di Lucrezia Zingale dal titolo "Donne e linguaggio: la cultura della differenza". L’autrice, citando diverse fonti, compie un viaggio attraverso gli ultimi decenni di discussioni sul genere delle parole, rilevando il fatto che molte parole in uso nelle varie lingue, e in quella italiana nella fattispecie, hanno da sempre avuto solo la forma maschile (lo definisce "linguaggio sessista"). Il perchè e il percome e il comemai bisogna cambiare le cose lo lascio a voi. L’autrice riporta le origini di questa discussione, che nascono dal movimento femminista, quando per esempio consigliò l’abolizione dei termini "Signora / Signorina", ritenuti asimmetrici rispetto al termine "Signor", utilizzato per gli uomini, perchè identificano le donne non rispetto a se stesse, ma in relazione a qualcun altro. Il pensiero femminista ha aperto una riflessione sul fatto che l’uso della lingua riflette differenze legate al sesso / genere.

In Europa gli studi sulla rappresentazione linguistica di uomini e donne e
sul carattere discriminatorio riscontrabile in certi usi della lingua cominciano
a presentare una certa vitalità intorno alla fine degli anni Novanta. Essi partono
dalla considerazione che il principio del maschile come genere dominante,
variamente parametrizzato in ciascuna lingua, è causa alternativamente
di invisibilità e di eccessiva visibilità delle donne: da un lato ne oscura la presenza,
nascondendole sotto una morfologia maschile, e dall’altro, qualora
venga usato il femminile anziché il maschile, ne enfatizza la presenza, così da
farla apparire deviante rispetto alla norma.

Da qui nascono delle riflessioni sulla necessità di un nuovo uso della lingua. Ma come? Prima una premessa:

Il linguaggio è soggetto a modificazioni nel tempo, esso si contamina ed
arricchisce di nuove forme e di nuovi vocaboli.
Se mettiamo a confronto i testi di oggi con quelli di un secolo fa ci accorgiamo
che il linguaggio utilizzato è profondamente diverso: termini in disuso,
arcaici e termini di nuovo conio. Diversi i vocaboli, diverse le forme lessicali
e grammaticali.

e ancora:

Il linguaggio si modifica e risente della storia, della cultura, delle tradizioni
e delle abitudini. […] L’italiano, per esempio, come molte altre lingue distingue sul piano formale
tra genere femminile e genere maschile. La scelta fra l’uno e l’altro genere
grammaticale non è neutra ed ha risentito di una tradizione nella quale,
inevitabilmente, si sono stratificate le convenzioni sociali determinate, a loro
volta, dalle caratteristiche storiche e culturali delle varie epoche.
[…]

Eppure se nuove parole entrano con naturalezza nel linguaggio corrente,
tra la gioventù in particolare, per alcune di esse, per il linguaggio di genere ad
esempio, non si riesce a trovare uno spazio. L’introduzione di termini nuovi,
professionalizzanti per le donne, come dottora, avvocata, ministra, questora,
magistrata etc., viene osteggiata in ogni modo con diverse giustificazioni:
«suona male», «non è corretto», «è inutile, non serve», «vi sono altri vocaboli
sostitutivi», «esistono vocaboli neutri che si riferiscono a uomini e donne»,
«perché forzare la lingua», «che motivo c’è di cambiare se uomini e donne
sono uguali» etc.
In realtà le resistenze si registrano anche tra le stesse donne che spesso
preferiscono definirsi al maschile, forse perché si sentono più titolate e riconosciute
nel mondo degli uomini.

[…]

È necessario oggi, alla luce dei cambiamenti avvenuti nella società e al fine
di costruire la coscienza di tali innovazioni, rinnovare la lingua, introdurre
e utilizzare parole nuove di genere femminile, mutare il significante, cioè la
forma di una parola (sia essa un sostantivo o una forma verbale) usata fino ad
oggi solo al maschile, affinché essa denoti un referente femminile.
Non possono essere invocate ragioni di grammatica, sintassi, morfologia
per giustificare il conservatorismo.
Prima non esisteva la donna magistrata, ministra, avvocata (qualcuna).
Erano ruoli maschili e come tali erano definiti. Non era necessario ripensare a
queste professioni al femminile perché nessuna donna ricopriva la carica o il
ruolo.

