Articoli del mese di gennaio 2014

Sguarasgnauz

Scritto il 30 gennaio 2014 nella categoria Altro

Come ho scritto qualche giorno fa (clicca qui) , mi sono improvvisato reporter per smascherare una palese truffa, che però magari agli occhi di qualcuno potrebbe non essere tale.

Si tratta di un sito che promette di poter scoprire la password di qualunque utente facebook, twitter o di qualsiasi account di posta elettronica. 

Ho contattato il sito diverse volte, ogni volta mostrandomi con un’identità diversa ovviamente, chiedendo di scoprire le password di alcuni fornitori di email gratuite (Tiscali, Alice, Fastweb, Email) e anche la password di un’email di un mio dominio che avevo appositamente creato!

Risultato: il tizio (o i tizi) che sta dietro a questa truffa scrive sempre che è in grado di scoprire la password, che il servizio costa 150 euro per una cosa normale, e fino a 300 euro se la questione è più difficile. Una volta gli ho chiesto anche se è legale (hihihi) e mi ha risposto che ovviamente è legale, anzi "Il servizio e totalmente legale visto in termini di legge dato che il compenso richiesto viene effettuato tramite ricarica postepay per ovvi motivi legali e fiscali sopratutto.". Chiarissmo, no? Hahaha.

Poi dicono che ci voglio 3/4 ore per recuperare la password. Diciamocela tutta: l’unico sistema "automatico" per reperire password (cioè non usando truffe più sofisticate, vale a dire farsela dire in qualche modo dall’utente) è il cosiddetto "brute force". Cioè "forza bruta". In pratica un programma prende delle parole da un dizionario (magari contenente centinaia di migliaia di parole) e le prova tutte. Funziona? No. Perchè? Primo perchè ci mette un sacco di tempo. Secondo perchè basta che io invece di usare una parola di uso comune uso il nome del mio cane "Sguarasgnauz" o magari una cosa del tipo "dklwj6" che l’ho fottuto. Terzo perchè ormai tutti ma proprio tutti i sistemi di accesso controllano se capita che sbagli troppe volte la password, figuriamoci un sistema che ne prova migliaia!!!! Quindi 3/4 ore…?? Impossibile. Magari 3/4 settimane di duro lavoro… e certo non ricompensate con 150 euro…

Allora ho chiesto di avere una prova. Dopo qualche ora mi scrivono e mi dicono che la password è stata reperita con successo. Altre volte mi scrivono il giorno dopo dicendo che hanno avuto dei "problemi sul server", ma che sono riusciti a sgamare la password. Allora chiedo cosa devo fare per avere una prova. E lì scatta un’altra barzelletta. Dietro richiesta ti mandano come presunta prova un’email spedita dall’indirizzo di cui tu hai chiesto la password. Ha ha ha scusate ma fa troppo ridere. Forse non tutti lo sanno, ma è facilissimo fare una cosa del genere. Un’email non è altro che un file di testo che inizia con dei dati (che di solito rimangono "nascosti" seguiti dall’oggetto e dal corpo della missiva elettronica. Cosa c’è scritto in quei campi? Per esempio l’indirizzo del mittente. Quindi è facilissimo, per chi ha un minimo di pratica, inserire a mano qualsivoglia indirizzo come utente. E per chi non ha nemmeno quel minimo di pratica (come i nostri "hackers") esistono dei siti che mandano email "anonime". In pratica tu metti il mittente, il destinatario, ecc. Ottimo per fare scherzi: puoi scrivere al tuo collega facendogli credere chs ta ricevendo un’email dal capo nella quale viene licenziato. Peccato che funzionavano 15/20 anni fa. Adesso molto facilmente s la posta finisce nella cartella dello SPAM perchè ci si accorge che l’indirizzo messo come mittente non corrisponde al computer dalla quale viene realmente inviata e la cosa è sospetta. Come si fa a scoprire il trucco? Ho analizzato a fondo l’email e mi sono accorto che arrivava da un sito straniero di "fake email". In molti casi ho fatto finta di non accorgermene e ho continuato la trattativa, in un caso invece gliel’ho fatto notare. Mi hanno risposto che era un mio tentativo di frodarli (hahahaha), in quanto loro avevano lavorato sodo e io con delle scuse non volevo pagarli. 

