Articoli del mese di settembre 2018

Addosso – Le parole dell’omofobia

Scritto il 18 settembre 2018 nella categoria Libri

Il mio amico Antonio Mocciola, giornalista, scrittore, divulgatore, autore teatrale, anchor man, insomma uno che fa di tutto, ha prodotto un paio di anni fa questo interessante libro. Perchè "prodotto" e non "scritto"? Perchè è un libro essenzialmente fotografico, anche se in realtà è proprio il contenuto di parole ad essere al centro. Mi devo spiegare meglio? Ok, andiamo con ordine.

Antonio ha raccolto in questo libro 111 frasi riconducibili all'omofobia. Sono tutte frasi scritte o pronunciate in pubblico da personaggi famosi e per questo motivo sono più amplificate. Alcune strambe, altre trancianti, certune orgogliosamente ignoranti, talaltre pesantemente vergognose. Tutte queste frasi sono state scritte su altrettanti corpi nudi, fotografati in bianco e nero.

Un libro scioccante, un'opera di denuncia. Sincero, crudo, diretto, che ti arriva subito allo stomaco e, si spera, al cervello.

 

 

 

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Il matto

Scritto il 18 settembre 2018 nella categoria Citazioni,musica

Mi dicevano il matto
perchè prendevo la vita 
da giullare, da pazzo,
con un' allegria infinita.
D' altra parte è assai meglio,
dentro questa tragedia, 
ridersi addosso, non piangere
e voltarla in commedia.

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Futuro

Scritto il 16 settembre 2018 nella categoria Citazioni

Mi interessa molto il futuro: è lì che passerò il resto della mia vita.

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Trova Milli – 16

Scritto il 16 settembre 2018 nella categoria Altro

Quiz: trova Milli. Livello "computer"

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Cartelli

Scritto il 13 settembre 2018 nella categoria Altro

Marty, devi tornare indietro con me!
Dove?
Indietro nel futuro!

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Sporco dentro

Scritto il 13 settembre 2018 nella categoria Altro

"E tutte le tue amiche fanno un muro da spavento:
i miei tatuaggi non sono di loro gradimento.
Io sono sporco all'esterno, ma giudicare le apparenze
è l'atteggiamento tipico di chi è sporco dentro" 

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San Lorenzo e Piazza Vetra

Scritto il 11 settembre 2018 nella categoria Altro

Scendendo per Corso di Porta Ticinese trovate la basilica di San Lorenzo. E' facile individuarla: davanti ci sono le famose colonne (di San Lorenzo) e dietro la ex famigerata Piazza Vetra.

Le 16 colonne, di ignota provenienza, erano state messe lì per abbellimento alla basilica. nei secoli tutt'intorno sono state costruite delle case, che sono state poi abbattute meno di cento anni fa. la basilica è una delle prime in assoluto a Milano. Ai tempi era al limite dei confini della città, e così è stato per molto tempo. A pensarci adesso la cosa suon strabiliante. Qui vicino c'erano le mura dei navigli. Solo quando la città si è estesa fino alle mura spagnole ("dei bastioni") è stata considerata "in centro".

Costruita coi resti di un anfiteatro romano, demolito nel 401, che era appena fuori Porta ticiniese, chiamata così perchè la strada portava verso Ticinum, vale a dire Pavia. All'interno è da citare un "Ultima cena", un affresco che si rifà a quello di leonardo, probabilmente opera di un suo allievo. Vi è poi la cappella di Sant'Aquilino, con un mosaico molto antico.
Sul sagrato è la statua dell'imperatore Costantino, copi di quella in San Giovanni in Laterano. In effetti, dando una veloce occhiata all'insieme, colonne, statua, facciata, potremmo benissimo essere a Roma.

Sul retro c'è invece Piazza Vetra che altro non è che un prato, stranamente in leggera pendenza e ancor più stranamente dietro ad una chiesa e non sul davanti, come usava. Quendo ero gggggiovane era considerata la patria dei cannaioli, adesso è parecchio ripulita. negli anni che furono la utizzarono per mandare al rogo streghe, eretici e personaggi sgraditi. Adesso stanno costruendo la fermata della 4 (Lorenteggio . Linate). La piazza si chiama così perchè era costeggiata dal Naviglio della Vetra, poi interrato.

 

 

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Ma non potrei semplicemente sparire?