Infine, citando SABATINI A. (1987), Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana, in EAD., Il sessismo nella lingua italiana con la collaborazione di Marcella Mariani e la partecipazione alla ricerca di Edda Billi, Alda Santangelo, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma:

Nella sezione dedicata a “titoli, cariche, professioni, mestieri” la Sabatini
raccomanda di
1. Evitare di usare il maschile di nomi di mestieri, professioni, cariche, per segnalare
posizioni di prestigio quando il femminile esiste ed è regolarmente usato
solo per lavori gerarchicamente inferiori e tradizionalmente collegato al
“ruolo” femminile (amministratrice unica, segretaria generale) […]
2. Evitare di usare al maschile nomi di cariche che hanno la regolare forma femminile
(senatrice, notaia) […]
3. Evitare di usare al maschile, con articoli e concordanze
maschili, nomi epiceni (la stessa forma ha doppia valenza maschile e
femminile) o di formare un femminile con l’aggiunta del suffisso –essa, o anteponendo
o posponendo il modificatore donne (la parlamentare, la preside, la
comandante, la presidente) […]

4. Evitare di usare al maschile o di femminilizzare
con il suffisso –essa nomi di professione che hanno un regolare femminile
in –a (deputata, avvocata è un participio passato dal latino advocatus, advocata);
vedi la preghiera “Salve Regina”; Eia ergo, advocata nostra […]
(Satta, 1971) […]
5. Evitare di usare al maschile o di femminilizzare con il
suffisso –essa sostantivi riferiti a professioni e cariche il cui femminile può
esser formato senza recar disturbo alla lingua (la ministra, la sindaca) […]
6. Evitare di usare al maschile o con il modificatore “donna” i seguenti nomi
terminanti in –tore (pretora)

In realtà quello che è successo, e quello che io penso, è che la lingua si forma e si trasforma da sola. Nessuna imposizione "dall alto" hai mai fatto presa, perchè alla fine è la lingua comune, qualla usata, quella parlata, che vince. E se è uso comune dire "la preside", è altrettanto comune rivolgersi ad una legale come all’avvocato Taldeitali e non come avvocatessa nè tantomeno avvocata (quest’ultimo, lasciamolo riferito alla Madonna, che va benissimo…)

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Il cliente

Scritto il 25 maggio 2011 nella categoria Cinema,Libri

Ho letto il libro e visto il film.

Il libro è di John Grisham. Devo dire che mi ha preso molto. La storia parla di un ragazzino che si imbatte per caso in una storia molto più grossa di lui e rischia sia di essere messo dentro dalla polizia, sia sopratuttto di essere fatto fuori dalla malavita. Il ragazzino è molto più sveglio rispetto alla sua età e viene aiutato da un’abilissima avvocato. A volte, appena terminato un capitolo, mi veniva voglia di leggere quello successivo, e poi quello dopo ancora. Più che la trama in sè ero preso dai personaggi. A proposito: al femminile si dice "avvocato" o "avvocata" o "avvocatessa"? Boh.. ora guardo sul sito della mitica Accademia della Crusca…. vi dirò nei prossimi giorni….

Beh, dicevo che c’è quest’avvocatessa, molto forte. Un giudice del tribunale dei minori, molto tosto. Il bambino, molto sveglio e in gamba. E poi i cattivi. Quelli veramente cattivi, i mafiosi che vorrebbero far la pelle al bambino e i "cattivi" delle forze dell’ordine, che vogliono che il bambino spifferi ciò che sa, con qualsiasi mezzo.

Il film è di Schumacher che, oltre a correre in Formula 1, si diletta a dirigere film (e faceva anche il portiere della nazionale della Germania Ovest). Anche la versione cinematografica non è male, sebbene sia ovviamente meglio dettagliata. Tutto sommato lo sceneggiatore è riuscito a riprodurre abbastanza fedelmente il romanzo, sebbene con alcuni inevitabili cambiamenti e ovviamente tagli, per non fare un film di sette ore!

