Articoli del mese di marzo 2016

Vista pregolese

Scritto il 31 marzo 2016 nella categoria Brallo

"Guarda che cielo che hai
guarda che sole che hai 
guardati e guarda cos’hai
e…….. guarda dove vai!"

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Tutti matti a Casa Matti

Scritto il 30 marzo 2016 nella categoria Politica

Certo che la faccenda di Casa Matti è quantomeno singolare. E’ un paesino dalle mie parti, nel comune di Romagnese. Quattro case, appena sotto il Passo del Penice. Una volta era in attività la pista da sci, che era in qualche modo collegata con quella dello "Scarpone": partivi dal passo e scendevi giù fino a Casa Matti. Ci sono stato qualche volta da ragazzino, prima che chiudesse. All’epoca sembrava di vivere in una zona molto sciistica, c’erano impianti dappertutto: a Brallo, a Cima Colletta, al Pian del Poggio, a Caldirola. Al Penice addirittura tre: il "Penice Vetta", lo "Scarpone" e "Casa Matti". 

Cosa ha portato agli onori della cronaca questo dimenticato paesino dell’Alto Oltrepo? Beh, un albergo del luogo ha dato la disponibilità ad alloggiare dei cosiddetti "profughi". Mi scusino gli strenui sostenitori del politically correct per l’uso delle virgolette, ma non mi farete credere che una ventina di ragazzotti, in età da lavoro, siano dei poveri disgraziati. basta con ‘sta storia del "scappano dalla guerra" o anche del "anche i nostri nonni emigravano". I nostri nonni scappavano dalla guerra e dalla fame, ma non finivano certo in albergo spesati, si facevano un culo così, magari nelle miniere di quel Belgio di cui adesso siamo tutti amiconi, trattati come pezzenti. Giusto o sbagliato che fosse, se uno lascia la propria terra in cerca di una vita migliore, deve mettere in conto di fare dei sacrifici. Invece qui da noi non funziona così. 

Come mai? Perché siamo un popolo che accoglie chiunque a braccia aperte? Guardate che qui non si parla di carità cristiana o di solidarietà. Qui si tratta di trattare in modo ben diverso chi è in difficoltà  e che arriva da altri paesi e chi è in difficoltà in Italia. Ai secondi sembra che non importi nessuno aiutarli. Perché, ripeto? Beh intanto perché fa più notizia aiutare i "profughi", come se quelli che dormono sotto i portici di via Vittor Pisani a Milano non avessero diritto a una vita migliore solo perché non scappano da niente (che poi, ci sarebbe tutto da dimostrare, a pensar male spesso ci si indovina: visto che siamo tanto generosi cosa frena un immigrato dal dire che sta fuggendo da una qualche guerra?)

Il vero motivo è un altro. Quella roba che fa girare il mondo. No, non è quella cosa che pensate voi. Anche quella, per la carità, ma il vero motore delle decisioni a livello mondiale è uno solo: il business, il soldo, i piccioli, la pecunia, le palanche, il commercio, il denaro! Quindi un albergatore che magari non se la passa benissimo, quando viene a sapere che lo stato gli passa un po’ di soldini per mantenere questa gente, cosa fa? Due conti son presto fatti: hai l’albergo sempre pieno, ma se gli dai un piatto di pasta a mezzogiorno e una minestrina alla sera ci stai dentro alla grande. E volete farmi credere che qualcosa non avanzi ANCHE per chi ce li fa arrivare? Ma dai, mi prendete per pirla? Ripeto, aprite gli occhi, le cose succedono SOLO se girano dei soldi. Quindi che interesse avrebbe la politica di organizzare queste cose se non avesse un tornaconto personale?

E’ successo anche a Varzi. E a Voghera. E a Casa Matti hanno spedito 25 bellimbusti, in un paese che di abitanti ne avrà anche meno. A fare che? A fare un cazzo. Perché sono "profughi", mica li puoi far lavorare, la legge non lo consente. E poi cosa gli puoi far fare a Casa Matti? E poi la gente non dovrebbe incazzarsi? Gli anziani non dovrebbero infuriarsi a pensare che loro hanno lavorato una vita, che magari sono anche emigrati in cerca di fortuna per poi tornar da vecchi al loro paese e questi qui, scudati dallo status di profugo, sono accolti in albergo? Dai, è una disparità evidente. E i giovani, a cui si dice di doversi rimboccare le maniche perché c’è crisi? Che insegnamento gli stiamo dando? Come al solito l’Italia dei furbi: sei regolare, il mutuo te lo paghi tu e se non lo paghi ti pigliamo la casa, se sei clandestino ti mettiamo invece in albergo. E ai tantissimi stranieri regolari in Italia? Cosa dovrebbero dire tutti quegli operai, tutte quelle badanti, braccianti, imprenditori, tutti quelli che sono venuti in Italia a farsi il mazzo e contribuire così allo sviluppo del Belpaese? Penseranno: ma noi siamo gli scemi? Perché siamo venuti onestamente a lavorare quando potevamo venire qui a far nulla? Che colpa abbiamo, quella di non aver la guerra a casa nostra? Maddai, ma è ovvio che dietro c’è solo interesse economico, suvvia. C’è della gente che ci mangia sopra. Stop.

