Articoli con tag ‘gatto’

Rompicapo

Scritto il 30 settembre 2017 nella categoria Altro

Rompicapo livello 2: trova Millicent

(clicca sulla foto per ingrandire)

Commenti

comments

Una micia sulla pancia

Scritto il 8 agosto 2017 nella categoria Altro

Ci sono uomini che sulla pancia hanno la tartaruga…io ho una micia!

#millicent #gatto #micia #sonno #love #ruffiana #affettuosa #soloquandovuolelei

Commenti

comments

Gedeone

Scritto il 16 aprile 2017 nella categoria musica

Gedeone era il miglior amico a quattro zampe di Monsieur David.

Tutti dicevano che Gedeone era orrendo, ma per lui era bellissimo.

Adesso Gedeone non c’è più, ma resta nel cuore di David.

 

Commenti

comments

Vendesi gatto

Scritto il 17 febbraio 2017 nella categoria Altro

A.A.A. VENDESI esemplare femmina di micio adulto con pelo abbastanza gradevole al tatto. Il prezzo esposto in vetrina non è il costo, ma quello che vi costerà per mantenerla una settimana. No perditempo, citofonare "Casa Millicent"

Commenti

comments

Fotoromanzo gattico

Scritto il 22 ottobre 2016 nella categoria Altro

Commenti

comments

Romeo & Juliet

Scritto il 8 ottobre 2016 nella categoria Citazioni,musica

Juliet says, Hey, it’s Romeo, you nearly gave me a heart attack

He’s underneath the window, she’s singing, Hey, la, my boyfriend’s back

You shouldn’t come around here, singing up at people like that

Anyway what you gonna do about it?

 

Commenti

comments

La vicina del piano di sotto

Scritto il 11 febbraio 2016 nella categoria Me stesso

Lei si chiama Millicent. Il cognome non lo so, non me l’ha mai detto. Dite che è un nome strano? Beh per esempio per la bambola più famosa del mondo hanno scelto "Barbara Millicent Roberts"
Ci conosciamo dal giugno 2008, dal momento che si è arrampicata sui miei pantaloni, graffiandomi e tirandomi i fili. E’ lei che mi ha scelto come amico.
Non è mia figlia e io non sono suo papà, da momento che io sono un uomo e lei una micia, quindi la cosa è fisiologicamente impossibile.
Non sono neanche il suo padrone, né quindi lei è il mio gatto. Io non sono padrone di niente, tantomeno lei ha voglia di farsi padroneggiare.
Infatti ognuno di noi ha la propria vita. Io ho la mia casa, il mio negozio, i miei giri ed entro ed esco diverse volte al giorno. Lei pure.
Quindi? Possiamo dire che siamo coinquilini? Beh si in un certo senso. Siamo molto amici e collaboriamo, ecco.
Lei viene a darmi una mano in negozio di tanto in tanto, sebbene molto meno di una volta. Vista la distanza da casa (per lei, per me non è un problema) le do uno strappo in macchina.
Io le gestisco le spese, le compro il cibo, visto che lei non ha dimestichezza coi soldi e ancor meno dimestichezza con la caccia autonoma di cibo.
Preferisce dilettarsi con svaghi tipo il sonno, il riposo, il rotolarsi in mezzo alla strada, si dedica al relax, tra una pausa e uno stacco. Insomma è molto impegnata.
Quando non lavora, mangia. Oppure dorme. Lei in cambio del mio favore, mi da una zampa anche in casa, con compiti di supervisore di quello che faccio e controllore di quello che guardo in tv o al computer.
Ma non siamo proprio coinquilini, perché lei in realtà abita al piano di sotto di me. Quindi in pratica è la vicina del piano di sotto.
Ha la sua porta indipendente (in questo caso è un finestrino, ma per una gatta è come fosse una porta), dalla quale entra ed esce più volte al giorno.
Non so molto della sua vita fuori casa, solitamente bighellona nel circondario, strusciandosi contro i pantaloni dei passanti o prendendo il sole sull’asfalto.
A volte, quando non sono a casa, mi telefona. Lei non possiede telefoni, ma ha il mio numero scritto sul collarino (che cara) e quindi qualcun altro lo fa al posto suo.
Quando invece sono a casa, lei spesso viene su da me a guardare un po’ di tv (lei non ce l’ha), a riposare sul calorifero (lei non ce l’ha, ma ha una caldaia), sul plaid, sulla cuccetta davanti alla portafinestra, sul tappetino dell’ingresso. Insomma, è un po’ come fosse anche casa sua. In cambio lei mi fa tenere la mia auto nella sua casa al piano di sotto. E’ un giusto compromesso, direi: parcheggio gratis e pure custodito (spesso Millicent, Milli per gli amici, si mette su un cuscino proprio davanti alla mia Megane per tenerla sotto controllo tutta la notte. Quanti vostri amici farebbero lo stesso?)
Insomma, oltre che vicini di casa siamo anche buoni amici. Non siamo di quelli melensi che lo dimostrano con baci e abbracci, ci basta uno sguardo, ci basta stare insieme. Anche perché mica siamo una coppia, eccheccazzo, ognuno si fa i fatti suoi.