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Don Seppia

Scritto il 21 maggio 2011 nella categoria Riflessioni

Basta col buonismo, mi sono stufato di essere buono. Don Seppia, il parroco di Sestri Ponente accusato di…. di tutto: abusi sessuali, pedofilia, droga.. e chi più ne ha più ne metta. Ora, io sono un garantista e in teoria dovrebbe esserlo anche la legge, quindi finchè non c’è condanna una persna è da ritenersi innocente. Però qui mi sembra che ci siano un sacco di prove, quindi mi sbilancio.

Ecco, dicevo, a gente come quella io non so cosa gli farei. Non me ne frega niente del politically correct e della legge uguale per tutti. Bando alle ipocrisie. Qui c’è un tizio che si presente addirittura come prete, cioè come difesore, anzi come incarnazione di quei principi morali e religiosi della dottrina cristiana cattolica. E questo tizio cosa fa? Violenta i bambini e compra la cocaina? Ma diciamolo apertamente: io a questo qui gli taglierei le…si insomma gli zebedei. Altro che condanne in prigione. Mi sono stufato con queste leggi, basta, basta, basta. Aveva ragione Hammurabi: dente per dente. Ormai nel mondo ci sono troppe persone che delinquono sapendo che comunque la pena non è commisurabile al delitto. A questo tizio cosa vuoi fare? Poverino è un prete, diamogli 5 anni con la condizionale e va bene così. Cosa???? Ma io gli darei 20 frustate al giorno per 20 anni altro che. Sono stufo, scusate ma oggi ho proprio il nervoso, basta. Poi non si lamentino se la gente si fa giustizia da sola!!! Datelo in mano agli altri detenuti che ci pensano loro hihihihihi….

E questo vale per tutti: uno perchè è prete, l’altro perchè è stato appena lasciato dalla moglie, l’altro perchè è povero 8come se la povertà fosse ahimè un fattore di bassa punibilità) , l’altro perchè è incapace di intendere e volere. Anche questa me la dovete spiegare: la ragazza uccisa dal pugile a milano, ve la ricordate? Beh il giudice ha deciso che il suo assassino soffre di schizofrenia paranoide e pertanto non può essere condannato. Ma cazzo, riaprite i manicomi, ma metteteci anche il giudice! Non è possibile che ogni volta ci sia una scusante per qualsiasi cosa. Questo qui è proprio il paese del Bengodi, il paese dell’impunibilità (per "qualcuno", ovviamente, son sicuro che se io buttassi una cartaccia per terra sarei considerato un cattivone di primo livello, visto che non ricado in nessuna "categoria protetta": preti, politici, matti, immigrati irregolari, giornalisti, teleopinionisti, sportivi, ecc.. Beh forse matto si, quindi ho qualche speranza….)

 

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Real Time

Scritto il 17 maggio 2011 nella categoria televisione

Dottore mi aiuti, sono finito nel tunnel di Real Time. Proverò a fare un po’ di terapia raccontando la mia storia.

Da quando c’è stato lo switch-off del segnale tv analogico, mi sono ritrovato un sacco di canali inutili in più sul mio televisore di casa. Al momento non ho fatto tanto caso a Real Time, ci passavo qualche volta facendo zapping, ma non mi soffermavo più di tanto. Una sera ero casualmente su RT mentre scorrevo i vari canali quando ho smesso di pigiare i tasti del telecomando e mi sono appassionato a quel programma. Ancora non lo sapevo,ma stavo cadendo nel baratro della teleassuefazione, nella dipendenza catodica da Real Time. Quel programma era Vendo Casa Disperatamente.

Nei giorni successivi ho scoperto anche "Cucine da incubo USA", "Wedding Planners", "Chirurgia XXL", "Ma come ti vesti?", "Paint Your Life", "Vendo Casa Disperatamente", "Cortesie per gli Ospiti", "Il Boss delle Torte", "Fuori Menu" e tutta un’altra serie di improbabili programmi.

