Articoli con tag ‘immigrazione’

Libertà

Scritto il 10 gennaio 2016 nella categoria Politica,Riflessioni

Quello che mi da fastidio nella storia degli strupri di Colonia è il silenzio o peggio ancora l’arrampicarsi sugli specchi dei soliti imperterriti giustificatori (che così facendo diventano negazionisti). Gli stessi giustificatori che, quando gli fa comodo, diventano di colpo intransigenti. Per la carità, non è che dicono "hanno fatto bene", usano armi lessicalmente più complesse e per questo ben più pericolose.

Discorsi del tipo: "non dobbiamo confondere la criminalità con l’immigrazione", oppure "non è un discorso politico". Eh già, quando non gli fa comodo non è più un discorso politico. Sono ovviamente d’accordo anche io a dire che quelli erano criminali e che hanno compiuto un crimine e pertanto dovranno essere giudicati e condannati. Se ci ragioniamo un attimo, però, potremmo dire: se non ci fossero stati non sarebbe successo. O no? O il mio è un discorso totalmente campato in aria? Ma per una volta scendete dai piedistalli, uscite dalle vostre cotonate case, dai vostri ovattati uffici da pensatori snob e misuratevi con la realtà e cercate di mettervi nei panni delle persone che hanno subito delle violenze. Dovrebbero liquidare il tutto dicendo: "può succedere, peccato che sia successo a me?". Non sarebbe forse meglio prendere provvedimenti? Cercare di arginare il fenomeno? E come, dicendo alle donne di Colonia di non andare in giro troppo scollacciate? Ma per favore, basta ipocrisie e buonismi del piffero. Se voi siete i buoni allora io non sono buonista, non sono politicamente corretto e ben fiero di esserlo. Le donne di Colonia, così come quelle di Piacenza, di Brindisi, di Valencia e di Oslo, le loro madri e le loro nonne, hanno lottato per riuscire ad affermare i propri diritti, il costume nei secoli si è adeguato, la civiltà è andata avanti e adesso sono e devono sentirsi libere di andare in giro come meglio credono (nei limiti della decenza, ma questo rientra nel concetto stesso di libertà che arriva fin dove non lede la libertà altrui). Non ci posso credere che qualcuno suggerisca di tornare al medioevo per PAURA, per non OFFENDERE qualcun altro. Come se una persona venisse a casa mia, non invitata, e si lagnasse anche del fatto che il mio pigiama è fuori moda. Pazzesco.

Va beh allora voi che la sapete lunga, mettete o fate mettere il velo allo vostre donne. Date l’esempio. No? Allora la vostra è e rimane sempre IPOCRISIA.
E detto tra noi il mio pigiama è bellissimo.

Leggetevi questo articolo:

www.linkiesta.it/it/blog-post/2016/01/09/lorda-la-notte-di-san-silvestro-a-colonia/23718/

da cui traggo una domanda: "È questa l’idea di integrazione che hanno in mente le campionesse dell’umanitarismo scenografico?"

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Arrabbiato col Califfato

Scritto il 22 marzo 2015 nella categoria Riflessioni

Ma certo, giustificateli ancora. Per esempio quelli che hanno fatto l’attentato in questi giorni in Tunisia. Oppure "La Tunisia è uno Stato che è colpito quanto e più che l’Italia". Vero, ma questo non diminuisce di un solo punto percentuale la pericolosità degli integralisti islamici. Ma qui in Italia, ed è una cosa che da i nervi, c’è sempre quello che vuole fare i distinguo, quello che "ma no, non è proprio così", quello che ha sempre una giustificazione e una soluzione per tutto.

"La religione con gli attentati a Charlie Hebdo non c’entra". Ah no, infatti quelli sparavano urlando "Allah". Ma perchè, perchè perchè, bisogna sempre farsi vedere "politically correct"? Riusciamo a fregarcene di noi stessi solo per far vedere che noi siamo "buoni", misericordiosi, amanti della fratellanza, di animo gentile, moderni, ecc. Tanto, quello che succede, capita sempre agli "altri". Ma guardate che anche se non siete cristiani, se non siete cattolici, se non andate in giro col crocifisso (che però, non si sa mai, meglio toglierlo anche dalle scuole e dagli edifici pubblici), gli estremisti, se vi trovano per la strada, ammazzano anche voi. Solo che non lo capite. Non so se la vostra sia incoscienza o cosa…