In un caso ho preteso un’email presa dalla casella "hackerata", ma mi hanno detto che per problemi di privacy non potevano. Cioè, fammi capire, rubi una password (dicendo che è perfettamente legale) e poi ti fermi davanti alla privacy? hahahhaha. 

In un altro caso ho detto di aver spedito un’email alla casella e gli ho chiesto "cosa ho scritto??" e ovviamente non hanno saputo farlo

Ho segnalato questa cosa a un famoso giornalista scopritore di "bufale" informatiche, chissà mai che non ci tiri fuori un bell’articolo!

 

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Fabio risolve il cubo

Scritto il 29 gennaio 2014 nella categoria Altro

Eccomi impegnato nella risoluzione del famoso rompicapo. Ci riuscirò?

No, non ci sono riuscito. Riproviamo…..

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Awake

Scritto il 27 gennaio 2014 nella categoria Altro

…e pensare che fino a pochi mesi fa ero un patito di Redbull, Burn e schifezze del genere (vedi qui). A parte il fatto che mi piacevano (e mi piacciono tuttora), mentre a molti non piace il gusto. Perchè volevo stare sveglio. Non servivano, a me non fanno effetto neanche 5 tazze di caffè, figuriamoci una lattina. Ma psicologicamente funzionavano.

Ora invece bevo solo cose che spero mi facciano addormentare. Ma in questo caso, psicologicamente non funzionano. L’unico sistema, scientificamente provato, è mettermi sul divano a guardare un film: crosso subito. Se invece sto al computer l’unica cosa che mi convince ad andare a letto è l’orologio che segna le 2… Posso assumere the, camomilla, alcolici… ma anche polenta e cinghiale e non cambia nulla.
Ma io voglio dormire tranquillo !!!


Jan Vermeer, artista olandese, "Ragazza con gli orecchini di perla", o "Ragazza con turbante", 1665 (o 1666), conservato al Mauritshuis dell’Aia, tra pochi giorni esposto a Bologna, Palazzo Fava.

 

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Oltresentieri

Scritto il 25 gennaio 2014 nella categoria Brallo

Volevo segnalare questo sito:

Oltresentieri.com 

realizzato per segnalare percorsi da effettuare in MTB, ma pieno anche di suggestive immagini e filmati dei paesi delle 4 province (PV PC AL GE) che questo appassionato ha visitato. Sono dei documenti interessantissimi, che avevo citato già in questo blog diverso tempo fa.

Per esempio cliccando qui troverete un sacco di filmati sui paesi della Valle Staffora, come per esempio questo su Collistano

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Semplifichiamoci la vita

Scritto il 24 gennaio 2014 nella categoria Simpatiche

Vorresti una birra fresca, ma hai dimenticato di conservarne una un frigo? Bagna un tovagliolo di carta bagnato, strizzalo e arrotolalo intorno alla bottiglia, quindi mettila nel freezer per 15 minuti. Quando la tirerai fuori sarà della temperatura perfetta!
 
Aprire una di quelle odiosissime confezioni in plastica? Si può fare con un apriscatole!
 
 
Passare dello smalto trasparente sopra i bottoni aiuterà il filo che li tiene attaccati alla stoffa a non rompersi o sfilarsi. Mai più bottoni persi!
 
Alzi la mano chi è riuscito a non far rompere il cavo del caricabatterie. Mettendoci intorno una molla recuperata da una penna a scatto non avrete più problemi!
 
 
Ogni volta che accendi una candela rischi di bruciarti le dita. Usa uno spaghetto e il problema è risolto!