Il mio preferito rimane "Vendo casa disperatamente". Funziona così: una mediatrice immobiliare, Paola Marella, donna elegante dal ciuffo colorato, visita tre immobili che i proprietari faticano a vendere. L’esperta individua un possibile acquirente e gli fa visitare le tre soluzioni. Qui scatta in azione anche Andrea, l’architetto, che, una volta individuata la casa più adattabile al cliente, trasforma l’abitazione in base ai suoi (a volte discutibili) gusti e a quelli del tizio che cerca casa. Dopo pochi giorni, dopo che l’appartamento è stato invaso da muratori, carpentieri, tappezzieri, elettricisti, piastrellisti, falegnami, e chi più ne ha più ne metta, vegono invitiati sial l’acquirente che il venditore (che nel frattempo evidentemente ha soggiornato altrove) a vedere il risultato.

Poi c’è "Cerco Casa Disperatamente" dove dei personaggi, solitamente danarosi, molto danarosi, cercano una casa su misura delle proprie esigenze. Gente che hai dei budget che si aggirano anche  su qualche milione di euro. Si avete letto bene: qualche milione. Ma scusa, per quella cifra lì, non ho bisogno di Paola Marrella, me la faccio costruire come dico io la casa!!

Anche "Ma come ti vesti" è forte. Il wedding planner Enzo Miccio e una tipa di cui non ricordo mai il nome, ma che sembra la mamma della Hunziker (è identica, solo con gli anni in più) prendono un povero malcapitato (o malcapitata) che gli è stato segnalato da qualche amico / familiare per il modo di vestire un po’ innapropriato. Per prima cosa si fanno mostrare i capi provenienti dal guardaroba della "vittima", che vengono regolarmente derisi e buttati quasi tutti nel bidone dei rifiuti. La seconda parte vede i due lookologi che consigliano il tizio nell’acquisto di un nuovo guardaroba, con un budget di millecinquecento euro. Spesso devono comunque intervenire ancora loro perchè il tizio in questione continua a comprare abiti assurdi. Alla fine lo fanno incontrare con gli amici /familiari stronzi che lo hanno sputtanato in televisione, per dimostrare loro il cambio di look.

Ultimamente mi ha preso bene anche "Cucine da incubo USA", dove Gordon Ramsey aiuta il proprietario di un ristorante che non funziona tanto bene a scoprire e risolvere i problemi: magari sono i camerieri, a volte la qualità del cibo, oppure la mancanza di coordinazione, ecc. Beh, detto così non sembra interessante, così come gli altri programmi, ma poi dopo un paio di settimane ti scoprirai a tenere acceso la TV su Real Time a qualsiasi ora del giorno….

Sul sito ho fatto il test  per sapere che personagigo sono e il risultato è:

Sei Paola Marella
La casa di Real Time è il tuo mondo. Ti piace frequentare casa di amici, osservandone con curiosità disposizione e arredamento. Lo studio è il tuo spazio preferito. Sei preciso e determinato, creativo e dinamico.

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Piazza Affari Facebook Contest

Scritto il 16 maggio 2011 nella categoria Internet,Marketing,voghera

E’ partito da un paio di settimane il contest di Piazza Affari su Facebook, ecco come funziona:

Diventa fan di Piazza Affari Voghera e ottieni fino a €50,00!

Dobbiamo diventare 200 entro il 31 maggio !!!!

Vai sulla pagina Facebook di Piazza Affari Voghera, clicca su "mi piace" e diventa fan.

Se il 31 maggio 2011 avremo raggiunto almeno il numero di 200 fan la promozione sarà valida e ogni fan di Piazza Affari riceverà un buono personale che darà diritto a:

  • € 50,00 di sconto per acquisti di almeno € 130,00 (quindi pagherai  solo €80,00)

oppure

  • € 30,00 di sconto per acquisti di almeno € 75,00 (quindi pagherai  solo €45,00)

oppure

  • € 15,00 di sconto per acquisti di almeno € 35,00 (quindi pagherai  solo €20,00)

oppure

  • € 5,00 di sconto per acquisti di qualsiasi importo !!!!!

Cosa aspetti? Diventa subito fan e condividi sulla tua bacheca, così raggiungiamo i 200 fan prima possibile.

Se il numero di fan sarà raggiunto prima, la promozione partirà in anticipo, quindi avrai più tempo per sfruttare il tuo buono sconto.

Il buono ha comunque scadenza il 30 giugno 2011.