Facciamo venire qui tutti, non c’è problema. Perché gli italiani certi lavori non li vogliono più fare, perché altrimenti la natalità andrebbe a zero, perché sono quelli che pagano le pensioni ai nostri vecchi. Quanti luoghi comuni che avete nel cervello. Gli stessi vecchi, i vostri nonni, sono quelli che invece col loro lavoro hanno pagato ospedali, scuole, strade. Loro, non noi e tantomento gli ultimi sbarcati a Lampedusa. Cosa vi devo dire: che preferisco vederli morire di fame?
Beh anche qui parliamo di luoghi comuni. Primo perché preferirei aiutarli nel loro paese e questo avrebbe vantaggi sia per loro (che continuano a stare dove sono sempre stati, che contribuiscono alla crescita del loro paese, ecc.) che per l’Italia, che non può permettersi di accogliere tutta questa gente. Un po’ si, tutta no. E’ come se i nostri vecchi avessero costruito una grande nave per solcare il mare. Possiamo invitare altra gente, che magari dà una mano a remare, ma se ne invitiamo troppa si va a fondo. 

E poi continuate a dire che non c’è pericolo. No, no, ci mancherebbe. Ero a Londra poco tempo dopo gli attentati alla metro. E quelli erano nati e cresciuti in Inghilterra!!! Ma no, non erano pericolosi secondo voi. Come quelli partiti dall’Italia per andare a combattere col Califfato.

Io non capisco se ci siete o se lo fate. Se avete le fette di salame sugli occhi, se lo dite per convenienza, per stupidità (nel senso che parlate tanto per parlare, senza aver minimamente riflettuto su ciò che dite), per non conoscenza. Oppure, e molto spesso è così, per sentirsi la coscienza pulita e poter pensare "Io sono bravo, accolgo tutti". E’ una visione cieca, sicuramente superficiale e a mio avviso abbastanza pericolosa. Perché coi vostri discorsi mettete a rischio anche la vita degli altri: è come se foste alla guida di un automezzo e decideste di andare veloce. Decisione vostra, siamo d’accordo, ma poi gli incidenti provocano danni a tutti, non solo a voi.

Ma è come se io fossi Don Chisciotte: certa gente queste cose non le capisce proprio e continuerà a reputare di essere nel giusto. Lana nelle orecchie. Bah… deluso, preoccupato e pessimista.

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Le gente è strana

Scritto il 9 ottobre 2010 nella categoria Politica,Società

La gente è strana quando sei uno straniero…

Prato. 3 donne muoiono a causa del maltempo che ha allagato un sottopasso. Ma fa più notizia se scrivono: "Prato, morte tre cinesi". Io sono dell’idea che bisogna rispettare i morti. Sempre e comunque. E poi cosa cambia se sono cinesi o meno? La responsabilità della loro morte non è certo loro. Men che meno in quanto cinesi, anzi. Magari, visto che Prato è una delle città italiane a maggior numero di imprese cinesi, si stavano recando a lavorare. E il sindaco non ha avuto neanche il buon gusto di proclamare il lutto cittadino. E già perché lui si lamenta dei cinesi, però la sua ditta, la SASCH, produce in Cina !!!

Ecco, in questo post parlerò bene degli stranieri. Strano, direte voi? No. E ora cercherò di spiegarmi bene. Io sono favorevole all’immigrazione. Che non sia "selvaggia", chiaramente. Se mi dite: frontiere aperte, venga chiunque, non mi va bene. Non so se ve ne siete accorti, ma questa politica non la usa nessuno, e un motivo ci sarà. Però se la gente vuol venire qui a lavorare, e ripeto a lavorare e sottolineo ancora a lavorare, che male c’è? Anzi. E parlo di qualsiasi tipo di lavoro e a costo di esser eccessivamente pedante e noioso ripeto qualsiasi tipo di lavoro.

A voi vanno bene gli stranieri solo se fanno i domestici o i badanti? O gli operai o gli asfaltatori di strade? A me, se lavorano, vanno bene sempre. Io sono così tanto liberista da esser radicale, amo la concorrenza e il libero mercato. Quindi se gli stranieri vengono in Italia e aprono delle imprese, a partire dal piccolo negozio fino ad arrivare alla grande industria, per me va benissimo. Cari italiani, vi sentite in diretta concorrenza? Mi spiace, ma se siete veramente i più bravi e i più furbi arrangiatevi da soli.

