Articoli con tag ‘aneddoti’

Le solite cose

Scritto il 27 gennaio 2016 nella categoria Altro,Simpatiche,voghera

Discorsi sentiti e risentiti, e ancora sentiti di nuovo e poi ancora… in questi 18 anni di negozio Piazza Affari.

  • OOOOH FINALMENTE! E’ QUESTA L’ORA DI ARRIVARE? SONO QUI DALLE 9 CHE ASPETTO !
    Signora, la capisco, ma io non ci posso fare niente: il negozio apre alle 9,30 e c’è scritto chiaramente nell’orario affisso sulla porta. Lei potrebbe essere qui anche dalle 6 del mattino, ma non è certo colpa mia.
  • MA VOI VENDETE SOLO COSE PER MAGRI?
    No, signora, se mai è il contrario, se fossimo tutti magri a questo mondo avrei finito le taglie S. Se invece ho finito le taglie XXL è proprio per l’esatto contrario. Ma lo penso soltanto, non glielo posso dire, perché lei altrimenti si offende.
  • MI PUOI TENERE QUESTO MAGLIONE? CIOE’…SE DEVI VENDERLO VENDILO, MA SE NON LO VENDI…ME LO TIENI?
    Questo discorso si commenta da solo
  • CE L’HAI SOLO DI QUEL COLORE?
    Ma di che articolo stai parlando? Se entri e mi dici così come pretendi che io capisca!
  • QUESTE SCARPE MI VANNO STRETTE / SONO FUORI MODA / SONO BRUTTE / MI FANNO SCHIFO. MI FAI LO SCONTO?
    No, scusa, ma se sono brutte… non comprarle e stop, no?
  • BUONGIORNO, VORREI UNA TAL COSA MA NON CE L’AVETE.
    Ma se sei tanto sicuro di te stesso e dici tutto tu…cosa chiedi a fare? Cosa entri a fare?

  • A CHE ORA DOVETE CHIUDERE? 
    Alle 12:30
    AH, MA SONO GIA’ LE 13… TI HO FATTO FARE TARDI. ALLORA TORNO UN’ALTRA VOLTA CON CALMA!
    Eh no, cazzo, adesso compri!
  • MI TIENI QUESTA FELPA, CHIARAMENTE SENZA ACCONTO? PASSO ALLA FINE DEL MESE PROSSIMO, FORSE, MAGARI, PUO’ DARSI.
    Si, come no, vuoi mica anche 5 euro per andare a fare colazione?
  • HO COMPRATO QUESTA GIACCA PER MIO FIGLIO A OTTOBRE, SIAMO AD APRILE E NON L’HA MAI MESSA E ORMAI GLI E’ PICCOLA, LA VORREI CAMBIARE, PRENDO QUALCOSA PER ME.
    Si, certo, e io ad aprile la giacca in piuma foderata in pelo a chi la vendo?
  • HO COMPRATO QUESTA SCARPE, LE HO PROVATE BENE A CASA, MA SONO PICCOLE E VORREI CAMBIARLE.
    Certo, ma dov’è l’etichetta?
    EH, SAI COM’E’, IO APPENA ARRIVO A CASA LE ETICHETTE LE TOLGO E LE BUTTO NELLA STUFA
    Va beh, e la scatola?
    EH SAI COM’E’, IO APPENA ARRIVO A CASA….
    Va beh, ho capito, butti la scatola, ma questa scarpe sono usate.
    NOOOOO, IMPOSSIBILE, LE HO MESSE SOLO IN CASA
    Allora hai una casa un po’ sporchina, visto che le suole sono piene di terra.
  • HO COMPRATO QUESTA GIACCA IN UN ALTRO NEGOZIO, MA NON LA METTO, POSSO LASCIARTELA IN NEGOZIO DA VENDERE? TRANQUILLO, VOGLIO SOLO CINQUEMILASETTECENTO EURO, IL RESTO TE LO TIENI TU.
    Ma certo, se vuoi ti do anche un rene. No, guarda, vai al mercatino dell’usato oppure mettile su qualche sito di annunci.
  • E’ MORTA MIA NONNA E MI HA LASCIATO UNA PELLICCIA DI FAINA DELLE ANDE, VOI LE RITIRATE?
    No, mi spiace
    GUARDA CHE LA MIA PELLICCIA E’ STUPENDERRIMA
    Non lo metto in dubbio, ma non vendiamo pellicce, tantomeno usate.
    MA LA MIA E’ STRABELLA E VOGLIO SOLO SETTORDICIMILAMILIONI DI EURO
    Nooooooooooooo, ma è così difficile da capire?
  • HO PRESO GLI SCI DA UNA FAMOSA CATENA DI ARTICOLI SPORTIVI PRESENTE ANCHE NEI DINTORNI CHE INIZIA PER "DEC" E FINISCE PER "THLON". PUOI REGOLARMI GLI ATTACCHI? NATURALMENTE AGGRATIS.
    Ma certo, e ti regalo anche una sacca portasci e un leccalecca al bambino.
  • PUOI DARMI LE SCARPE CHE MI SERVONO SUBITISSIMO, MA TE LE PAGO QUANDO MI PARE E PIACE?
    Mmmmmm, mi risulta difficile credere che il medico abbia scritto sulla ricetta: "indossare immediatamente un paio di scarpe nuove altrimenti rischi la vita"
  • FACCIO LA SPESA PER 400 EURO, TI DO 3 EURO DI ACCONTO VANNO BENE? MA POI SE ENTRO VENTICINQUE MESI NON RIPASSO O CAMBIO IDEA, L’ACCONTO ME LO RIDAI, VERO?
    Ma si, te li accantono in un fondo pensione privato e ti do anche il vitalizio. 
  • VORREI CAMBIARE QUESTO MAGLIONE.
    Non è possibile, è usato.
    NO, HO SOLO TOLTO LE ETICHETTE, MA LE HO QUI CON ME
    No signora, profuma di detersivo.
    AH MA IO APPENA COMPRO DEI VESTITI PER PRIMA COSA LI LAVO.
    Benissimo signora, ma in tal caso vengono considerati usati.
  • HO VISTO UNA MAGLIA IN VETRINA, CE L’AVETE DI UN ALTRO COLORE E DELLA MIA TAGLIA E MAGARI MI FATE LO SCONTO?
    Quale maglia? In che vetrina l’ha vista?
    AH, NON LO SO, L’AVEVO VISTA L’ANNO SCORSO
    Va beh…
  • BELLO QUESTO CAPPOTTO IN OFFERTA, PECCATO PER IL COLORE O TAGLIA, MA SE TE NE ORDINO UNO ME LO PUOI FAR ARRIVARE?
    Certo, a prezzo pieno.
    EH NO, LO VOGLIO IN SALDO.
    Cosa le devo dire, proverò a spiegare alle ditte che devono produrre un capo apposta per lei al prezzo che dice lei, vediamo cosa mi rispondono.
  • QUESTO CAPO E’ DIFETTATO, NON MI VESTE BENE.
    Eh si, ha parlato la statua greca priva di imperfezioni.
  • HO VISTO UN CERTO PRODOTTO IN UN ALTRO NEGOZIO, ME LO PUOI ORDINARE? MA VOGLIO SPENDERE LA META’
    Ma certo, guarda se vuoi lo vado a comprare io in quel negozio e te lo rivendo smenandoci dei soldi, tanto siamo amici no?
  • HO VISTO IL TAL PRODOTTO NEL TAL NEGOZIO, MA COSTAVA MENO.
    Benissimo, che affarone. Faccia così: le do i soldi e me ne prende due anche per me, ok?

