Articoli con tag ‘Libri’

La Storia di Voghera

Scritto il 5 ottobre 2017 nella categoria Libri,voghera

Un libro di Daniele Salerno e Fabrizio Bernini.
Scorre gli avvenimenti successi nella città iriense, a partire dalle tribù liguri in poi.
Sapevate che l’imperatore Ottone II passò di qui?
E che Bovo di Noyers, prima di diventare santo, fu un guerriero?
E che invece il corpo di San Rocco fu fatto rubare dal doge di Venezia?
E il pittore Paolo Borroni dove è sepolto?
Sapevate che sulla Luna (addirittura) c’è un cratere che prende il nome da Giovanni Plana e ci fu un’occupazione russa nel 1799?
Il primo servizio di pulizia delle strade (dallo sterco dei cavalli) fu istituito quando ancora non c’era un sindaco, ma un "mairie", e Arturo toscanini stette un mese e mezzo a Voghera a dirigere "l’Aida" e "La Favorita".
Come si chiamava la famosa "piccola vedetta lombarda" e perchè Carlo Gallini ideò delle banconote?
Tutti conoscono Maserati, ma magari a qualcuno è sfuggito Luigi Callegari o Franco Quarleri.
E infine i più anziani si ricorderanno bene del disastro ferroviario, quelli di mezza età il "caffè alla vogherese" di Sindona, quelli più giovani la sfilata di Valentino e i successi di Flash Parisi, per finire con l’arciere Nespoli.
Insomma, in questo libro c’è veramente di tutto e di più, per capire, per ricordare, per sapere.
In questo modo, quando si transita in piazza Meardi, si va alla piscina Dagradi, o si passa in via Dal Verme, abbiamo coscienza dei personaggi a cui sono state intitolate.

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Il clima dell’Oltrepò Pavese

Scritto il 30 aprile 2017 nella categoria Libri

Tutti i giorni abbiamo a che fare con la metereol… metolog… insomma con meteo. Dai tempi del Colonnello Bernacca, passando dal Colonnello Giuliacci, siamo affascinati da questi personaggi che, come fossero degli indovini, sanno dirci "che tempo farà".

Ma indovini non sono, dietro le frasi condite da locuzioni come "anticiclone delle Azzorre", "quadranti settentrionali", "possibili rovesci a carattere temporalesco", ci sono seri studi.
La meteorologia si basa su studi di statistica, di orografia, di fisica, e tanto altro, a metà strada tra lo sperimentale e il teorico

Nessuno mai, prima d’ora, aveva cercato di spiegare la meteorologia del nostro Oltrepò. Cos’ha di particolare? Beh di particolarità ne ha parecchie: contiene sia pianura che collina che montagna,  è riparata a sud dagli appennini, ha dei valichi verso il mare (che non è molto distante), ecc.

Quindi quando arriva un vento da sudovest colpirà Stradella, ma risparmierà Voghera. Se invece arriva dal mare, scavalcando i monti e passando per la Valle Scrivia avrà vita facile fino a Voghera, ma improbabile che arrivi a Santa Maria della Versa. 
E poi lo sapevate che può essere che a Voghera ci siano zero gradi di temperatura e magari sul Monte Lesima 4 gradi sopra ?
Questo e tante altre curiosità, spiegate approfonditamente con basi scientifiche, sono contenute nel libro "Il clima dell’Oltrepò Pavese", degli autori oltrepadani Gabriele Campagnoli e Marcello Poggi. Ve lo consiglio :-)

 

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Ci vediamo a Voghera

Scritto il 22 aprile 2017 nella categoria Libri

Ho letto con piacere tempo fa questo libro di Valerio Gasio. Dopo un paio di volumi dedicati ai bar storici di Voghera, raccoglie in questo volume numerosissimi aneddoti, storielle, curiosità sulla città iriense, tutti corredati da tante belle fotografie.

Conoscete voi la storia dell’Albergo Reale d’Italia e i suoi illustri ospiti? Siete mai stati al Casino Sociale (io ho fatto in tempo a vederlo aperto) ? A cosa serviva il Cavo Lagozzo? Da dove arriva la Sacra Spina? Chi soggiornò a Palazzo Dattili?
E se passate da Via Galilei, alzate lo sguardo quando incrociate via Borroni. Poi informatevi su chi furono Carlo Gallini ed Ercole Ricotti e sappiatemi raccontare la storia della Società Operaia di Mutuo Soccorso, perché poi vi interrogo.

Scherzi a parte, vi consiglio vivamente di procurarvi questo godibilissimo libro, che ci racconta tanti "particolari", che in realtà sono la storia di Voghera. E, se non lo sapete ve lo dico io, per capire il presente ed affrontare il futuro, è indispensabile conoscere il passato.

Complimenti a Valerio per questa sua opera.

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L’allenatore

Scritto il 15 novembre 2016 nella categoria Libri

Un libro di John Grisham. Simo in una cittadina americana, una di quelle tutte uguali a chissà quante altre. Qui diventano matti per il football. Hanno avuto una squadra giovanile che ha mietuto molti successi in passato, che è l’unica attrattiva del luogo. Quando ci sono le partite almeno metà della città va allo stadio. Il mitico allenatore, colui che ha guidato la squadra per quarant’anni, sta per morire. Osannato dal pubblico, odiato dai giocatori per i suoi metodi al limite dello schiavismo. Neely torna dopo quindici anni, richiamato dalla notizia. Ritroverà vecchi amici, vecchi amori, vecchie abitudini. Ritroverà la sua vecchia città, la vecchia vita di provincia. Uno spaccato dell’America, quella lontana anni luce da New York e Los Angeles.

