Articoli del mese di novembre 2014

Raccolta differenziata a Voghera

Scritto il 28 novembre 2014 nella categoria voghera

Una mattina esco di casa con il sacchetto della spazzatura indefferenziata, quello della plastica e il cartone. C’è una mamma che ha parcheggiato davanti alle suore un po’ in mezzo alla strada e un camioncino aperto che non riesce a passare. Il tizio alla guida scende a protestare. Io passo e ammicco: "Bel parcheggio, eh?" e vado. Lui nel frattempo nota che ho la spazzatura in mano e mi richiama: "Hei capo, butta pure qui tutto". Io gli dico: "No, ma è differenziata". Lui mi risponde "Ma si, tanto poi va tutto insieme". Io gli chiedo: "Ma sei sicuro?" e lui: "Oooooooh!".

Caso a: stava scherzando. E va beh mi ha fatto buttare indifferenziata, plastica e cartone tutto insieme, ma non è la morte di nessuno.

Caso b: è vero. In questo caso mi chiedo: ma perchè io devo essere lo stronzo che in casa ha 4 bidoni della spazzatura? Carta, Plastica, Vetro/Metallo e Indifferenziata. Lo ammetto, l’umido lo butto nell’indifferenziata, tanto ne produco talmente poco, e poi, cazzo, 4 bidoni mi sembrano già eccessivi, ho mezza cucina destinata alla rumenta. (E per inciso il bidoncino ASM dell’umido non me l’hanno mai consegnato, gliel’ho pure chiesto a quelli che passavano in una via vicina alla mia ma mi hanno risposto picche, che sarei dovuto andarmelo a prendere alla sede ASM. Si, come no, faccio prima a comprarmelo). Dicevo: ma perchè io devo fare ‘sto estremo sbattimento se fosse vero che poi va tutto insieme? Facciamo che è vera la prima e che il tizio sia stato un burlone o uno che per simpatia voleva soltanto risparmiarmi la fatica di andare fino al bidone. D’altronde li spostano sempre più lontano, ancora una volta che me li spostano dovrò andare a buttare l’immondizia in macchina.

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Non sono il tipo

Scritto il 26 novembre 2014 nella categoria Altro

Ecco la mia nuova fatica: dai fatevi due risate :-) Però almeno il video è carino dai… Gli altri due li trovate cliccando qui e qui.

…io sono il tipo di tipo che girava con gli amici sopra una tipo…

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Reati annunciati

Scritto il 19 novembre 2014 nella categoria Riflessioni

L’altro giorno riflettevo su questo fatto: ero in treno e la voce registrata annunciava di non pensarci neanche a mettere le mani addosso al bigliettaio, in quanto pubblico ufficiale, altrimenti sarebbe stata un’azione passibile di denuncia in quanto reato. Tempo dopo vedevo un cartello su un bus che spiegava che andare in giro senza biglietto non era cosa buona e giusta. Altri cartelli ongi tanto spuntano e qua e là, indicando al passante di non compiere atti spregiudicati. Mi fanno venire in mente l’avviso, un po’ ironico e un po’ sarcastico, che avevo apposto anni fa vicino agli occhiali da sole che vendo e che erano (e forse sono) uno degli oggetti più taccheggiati nel mio negozio,  che recitava più o meno così: "Si prega di non rubare gli occhiali".

Ora, dico io, ma è mai possibile che sentiamo il bisogno di dire esplicitamente che fare resistenza ad un pubblico ufficiale è un reato? Cioè, dai! E’ un po’ come il mio "non rubate gli occhiali" ! E’ ovvio che non si dovrebbe fare. O meglio, dovrebbe essere ovvio. Evidentemente non è così. Segno dei tempi. A quando i cartelli "vietato stuprare", "vietato rapinare", "vietato fracassare le teste con le mazze da baseball"?

