Articoli del mese di maggio 2018

Le cento città – Rapallo

Scritto il 15 maggio 2018 nella categoria Altro

Le Cento Città d'Italia illustrate è una celebre collana di monografie, illustrate con fotografie dei luoghi e dei monumenti notevoli italiani, edita da Sonzogno, con cadenza settimanale, dal 1924 al 1929.

Ce n'è una dedicata a Rapallo e Santa Margherita Ligure

Parla della storia, dei Tigulli, dei Longobardi, di Milano e di Genova, dei Guelfi e dei Ghibellini, la peste, i pirati e tutte le traversie che Rapallo subì nei secoli. poi passa a racocntare la magnificenza di questo centro che pare un anfiteatro naturale, le sue vie (alcune nel frattempo hanno cambiato nome), i suoi negozi, i suoi albeghi che già allora ospitavano tanti turisti e le sue chiese, in primis il duomo decicato ai santi Gervasio e Protasio.

Accenna a due importanti monumenti dell'antichità: il cosiddetto Ponte di Annibale, dove pare transitò il famoso condottiero cartaginese nel 217 a.C. (anche se nella pubblicazione c'è scritto 536 a.C. Un grosso errore) e il Castello, qui chiamato "di Avenaggi", perchè così si chiama il rione di Rapallo dove sorge questa costruzione voluta per contrastare le invasioni saracene.
Prosegue decantando le meravigliose ville e palazzi che facevano di Rapallo, già cento anni fa, un lugo rinomato e ambito, come il Casinò, o la villa dove fu stipulato il trattato tra Italia e Jugoslavia nel 1920 (detto, appunto, "trattato di Rapallo"). Finisce, dopo aver parlato di qualche illustre personaggio rapallese, con la descrizione dei dintorni: dal Santuario di Montallegro, a San Michele di Pagana.

la seconda parte è dedicata a Santa Margherita Ligure, Portofino, San Fruttuoso, Camogli.

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Frittelle

Scritto il 8 maggio 2018 nella categoria Altro

Oggi è il compleanno della Rita, quindi frittelle per tutti 

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Un pirla con la laurea

Scritto il 6 maggio 2018 nella categoria Riflessioni

E' di questi giorni la notizia che l'Avvocatura dello stato ha respinto il ricorso dei maestri senza laurea. Eh si perchè per insegnare alle elemantari pare che definitivamente ci voglia la laurea. Come al solito il patatrac è causato da motivi "italiani": una legge del 1990 obbligava chi avesse voluto insegnare ad avere una laurea, ma fino al 2002 è stata data la possibilità ad iscriversi alla graduatorie anche chi non disponeva del famoso pezzo di carta

Risultato? Migliaia di insegnanti che rischiano grosso. 
Ovviamente la legge del buonsenso non si tiene mai in conto. E chi nel frattempo si è trasferito per seguire la cattedra? E chi ha magari una certa età e difficilmente troverà altri impieghi? E chi ci ha creduto? Ma davvero è scientificamente meglio il primo pirla che passa, ma con la laurea in tasca, che persone che magari insegnano da anni e anni?

Non ci siamo

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Trova Milli – 11

Scritto il 5 maggio 2018 nella categoria Altro

Quiz livello "silhouette": trova Millicent

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Siro del Brallo – Puntata 23 – La Gina

Scritto il 3 maggio 2018 nella categoria Brallo

Il cavalier Siro è stato davvero un cavaliere, e il suo cavallo, anzi la sua cavalla, si chiamava Gina.

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Attitudine

Scritto il 2 maggio 2018 nella categoria Citazioni

Per me sentirsi a casa non è facile: quelli come me si ritrovano in due pagine scritte a testa bassa, di getto, per sfogo. Dicono un poeta, ma non è nemmeno un uomo. Non è nemmeno un dono, è solo allenamento. Difficile spiegare se ci metto il sentimento. Se puoi capirmi sai cosa voglio e non voglio, che ho poche parole per i miei amici ma mille per questo foglio!!!

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Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Scritto il 1 maggio 2018 nella categoria viaggi

Se si guarda solo la facciata si rischia di non accorgersi di questa chiesa, parrebbe quasi banale. San Maurizio al Monastero Maggiore si trova in corso Magenta, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie di cui avevo parlato in questo articolo. Era un tempo uno dei più prestigiosi monasteri di Milano. Ogni centimetro delle pareti interne è ricoperto da colori sgargianti, splendidi, luminosi. Parecchie opere furono affidata ai Luini: prima Bernardino (alla cui memoria fu intitolata la via adiacente), poi i figli e il nipote. Ci lavorò anche Giuseppe Arcimboldi, si proprio lui, quello noto ai più come "Arcimboldo", autore dei ritratti composti con gli ortaggi.

Il risultato è di una bellezza mozzafiato. Non c'è davvero modo di descriverlo: bisogna entrare e lasciarsi avvolgere dal colore, dalla luce. Spingetevi assolutamente anche sul retro, che era la parte una volta destinata alle monache di clausura. Anche qui troverete affreschi, decorazioni e un notevole organo perfettamente restaurato.

Milano è così: è schiva, tiene quasi nascosti i propri gioielli, che meriterebbero invece fama al pari se non più di altre bellezze italiane e non. Ma tant'è…pazienza. Voi che adesso lo sapete, quando siete in zona dovete assolutamente fare una visita. Oserei dire imperdibile.

 

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