C’è gente che fa le crociate a favore degli immigrati, ma poi si lamenta se i cinesi aprono le fabbriche, oppure se gli africani accettano salari bassi pur di lavorare. Ripeto: cari italiani, siete così bravi? E allora accettate la concorrenza. Troppo bello essere amici degli stranieri solo quando vengono a pulire i cessi….

Quindi: viva gli stranieri che vengono qui a lavorare. Cari politici, dategli tonnellate di permessi di soggiorno. Anzi aboliteli proprio i permessi di soggiorno. Ognuno dovrebbe aver il diritto di venir qui a lavorare. Chiaro che poi se uno viene qui a fare il malfattore o a grattarsi la pancia (è un po’ sospetta la cosa di gente che passa le giornate al bar eppure si mantiene, chissà come fanno eh?)… beh sappiate che in Italia non siamo secondi a nessuno in questo campo, ne abbiamo già dei nostri, quindi, per favore, se venite qui a cazzeggiare sperando nello stato sociale italiano, tornatevene a casa.

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Stranieri

Scritto il 28 settembre 2010 nella categoria Politica,Società

Milano: impiegata stuprata da straniero irregolare. Mi rendo conto che fa più notizia se lo stupro è effettuato da uno straniero, perdipiù clandestino, e che quindi i giornalisti ci marciano sopra, fomentando così l’odio razziale, e tutti questi bei discorsi ecc. ecc. e che bisognerebbe aiutarli e volemose bene e tutte quelle belle cose lì. Resta il fatto, cinicamente semplice, squallidamente banale, di uno stupro. Il discorso è questo: se gli stranieri, come è un po’ inevitabile e come i crociati delle frontiere aperte sostengono a gran voce, possono liberamente raggiungere l’Italia, può succedere che arrivino anche dei delinquenti. L’Italia ahimè non è il Paese di Bengodi, e seppur ci siano tanti lavori che, come è risaputo, “gli italiani non vogliono più fare”, non sono infiniti. Non c’è trippa per tutti. E quindi molti di queste persone che arrivano nel Belpaese col sogno di fare un lavoro dignitoso che permetta di vivere e magari per poter mandare qualche soldo a casa si ritrovano invece sulla strada, senza alloggio né lavoro, e magari senza il famigerato permesso di soggiorno. Che fare? Alcuni rinunciano, altri fanno lavori in nero, altri ancora, spinti dalla fame, si gettano nella delinquenza. Io non voglio assolutamente fare di tutta l’erba un fascio, chiedo solo ai soliti paladini del più debole, tipo il mio amico BeatPanic, se loro sono in grado di trovare una soluzione. Anzi prima gli chiedo se riescono a vedere il problema o se non esiste nessun problema. Secondo me esiste: c’è una fascia di criminalità, chiamiamola acquisita, insomma composta da stranieri (prova ne è il fatto che una buona fetta dei carcerati non sono italiani, circa uno su tre, con punte percentuali molto più alte nel nord). Le cause sono le più disparate, ne ho solo citate alcune, ma ce ne sono altre. Per esempio la legge dei grandi numeri ci spiega che percentualmente, data una certa popolazione, è fisiologico che al suo interno ci siano dei delinquenti. Ok, ora che abbiamo individuato alcune cause, qual è la soluzione? No perché nessuno me ne ha fornito una. Se dico di chiudere le frontiere (cosa a cui sinceramente sono contrario anch’io) mi danno del fascista. Se parlo di espulsioni mi danno del fascista. Se parlo allora di maggior prevenzione e maggior dispiego di forze di polizia mi danno del fascista. Se invece dico di non far nulla, piegar la testa e magari anche il sedere… mi danno del pirla. Per contro non ho sentito una e dico una sola proposta alternativa. Nessuna. Ma proprio nessuna nessuna.

Domani vi parlerò ancora dei ROM.