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Aneddoti 24

Scritto il 24 febbraio 2015 nella categoria Altro

Nel post che potete leggere cliccando qui avevo parlato di alcune storpiature delle marche. Eccone altre.

"ANDI" invece di "AND1" (leggasi "and one", quello finale è il numero uno)

Sulla stessa strada è "WOLKL" pronunciato "FOLCHI", perché la L finale, scritta in minuscolo, viene scambiata per una I.

Poi c’è "DOLOMITE" che alcuni pronunciano inspiegabilmente "DOLOMITI". Tipo: "Avete una giacca della Dolomiti?"

Oppure la marca sportiva "DUBIN" pronunciata alla francese "DUBEN", quando invece è italianissima e deriva dal nome del fondatore Dunio Bini. 

Stessa cosa per "COLMAR" che alcuni si pavoneggiano di chiamare "COLMàR", sostenendo addirittura che il nome derivi dal paese francese omonimo, quando invece, anche in questo caso deriva dal nome del fondatore (italiano, di Monza) Mario Colombo.

Va beh poi non citiamo neanche la "NAPAPIJRI" che ognuno pronuncia come vuole. Poi c’è stato chi diceva "GURU" con l’accento sulla U finale, come fosse francese, o come quello che chiedeva le camicie della "POSCIACCHE", che altro non era che la napoletanizzazione di "PAUL SHARK".

Ma poi ho sentito anche pronunciare "NEW BALANCE" come fosse "NEW BLANCHE", e la marca di occhiali "PICASOL" detta "PICASSO". 

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Aneddoti 23

Scritto il 3 novembre 2014 nella categoria Altro

IN QUESTO MONDO DI LADRI
Entra una signora, fa un giro e sta per uscire dicendo:
"Ripasso quando ho più tempo"
"Va bene signora, ha visto quante belle cose?"
"Si, si sono già venuta quest’estate a fare un po’ di refurtiva".
Spero intendesse "rifornimento" o_O !

MA CHE TE LO DICO A FARE?
Una signora vuole una tuta sportiva per il marito.
"La volevo di questo modello, ma ha solo questa grigia chiara"
"No signora, ne ho altre, che taglia ha bisogno?"
"La volevo di questo modello, ma lei ha solo questa chiara, la volevo scura"
"No signora, di quel modello ho altri colori. Che taglia le serve?"
"Si, ma io la volevo di questo modello, ma lei non ce l’ha"
"Siiiiii che ce l’ho signoraaaaaaa!!! Se mi dice che taglia ha bisogno le faccio vedere gli altri coloriiiiiiiii"
"XXL"
"Eccole, c’è nero, blu e grigio scuro"
"Va bene, prendo quella grigia chiara" (come volevasi dimostrare)
"D’accordo, poi se per caso non dovesse andare bene può cambiarla"
"Va bene, ma le posso chiedere una cosa? Se non dovesse andare bene posso cambiarla?"
"Si signora, certo" (ma che te lo dico a fare?)