Piccola conclusione (già mi sento i commenti: "fascista"). Ma invece di dire l’ovvietà che picchiare il capotreno è un reato, e poi permettere che lo si faccia impunemente, non si potrebbe non dirlo, ma prendere a randellate sui denti chi lo fa, chi viaggia tranquillo e impunito senza biglietto, chi sporca, infastidisce, ruba, e fa i cazzi suoi sui treni, perchè tanto sa benissimo che il povero dipendente Trenitalia non si prende (giustamente) la briga di dirgli alcunchè, per evitare di prendersi una manica di botte? Invece di suggerire a questi signori di comportarsi bene e basta, non sarebbe meglio, nel caso trasgredissero, usare la loro stessa moneta? Ah no scusate, poverini, hanno già i loro problemi (sono apolidi –leggasi zingari– oppure clandestini, oppure delinquenti abituali, oppure matti, oppure sanguinari omicidi, vittime di soprusi, vicini di Erba, tossici, semplici cialtroni, insomma tutti motivi che per il sistema legislativo/giudiziario italiano ne fanno dei martiri, delle vittime e una categoria da proteggere) e quindi è giusto, o perlomeno comprensibile, il loro comportamento. A me sembra una forma molto antipatica di razzismo nei MIEI confronti che devo rigare dritto mentre questi fanno quel cazzo che vogliono.

 

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Gli sbattimenti della vita (6)

Scritto il 18 novembre 2014 nella categoria Altro

  1.  L’etichetta dei vestiti che punge
  2. I sacchetti della spesa che si tagliano
  3. Le persone che stanno bene, qualsiasi cosa indossino
  4. Una mosca in auto, o peggio una zanzara
  5. Non ricordarsi le parole di una canzone
  6. Quelli che ti chiedono le cose, ma poi fanno come vogliono loro
  7. Le risatine delle ragazzine ochette
  8. Ammalarsi in vacanza
  9. Quelli che non ringraziano quando gli tiene la porta aperta
  10. Scattarsi col coperchio della pentola
  11. Dimenticarsi il PIN del bancomat
  12. La torcia che quando serve ha le pile scariche
  13. Quelli di SKY, Fastweb, Wind, Enel, ecc.
  14. I panini al salame con dentro poche fette
  15. I bagni degli autogrill
  16. Hai trentasette penne e nessuna scrive
  17. Dimenticarsi di non puntare la sveglia quando invece puoi dormire
  18. Quando ti dicono che hai un capello bianco
  19. Il distributore automatico che ti mangia i soldi
  20. I volantini sotto ai tergi
  21. La birra analcolica
  22. I dossi rallentatraffico
  23. Saltare il casello di uscita in autostrada
  24. Gli adesivi "Bebè a bordo"
  25. Quelli che non abbassano gli abbaglianti
  26. Il cellulare che non prende
  27. Quelli che ti dicono "stai tranquillo, non arrabbiarti" quando sei arrabbiato
  28. La rucola che ti si incastra tra i denti
  29. Non trovare la chiave giusta in un mazzo di ventisette chiavi
  30. Dover cambiare l’ora all’orologio quando c’è l’ora legale
  31. Il conto del supermercato è €10,01 e tu hai 10 euro oppure cento !
  32. Tagliarsi con la carta
  33. Perdere il segno del libro che stai leggendo
  34. Dimenticarsi di comprare proprio quella cosa per cui eri andato al supermercato
  35. Parcheggiare talmente vicino al muro che devi uscire dall’altra portiera
  36. Le email di SPAM
  37. I peli del gatto sul maglione blu appena messo
  38. La gente che tira i bidoni
  39. Non sapere che ore sono
  40. Dimenticarsi il foglietto con segnate le cose da ricordare
  41. Scrivere i post del blog quando non sai cosa scrivere
  42. Quelli che insistono
  43. Gli amici di convenienza
  44. Le foto che ti fanno gli altri che non vengono bene
  45. Il cell scarico quando ti serve
  46. Quando manca un centesimo per pagare il conto e allora devi cambiare 100 euro
  47. Andare a dormire presto e svegliarsi stanchissimi
  48. Farsi la barba
  49. Perdere il segno nel libro che stai leggendo
  50. Le scarpe che fanno bagnare i piedi