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Stim

Scritto il 14 maggio 2011 nella categoria telefonia

E’ da gennaio che ho abbandonato il gestore TIM su un mio cell. Ogni tanto continuo a ricevere SMS pubblicitari dalla TIM: poco male, li cancello. (Ribadisco: dalla TIM, lìimmagine di questo post non c’entra ;-) Ieri ho provato a chiamare il 119 (che per la cronaca è A PAGAMENTO se non sei TIM).

Risposta dell’operatrice: impossibile che lei riceva sms da TIM, lei non è nostro cliente.
Insisto, li ricevo!
Beh in ogni caso non posso aiutarla, non essendo lei cliente TIM e io operatrice TIM non so come operare per fermare gli sms, provi a mandare un FAX di reclamo al numero 800600119, qualcosa succederà.
Che assurdità: non sono cliente TIM e pertanto la TIM non può cancellarmi dall’elenco di quelli a cui può inviare SMS pubblicitari…ho capito, continuerò a cancellarli, anche perchè è risaputo che i FAX alla telecom non li leggono neanche :-)

 

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Brallo e i suoi dintorni

Scritto il 11 maggio 2011 nella categoria Brallo

E la storia continua…
Brallo: i suoi dintorni di Rita Rebolini

Oggi inizierò a mostrarvi i paesini che stanno ad est di Brallo. Si sa, il giorno inizia ad est, dove spunta il sole. Prima sta l’alba, quella fioca luce che dirada le fitte tenebre della notte e man mano le allontana così bene da poter osservare la vallata sotto una bella schiarita. Dapprima spunta in cielo il chiarore del sole, tanto da far sbiadire quello delle stelle e mostrarci uno squarcio di “infinito” impenetrabile col nostro piccolo ragionevole cervello. Poi i raggi: pochi, chiari, prorompenti su quel cielo mattutino che non è né grigio né azzurro. Infine il bel faccione del sole, non ancora abbagliante, che si lascia guardare così tondo, così pacioccone. È un’emozione. Il cuore ti si allarga, prendi coscienza del tuo essere, del tuo mondo, dell’universo che ti circonda e ti fa chiedere se gli uomini sanno che il sole è vita per tutto il mondo, se si accorgono che il suo sorgere significa un giorno di vita da godere in qualsiasi forma, se sanno che è un dono riconducibile a Dio.
Ora nel cielo non è ancora tutto chiaro, ma quei minuscoli uccellini che stanno sulle piante già cinguettano, un mormorio solo, un inno, un canto al Creatore e non importa se non hanno di che beccare. Poi la luce si diffonde. Luccicano le collinette, i versanti dei monti, appaiono i paesini così belli, così assonnati, così caratteristici da fare seriamente invidia alle invivibili città.

Vi voglio parlare di Pieve. Si dice che si mangi bene e che bene vada anche nel portafoglio. Su un pianoro, in mezzo a prati e boschi, c’è una rovere secolare, grande, grossa, fronzuta. Ogni anno per la festa della Madonna della Guardia (29 agosto), nel periodo migliore delle vacanze e dei raccolti, ai pedi di questa ultracentenaria pianta si celebra la Santa Messa. Accorre gente da tutte le vallate circostanti. È un rituale al quale ciascuno tiene a presenziare. Mentre il celebrante, senza alcun microfono, con paramenti per il minimo indispensabile, prosegue nelle sue funzioni religiose davanti alla statua della Madonna, si possono scorgere bimbi seduti sull’erba, in silenzio assoluto. Nessuno si permette qualche capriccio, anzi si sta lì compiti per tutto il tempo della Santa Messa. Uomini e donne appoggiati ai tronchi degli alberi, statualmente rivolti alla grande pianta, trovano un momento di pausa per poter entrare con tutta l’anima a percepire l’emozione di trovarsi lì, anche in mezzo a gente sconosciuta, e a formare con la mente un magico pensiero di umiltà e fratellanza. Più in là, in bella mostra, la fila dei sindaci (anche in versione femminile), venuti come i Magi da oriente e da occidente. Con le loro sciarpe tricolori, in rappresentanza dei loro concittadini, pur senza parlare, stanno lì a porgere il loro omaggio alla Madonna. A fine cerimonia belli e brutti, piccoli e grandi, come si suol dire, tutti in fila partecipano alla lunga processione che riporta la statua celeste nella nicchia della propria chiesa. Ora la vecchia rovere resta lì, nuovamente sola. Scuote le fronde, chiama a sé tutti gli uccelli e dice loro: “cantate!