AZZURRO
Entrano marito e moglie. La moglie mi dice:
"Mio marito vuole questo maglione azzurro, ma di un altro colore".
(ma perchè il marito non ce l’ha una voce?)
"Guardi signora, qui ci sono tutti i colori, quale le piace?"
"Azzurro"
"Ma è quello che lei ha in mano"
"No, ma io volevo un azzurro più chiaro, e poi questo è una XL, non vede che mio marito è magro?"
(Signora, non si arrabbi, io non le ho detto niente, ha fatto tutto lei)

TUTA
Poi ci sono quelli, e sono tanti, che chiedono:
"Vorrei una tuta, insomma un completo felpa e pantalone, li avete?"
"Certo, venga, eccoli"
"No, ma io volevo solo il pantalone" (oppure "solo la felpa")
(ma allora perchè mi hai chiesto una tuta?)

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Aneddoti 21

Scritto il 8 maggio 2012 nella categoria Cronache

Sottotitolo: quando uno è convinto delle proprie idee non c’è niente che gli potrebbe fargli cambiare idea!

Scena uno: entra una signora e chiede:

"Ma quella pelliccia in vetrina è vera?"
"Si signora, è pelo vero"
"Cavoli, io sono animalista"
"…"
"Beh, comunque…insomma…cioè…"
"Mi dica"
"E’ proprio vera pelliccia"
"Eh si"
"E però a questo prezzo…e poi mi sta anche bene, è la mia taglia…Ma si: la prendo! Io sono animalista, ma d’altronde a questo prezzo la devo prendere!"

Devo dire: un animalista convinta! Magari di quelle con la borsetta in pelle, le scarpe di cucciolo di foca, la cintura di pitone e i guanti di zerba nana del Madagascar.

Scena due: una signora mi chiede di vedere delle scarpe da ginnastica.

"Mi dia dei 35 da adulto"
"Ecco, i 35 sono da questa parte"
"Mi raccomando, me li dia da adulto"
"Signora, adulto o ragazzo che differenza fa? Sempre 35 rimane"
"Eh no, perchè in certi negozi tentano di rifilarmi dei 35 da bambino, che hanno la pianta più stretta, ma io non li voglio"

E proprio in quel momento mi viene da fare caso a che calzature indossa: aveva le Lelly Kelly, con tanto di disegnini multicolor e di scrittona "LELLY KELLY" in bella evidenza!!!

Eh già, lei le scarpe junior non le vuole…..

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Aneddoti 20

Scritto il 3 aprile 2012 nella categoria Cronache

C’è caldo, abbiamo la porta spalancata.
Arriva una signora in bicicletta. Sembra quasi che dallo slancio voglia entrare in negozio con il velocipede!

"Signora, non entri in negozio con la bici", la apostrofiamo come facciamo di solito con quelli che parcheggiano sul marciapiede davanti all’entrata ("Se vuole le apro la porta e la faccio parcheggiare dentro").

Solo che in questo caso, appunto, la porta è già aperta e la signora (appunto!) entra veramente dentro in sella al cavallo di ferro!

"Guardi che non può entrare con la bici !"
"Ma solo per 5 minuti". E prima  che ce ne rendiamo contro scende dalla sella e appoggia la bici sul cavalletto, esattamente tra la porta e la cassa… insomma in mezzo, in un punto dove non sarebbe più potuto passare nessuno. Io mi chiedo: ma che cosa le frulla nel cervello?
"Signora, non può lasciarla lì, almeno la sposti"
"Ma solo per 5 minuti" ripete quella come fosse una litania.
"Ma neanche 5 secondi, la deve spostare"

Allora la prende, la porta fuori, la lega col lucchetto, rientra, chiede se di un paio di scarpe in vetrina c’è il suo numero, alla nostra risposta purtroppo negativa esce, riapre il lucchetto, salta sulla bici e se ne va. Ma non poteva risparmiare questi benedetti "5 minuti" e metterci solo 5 secondi per chiedere?

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Aneddoti 19

Scritto il 16 gennaio 2012 nella categoria Cronache

Una signora si lamenta di una giacca che ha comprato da noi.