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Big fucking television

Scritto il 23 gennaio 2014 nella categoria Cinema,Citazioni

Scegliete la vita; scegliete un lavoro; scegliete una carriera; scegliete la famiglia; scegliete un maxitelevisore del cazzo; scegliete lavatrici, macchine, lettori CD e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete un mutuo a interessi fissi; scegliete una prima casa; scegliete gli amici; scegliete una moda casual e le valigie in tinta; scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cazzo; scegliete il fai da te e chiedetevi chi cacchio siete la domenica mattina; scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio ridotti a motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi; scegliete un futuro; scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa così? Io ho scelto di non scegliere la vita: ho scelto qualcos’altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l’eroina?

è un film del 1996. beh a dire la verità il libro di Welsh è del 1993…ma non c’entra. Io li ho letti tutti i libri di Irvine Welsh, ma Trainspotting è forse l’unico che non mi piace (gli altri sono stupendi, come per esempio "Il Lercio"). Il film invece è fenomenale. Pensare che ha già 18 anni…

La gente pensa che si tratti di miseria, disperazione, morte, merdate del genere, che pure non vanno ignorate. Ma, quello che la gente dimentica è quanto sia piacevole, sennò noi non lo faremmo. In fondo non siamo mica stupidi! Almeno non fino a questo punto, e che cazzo! Prendete l’orgasmo più forte che avete mai provato. Moltiplicatelo per mille. Neanche allora ci siete vicini.

Quando ti buchi hai una solo preoccupazione: farti. E quando non ti buchi, di colpo, devi preoccuparti di tutto un sacco di cazzate: non hai i soldi, non puoi sbronzarti. Hai i soldi, bevi troppo. Non hai una passera, non scopi mai. Hai una passera, rompe le palle. Devi pensare alle bollette, al mangiare, e a qualche squadra di calcio di merda che non vince mai, ai rapporti umani, e tutte quelle cose che invece non contano quando hai una sincera e onesta tossicodipendenza

Rinunciare alla roba, fase 1: preparazione. Per questa cosa ti serve: una stanza da cui non puoi uscire, musica distensiva, salsa di pomodoro dieci scatole; zuppa di funghi, otto scatole, da consumare fredda; gelato, vaniglia, una confezione grande; magnesia, latte di, una bottiglia; aspirina, collutorio, vitamine, acqua minerale, aranciata… pornografia. Un materasso, un secchio per l’urina, uno per le feci, uno per il vomito. Un televisore e una boccetta di Valium. Me la sono già procurata da mia madre che è "nel suo modo domestico e socialmente accettabile" una drogata anche lei. 

Swanney ci insegnò ad amare e rispettare il servizio sanitario nazionale, perché era la fonte di quasi tutta la nostra roba. Rubavamo farmaci, ricette. Le comprovamo, vendevamo, scambiavamo, falsificavammo, fotocopiavamo. O scambiavamo droghe con le vittime del cancro, gli alcolizzati, i vecchi pensionati, i malati di AIDS, gli epilettici e le casalinghe frustrate. Prendevamo morfina, diacetilmorfina, ciclozina, codeina, temazepam, nitrazepam, fenobarbitale, amobarbitale, propoxyphene, metadone, nalbufina, petedina, pentazocina, buprenorfina, destromoramide, chlormetiazolo. Le strade schiumano di droghe contro il dolore e l’infelicità. Noi le prendavamo tutte. Ci saremmo sparati la vitamina C se l’avessero dichiarata illegale.

Non ci pensare. Non è un problema. Non per me comunque. Certo è facile fare filosofia quando lo stronzo con la merda nel sangue è un altro. 

