Napoli

Scritto il 26 maggio 2018 nella categoria viaggi

Napoli è vita, Napoli è casino. Napoli è la pizza, Napoli è la lingua napoletana, o anche solo l'accento (ma poi è impossibile che nella frase non "scappi" qualche termine locale). Napoli è il sole, Napoli è il Vesuvio all'orizzonte. Napoli è invenzione, creatività. Napoli è ahimè sporcizia: spazzatura in giro, mozziconi per terra, case sgarrupate, auto sinistrate, e per fortuna che con questo sindaco si è ripulita, chissà prima. Napoli è girare in motorino, quasi sempre in due e quasi sempre senza casco. Napoli è una metropolitana dalle stazioni molto belle. Napoli è un lungomare stupendo. Napoli sono le piazze di Napoli. Napolì è il caffè, magari sospeso. Napoli è la gente di Napoli. Napoli sono i Quartieri Spagnoli, Napoli è Maradona, Napoli è il Napoli. Napoli è l'arte di arrangiarsi, l'arte di inventarne sempre una, di escogitare qualcosa. Napoli è turismo. Napoli è il canto. Napoli è il mare. Napoli è quella città decantata e amata da mille artisti. Napoli è confusione. Napoli è allegria, Napoli è accoglienza. Napoli è il traffico, Napoli sono le auto che passano dappertutto, anche in ZTL. Napoli è vivere senza problemi, tanto chissenefrega. Napoli è il clacson, accessorio necessario anzi fondamentale per sfrecciare nelle viuzze, magari piene di gente, magari con macchine parcheggiate di qua e di là, coi pedoni in mezzo alla strada…eppure basta un colpo di clacson per passare senza neanche rallentare. Napoli è amicizia, Napoli è anticonvenzionalità. Napoli è superstizione. Napoli è cultura. Napoli è attaccamento alla propria terra, Napoli è voglia di andarsene

Insomma Napoli è tante cose, ci siamo stati solo due giorni e abbiamo potutto scoprire solo queste cose. Le altre, la prossima volta che andremo a Napoli.

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Cuori sotto sfratto

Scritto il 24 maggio 2018 nella categoria Altro

Con i cuori sotto sfratto, siamo quelli segnati dal sogno per l'eternità. Non ci sei, non ci sono, dammi una speranza che mi porti via da qua…

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Non ci credo!

Scritto il 23 maggio 2018 nella categoria Riflessioni

Non credo alle taglie dei vestiti, perchè non hanno senso le "M", le "L" e le "XL" e ormai hanno poco senso anche il "46" e i "50". Non credo alle misure delle scarpe, mi fanno ridere quelli che confrontano la suola e dicono "no, non mi va bene" oppure "si mi va bene". Beati voi che ci credete. Non credo agli oroscopi, non ne ho mai trovato uno che dice: "oggi sarà una giornata di merda", scrivono sempre cose abbastanza positive, oppure che il tuo segno è il più figo di tutti. Non credo agli amici che hanno solo bisogno di favori. Fate una bella cosa: non chiamatemi. Non credo alle previsioni del tempo sensazionalistiche dei telegiornali: l'estate più calda e l'inverno più freddo, e i nomi catastrofici che danno alle occasioni di maltempo. Non credo alle assicurazioni, perchè le righe piccole dicono sempre "non ti risarciremo", e se proprio lo faremo, non ti risarciremo del tutto e poi… chissà quando. Non credo ai supermegaaffari su internet. Credetemi, nessuno regala niente, anche se con un po' di fiuto qualche affare discreto si riesce a fare. Non credo a quelli che ti telefonano proponendoti offerte sul telefono, gas, luce, acqua. Se poi gli chiedi tempo per pensarci e valutare, non te lo concedono perchè "per un'offerta così vantaggiosa mi deve rispondere subito". Non ci credo. Non credo a quelli che predicano bene e razzolano male. Non credo a quelli che la sanno lunga, a quelli che (dopo) sapevano già tutto e quindi "perchè non me l'hai detto", oppure "se me lo dicevi prime te lo spiegavo io". Non credo ai navigatori satellitari, perchè alle volte è sempre meglio la vecchia strada conosciuta, la scorciatoia, la strada panoramica, oppure semplicemente è bello perdersi, ogni tanto. Non credo nella sfiga, la jella, la sfortuna. E' tutta una burla, una cosa nata per ridere degli altri, oppure per trovarsi delle scuse. Va bene, appunto, quando ci si scherza su, ma non ci credo.