Io e mio marito abbiamo preso un giubbino per lui, ma non può metterla perchè perde.
Cosa perde signora, il colore?
No, no, la toglie ed è tutto bagnato.
Come bagnato?
Quando la mette, dopo un po’ si ritrova tutto bagnato, soprattutto sulle spalle.
Ah, intende dire che fa sudare?
No, no, non è sudore, è la giacca che perde…e bagna.
Ma perde cosa?
Eh non lo so, fatto sta che mio marito dopo un po’ è tutto bagnato.
Ho capito signora, ma lei mi dice che a distanza di tempo, ogni volta che suo marito la indossa, dopo un po’ la giacca rilascia del liquido?
Io non so cosa succede, so solo che mio marito non può mettere la giacca.
Ma quando l’avete presa?
L’anno scorso.
Ma scusi, non le sembra strano che dopo un anno c’è una giacca che continua a perdere liquidi sulle spalle?
Non è passato un anno, io ho detto l’anno scorso, ma intedevo la scorsa stagione, era il periodo dei saldi e l’ho pagata 25 euro.
Si va beh, anche se fossero passati 5 giorni… non le sembra strano? Non ha mica dentro un serbatoio che continua a perdere liquidi. Sarà sudore.
No, no, cosa sta dicendo: non è sudore! Quando mio marito non mette quella giacca non suda!
Si vede che è un materiale che lo fa sudare. In ogni caso di quelle giacche ne ho vendute un sacco e nessuno ha mai lamentato questo problema di perdita di liquidi.
Si si va beh, io volevo solo far presente che quella che mi avete venduto fa così.
Certo che anche lei poteva venire un po’ prima e non aspettare mesi. Comunque venga, porti la giacca che la analizziamo e vediamo cosa si può fare.
Va bene.

SAAAAAAAAANTA PAZIENZAAAAAAAAAAA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Si, come no, la porto ai RIS di Parma. Per la cronaca la signora non si è mai più ripresentata.

Viene una signora, molto distinta, a provare una pelliccia.

- Ma che pelo è?
– Volpe
- Ma è volpe?
– Si, signora
– Ma è proprio volpe?
– Si, è volpe
– Hai detto che è volpe?

E così via. Ogni cosa me la chiedeva dalle 5 alle 10 volte. Estenuante. Alla fine mi fa mettere da parte la pelliccia, fino al giorno dopo. L’indomani torna e subito dice:

- Quella pelliccia non la prendo più
– Va bene signora, come mai?
– Non sono convinta del fatto che sia volpe
– Come crede, signora.
E poi si mette a guardare le altre pellicce. Vorrebbe acquistarne una, lunga, ma allo stesso prezzo di quelle corte. Io dico che non è possibile, cerco di spiegarle, con calma, che quello è un modello più lungo, di pelli più pregiate, ecc. ecc.

Lei esce dicendo: torno domani, se me la dai allo stesso prezzo la prendo, altrimenti te la tieni e io qui non compro proprio niente. Che educazione!

Torna il giorno dopo ancora e le dico che nel frattempo qualcun altro, più avveduto, ha comprato le pellicce. Lei si prende male, all’inizio fa l’arrabbiata perchè secondo lei avrei dovuto tenerle da parte per lei, poi, probabilmente presa dal fatto che comunque le pellicce le vendo anche senza le sue minacce, prova un’ulteriore giacca. Mi chiede più volte lo sconto, che puntualmente le nego. Ci mancherebbe altro: fare anche solo un euro di sconto ad una persona così arrogante. Decide di comprarla, ma continua a insistere per avere una garanzia.

- Signora, la garanzia è data dal fatto che l’ha comprata qui in negozio, guardi che non ho intenzione di chiudere, sono qui da 14 anni. Lei avrà il suo bello scontrino che vale da garanzia, come qualsiasi altro prodotto venduto nell’Unione Europea.
– Si ma chi mi garantisce che è una pelliccia di castoro?
– Vada in una qualunque pellicceria e la faccia controllare.
– Certo che vado, voglio proprio vedere se qui mi state truffando!!!
– Signora, noi non stiamo truffando proprio nessuno: abbiamo dei prodotti in vendita e non obblighiamo nessuno a comprarli. Se lei compra un articolo già con l’idea di essere truffata faccia una bella cosa: non compri nulla.

E’ finita che la signora ha comprato la pelliccia di castoro. Altre volte ho raccontato aneddoti che fanno sorridere, qui, se solo fossi stato nervoso al 5% l’avrei mandata a quel paese. Si vede che mi ha preso in giorni di buona… Per la cronaca la signora è tornata, ha comprato un’altra pelliccia, poi l’ha riportata dicendo che provandola a casa non le stava bene e l’ha cambiata con un’altra. Altre volte è passata ancora a fare altri acquisti, con un po’ meno arroganza e un pizzico in più di educazione, ma sempre con l’abitudine di fare la stessa domanda per almeno una decina di volte (e, credetemi, di domande ne fa parecchie)….

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Aneddoti 18

Scritto il 26 ottobre 2011 nella categoria Cronache

Primo giorno di apertura a settembre, entra un tizio.

"Posso provare quella giacca da un euro?"
"Certo, eccola"

Il tizio si specchia un attimo, poi con una nonchalance incredibile, prende la porta e se ne va lungo Via Cavour. Rimango basito un attimo… penso che magari sta guardano la giacca alla luce del sole. Poi vedo che se ne sta proprio andando. Non ci credo: mi sta portando via una giacca da… UN euro ??? Esco per vedere se realmente se ne sta andando e in quel mentre il tizio fa retromarcia (dopo aver fatto circa una decina di metri) e torna dentro.