Mi sono giustificato con me stesso in tante maniere diverse, non era niente di che, solo un piccolo tradimento, o… i nostri rapporti erano cambiati, sapete cose così… ma ammettiamolo li avevo bidonati, i miei cosiddetti amici. Di Begbie non me ne fregava un cazzo, e Sick Boy avrebbe fatto lo stesso con me se c’avesse pensato per primo. Di Spud be’, d’accordo per Spud mi dispiaceva, non aveva mai fatto del male a nessuno lui. Allora perché l’ho fatto? Potrei dare un milione di risposte tutte false. La verità è che sono cattivo, ma questo cambierà, io cambierò, è l’ultima volta che faccio cose come questa. Metto la testa a posto, vado avanti, rigo dritto, scelgo la vita. Già adesso non vedo l’ora, diventerò esattamente come voi: il lavoro, la famiglia, il maxitelevisore del cazzo, la lavatrice, la macchina, il cd e l’apriscatole elettrico, buona salute, colesterolo basso, polizza vita, mutuo, prima casa, moda casual, valigie, salotto di tre pezzi, fai da te, telequiz, schifezze nella pancia, figli, a spasso nel parco, orario d’ufficio, bravo a golf, l’auto lavata, tanti maglioni, natale in famiglia, pensione privata, esenzione fiscale, tirando avanti lontano dai guai, in attesa del giorno in cui morirai.

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Curiosità di invecchiare

Scritto il 21 gennaio 2014 nella categoria Riflessioni

Non si invecchia mai se non si perde la curiosità.

Se ti senti appagato, se pensi di averle viste tutte, se non ti interessano le novità.

Se non ti piace percorrere nuove strade, cercare nuove idee.

Se ti arrendi ai problemi, a cui pensi non ci sia soluzione.

Se la routine ti conquista, se il mondo ti sembra normale così

Sei vecchio.

Tieni viva la tua curiosità. Cerca sempre di imparare, sarai giovane per sempre.

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Ma che Brallo è?

Scritto il 20 gennaio 2014 nella categoria Brallo

 

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Malincònia

Scritto il 19 gennaio 2014 nella categoria Altro,Citazioni

"Goodbye Malincònia
Maybe tomorrow, I hope we find tomorrow"

cantava Tony Hadley insieme a Caparezza.
 
Io sono un diversamente malinconico. Nel senso che ho una malinconia latente di fondo che mi ha accompagnato e mi accompagnerà per tutta la vita. Non la reputo una cosa negativa, anzi mi aiuta a superare i momenti brutti. 
Perché io sono profondamente innamorato della vita.
E’ un po’ difficile da spiegare. Quando sono giù passo da momenti in cui vorrei spaccare i muri a testate a momenti in cui non mi scollerei dal non-fare-niente (ma proprio nientenienteniente, neanche accendere la tv in sottofondo). E questo penso che sia una cosa normale, o comunque comune. Poi sprofondo nella malinconia.
 
Cecco Angiolieri scrive:
La mia malinconia è tanta e tale,
ch’i’ non discredo che, s’egli ’l sapesse
un che mi fosse nemico mortale,
che di me di pietade non piangesse.
 
Ma non ci resto più di tanto. Come ho detto: è difficile da spiegare. Non sono come un Leopardi che viveva interamente in questo triste sentimento ed era prigioniero dell’abisso. A me serve andarci, per recuperare le forze e tornare a galla: sono un sommozzatore della malinconia, uno speleologo che esplora gli anfratti più oscuri… ma poi torna al sole. Non sono un decadentista, anzi proprio io sono un inguaribile ottimista. Così come mi rifugio nei bassifondi, ho la ferma fiera e forte consapevolezza che la vita è strabella e che tutto andrà sicuramente per il meglio. 
Diciamo che sono un malinconico cronico al 5% (come la miscela). QB (quanto basta).
 

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Vadoavaduz

Scritto il 18 gennaio 2014 nella categoria testi

E’ lunedì, piove, non mi sento tanto bene e io vado a Vaduz.
Così incontro gente nuova, faccio spaziare il pensiero. Ma poi aspetto, troppo lontano.
Oggi è martedì, c’è nebbia. Ho un gran male di testa e vado a Vaduz.
Prendo il primo treno, vado in stazione. Ma poi non parto, ci metto troppo tempo.
Oggi è mercoledì, fischia come fischia il vento! Mi sono svegliato male e vado a Vaduz.
Guardo gli orari degli aerei, ma non ci sono troppi scali vicino. Meglio se resto.
Oggi è giovedì, anche se mi fa male la schiena e nevica, io mannaggia vado a Vaduz.
Prendo l’auto e faccio il pieno. Però non ho i pneumatici giusti, e quanto costa il gasolio!
Oggi è venerdì, finalmente vado a Vaduz, così mi passa il mal di pancia.
Chissenefrega del terremoto, tanto io parto. Oppure no. Forse no.
Oggi è sabato, è quasi festa e io vado a Vaduz.
Ma che lingua parleranno là? Io non parlo il tedesco. E mi sa che non c’è l’Euro.
Oggi è domenica, e sto ancora aspettando di andare a Vaduz.
Ma quello che cerco non è in Liechtenstein, tutto ciò di cui ho bisogno è qui.