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Inferno di Dan Brown

Scritto il 12 novembre 2014 nella categoria Libri

Altro libro di Dan Brown. Devo dire che i suoi libri li leggo velocemente, per la mia media. Di solito leggo libri, fumetti, libri, giornali, tutto contemporaneamente. In questo modo inizio tutto e non finisco niente. Quando leggo i libri di Brown lascio invece indietro il resto e li finisco quasi subito. E’ successo anche con "Inferno". Solito stile di Brown: capitoli corti, avvincenti, e ogni volta un piccolo o grande colpo di scena che ti fa venir voglia di leggere il successivo. La storia vede il ritorno del professor Langdon e anche stavolta è ambientata in parte in Italia. Certo che è curioso vedere uno scrittore di Best Seller ambientare i suoi libri in Italia, ovviamente perché considera il Belpaese culla di storia, tesori e quant’altro, e vedere molti italiani (tra cui i nostri politici) fregarsene bellamente, pensando di essere uno dei popoli migliori del mondo. Solo per il fatto che gli italiani sono stati un grande popolo non è che ce lo ritroviamo come diritto acquisito, dovremmo dimostrarlo tutti i giorni. Perlomeno conservando e valorizzando ciò che è già stato fatto. Va beh…

Detto questo: adesso il libro è in edizione economica a 5 euro, quindi direi che non potete non comprarlo.


Sanro Botticelli – La mappa dell’Inferno – 1480/1490

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Le 10 canzoni più ascoltate

Scritto il 11 novembre 2014 nella categoria musica

Ecco la classifica delle canzoni da me più ascoltare da un anno a questa parte:

Al decimo posto troviamo Gue Pequeno (con Marracash) in un brano del settembre 2013 da solista: "Brivido".
Appena sopra, nono posto, Adele con "Skyfall". La canzone non è attuale (2012), ma il fatto che dica che ti cade il cielo addosso me l’ha fatta ascoltare parecchio.
Salendo all’ottavo piano un’altra canzone del 2012, ma stavolta il motivo è l’opposto: mi da molta carica. E’ una produzione di David Guetta cantata da Sia: "She Wolf".
Al settimo posto la canzone dell’estate. Anche questa è vecchia (Grammy per il Best Remix nel 2007), ma la "pompavo" nello stereo della 500 ad agosto. "Bring the noise", il remix di Benny Benassi del vecchio pezzo dei Public Enemy. Molto molto "power" !
Sesto posto una canzone recente, dei Club Dogo con Arisa: "Fragili". Molto bella. Certo che i Dogo ultimamente spaccano.
Quinto posto per un intramontabile Vasco Rossi (attendendo di prendere il nuovo disco) con "Dannate Nuvole".
Quarto posto per Nerone, rapper milanese, con Nitro. Per chi non lo conoscesse ancora consiglio di vedere (o rivedere) MTV SPIT (campione 2014). Il brano è "Lasciami solo".
Finora avrete notato tanti pezzi rap, chissà il podio. Invece no, i primi tre posti sono occupati da pezzi di musica più o meno elettronica.
Dico più o meno perchè al terzo posto dei più ascoltati ci sono i Daft Punk, paladini e campioni europei dell’elettronica, che però in questo ultimo album hanno inserito sonorità molto pop. Il pezzo è ovviamente "Get Lucky"
E al secondo posto? Un amico del Daft Punk che per nientepopodimeno che Google ha crato questo pezzo: "Racer" (che è anche la mia suoneria del cell) di Giorgio Moroder.

E al primo posto? Qual è la canzone che ho ascoltato di più da un anno a questa parte? I terzi e i il secondo, cioè Daft Punk con "Giorgio by Moroder"

Non è necessariamente la classifica delle canzoni che mi piacciono di più, solo e semplicemtne quelle che più ho ascoltato, quindi che probabilmente rispecchiavano il mio stato d’animo in quei momenti.
 

In questo momento quali sono le più ascoltate? Beh, Fedez (e Francesca Michielin) con "Magnifico", Lucio Dalla (tutti i suoi grandi successi, tipo "Tu non mi basti mai", e poi volo nella notte di Ibiza con Watermät e la sua "Bullit"

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Vantaggi e svantaggi

Scritto il 6 novembre 2014 nella categoria Marketing

Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita

Quarantaseiesima puntata (le altre le trovate guardando qui)

La formula di vendita di Piazza Affari porta il negozio ad avere dei punti di vantaggio rispetto ad altre attività commerciali.