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Chi compra cosa?

Scritto il 10 maggio 2011 nella categoria Altro,Internet,Simpatiche

Mi sa che il titolista del Corriere si è sbagliato…

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Circolazione dei TIR

Scritto il 7 maggio 2011 nella categoria Altro

Mi è capitato di viaggiare in autostrada alla domenica sera e notare una gran quantità di grossi camion. Nella mia beata ignoranza ho sempre creduto che per tutto il weekend fosse interdetto il traffico a questi mezzi pesanti, per diminuire il traffico. Ho scoperto invece che questo è vero solo in parte.

Innanzi tutto il divieto di circolazione è valido solo per le giornate di domenica, e non per tutto il giorno. Io pensavo fosse dalla mezzanotte del sabato alla mezzanotte di domenica. Invece scatta dalle prime ore del mattino fino alla sera.

Come esempio riporto il calendario dei divieti del 2011:

tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre, dalle ore 08,00 alle ore 22,00;

tutte le domeniche dei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, dalle ore 07,00 alle ore 24,00;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 1° gennaio;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 6 gennaio;
– dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 22 aprile;
– dalle ore 08,00 alle ore 16,00 del 23 aprile;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 25 aprile;
– dalle ore 07,00 alle ore 24,00 del 2 giugno;
– dalle ore 07,00 alle ore 24,00 del 2 luglio;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 9 luglio;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 16 luglio;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 23 luglio;
– dalle ore 16,00 alle ore 24,00 del 29 luglio;
– dalle ore 07,00 alle ore 24,00 del 30 luglio;
– dalle ore 16,00 del 5 agosto alle ore 23,00 del 6 agosto;
– dalle ore 16,00 alle ore 24,00 del 12 agosto;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 13 agosto;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 15 agosto;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 20 agosto;
– dalle ore 07,00 alle ore 23,00 del 27 agosto;
– dalle ore 14,00 alle ore 22,00 del 29 ottobre;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 1° novembre;
– dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 7 dicembre;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 8 dicembre;
– dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 23 dicembre;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 24 dicembre;
– dalle ore 08,00 alle ore 22,00 del 26 dicembre.

Quindi è stato normalissimo trovare molti tir, per esempio, lunedi di pasquetta (25 aprile), dopo le 22. Anzi, visto che avevano appena ripreso a circolare, ce n’erano più del solito !!!

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Altre info…

Scritto il 5 maggio 2011 nella categoria Brallo,Libri

…continua da ieri la storia della chiesa di Pregola.

Il campanile. Il campanile attualea torre  fu costruito nel 1934 per sostituire il vecchio campanile "a vela".

Il cimitero. Il primo cimitero era vicino alla chiesa, sul cocuzzolo del monte. Alla fine del 1600 gvenne costruito un nuovo cimitero vicino alla chiesa, ma nel XIX secolo ne fu costruito un altro, quello tuttora in funzione, lontano dal centro abitato.

Sempre tratto dallo stesso libro un piccolo paragrafo dedicato alla chiesa di Brallo:

Chiesa succursale di Brallo. Brallo, diventato capoluogo di comune nella prima metà del XX secolo si trovava sprovvisto di un seppur minimo luogo di culto. Forse influì il fatto che lo stesso paese era ed è diviso fra due parrocchie: la parte ad est dipende dalla parrocchia di Colleri, quella ad ovest è sotto la giurisdizione di quella di Pregola.
Il richiamo turistico che ebbe il territorio dopo la costruzione della strada intervalliva, il benessere che si stava sviluppando dopo la guerra e l’aumento delle auto private che favorì gli spostamenti famigliari, suggerì al parroco don Luciano Faravelli di far costruire la chiesa a Brallo.
Fu costituito un comitato promotore che affiancò il parroco nell’espletare le pratiche burocratiche e per la ricerca dei fondi necessari, composto da Carlo Bottiroli, Angelo Cavanna, Lino Gualdana, Pietro Ravetta e Siro Tordi. Per la progettazione fu scelto l’architetto Enrico Decorato di Milano, il quale presentò una proposta per una chiesa moderna in stile alpino. I lavori iniziarono le 1961, la chiesa fu ultimata nel 1965 e nel 1969 fu benedetto e consacrato l’altare.
 