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Inadeguato

Scritto il 17 gennaio 2014 nella categoria Citazioni,musica

Vorrei esser come quelli che al ristorante sembrano giudici di MasterChef: brillanti e sicuri di sé, con la carta dei vini esperti come sommelier. E le fidanzate sognanti e affascinate da tanta classe che le vizierà, al fuoco di un camino con un ballon in mano.. non come me che ordino una Bud!
Davvero: che peccato. Sono un ragazzo inadeguato. Lo sono sempre stato: un po’ fuori posto un po’ sbagliato. Non sono mai cambiato: sono un ragazzo inadeguato. Anche se son cresciuto sono rimasto un po’ sfasato.
Mi piacerebbe essere cool, vestito come un uomo-copertina di GQ, elengatissimo anche in jeans, un po’ selvaggio un po’ ribelle come Steve McQueen. L’accessorio giusto a mio agio in ogni posto, dall’oasi nel Sahara all’happy hour. Mentre io mi specchio e qualsiasi cosa metto c’è sempre qualche cosa che non va.
Davvero che peccato “Sei un ragazzo inadeguato“. Lo sono sempre stato: un po’ fuori posto un po’ sbagliato. Non sono mai cambiato: sono un ragazzo inadeguato. Però tutto sommato è il mondo che è un po’ complicato.

 

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Gli anni d’oro

Scritto il 14 gennaio 2014 nella categoria musica

Lo so che fa schifo, che è ridicolo, inascoltabile, fa ridere, anzi fa piangere tant’è brutto… ma è un esperimento, tutto qui. Specialmente per me stesso. E ormai non ho più vergogna di niente.

cinquemila di benza
altrimenti siamo senza
lanciati sulla strada
e dove andiamo pazienza
ricordo per chiamare 
non avevo il cellulare 
la musica fra non era tutta uguale
dovrei fare le somme 
sembra che non so contare 
perfino alla mia famiglia 
non so più che raccontare 
da quando sono grande
ora vivo alla grande
mi credono diverso 
e si fan tante domande
pero io mi ricordo le giornate
in strada coi miei fratelli 
su un'auto scassata che 
a noi sembrava un'audi
ricordo le serate
su al parchetto o al giardinetto
oppure su al kursaal
stanchi su quel divanetto
le uova a carnevale
cioccolata a natale
io ti guardo e tu mi guardi 
dov'è che vogliamo andare?
se finisce 'sta benzina
metti su la cassettina
il trono era una panchina 
vorrei tutto come prima 

passano gli anni e io non metto
questa testa a posto 
sempre più deciso a fare festa
ed il cappello in testa
ho un po' più di esperienza 
qualche segno in più sul corpo 
qualche amico l' ho lasciato 
per la strada 
qualcun altro é come morto 
ora l'auto é un'auto grande 
per il resto frate 
sono diventato zio 
e lo zio é diventato padre 
in quanto a voglia sono un colosso 
perché ho ancora la fame addosso 
e fra mi scasso ancora 
ogni volta che posso 
peró ricordo ieri 
avevo piu amore e più amici veri 
oggi ho soltanto più menate soldi e pensieri 
ho quei giorni nella testa 
una bottiglia ed era festa 
la scuola mi bastava saltarla 
che mi sentivo gangsta 

ma lei ha gli occhi più grandi 
che abbia mai visto 
é dentro ogni rima d'amore 
che partorisco
siamo un re ed una regina 
un bambino ed una bambina 
ricordo d'estate su quella panchina
t'ho detto cose mai dette prima

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Cybergames

Scritto il 11 gennaio 2014 nella categoria Altro

Dopo tanti articoli che ho letto in rete sui crimini informatici, voglio tentare io un reportage. Mi sono imbattuto in un sito di presunti hacker che sostengono di poter trovare password (di email, di facebok, di twitter, ecc) a pagamento.