"No, ho cambiato idea, non mi sta bene, è piccola, non la prendo"

e se la toglie

"Ok, va bene"

e il tizio stava li ad aspettare…

"Ha bisogno qualcosa?"
"Si, non la prendo più la giacca"
"Ho capito… e quindi ?"
"Mi devi restituire un euro"
"Guardi che non l’aveva pagata"
"Ah, non l’avevo pagata?"
"No"
"Va bene"

Prende la porta e se ne va.

————————————–

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Un venerdì a mezzogiorno entra una ragazza.

"Ciao, ho un buono di 30 euro, avevo riportato delle cose"
"Va bene"
"Ok, allora ti ricordi, no?"
"Sinceramente no, ma sai com’è, capita spesso che qualcuno abbia dei resi e noi gli facciamo il buono, guarda pure se c’è qualcosa che ti interessa"

Quando stiamo per chiudere per pranzo le chiedo se ha trovato qualcosa. Mi dice che vuol prendere qualcosa per il moroso. Una felpa, una paio di jeans. Benissimo, vieni pure alla cassa. Eh no, adesso vuol guardare qualcosa per lei. Noooo, ho già capito, questa qui mi fa stare qui fino all’una solo per fare un cambio. Eh va beh il cliente ha (quasi) sempre ragione. Allora prende tre magliettine per lei. Ok, si va? No, deve vedere le scarpe, sempre per lei. Finalmente andiamo alla cassa. Abbiamo abbondantemente superato il valore del buono, quindi c’è da pagare la differenza.
Tragedia: è senza soldi, devo aspettarla mentre va a ritirare al bancomat in Piazza Duomo. Ok, la aspetto, abbiamo fatto 30 e facciamo pure 31. Allora si mette a rovistare nella borsetta. Non disponendo di portafogli ha tutto buttato li a caso: documenti, fogliettini, fazzoletti, ecc. Ma del bancomat non c’è traccia. Cerca cerca e cerca, ma non c’è. Nooo, e per fortuna che se n’è accorta qui, altrimenti l’avrei dovuta aspettare per niente.

"Facciamo così, passo oggi pomeriggio"
"D’accordo"
"Inizio a prendere la merce in cambio del buono da 30 euro, il resto passo oggi a pagarlo"
"Si ma me lo devi dare il buono"
"Ah si? Non ce l’ho, ce l’avrò a casa"
"Senza buono non ti posso dare la merce. Facciamo una bella cosa, intanto che cerchi il bancomat cerchi anche il buono e ci vediamo oggi pomeriggio"
"Certo, alle tre e mezza sono subito qui"

Ovviamente arriva alle sei e mezza, coi soldi in contanti, ma… senza il buono!

"Eccomi, ti pago la merce in più e prendo tutto"
"Si, ma mi devi dare il buono"
"Ah, non ti fidi?"
"Non è questione di fiducia, altrimenti a cosa serve il buono?"
"Mamma mia, non ti fidi, e va beh… vengo domani col buono"

Ma secondo voi quanta pazienza devo avere con questi personaggi ?? Per la cronaca è tornata il giorno dopo con ‘sto benedetto buono…

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Aneddoti 17

Scritto il 21 settembre 2011 nella categoria Cronache

Prima considerazione: perché c’è un sacco di gente che entra, saluta a malapena (ma solo se li saluto io per primo) e si fionda nell’altro reparto, nel posto più lontano? Se capitasse una volta sola penserei che quel qualcuno ha intenzioni furtive, ma visto che succede spesso e volentieri…beh spero che non siano tutti ladruncoli!!!

Primo aneddotino: entra una signora e mi dice:
"Vedo che in tutti  cartelli hai scritto <<Piazza Affari>>. Cosa vuol dire Piazza Affari?"
"Signora, è il nome del negozio…"
"Ah ecco, anche perchè qui siamo in Via Cavour"

Seconda considerazione: perchè se io scrivo a caratteri cubitali "Giacca di Pelle 90 euro" e sotto ci metto una camicia con un cartellino microscopico che recita "Camicia 10 euro" la gente si convince che la giacca di pelle costi 10 euro? E’ una cosa che succede sempre, sempre, sempre!

Aneddotino: una signora entra dicendo: 
"Mi dia quella magliettina che ha fuori a 1 euro, sarà cinese, sintetica, si romperà subito, ma per un euro…"
"No signora, è 100% cotone e, come può leggere dall’etichetta, è addirittura Made in Italy. Inoltre prima le vendevo a 10 euro, ma sono le ultime quattro…"
"Ah si? La vendeva a 10 euro? Allora le compro tutte e quattro!"
Morale: che sia bella di qualità non gliene frega niente, le importa solo che prima fosse costata 10 euro…

Una signora lascia 50 euro in acconto di merce del valore di 160 euro, dicendo che sarebbe passata il giorno dopo. Passa dopo una settimana e dice che non vuole più la merce. E tu cosa fai? Se non le rendi l’acconto (come sarebbe giusto) perdi il cliente, finisci per litigare ecc. ecc. Se glielo rendi passi per fesso e dai bruttissime abitudini ai clienti. Allora cerchi di farle capire che ti sta arrecando un danno: la merce l’ho tenuta da parte per lei, se adesso non la compra più, io che faccio? Allora prende altre cose per 100 euro e mi da i 50 euro di differenza. Oggi torna e mi dice che vuol passare domani cambiare ancora i prodotti… per giunta con altri che costerebbero 140 euro, quindi 40 euro in più che lei non ha intenzione di tirare fuori. Ma tutti a me capitano? Quindi domani ci saranno da fare discussioni….