Rispetto ai negozi tradizionali i punti in favore di Piazza Affari sono:

  • I prezzi più competitivi.
  • Possibilità di attuare sconti per acquisti di grandi quantità.

I vantaggi rispetto agli outlet, che rappresentano il modello di riferimento per chi è in cerca di articoli di qualità a prezzi ridotti:

  • Esiste ancora un certo legame fiduciario con il distributore tradizionale per ragioni sociali ed umane.
  • Il coefficiente di servizio prestato: prossimità (vicinanza del punto vendita ai centri cittadini), il credito al consumo, la consegna a domicilio, la personalizzazione del rapporto col cliente.

Esistono altresì dei punti che pongono in svantaggio Piazza Affari nei confronti di questi concorrenti. 

I punti in cui i negozi tradizionali sono avvantaggiati sono:

  • Assortimento orizzontale di taglie, colori, modelli a cui si aggiunge la possibilità di ordinare in tempi brevi i prodotti eventualmente mancanti.
  • Prodotti della collezione in corso e non delle stagioni precedenti.
  • Rapporto diretto con le ditte produttrici e status di “rivenditore ufficiale”.

Gli outlet center sono in vantaggio per quanto riguarda:

  • Assortimento verticale. Per ogni marca è presente un’abbondante tipologia di prodotti.
  • Rapporto con i fabbricanti. Sono solitamente emanazione diretta dei produttori e pertanto hanno canali privilegiati nel rifornimento e hanno lo status di “rivenditori ufficiali” delle rimanenze.

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Aneddoti 23

Scritto il 3 novembre 2014 nella categoria Altro

IN QUESTO MONDO DI LADRI
Entra una signora, fa un giro e sta per uscire dicendo:
"Ripasso quando ho più tempo"
"Va bene signora, ha visto quante belle cose?"
"Si, si sono già venuta quest’estate a fare un po’ di refurtiva".
Spero intendesse "rifornimento" o_O !

MA CHE TE LO DICO A FARE?
Una signora vuole una tuta sportiva per il marito.
"La volevo di questo modello, ma ha solo questa grigia chiara"
"No signora, ne ho altre, che taglia ha bisogno?"
"La volevo di questo modello, ma lei ha solo questa chiara, la volevo scura"
"No signora, di quel modello ho altri colori. Che taglia le serve?"
"Si, ma io la volevo di questo modello, ma lei non ce l’ha"
"Siiiiii che ce l’ho signoraaaaaaa!!! Se mi dice che taglia ha bisogno le faccio vedere gli altri coloriiiiiiiii"
"XXL"
"Eccole, c’è nero, blu e grigio scuro"
"Va bene, prendo quella grigia chiara" (come volevasi dimostrare)
"D’accordo, poi se per caso non dovesse andare bene può cambiarla"
"Va bene, ma le posso chiedere una cosa? Se non dovesse andare bene posso cambiarla?"
"Si signora, certo" (ma che te lo dico a fare?)

AZZURRO
Entrano marito e moglie. La moglie mi dice:
"Mio marito vuole questo maglione azzurro, ma di un altro colore".
(ma perchè il marito non ce l’ha una voce?)
"Guardi signora, qui ci sono tutti i colori, quale le piace?"
"Azzurro"
"Ma è quello che lei ha in mano"
"No, ma io volevo un azzurro più chiaro, e poi questo è una XL, non vede che mio marito è magro?"
(Signora, non si arrabbi, io non le ho detto niente, ha fatto tutto lei)

TUTA
Poi ci sono quelli, e sono tanti, che chiedono:
"Vorrei una tuta, insomma un completo felpa e pantalone, li avete?"
"Certo, venga, eccoli"
"No, ma io volevo solo il pantalone" (oppure "solo la felpa")
(ma allora perchè mi hai chiesto una tuta?)

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