 

Commenti

comments

The cat is on the car

Scritto il 24 agosto 2015 nella categoria Altro,Brallo

 

Commenti

comments

Cat VS Dog

Scritto il 11 settembre 2014 nella categoria Altro

Commenti

comments

Bestia grama

Scritto il 29 luglio 2014 nella categoria Altro

Siccome mi stufo di chiamarla sempre Millicent, o Milli, la chiamo sempre con nomignoli diversi, del tipo:

"Esserino peloso"
"Belmu" (diminutivo di "Bel musino")
"Bestiaccia schifosa"
"Millilaura"
"Belmi" (diminutivo di "Bel micino")
"Bestia grama"
"Palla di pelo"
"Gattaccio malefico"
"Baffina"
"Miciuz"
"Molly" (e qui s’incazza perché le storpio il nome)
"Lasciapeli"

ecc. ecc. ecc.

 

Commenti

comments

Io e i miei gatti – 2a parte

Scritto il 4 ottobre 2013 nella categoria Altro

Per anni non ho più avuto gatti: mio padre era contrario e mia mamma anche (a parole). A Voghera non l’avrei potuto tenere, visto il poco spazio e il fatto che non ci abitavo in maniera fissa (alcuni mesi l’anno e non per tutta la settimana). Finché un giorno, nel 2004, una mia amica mi chiede se voglio un cucciolo…. ci penso… Ma si! Perché no? Ormai sono abbastanza adulto per decidere se posso o no tenere un animale. E poi i gatti sono fantastici sotto questo aspetto: sono molto molto molto indipendenti. E così Obi Wan Kenobi, detta Obi, entrò nella mia vita. Una micia dolcissimaintelligentissima. Non si lagnava quasi mai, la portavi dove volevi, sapeva riconoscere le persone simpatiche o antipatiche solo "annusandole". La portavo avanti e indietro da Brallo a Voghera e da casa al negozio: le aprivo la portiera e lei si accoccolava tranquilla sul sedile. Oppure si metteva sullo schienale dei sedili posteriori per vedere dietro. Era molto coccolona e non vedeva l’ora che qualcuno si sedesse sul divano, sulle sedie, per accoccolarcisi sulle ginocchia. Amava anche vedere la tv :-)


Ecco Piturel che coccola le sue sorelline

Siccome la voce popolare dice che, prima di essere sterilizzata, è meglio che abbia almeno una volta i cuccioli… sono nati tre bei cucciolini: due maschi e una femmina. Un maschietto e la femminuccia li ho dati in "adozione", mentre l’altro maschio è diventato il micione di mia mamma, che lo ha chiamato Peuterey o, come diceva lei storpiando il nome, Piturel. Il nome arrivava da un qui pro quo: mamma Rita voleva dire che il micio aveva un pelo così bello e folto che sembrava la bordatura di un piumino Woolrich, solo che nel frattempo era diventato di moda il Peuterey e quindi… l’ha chiamato così. Era un micione un po’ tontolone, però tanto bravo. Contrariamente a quanto succedeva con la Gatta, Obi non "scacciava" i figli che diventavano grandi dopo lo svezzamento, anzi. Figuratevi che Obi ha avuto una seconda (e ultima, poi l’ho portata dal veterinario) cucciolata e Piturel succhiava il latte insieme alle sue piccole sorelline! Vedevi la povera Obi con attaccate le due cuccioline e un micione più grosso di lei. Però poi lui si sdebitava facendo da sister-sitter perchè Obi, sfinita dall’allattamento, andava a riposarsi più lontano e lui "abbracciava" le sorelline e dormiva con loro…o meglio erano loro che gli dormivano praticamente addosso, come fosse una coperta morbidosa.