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Il barbiere di qualità

Scritto il 17 maggio 2018 nella categoria Altro

Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo; Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo; A te fortuna (a te fortuna, a te fortuna) non mancherà.Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo; Ah, bravo Figaro! Bravo, bravissimo; A te fortuna (a te fortuna, a te fortuna) non mancherà.

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Le cento città – Rapallo

Scritto il 15 maggio 2018 nella categoria Altro

Le Cento Città d'Italia illustrate è una celebre collana di monografie, illustrate con fotografie dei luoghi e dei monumenti notevoli italiani, edita da Sonzogno, con cadenza settimanale, dal 1924 al 1929.

Ce n'è una dedicata a Rapallo e Santa Margherita Ligure

Parla della storia, dei Tigulli, dei Longobardi, di Milano e di Genova, dei Guelfi e dei Ghibellini, la peste, i pirati e tutte le traversie che Rapallo subì nei secoli. poi passa a racocntare la magnificenza di questo centro che pare un anfiteatro naturale, le sue vie (alcune nel frattempo hanno cambiato nome), i suoi negozi, i suoi albeghi che già allora ospitavano tanti turisti e le sue chiese, in primis il duomo decicato ai santi Gervasio e Protasio.

Accenna a due importanti monumenti dell'antichità: il cosiddetto Ponte di Annibale, dove pare transitò il famoso condottiero cartaginese nel 217 a.C. (anche se nella pubblicazione c'è scritto 536 a.C. Un grosso errore) e il Castello, qui chiamato "di Avenaggi", perchè così si chiama il rione di Rapallo dove sorge questa costruzione voluta per contrastare le invasioni saracene.
Prosegue decantando le meravigliose ville e palazzi che facevano di Rapallo, già cento anni fa, un lugo rinomato e ambito, come il Casinò, o la villa dove fu stipulato il trattato tra Italia e Jugoslavia nel 1920 (detto, appunto, "trattato di Rapallo"). Finisce, dopo aver parlato di qualche illustre personaggio rapallese, con la descrizione dei dintorni: dal Santuario di Montallegro, a San Michele di Pagana.

la seconda parte è dedicata a Santa Margherita Ligure, Portofino, San Fruttuoso, Camogli.

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Frittelle

Scritto il 8 maggio 2018 nella categoria Altro

Oggi è il compleanno della Rita, quindi frittelle per tutti 

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Un pirla con la laurea

Scritto il 6 maggio 2018 nella categoria Riflessioni

E' di questi giorni la notizia che l'Avvocatura dello stato ha respinto il ricorso dei maestri senza laurea. Eh si perchè per insegnare alle elemantari pare che definitivamente ci voglia la laurea. Come al solito il patatrac è causato da motivi "italiani": una legge del 1990 obbligava chi avesse voluto insegnare ad avere una laurea, ma fino al 2002 è stata data la possibilità ad iscriversi alla graduatorie anche chi non disponeva del famoso pezzo di carta

Risultato? Migliaia di insegnanti che rischiano grosso. 
Ovviamente la legge del buonsenso non si tiene mai in conto. E chi nel frattempo si è trasferito per seguire la cattedra? E chi ha magari una certa età e difficilmente troverà altri impieghi? E chi ci ha creduto? Ma davvero è scientificamente meglio il primo pirla che passa, ma con la laurea in tasca, che persone che magari insegnano da anni e anni?

Non ci siamo

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Trova Milli – 11

Scritto il 5 maggio 2018 nella categoria Altro

Quiz livello "silhouette": trova Millicent

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Siro del Brallo – Puntata 23 – La Gina

Scritto il 3 maggio 2018 nella categoria Brallo

Il cavalier Siro è stato davvero un cavaliere, e il suo cavallo, anzi la sua cavalla, si chiamava Gina.

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Attitudine

Scritto il 2 maggio 2018 nella categoria Citazioni

Per me sentirsi a casa non è facile: quelli come me si ritrovano in due pagine scritte a testa bassa, di getto, per sfogo. Dicono un poeta, ma non è nemmeno un uomo. Non è nemmeno un dono, è solo allenamento. Difficile spiegare se ci metto il sentimento. Se puoi capirmi sai cosa voglio e non voglio, che ho poche parole per i miei amici ma mille per questo foglio!!!