E poi è capitato di quelli che vogliono pagare con assegno, magari con assegni non propri, dicono che sono assegni del "datore di lavoro" da incassare o cose simili… Una volta arriva un tizio, compra per circa 100 euro e vorrebbe darmi un assegno intestato a non-so-chi, firmato da non-so-chi, del valore di 500 euro…e voleva il resto!!!

E quando ho messo una pelliccia di lapin in vetrina a 100 euro una signora entra, la misura, la rimisura, si guarda allo specchio, si gira e si rigira e poi dice "beh si non mi sta benissimissimo, ma a questo prezzo la prendo, qualche volta la metterò, poi la regalo". "Ha ragione signora, a questo prezzo le conviene. Bene, sono 100 euro". "Come 100? Non c’è scritto un euro???". Capito? Non solo pensava che una pelliccia potesse costare un euro, ma si faceva anche dei problemi a comprarla a quella cifra!!!

Regole quasi-matematiche sui clienti NON compranti:
– Se un cliente entra all’orario di chiusura quasi sicuramente non comprerà
– Se un cliente entra dopo l’orario di chiusura sicuramente non comprerà: alle tue domande risponderà con monosillabi, girerà per mezz’ora per poi accorgersi dell’ora tarda e congedarsi dicendo che tornerà con calma. E no, cazzo: mi hai fatto stare qui e adesso compri !!!
– Se un cliente ti dice di tenergli della merce perchè deve fare una commissione e torna subito ha il 50% di probabilità di tornare
– Se un cliente dice che torna il giorno dopo non tornerà per nessun motivo il giorno dopo. Questa è una regola ferrea, succede anche coi clienti in buonafede che magari tornano due giorni dopo, ma mai mai mai il giorno dopo.
– Se un cliente ti sta aspettando quando vai ad aprire e magari sbuffa perchè lui "è li dalle 9" (quando c’è scritto sulla porta che il negozio apre alle 9 e 30) quasi certamente non comprerà nulla. Nella maggior parte dei casi entra, ti chiede qualcosa di assurdo (del tipo "Maconi oggi è aperto?" (ndFabio, Maconi è il negozio vicino al mio) oppure "Avete i camici da infermiere in pile con interno in velluto?" o cose simili e poi esce in tutta fretta lamentandosi ancora del tempo perso
– Se un cliente ti ordina qualcosa non te la comprerà mai, ma dico mai e sottolineo mai. Tu gliela procuri e lui nella maggior parte dei casi non si farà mai più rivedere. Se per disgrazia si fa vivo l’articolo che gli hai procurato avrà qualche infinitesimale differenza da quello che aveva chiesto lui, oppure ha semplicemente cambiato idea, tutto qui.

Aneddoti sui cambi merce ne avrei a migliaia:
– quelli che sono abbonati al cambio e regolarmente vengono a cambiare quello che hanno comprato la volta prima
– quelli che riportano le maglie che profumano di detersivo e sostengono di non averle mai indossate (una volta uno si era pure dimenticato l’etichetta della lavanderia)
– quelli che sostengono di non aver mai messo le scarpe quando invece hanno le suole sporche di terra (almeno lavale, che diamine, mi prendo proprio per fesso?!)
– quelli che sostengono di aver misurato una taglia e di essersi ritrovati nella borsa un’altra taglia (di questi, l’uno per cento ha ragione, tutti gli altri fanno talmente confusione quando provano che non sanno più neanche loro qual è la taglia giusta)
– quelli che vorrebbero cambiare merce comprata mesi prima, anche molti mesi prima !!!
– quelli che vorrebbero cambiare la merce senza riportarla nella confezione originale (insomma vanno a casa e buttano la scatola delle scarpe, tagliano le etichette,  ecc ecc e riportano il tutto magari nella carta della focaccia… e poi si arrabbiano quando non gliela cambi !!!!)
– quelli che vengono a cambiare e (come nell’esempio sopra) vorrebbero prendere qualcosa di più caro senza tirar fuori un euro
– quelli che vengono a ricambiare quello già cambiato e alla fine riprendono quello che avevano portato indietro la prima volta
– quelli che vengono a cambiare le cose da un euro, e magari no trovano nulla che li convinca e vogliono il "buono spesa"

Alla prossima… e ricordatevi che tutte queste non sono barzellette, è tutta roba vera!!!