E quindi gli abitanti di Casa Matti sono preoccupati, si chiedono cosa possono fare tutti questi uomini, nullafacenti per legge, in un paese di montagna a mille metri? Anche a Brallo, tanti anni fa, c’è stata una situazione del genere. Berlusconi aveva pubblicamente "adottato" una famiglia clandestina, per farsi vedere in TV che lui ha il cuore buono. Poi non sapeva dove metterli e così li ha posizionati a Brallo tramite la regione Lombardia. Caspita se facevano una bella vita questi: ogni settimana veniva su qualcuno a portargli la spesona, andavano in giro a passeggiare ben vestiti (non POTEVANO lavorare, erano clandestini). E siccome avevano fin troppo in questa loro vacanza dorata, invitavano spesso i loro amici per trascorrere il weekend. Quando li vedevano passeggiare amabilmente per le vie del paese, i ragazzi di Brallo che magari si alzano al mattino presto per andare a lavorare a Tortona, cosa pensavano? Come minimo di strappare la carta d’identità e fingersi profugo. Anzi, "profugo".

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Canta il lupo a Cantalupo

Scritto il 29 marzo 2016 nella categoria Citazioni

Sei PAZZA DI ME oppure PAZZA DI MENTE?

Me ne hai fatte mille, ma mi PASSA DI MENTE

oppure più probabilmente sei PAZZA DA SEMPRE

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Expo è morto

Scritto il 22 marzo 2016 nella categoria Altro

 

Siete contenti, cari italiani, di aver dato dei soldi per l’Expo? Ecco dove vanno a finire.

 

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Ragusa

Scritto il 7 marzo 2016 nella categoria viaggi

Sono stato a Ragusa. E’ una zona della Sicilia che non avevo mai visto (ero arrivato fino a Noto e a Capo Passero). La città è molto bella e vale assolutamente la pena di essere vista. Come al solito in Italia ci sono delle bellezze uniche senza dover andare chissà dove.

Iniziamo col dire che Ragusa è in montagna, sarà a circa 500 metri di altitudine. Poi che è essenzialmente divisa in due: la parte più in basso e più antica è chiamata Ibla e la parte nuova Ragusa o Ragusa Nuova. E’ successo che alla fine del 1600 un terremoto ha distrutto Ragusa. Alcuni hanno ricostruito nello stesso posto (Ibla), altri hanno preferito ricostruire più in alto, creando questa città speciale aggrappata al monte. Per esempio il Duomo è giù, mentre il Vescovo è su. Fino a circa un centinaio di anni fa erano addirittura due comuni diversi, poi sono stati uniti per creare così un grande centro che potesse essere capoluogo di provincia (negli anni ’20 dello scorso secolo). In quegli stessi anni, durante il periodo fascista, ha avuto numerosi abbellimenti.
Il risultato è che Ragusa è decisamente una località particolare, e quando sei su hai un bello spettacolo guardando giù, e quando sei giù e ti giri verso l’alto….altrettanto. Un posto sicuramente da vedere.

Poi ho girato un po’ nella zona: Scicli, Modica, Marina di Ragusa, Vittoria, Comiso, ecc. Tutti posti carini (a parte Vittoria, onestamente), barocchi, piacevoli da visitare. 

E ora la rubrica "cose che ho notato, in ordine sparso:

  • L’ospitalità è nello standard siciliano, cioè molto molto accogliente.
  • Al bar, appena ho chiesto "cappuccio e brioche" ho evidenziato la mia provenienza. Successivamente ho imparato a chiedere "cappuccino e cornetto"
  • Il bar di Ragusa "Caffè Italia" sotto alla cattedrale di San Giovanni Battista è il numero uno: interisti, cappuccio e brioche ottimi (pardon, cappuccino e cornetto) e…c’è il Corriere della Sera. Numeri unissimi!
  • Non sbagliarti a dire "buongiorno" nel tardo pomeriggio, ti cazziano subito correggendoti in "buonasera!"
  • I centri commerciali sono uguali in tutto il mondo, che tristezza.
  • I negozi del centro sono uguali o comunque simili in tutte le città. Che tristezza. Sarà perché sono tutte catene in franchising. Passeggiare per il centro e vedere le vetrine di Yamamay, Benetton e simili (con tutto il rispetto) non rende la gita interessante, anzi.
  • Sulla costa non c’è molto, siamo fuori stagione e quindi è quasi tutto chiuso.
  • Le chiese barocche dopo un po’ sembrano tutte simili (con questo non dico che non siano simili, ma a casa riguardando le foto ho delle difficoltà a ricordarmi dove le ho scattate)
  • I ragusani sono molto orgogliosi della loro storia e non vedono l’ora di raccontartela, appena notano che sei un turista.
  • I ragusani sono molto orgogliosi del telefilm del  Commissario Montalbano.
  • Le regole della strada sono un po’ diverse, soprattutto nel concetto di precedenza. Non sei mai al sicuro, anche se viaggi su una superstrada. Ad ogni incrocio devi stare attento che qualcuno non ti tagli la strada, perché la precedenza è di chi se la prende.
  • No, non ho assaggiato le cassate e il cioccolato di Modica, lo sapete che non sono goloso di dolci. Non faccio mille km per mangiare un cioccolato, sorry. Ognuno ha le sue priorità
  • No, non c’era caldo. Diciamo la stessa temperatura di qui.
  • Non capivamo perchè la stanza da letto è in basso e la cucina al terzo piano. Pensando al caldo che deve fare d’estate e ai tetti in ondulina abbiamo capito: non dormiresti!
  • La pietra bituminosa di Ragusa verrà anche utilizzata per asfaltare le strade di Londa e Parigi, ma se ne usassero un pochino anche per le strade locali sarebbe meglio: sono una buca unica!
  • I siciliani in generale se sbattono abbastanza di come tengono le case. Mi spiego meglio: hanno dei panorami stupendi, delle città piene di storia, degli scorci meravigliosi, delle vie romantiche, delle piazze incantevoli…. e delle case tenute malissimo. Non dico dentro, dico fuori: sgarrupate, conciate, traballanti, disastrate. Anche a Ragusa penso che il grosso delle ristrutturazioni sia stato fatto nel Ventennio. Poi basta.

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