Scritto il 10 settembre 2018 nella categoria Me stesso

Ma non potrei semplicemente sparire? Puf, così di botto, di colpo. Ma con una bacchetta magica. Cioè facendo in modo che io non sia mai esistito. Passi in via Cavour e vedi, che ne so, un'officina. A casa mia ci abitano magari da vent'anni una coppia di anziani. Guardi le foto dei miei compagni delle medie e io non ci sono. Sparito. Mai esistito. Ma io nel frattempo sono la, sugli scogli di Las Palmas de Gran Canaria. Scogli appuntiti che mi pungono il culo. Ad osservare il mare ventoso e impetuoso che vorrebbe dirmi "buttati, che ti cullo", ma ne ho un po' timore perché non so nuotare così bene. Mentre penso che dopo qualche settimana me ne andrò a parlare portoghese alle isole Azzorre, per vedere come sono. E poi a San Pietroburgo, per una breve visita alla maestosità dei suoi palazzi, per attraversare i mille laghi della Scandinavia fino a spingermi su, a vedere l'aurora boreale. E poi attraversare tutta la Siberia in treno. Fermarmi a Krasnojarsk e raggiungere con qualche mezzo di fortuna qualche villaggio dei dintorni dove non c'è nulla, solo neve. E starci un bel po', magari un mese. E poi raggiungere Vladivostok, per cambiare vita ed andare in Giappone, nella frenetica e colorata Tokio. E nel caos più totale fermarmi a pensare che qui parleranno ancora di Gentiloni, di Di Maio che vuol governare, di Berlusconi che non vuole arrendersi e Renzi che non sa che fare. Ma Fabio non esiste. Pensa che bello che sarebbe, sparire, sparire. Il telefono che squilla, ma nessuno risponde. Finalmente. E Fabio, dicono, è in Giappone. O forse è morto, boh? Ma nel frattempo io sono già passato in Cina e, dopo aver visto la Muraglia, l'Esercito di Terracotta e tutte quelle amenità lì, sarò già a Sertar, città a 4100 metri, dove quarantamila studenti studiano (appunto) la filosofia buddista. Mi cercate…Agenzia delle Entrate? Non mi troverete mai. Qui non ho telefono, internet, facebook, televisione. Nulla. Non me ne frega niente di questi tizi: li ascolto, certo, ma la mia pace interiore la trovo da me, grazie.  Faccio delle passeggiate, parlo con tutti e da tutti imparo qualcosa. Quante cose ho già imparato nel mio viaggio parlando con la gente. Da ognuno almeno una briciola, un granello di polvere, un'illuminazione. Dopo un po', chi lo sa, una settimana, un mese, un anno, o magari molto molto di più, andrò a vedermi Hong Kong e i suoi palazzi e Macao e i suoi casinò, dove la gente brucia i soldi e la vita. Stavolta prendo un aereo, faccio tappa a Singapore e a Kuala Lumpur, per respirare ancora fremiti di grandiosità e di frenesia, per atterrare dopo un bel po' di ore a Auckland, in New Zealand, e da li spostarmi in autobus fino al centro, fin sulle montagne, fino a Whakapapa. Una bella baita, un paio di sci e passiamo l'inverno (giugno/luglio/agosto) in questo modo. Senza affezionarmi, senza legami, senza niente. Perché io sono morto, lo volete capire? Non cercatemi, non esisto. E là staranno ancora discutendo se è un bene pagare alla mafia 35 euro al giorno per stazionare dei finti migranti negli hotel? Ahahahah io rido e me ne faccio beffe, se mi volete dovete venire dall'altra parte del mondo, ma so che non lo farete mai. Da qui ogni tanto mi sposto, attraverso il Pacifico e me ne vado, che ne so, alle Galapagos, oppure a Malibu ad aspettare il Grande Mercoledì sopra una tavola da surf, o fare come Bodhi e buttarmi nelle Grande Onda. Tanto chissenefrega, non vi dovete preoccupare, IO NON ESISTO. Provate a chiamare: 3383139573. Numero inesistente. Nessuno si ricorda di me: non è che non esisto, il fatto è che non sono mai esistito. Quindi nessuno, neppur in minima parte, ne soffre. Amici che non mi hanno mai conosciuto, parenti senza cugini, genitori senza un figlio. Pagine che pensavo di aver scritto sono invece fogli bianchi, intonsi. Muri che avevo affrescato sono pieni di muffa, oggetti che ho costruito semplicemente…non sono. Mi rimangono solo negli occhi le cose che visto, i passi che ho percorso, le cose che ho udito e gli insegnamenti che ho ricevuto. Solco ancora il Pacifico, stavolta vado in Patagonia. Un freddo della madonna, ma almeno mi sento vivo, dei vostri fottuti discorsi del cazzo non me ne frega niente. Dei vostri problemi inesistenti neppure. Vomito. Su questa landa di ghiaccio. Vomito sangue. Eppure non sono mai stato così vivo. IO SONO QUI ! Sono un minuscolo potentissimo puntino nel mondo. E la trovo una sensazione fantastica. SONO QUI PERDIO…. e non voglio che lo sappia nessuno. Vi siete già dimenticati di me? Bene. Le pagine del mio diario si sono cancellate? Ottimo. Le scarpe che ho consumato sono in realtà ancora nuove? Fantastico. Le foto in compagnia presentano tutte uno strano vuoto in corrispondenza della mia faccia? Fantastico. Io non è che non esisto, ripeto, non sono mai esistito. Ma esisto, qui, ora. Dove sono adesso? Non lo so, a tratti nel buio, dove le stelle sono più visibili. Quanto accidenti saranno distanti? E ci pensate che non sono assolutamente come le vediamo noi? Cioè se guardo una costellazione stasera, la vedo in due dimensioni, come se fossero lucciole appoggiate su di un nero lenzuolo. Invece probabilmente sono distanti tra loro, una distanza tale che per comprenderla viene il mal di testa. E ci pensate che stiamo vedendo il passato? Se osserviamo la luce di una stella lontana un milione di anni luce… vuol dire che stiamo vedendo la stella com'era un milione di anni fa. Pazzesco. Pazzesco. Pazzesco davvero. Quante cose non può comprendere il nostro ridotto cervello? Quanti misteri, quante spiegazioni. Non voglio più spiegazioni. Voglio solo godermi le stelle, con la testa in su e gli occhi al cielo, qui, a Whakapapa, abbracciato al mio amore. Mio dio, mio dio, il cielo è pieno di stelle. E se abbasso gli occhi, ho tutto. Quindi esisto?