No, non preoccupatevi, la vostra sicurezza non è in pericolo. Perchè? Primo perchè chi avesse le capacità di fare queste cose certo non le pubblicizza su internet, se le tiene per se o le gira al mercato nero. Un po’ come se uno vendesse droga o armi su ebay! Poi perchè al giorno d’oggi riuscire a trovare una password è praticamente impossibile. Mi spiego meglio: anche io in passato sono stato vittima di "furto" di password, da parte del mio allora capo, ma lui per farlo ha dovuto agire sul file che contiene password. Le ha fatte analizzare da un programma apposito e…zak! Trovata. Qui stiamo parlando invece di scoprire password di servizi on line, di cui non si ha a disposizione il file della password, ma bisogna "tirare a indovinare". Quindi, a parte il fatto che anche se si usasse un programma automatico di generazione password ci si metterebbe un’infinità di tempo, poi bisogna considerare il fatto che i gestori dei siti (gmail, facebook, twitter) non si fanno mica fregare così facilmente. Per prima cosa controllano se l’utente si sta collegando via web o in altro modo, poi se notato qualcosa di sospetto (tipo sbagliare la password 1000 volte di fila!) sospendono l’account. E poi non notate che spesso, quando dobbiamo collegarci, dobbiamo inserire anche altri codici o cose simili? Quindi state pure tranquilli. A meno che non caschiate nel phishing: quelle email fasulle che vi chiedono di inserire i vostri dati…e  voi li inserite!!!

Dicevo, ho trovato questo sito e nei prossimi giorni mi diletterò a chiedergli di scoprire password di email e cose simili, di gestori famosi come Gmail, Tiscali, Fastweb, ecc. Vediamo cosa si inventano. Poi vi farò sapere come è andata. Stay tuned :-)

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E…

Scritto il 10 gennaio 2014 nella categoria Me stesso

Estate 2008. Anzi Agosto 2008. Pensavo fosse una cosa sopportabile. La nostalgia. E invece. Non c’era attimo della giornata in cui la mia velocità di pensiero non fosse al cento per cento.

E… Vuoi da bere. Vieni qui. Tu per me. Te lo dico sottovoce. Amo te. Come non ho fatto in fondo. Con nessuna. Resta qui un secondo.

Al mattino sveglia alle 8. Una veloce colazione. Poi in auto di corsa a caricare scaricare. Per le 9 circa avevo finito. Avevo davanti parecchie ore.

E… Se hai bisogno. E non mi trovi. Cercami in un sogno. Amo te. Quella che non chiede mai. Non se la prende. Se poi non l’ascolto.
 
Qualche messaggio scritto. Di fretta. Con smania. E qualche messaggio ricevuto. Letto tutto d’un fiato. E poi riletto. E riletto riletto ancora. 
 
E… uo… e…. Sei un piccolo fiore per me. E l’odore che hai. Mi ricorda qualcosa. Va bè… Non sono fedele mai. Forse lo so.
 
Alla sera. Prima di mettere via. Una telefonata. Minuti che parevano ore. Oppure microsecondi. E dopo mettevo via con forza rinnovata.
 
E… Quando sento. Il tuo piacere che si muove lento. Ho un brivido. Tutte le volte che il tuo cuore. Batte con il mio. Poi nasce il sole… 
 
Quando avevo finito. Andavo in casa. Stanchissimo. Mi buttavo sul letto. Per riposare un’oretta. Troppo stanco per dormire.
 
E… uo… e…. Ho un pensiero che parla di te. Tutto muore ma tu. Sei la cosa più cara che ho. E se mordo una fragola. Mordo anche te. 
 