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Latte+

Scritto il 18 febbraio 2009 nella categoria Politica,Società

Il sindaco di Roma, Alemanno, critica, come ovviamente tutti gli uomini politici devo fare, perlomeno x convenienza, la creazione di bande di improvvisati giustizieri che cercano di farsi giustizia da sè dopo la sequenza di stupri e violenze che sta accadendo in Italia. Certo, istituzionalmente ha ragione, ma provate a pensare se capitasse a voi o alla vostra famiglia? Dai, facciamo i seri, tutti i giorni leggiamo sui giornali di questa gente che viene rilasciata, scarcerata, che reitera gli stessi reati, che si fa beffe della legge, perchè sono pienamente coscienti dell’impunità che a volte un eccesso di garantismo gli concede. E quindi? E quindi una manganellata sulla schiena non sarà sicuramente politicamente corretta, ma io, francamente me ne infischio, e gliela darei volentieri. Anche a quelli che fanno i garantisti ad oltranza. Anzi a quelli gliene darei più di una.

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Polacchi d'Inghilterra

Scritto il 22 settembre 2008 nella categoria Società

Stavo leggendo un articolo su Time di questa settimana (che potete trovare anche online qui) che dice una cosa interessante. Quando sono stato a Londra nel 2006 mi ero accorto di un fatto curioso: in giro c’erano un sacco di polacchi. I primi tempi mi stupivo del fatto che, ad esempio, tra i giornali gratuiti che si trovano nelle stazioni metropolitane, c’erano quelli che parlavano del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda e… della Polonia! Poi col tempo mi sono accorto che in effetti di gente proveniente dalla Polonia ce n’era effettivamente parecchia. Infatti avevo letto da qualche parte che, da che mondo è mondo, la comunità straniera più presente nel Regno Unito erano sempre stati gli irlandesi, così come in Irlanda erano sempre stati gli inglesi. Invece, dopo l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea e la conseguente apertura delle frontiere e la possibilità di cercare lavoro all’estero c’era stato un flusso così importante che i polacchi erano diventati il gruppo più numeroso di stranieri in UK.

Ora questo articolo ci dice che se ne stanno gradatamente andando. In primis perchè la Polonia sta vivendo un boom economico e quindi preferiscono tornare, coi soldini guadagnati presso il Regno di SM la Regina Lizzie, in madrepatria. Oppure preferiscono migrare in altri stati europei dove trovano maggiori benefici, tra cui il fatto di essere pagati in Euro che attualmente è una valuta più forte della Sterlina. Cavoli il mondo fa presto a cambiare… Ne approfitto per salutare Kasia, che ho sentito tempo fa via Skype, che dice di aver sempre una gran voglia di tornare a vivere in Italy.

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Scuola clandestina

Scritto il 15 gennaio 2008 nella categoria Politica,Società

E’ di questi giorni la polemica Moratti (ex ministro dell’istruzione) – Fioroni (ministro dell’istruzione). Il sindaco di Milano non vuole i clandestini (o meglio i loro figli) negli asili della città. Il ministro insorge. Io do ragione al ministro (quello attuale), il quale si appella ai diritti umani includendovi il diritto all’istruzione. Io che non viaggio ad un livello così aulico mi limito ad osservare che, seppure io sia contrario ovviamente a qualunque forma di "sdoganamento" dei clandestini (che, in quanto tali, contravvengono alle leggi), uno dei metodi migliori per l’integrazione degli stranieri (clandestini e non) parte proprio dai figli.

Un bambino straniero che va a scuola (o asilo) è un bambino più "integrato" (non riesco a trovare un sinonimo per questa brutta parola). Oltretutto è un bambino più istruito e questo non guasta di certo. Una famiglia con figli che vanno a scuola è più "integrata". Se è clandestina questo non sopperisce alle proprie mancanze, ma cmq migliora la convivenza, anche in vista di una possibile uscita dalla clandestinità. perchè se una famiglia mi dimostra che cmq manda i figli a scuola tutto mi lascia pensare che voglia "integrarsi". E questo uno stato moderno lo deve non solo accettare, ma promuovere. Chi viene in Italia per vivere onestamente, lavorare, studiare, pagare le tasse, rimanere qui (e NON mandare TUTTI i soli all’estero) non solo deve essere accolto, ma accolto bene.

Sono ben altri i servizi che non si devono dare gratuitamente. Un esempio: i mezzi pubblici. Se salgo io sul treno senza biglietto mi multano e se non pago mi denunciano alla Polfer. Se lo fa un gruppo di XXXXXX (inserire una nazionalità a piacere) non gli fa niente nessuno. Questi sono i razzismi che non sopporto, quando per fare i bravi passiamo per essere dei coglioni.

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