 

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Stare insieme

Scritto il 9 settembre 2018 nella categoria Citazioni

Non c’era bisogno di sguardi, di parole, di gesti, di contatti: solamente il puro stare insieme…

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Soddisfatto

Scritto il 9 settembre 2018 nella categoria Altro,Citazioni

 

Chi non è soddisfatto di ciò che ha non sarebbe soddisfatto neppure se avesse ciò che desidera.

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La maestra globetrotter

Scritto il 7 settembre 2018 nella categoria Brallo,Me stesso

Il 2 gennaio 1987, nella sala del Cinema del Passo del Brallo, fu consegnato alla maestra Rita Rebolini una targa, a ricordo e riconoscenza dei tanti anni di insegnamento presso le scuole elementari delle valli circostanti. 

Rita in realtà all'anagrafe faceva Maria Teresa, ma forse nessuno lo sapeva o perlomeno nessuno ha mai utilizzato quel nome. Ricordo un aneddoto: avete presente quando nelgi anni'80 arrivavano quelle buste per posta da ditte tipo Euronova o Postalmarket con scritto "MARIO ROSSI xxx xxxxx xxxxxxx xxxx xxxxx HAI VINTO 50 MILIONI" (in quelle righe piccole, "xxxx xxxx", stava scritto "forse, magari, ipoteticamente "). Ebbene, la maestra Rita aveva ritagliato il proprio nome ("Maria Teresa Rebolini", appunto) e lo aveva incollato sulla porta dell'aula dove attualmente insegnava, a Brallo. In quel periodo c'erano due multiclassi, e quindi due maestre, più una giovane insegnante di sostegno -per una bambina con delle difficoltà- che, leggendo quel nome, aveva preso a chiamarla "Maria Teresa", ma è durato poco perchè lei l'ha subito ripresa: "chiamami Rita".

In realtà l'aneddoto è doppio perchè nel mondo della scuola forse è l'unica che le diede del tu e la chiamava "Rita", per tutti era la "signora Tordi", così come fuori dalla scuola era la "signora Rita".

Non aveva sempre insegnato al Passo del Brallo, dove abitava, tuttaltro: per anni era stata insegnante supplente e quindi ha cambiato numerosissime sedi. Tenete presente che a quei tempi quasi ogni paese aveva una scuola. Pensate ad esempio che c'era anche a Selva, piccola frazione del comune di Brallo di Pregola. A piedi, a cavallo, in corriera, in auto: ogni mezzo era stato utilizzato dalla maestra globetrotter per raggiungere le sue mete. Da lei erano "passati" generazioni di alunni. Non era infrequente che qualche impiegato, qualche avventore di un bar o qualche cliente del negozio di Siro le dicesse: "lei è stata la mia maestra, io sono Tizio del Talposto".

 

 

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Trova Milli – 15

Scritto il 4 settembre 2018 nella categoria Altro

Livello: #thecatisinthebag.
Sfruttando il suo mimetismo animale e la sua voglia di viaggiare, questo esemplare adulto di felino peloso e quadrupede crede di nascondersi alla perfezione.

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Non arrenderti

Scritto il 4 settembre 2018 nella categoria Citazioni

Non arrenderti mai. Rischieresti di farlo un’ora prima del successo.

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