Non avevo una radio. Solo un lettore CD/DVD. Mettevo su sempre lo stesso disco. Una raccolta di canzoni. La sua. E tutte le sere partiva questa canzone.
 
uo… E… Sei un piccolo fiore per me. E l’odore che hai. Mi ricorda qualcosa. Va bè… Non sono fedele mai. Ora lo so.
 
E ancora adesso. Che sono passati cinque anni e mezzo. Ogni volta che parte questa canzone. Io torno all’estate del 2008. E non vedo l’ora che arrivi lunedì !
 
Lunedì 11/8/2008
 
 

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Le 4 leve del marketing mix

Scritto il 9 gennaio 2014 nella categoria Marketing

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Quarantaduesima puntata

Per entrare in un mercato occorre una combinazione di variabili più o meno controllabili dalle imprese per raggiungere i propri obiettivi. Per fare questo occorre vendere il giusto prodotto, al giusto prezzo, attraverso i giusti canali e con un adeguata campagna di comunicazione e promozione.

  • Product. Questa variabile è formata dalla qualità del prodotto, la confezione, il design, i servizi offerti, la marca, le garanzie, la varietà. La differenza non la fanno solo gli aspetti fisici, ma anche (e di frequente soprattutto) gli aspetti non fisici del bene venduto.
  • Price. Il prezzo è un fattore determinante. Non deve essere troppo alto – per non scoraggiare gli acquisti -, ma neppure troppo basso – per non perdere profittabilità o svalutare l’immagine dell’impresa o del prodotto (Nel 1993 la Philip Morris annunciò la riduzione del 20% delle sigarette Marlboro, per tentare di competere con prodotti più economici di altre marche. Il titolo crollò in borsa, facendo perdere 13 miliardi di dollari di capitalizzazione a causa anche della paura della riduzione del valore del marchio. Fonti: N.Klein, “No Logo”, Baldini e Castoldi, 2000 e H. Simon, D. Zatta, “Strategie di pricing”, Hoepli, 2006). La formazione del prezzo è influenzata da numerosi fattori: i costi, gli obiettivi, la domanda di mercato, concorrenza, il tasso di cambio, la legislazione vigente, ecc. Il prezzo ideale è quello più alto possibile che il cliente sarebbe disposto a pagare. Una pratica attuabile solitamente in regime di monopolio è la cosiddetta “discriminazione di prezzo”, ossia la vendita a prezzi diversi ad acquirenti diversi. Ad esempio concedendo sconti per particolari tipologie di clienti (anziani, bambini) o per elevate quantità di beni acquistati. Se un venditore opera una discriminazione perfetta riesce a vendere ad ogni cliente al prezzo che egli è disposto a pagare. In questo modo può vendere sia a chi è disposto a pagare meno sia a chi è disposto a pagare di più. Un esempio di questa tecnica di vendita è attuata dalle compagnie aeree low cost che propongono prezzi allettanti per i primi posti disponibili sul volo, alzandoli progressivamente al numero di prenotazioni. In questo modo i primi clienti, che sono disposti a prenotare con largo anticipo, otterranno un prezzo basso, consono alle loro aspettative, mentre i clienti dell’ultimo minuto, che hanno uno stringente bisogno di quel volo e sono quindi disposti a spendere molto di più, avranno esattamente un prezzo appositamente elevato.
  • Place. La variabile relativa alla distribuzione concerne i vari metodi di trasporto e stoccaggio delle merci, e sul come renderle disponibili ai potenziali clienti: ottenere che i giusti prodotti siano nei giusti posti nei tempi e nelle situazioni giuste. È una variabile che interessa i canali di distribuzione, la copertura, l’assortimento, la gestione delle scorte, la logistica, e così via.
  • Promotion. È l’arte di comunicare col pubblico, fornendo informazioni e promuovendo il prodotto per convincere il cliente ad acquistarlo. È l’insieme della pubblicità, degli strumenti di promozione, delle relazioni pubbliche.

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