Il negozio PIAZZA AFFARI di Fagagna (UD)

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Aneddoti estivi

Scritto il 17 agosto 2011 nella categoria Cronache

- Non hai le Nike Air Max?
– Si, ne ho un paio.
– Dove?
– Queste?
– Ma dove?
– Queste qui.
– No, ma io voglio le Nike Air Max, come quelle che indossa mia figlia.
– Sono queste, è un altro colore, un altro numero, ma il modello è lo stesso.
– No, sono diverse

E’ il colmo: dire che due scarpe identiche, di diverso colore e di taglia diversa, siano diverse…!!! Mah…

Altro cliente:
– Voglio un paio di scarpe numero 44
– Ho queste
– Le provo….mmm… sono piccole
– Eccone un altro paio
– Piccole anche queste
– Un altro paio
– Sono piccole, ma queste non sono il 44
– Si, sono il 44, c’è anche scritto, legga
– No, non sono il 44, mi sono piccole
– Va beh, eccone un altro paio
– Non sono 44 neanche queste
– Un altro paio
– Neanche queste sono 44

Ma scusa: non fai prima a dirmi che hai il 45 invece di intestardisti??

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Aneddoti 15

Scritto il 1 giugno 2011 nella categoria Cronache

Dopo quella del tizio che prenendeva gli cambiassi una tuta da ginnastica usata che ho raccontato su Facebook, vi racconto questa:

Ieri entra una signora e dice:

"Cosa vuol direquesto cartello che dice : e sette ?"
"Che costa sette euro"
"Si ma perchè c’è scritto: e sette ?"
"Signora, e (con le due barrette) sta per euro e 7 sta per…. sette, quindi sette euro!"
"E ma perchè non c’è scritto: virgola zero zero?"
"Perchè noi i centesimi non li vogliamo"
"Ah, ho capito, vi siete sbagliati…."

e va beh….


Negozio "Piazza Affari" di Mantova

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Pelliccia di castorino

Scritto il 15 gennaio 2011 nella categoria Altro,Società

Anni fa, ricordo, le pelliccie da donna andavano parecchio. Il classico dei classici era la pelliccia di visone, ma c’erano svariate alternative. Ricordo che mio papà aveva sempre qualche cliente in cerca di pellicce. Le donne mature si indirizzavano più verso modelli lunghi, ampi  e più classici, le giovani su modelli più corti e magari di altri animali, come la volpe argentata o il più economico castorino.

C’erano quelle che la volevano bella, di qualità, ed erano disposte a pagare un po’ di più. Quelle che avevano già una o più pellicce e ne volevano un’altra. Quelle che tanto pagava il loro uomo (che fosse marito, ma non credo, o amante, poco importava). E quelle che si accontentavano di pelli meno pregiate.

C’era appunto tra queste il castorino. Ma che animale è questo? Se vi dico che è la nutria ci credete? No? Eppure, care mie, è proprio così. Come dire "lapin" al posto di "coniglio", così si dice "castorino" invece di "topolone"….

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Vetrine sottili

Scritto il 8 gennaio 2011 nella categoria Me stesso,Riflessioni

Messaggio per i clienti (si possono definire clienti anche quelli che non comprano? va beh diciamo "potenziali clienti"): guardate che le vetrine del mio negozio sono spesse, sono antiurto e antisfondamento, ma sempre di vetro sono, quindi… vi sento quando dite qualcosa guardando le vetrine.

A volte fa proprio piacere. Capita quando sono in negozio in orario di lavoro, ma spesso e volentieri quando sono lì per caso nella pausa pranzo o alla sera, di ascoltare i commenti della gente che guarda gli articoli e fa apprezzamenti. Cose normali, come
"Guarda che belle quelle scarpe" oppure "Voglio quella giacca!". A volte con risposte del tipo "Guarda che quella è una giacca da donna!" o magari "A me non piace per niente". E’ un metodo per conoscere le opinioni sincere.

Insomma, se sono complimenti fa proprio piacere, perchè sai che sono del tutto sinceri. Se sono critiche in un certo senso fa piacere lo stesso, e sempre per il medesimo motivo: so che sono sincere, senza secondi fini. E quindi cerco di tenerne conto.

A volte mi è capitato di sentire cose "sgradevoli" come: "quelle scarpe lì non le metterei neanche se mi pagano" o peggio "tu sei convinto che qui hanno della roba bella, convinto tu…" o peggio ancora "io in questo posto di merda non ci vengo più". Per la cronaca il ragazzo era semplicemente entrato a cercare una felpa ma dopo mezz’ora di prove non ne abbiamo troavata una che non andase bene per taglia e/o colore e/o modello….e va beh, a questo mondo non si può andare bene a tutti….

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Aneddoti 14

Scritto il 26 ottobre 2010 nella categoria Cronache

A volte mi capita che i clienti mi costringono a dire quello che non vorrei dire (per il fatto che non è vero!)