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Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Scritto il 1 maggio 2018 nella categoria viaggi

Se si guarda solo la facciata si rischia di non accorgersi di questa chiesa, parrebbe quasi banale. San Maurizio al Monastero Maggiore si trova in corso Magenta, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie di cui avevo parlato in questo articolo. Era un tempo uno dei più prestigiosi monasteri di Milano. Ogni centimetro delle pareti interne è ricoperto da colori sgargianti, splendidi, luminosi. Parecchie opere furono affidata ai Luini: prima Bernardino (alla cui memoria fu intitolata la via adiacente), poi i figli e il nipote. Ci lavorò anche Giuseppe Arcimboldi, si proprio lui, quello noto ai più come "Arcimboldo", autore dei ritratti composti con gli ortaggi.

Il risultato è di una bellezza mozzafiato. Non c'è davvero modo di descriverlo: bisogna entrare e lasciarsi avvolgere dal colore, dalla luce. Spingetevi assolutamente anche sul retro, che era la parte una volta destinata alle monache di clausura. Anche qui troverete affreschi, decorazioni e un notevole organo perfettamente restaurato.

Milano è così: è schiva, tiene quasi nascosti i propri gioielli, che meriterebbero invece fama al pari se non più di altre bellezze italiane e non. Ma tant'è…pazienza. Voi che adesso lo sapete, quando siete in zona dovete assolutamente fare una visita. Oserei dire imperdibile.

 

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Nebbia

Scritto il 28 aprile 2018 nella categoria Citazioni

Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!

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Teatro al buio

Scritto il 26 aprile 2018 nella categoria Altro

Siamo stati a Milano, presso l'Istituto dei Ciechi, dove Dialogo nel Buio ha organizzato uno spettacolo di "Teatro al Buio". 
Si tratta di vedere uno spettacolo teatrale… oops, no scusate, vedere non è per niente la parola giusta. Infatti si viene accopagnati da una guida, pochi alla volta, in una sala completamente buia. Per buia intendo… avete presente una stanza quando chiudete le imposte? Di più. Una cantina senza finestre? molto di più. Buio totale. Completo. Non vedevi niente. Zero. Zero assoluto. Potevi chiudere gli occhi, riaprirli e la senzazione era la stessa. Allungare una mano, muovere una gamba, non le vedevi. Buio completo.
E quindi, direte voi, come si fa a vedere lo spettacolo? Appunto, non lo si vede, lo si "partecipa".
Non ci rende conto di dove si è: un teatro? Una stanza? E neppure dove si è seduti: in prima fila? In ultima? Ma le sedie sono disposte a file? Poi ovviamente non si vede l'attore: è alto? Biondo? Giovane? Calvo? Ha la barba?
Si sente solo la sua voce, e quella degli altri presenti che ridono, sussurrano, urlano, parlano. L'attore, o meglio la sua voce, si muove tutto intorno a noi: si avvicina, si allontana, diventa più forte. 
La vista non serve, e quindi si acuiscono gli altri 4 sensi, più il sesto: la fantasia.

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Trova Milli – 10

Scritto il 23 aprile 2018 nella categoria Altro

Quiz: trova il gatto. Livello 10. Millicent si è nascosta quasi alla perfezione, ma un occhio attento potrà forse scorgerla…

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Museo Teatrale alla Scala

Scritto il 19 aprile 2018 nella categoria Arte

Siete mai stati al Teatro alla Scala? E al museo adiacente?
Se vi va, fateci un giro.
Ci sono busti, ritratti, spartiti, strumenti musicali, porcellane, tantissimi cimeli.
Si respira aria…anzi si respira arte !
Toscanini, Donizetti, Maria Callas, Puccini, Bellini, Leoncavallo, Verdi, Renata Tebaldi. 
Caruso, Nureyev, Luchino Visconti, Strehler, Eleonora Duse, Liszt.
E poi… è possibile affacciarsi da alcuni  palchi e vedere il teatro, e immaginarsi lì, in mezzo ad un'opera, cogli abiti visti nei dipinti, a ricevere il fragoroso applauso del pubblico a cui fare il doveroso inchino

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