(notadiFabio: per altre info su questa chiesa clicca qui)

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Chiesa di Sant'Agata di Pregola

Scritto il 4 maggio 2011 nella categoria Brallo,Libri

Fiorenzo Debattisti ha raccolto in un bel volumetto, intitolato "Nascita di Pregola e dell’antica chiesa di Sant’Agata" le sue ricerche sulla vecchia chiesa di Pregola. Queste ricerche hanno portato alla luce alcune interessanti storie della nostra parrocchia. Eccone alcune.

La chiesa è stata costruita dai monaci del monastero di S. Colombano di Bobbio, fondato dal santo irlandese nel 614. Già nel 622 il monastero ricevette una cospicua donazione di terreni da parte dei regnanti Longobardi, tra cui il territorio di Pregola. Per trovare citata la chiesa di S.Agata bisogna aspettare  l’anno 862. La chiesetta era sul cucuzzolo della montagna e il paese dovrebbe essere sorto intorno ad essa.I resti di quell’antica struttura sono tuttora visibili sotto alcuni metri dalla vetta in posizione sud-evst. A pochi metri vi si può trovare il fonte battesimale. L’unica mappa che riporta la chiesa risale al 1766, rinvenuta nell’Archivio di Stato di Torino.

Quando i marchesi Malaspina si insediarono a Pregola, costruirono anch’essi il loro castello sulla stessa montagna già occupata dalla chiesa e dal cimitero. Io sono andato tante volte da ragazzino su quella montagnetta, mentre mia mamma sistemava l’orto poco distante dalla Fiat 500 rossa parcheggiata nel prato, e ho sempre creduto che i resti fossero quelli del castello. In realtà, molto probabilmente (visto che non sono rimasti i ruderi), l’antico castello fu costruito dove adesso c’è la parte alta del paese. Un altro fatto non documentato ma verosimile è quello che vede la chiesetta incendiata durante l’assedio e la distruzione del castello da parte di Gian Maria Malaspina (anche se in questo post si dice che era il 1571 e il Malaspina in questione si chiamava Giovanni, invece in questo post è confermato il tutto…). Infatti nel 1576 la Diocesi di Tortona ordina di costruire una nuova chiesa. Ordine che venne disatteso per lunghissimo tempo a causa delle poche risorse economiche del paese.

Nel frattempo era sorto un oratorio, dedicato a S.Rocco, voluto probabilmente dai Malaspina, a poca distanza dalla casaforte fatta costruire copi ruderi del vecchio castello, in posizione più pianeggiante ai piedi della montagna. Verso la fine del XVII secolo questo oratorio fu modificato, ampliato, fino a divenire la nuova chiesa di S.Agata. Pare che i parrochiani non fossero entusiasti di questa soluzione, forse per non oltraggiare la tradizione della vecchia chiesetta, forse per ritrosia verso i marchesi che pretesero dei privilegi in cambio del vecchio oratorio.

La chiesa fu più volte aggiustata e mantenuta, ci furono lavori al tetto e alla sacrestia e, nel 1968, fu demolito l’altare esistente per sostituirlo con uno nuovo rivolto all’assemblea secondo lo spirito della riforma liturgica.

(fine prima parte, domani la seconda)

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Video di Oltresentieri

Scritto il 3 maggio 2011 nella categoria Brallo

Su Youtube c’è il canale Oltresentieri, dove ci sono, tra gli altri, numerosi video di riprese effettuate nella zona di Brallo e dintorni. Eccone qualcuno:

Colleri

Casone

Feligara

Bocco

Valformosa

Barostro

Cencerate

Il crinale dal Monte Lesima al Colletta

Someglio

Cortevezzo

Collistano

Lama

Corbesassi

Ponti

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