Anche quando diventi grande, per tua mamma sei sempre un bambino (Piturel era più grande e grosso di sua madre, ma lei se lo trastullava tutto)

Obi è stata purtroppo investita a Brallo la notte di S. Stefano del 2007, mentre Piturel è misteriosamente scomparso nel febbraio 2009.

A giugno del 2008 è arrivata Millicent, di cui già tante volte ho scritto su questo blog, che tra l’altro è qui con me mentre scrivo, cercando di distogliermi dalla scrittura zampettandomi sul portatile e ostinandosi a leccarmi le mani. Smettilaaaaaaaaaa!!!!! Va beh, su Milli non mi dilungo, dico solo che è un’ottima compagna di giochi e di vita. E poi dicono che i gatti non sono affettuosi e/o intelligenti. Forse non avete mai avuto un gatto.

Commenti

comments

Io e i miei gatti – 1a parte

Scritto il 3 ottobre 2013 nella categoria Altro,Brallo,Me stesso

E’ bello avere un gatto. Da piccolo avevo una gatta, che si chiamava Gatta. E’ apparsa dal nulla, è stata con noi tanti tanti anni, ed è sparita nel nulla. Non ce l’aveva data nessuno, non l’avevamo presa da nessuna parte: un giorno è arrivata lì e l’abbiamo adottata. Era furba, parecchio. Avevamo un vicino di casa col cane, un lupo di nome Rolf, legato alla catena del cortile. Lei sapeva esattamente fin dove arrivava Rolf e camminava un metro più in là. Quel povero cagnone diventava matto: abbaiava, sbavava, ma lei niente, se ne stava impettita e imperterrita. Ha avuto tantissimi cuccioli, e purtroppo non ne è sopravvissuto nessuno. Ogni volta li partoriva in qualche scatolone: in solaio, in cantina, una volta addirittura in negozio! Si era nascosta perché sapeva che era arrivato il momento e noi ce ne siamo accorti al mattino. Solo che poi diventava molto gelosa dei suoi cuccioli e allora ad uno ad uno li faceva sparire e li portava da qualche parte. Li prendeva in bocca per il coppino e li portava nella sua cuccia segreta. A volte li abbiamo ritrovati e riportati a casa. Solo che poi, abitando vicino alla strada, qualcuno moriva investito dalle auto, qualcun altro in bocca a Rolf o a qualche altro cane, alcuni cadendo dal balcone di casa (secondo piano). Solo pochi sono arrivati all’età adulta. Uno di loro era diventato il gatto di mio nonno Michele. Quell’anno gli avevamo affidato tutti e tre i piccoli della cucciolata per tenerli con lui a Ponti. Purtroppo qualche mano ignota, a cui evidentemente davano fastidio, li ha chiusi in una borsa di plastica e li ha gettati in una scarpata. Quando il nonno li ha trovati seguendo i miagolii per uno di loro non c’era già più niente da fare. Un altro poi era morto o sparito e quindi ne era rimasto solo uno. Era come un cagnolino: quando il nonno andava nei campi a zappare le patate lui lo seguiva, per poi tornare a casa insieme. Stava sempre qualche metro indietro. Mi ricordo una volta una passeggiata nel castagneto col gatto che ci seguiva a debita distanza. Qualche anno dopo Michele decise che era troppo vecchio per gestire un gatto e, visto che nel frattempo la mia Gatta era sparita (probabilmente era andata a finire i suoi giorni altrove), ce l’ha "restituito". Da Brallo a Ponti ci sono parecchi chilometri, eppure per ben 3 volte il Gatto Marinaio (così l’avevamo ribattezzato io e mia sorella) era tornato a casa… a casa sua a Ponti. Il soprannome derivava dal fatto che gli altri micioni di Brallo non vedevano di buon occhio il nuovo arrivato, e quindi era sempre rissa. Tornava sempre tutto pesto, gonfio e graffiato, come un marinaio ubriaco appunto. Il nonno ha insistito per riportarlo a Brallo, ma dopo qualche tempo il Gatto Marinaio ha levato le ancore ed è ritornato a Ponti. A questo punto bisognava arrendersi: voleva restare a casa sua.