Esempio:

entra una signora con una borsa e mi dice:
"Vorrei una giacca per mio marito"
"Venga signora, sono di qui"
"No, ma me le faccia vedere lei"
"Si, ma se viene nel reparto giacche da uomo facciamo prima. Come la vuole? Lunga? Corta? Pesante? Leggera?"
"Eh non so, mi faccia vedere lei"

"Si ma venga nel reparto, la prego, non posso portargliele a vedere una alla volta all’ingresso. Va bene questa?"
"No, troppo liscia, a mio marito non piace liscia, la vuole trapuntata"
"Ah, ok. Venga che così le vede"
"No, no, me le faccia vedere lei"
(Santa pazienza, ma cosa le costa fare due metri in più!!!)
"Va bene questa?E’ trapuntata"
"No, ha un collo che a mio marito non piace, lo vorrei di velluto"
"Va bene questa trapuntata col collo di velluto?"
"No, è troppo lunga"
"Va bene questa col collo in velluto, corta e trapuntata?"
"No, a mio marito non piace questo colore, la vorrebbe scura, sa ha 80 anni"
"Va bene questa? Scura, collo in velluto, trapuntata, corta"
"Non va bene la taglia"
"Va bene questa? Blu, di marca, trapuntata, taglia giusta, collo in velluto"
"Troppo corta"
"Idem come sopra ma nè troppo lung nè troppo corta?"
"Costa troppo"
"Ma signora, venga a vedere lei, ho un reparto di giacche da uomo, così la sceglie lei"
"No, no, c’am la daga lù" (traduz: me la dia lei)
"Ma non fa prima a dirmi come la vuole anzichè dirmi come non la vuole?"
"La vorrei come questa"
e quindi estrae dalla borsa un comunissimo modello "Husky", come quelli che andavano anni fa.
"Di quelli non ne ho. Però ce li ho così, così, così, così e anche così"
"No, quelli sono modelli un po’ passati"
Mentre mi ripeto "Fabio stai calmo" penso a quello che le risponderei, e cioè
"Signora si da il caso che quello che cerca lei è un modello sorpassato, anzi proprio vecchio!!! E poi scusi ha detto che suo marito non vuole modelli moderni perchè ha 80 anni, adesso cosa vuole che le dica??"
e invece rispondo:
"Signora, io glieli ho fatti vedere tutti, adesso dia un’occhiata lei"
"Ah ho capito, allora non ne ha di giacconi. Strano, io cercavo un semplice giaccone per mio marito, pensavo che i giacconi da uomo li aveste. Ma arrivano? Se mai ripasso. Quindi non ne ha vero? Eh? Non ne ha!!!"
e io mi arrendo:
"Si signora, ha ragione, non ne ho. Ha ragione lei. Non ho giacconi da uomo"
In realtà ne ho almeno 100 modelli diversi… semplicemente non ho quello che cerca lei. Ma il cliente ha sempre ragione… Perlomeno finchè è educato.

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Aneddoti 13

Scritto il 18 marzo 2010 nella categoria Cronache

Ecco una carrellata di storpiature delle marche che ogni tanto mi capita di sentire in negozio.

La più citata è indubbiamente la "Hashish", che chiaramente deriva dalla italogiapponese "Asics". E dire che, come spiego qui, l’acronimo è addirittura in latino.

Pittoresca è stata la storpiatura della marca di abbigliamento da neve Vuarnet in "Guarneri". Beh, l’hanno nazionalizzata, come ai tempi dell’autarchia linguistica.

Al contrario una volta una signora mi chiede una giacca della "Dolomait", intendendo l’italianissima marca Dolomite. Ma tu dimmi…

Un altro errore di pronuncia molto diffuso è quello di dire "rebuk" per indicare la marca Reebok (che si legge "ribok"). Come i tantissimi che chiamano la famosa catena FootLocker "futlucher" anche se di "o" ne ha una sola.

Uno degli ultimi refusi l’ho sentito pochi giorni fa quando un signore mi ha chiesto se la suola era in "fibra", inendendo chiedere se fosse della marca Vibram.

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Aneddoti 12

Scritto il 22 gennaio 2010 nella categoria Cronache

Entra una signora, mentre il negozio è pieno di gente e io sono da solo e lei, chiaramante, vuole essere servita subito immediatamente.

- Vorrei vedere quella rossa in vetrina.

- Quella rossa… cosa? In che vetrina?

- La cuffia rossa, l’ho vista in una vetrina, non so quale, una vetrina….

Allora io guardo le vetrine e vedo una cuffia rossa, abbinata alla sciarpa.

- Questa?
Le dico indicando la cuffia rossa in vetrina.
E lei, senza muoversi di un centrimetro, e quindi senza poter vedere ciò che stavo indicando, replica un po’ stizzita.
- Ma si, quella rossa in vetrina.

Mi infilo in vetrina e recupero ‘sta cuffia. Ovviamente, come prevedibile, non era quella che voleva la signora, perchè ce n’era un’altra, sempre rossa. Se solo si fosse degnata di indicarmela prima…
Allora mi ributto in vetrina e prendo l’altra cuffia.

- Questa?

- Si, è proprio lei.

- Bene, eccola.

- C’è solo rossa?

-Beh…. si

-Ah no, a me interessava nera, grazie e arrivederci.

Giuro, non è una barzelletta come mi hanno già chiesto, sono tutte storie vere.

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