Mario Arlati sul balcone di casa mia tra le serenelle (i famosi "lillà")

Poi è stata la volta di Mario Arlati. Un giorno ho trovato un gatto molto molto affettuoso in giro per Brallo da solo. L’ho portato a casa. I miei hanno storto un po’ il naso, ma col passare dei giorni quel gattone affettuoso ha finito per farsi voler bene da tutti. Anche perché, come tutti i gatti, era autonomo: entrava ed usciva di casa, senza problemi di passeggiate, bisognini e tutte quelle cose lì. Io gli avevo messo il nome di Mario Arlati (uno dei pochi gatti con cognome!) ma in famiglia lo chiamavano "gatto" oppure "mao". E’ stato il primo gatto che ho portato dal veterinario. Una volta al telefono il dottore mi ha detto che probabilmente non avrebbe passato la notte. Invece ha vissuto ancora a lungo. Diciamo che ha dato fondo alle sue 7 vite in quanto ogni tanto ne combinava una: si è lanciato da un balcone, si è tirato addosso un armadio, ecc. Era un bel micione in salute, ma con tutte queste sue magagne finiva che era spesso pesto e zoppicante. Alla fine è sparito così come era arrivato, probabilmente aveva esaurito le vite.

…segue domani

Commenti

comments

Questo gatto non è un cane!

Scritto il 28 febbraio 2012 nella categoria Altro

Il mio gatto, anzi la mia micia, si chiama Milli. E’ il diminutivo di Millicent. Ha quasi 4 anni, anche se di preciso non lo so, visto che la sono andata a prendere quando era piccolina, ma nessuno sapeva dirmi con certezza quanto tempo avesse. Dovevo scegliere tra quasi una decina di micetti. Io preferivo una femmina, in quanto i maschietti, per loro natura, sono abituati a  "marchiare il territorio" in casa. Si, ci mancava anche questa! Allora preferisco sopportare i miagolii di una micia fuori di testa quando va in calore.

Me ne piaceva una, ma l’ho vista mogia mogia, pareva quasi malaticcia. In quel momento un’altro gattino mi si arrampica con le unghie sui jeans. Lo prendo in braccio e "verifico": è una femminuccia! Allora, ok, è stata lei che ha scelto me, vada per questa pallina di pelo. Almeno è vispa.

Non sapevo ancora cosa mi sarebbe capitato. Non era solo vispa, era un disatro. Non la fermavi neanche a revolverate! Saltava di qua e di la, tirava giù tutto. E’ incredibile quanto un piccolo esserino possa essere tanto dannoso. E’ riuscita anche a rompermi un telefono cellulare e addirittura la tavoletta del water !

Il nome è nato durante una chiacchierata con un amico davanti a una birra. "Millicent", subito abbreviato in Milli. La quasi totalità della gente non ha mai sentito il nome Millicent, ma vi assicuro che è un nome femminile anglosassone. E’ anche il nome di un personaggio dei fumetti Disney.

Col tempo si è notevolmente calmata. Non è una coccolona come la micia che avevo prima, però sa farsi voler bene quando vuole. Magari sono al computer e mi si accoccola sulle ginocchia, ma poi finisce che si mette a giocare col filo del mouse (d’altronde.. è un topo!) e alla fine la "scaccio". Meglio quando guardiamo la tv insieme sul divano. Ma il suo passatempo preferito è giocare alla lotta. Mi stuzzica, fa finta di scappare, poi si ferma e si mette a pancia all’aria con gesto di sfida. In quei casi è abbastanza intelligente da non tirar fuori le unghie, mi da solo delle zampate, ma poi dopo un po’ si stufa e scappa. A volte le piace anche giocare agli "agguati". Si avvicina quatta quatta, anche se lo sa benissimo che la vedo. Allora faccio finta anch’io di nascondermi e quando arriva vicina fa un balzo in aria…e poi scappa a nascondersi di nuovo: mi fa troppo ridere. Come tutti i gatti ama anche giocherellare con i vari oggetti: con le palline, ma anche con qualsiasi altra cosa di piccolo trovi in giro.

Ha una fobia particolare per il cortile di casa mia, le rare volte che l’ho messa lì o anche solo sul balcone era terrorizzata. Non ha per niente paura invece della via davanti a casa. Quando esco a prendere il caffè o per andare al lavoro mi segue lungo la via fino ad un certo punto, poi si accorge di essersi allontanata troppo e si ferma. Quando torno verso casa si accorge di me da lontano, anche se non mi vede. Probabilmente riconosce il passo, oppure mi annusa, fatto sta che esce sulla strada e mi viene incontro, come fosse un cagnolino. Mi fa le feste e mi accompagna verso casa. A volte, per divertimento, mi fermo oppure al contrario allungo il passo, o mi metto a correre. Lei si ferma, o accelera, o si mette ad inseguirmi. Talvolta c’è qualcuno di passaggio che ci guarda e ride: un gatto che si crede un cane!

Commenti

comments