Un libro veloce, a tratti "sgradevole", che parla di rancori, amicizia, usanze, di amore per lo sport nonostante tutto.

 

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Paese e gente di quassù

Scritto il 30 luglio 2016 nella categoria Brallo,Libri

Questo è un libro del 1979, a cura del Centro Culturale "Nuova Presenza" di Varzi in collaborazione con la Comunità Montana dell’Oltrepo Pavese.
parla essenzialmente del territorio della Comunità, gli allora 19 comuni. La storia, la geografia, la demografia, l’agricoltura, ecc. Tutto quanto riguarda questo territorio. 

A pagina 130 troviamo, nella sezione dedicata ai castelli, la descrizione di quello di Pregola:

———————————

Il vecchio castello, di cui non esistono nemmeno più le tracce, è stato costruito certamente dai monaci di Bobbio, cui era stato donato il Paese di Pregola dal Re Agilulfo (re dei Longobardi, nota di Fabio) Per qualche secolo essi ne furono i feudatari fino a quando il 28 settembre 1164 Federico Barbarossa passò l’investitura di Pregola ai Malaspina. Il castello non è quello attuale, anzi non sorgeva nemmeno lì, ma sul cono roccioso che domina il paese. Queste vestigia che vengono chiamate castello sono invece i resti di una casa-forte costruita con i materiali ricavati dalle macerie del vecchio fortilizio dopo che andò completamente distrutto, insieme al paese, nel 1571 forse a causa di un incendio.

Dal vol.: Castelli, Rocche, Case-forti, Torri della Provincia di Pavia di Mario Merlo, riprendiamo la descrizione del castello passato da qualche anno in proprietà di Tordi Siro che è intenzionato a restaurarlo:

«Vi si accede da nord per portoncino con arco a tutto sesto e serramento borchiato a teste di chiodi, oppure da sud, all’altezza della chiesa parrocchiale. La facciata principale è a capanna e presenta cinque finestrelle intermediate longitudinalmente da una incrinatura della parete.

Esternamente si nota nell’angolo di nord-est un corpo aggettante rinforzato da un barbacane appena accennato. Sul fianco sinistro si notano, in corrispondenza ad un locale rustico, una finestra strombata a guisa di profonda feritoia e, più innanzi, un’apertura difesa da una robusta inferriata cinquecentesca. Il locale interno era adibito a prigione. Le pareti sono in pietra a vista, su orditura comune.

Entrando dal portoncino si è subito in un vasto atrio contrassegnato da tre archivolti, uno dei quali gravemente lesionato. Due diverse scale conducono al piano superiore, suddiviso in locali di diversa capienza, tutti in precario stato di manutenzione. Nella sala maggiore, con soffitto su travature lignee, si vede un ricco camino sormontato da un grande stemma dei Marchesi Malaspina di Pregola, inquartato di rosso e d’azzurro. Nel I e nel IV campo si vedono aquile bicipiti in rosso; nel II e III uno spino secco afferrato da un leone bianco rampante, coronato d’argento, entrambi in azzurro. Lo stemma gentilizio è sovrastato dalla corona marchionale a tre punte ed è avvolto da una ricca decorazione a stucco comprendente figure allegoriche ed ampie volute e caulicoli. L’opera è ascrivibile al sec. XVII. Il sottostante camino è in pietra color lavagna e presenta una leggera modanatura nell’architrave con radi dentelli, nonché due fascette laterali ed una specie di serraglia centrale.

In un’ampia cucina a pianterreno, sita nel corpo ad ovest come il salone precedente, esiste un secondo camino rustico a cappa, che ha la particolarità di possedere due fornelli laterali, oltre al focolare propriamente detto ». 

 

 

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Ho imparato a sognare

Scritto il 27 luglio 2016 nella categoria Libri

Da qualche tempo molti stanno parlando di un libro, un "romanzetto" come lo chiama lui, scritto dal mio amico, il maestro Michele Miky Orione, dal titolo "Ho imparato a sognare". Anche io mi unisco al coro e ne ho scritto addirittura due recensioni. Eccole.

Prima recensione:
Michele sono anni che è innamorato. Da quando lo conosco io (primi anni duemila) lo è sempre stato. Innamorato della libertà, innamorato delle cose pazze, innamorato dei sogni. Innamorato delle avventure, innamorato delle cose belle, innamorato della pallavolo. E di queste cose ne ha fatto un libro, anzi pardon, un romanzetto. Ma non fatevi ingannare da questo vezzeggiativo, che sta solo ad indicare il numero di battute, non certo la qualità. Quali cose, direte voi? Beh in primis la pallavolo e i sogni. E poi, leggendo bene, di tutto il resto: le cose belle, la libertà, le avventure, le cose pazze. C’è dentro molto di lui in questo. Non tutto, perché lui è anche istintivo, impulsivo, a volte anche cagacazzo, ma tutto dovuto a quest’indole da eterno sognatore che mai si arrende, e quindi quando c’è qualcosa che non va glielo si legge subito in faccia. Torniamo però al libro: scritto in maniera molto fruibile, diretta, di facile lettura. Avvincente, già dalle prime pagine vuoi sapere come andrà a finire. Romantico, nostalgico, ottimista. Devo dire che da un lato me lo sarei aspettato, conoscendo l’autore. Da un altro lato, come sempre, mi ha stupito. Quindi mio malgrado, visto che sono ormai alcuni lustri che ci prendiamo in giro vicendevolmente, devo fargli i miei complimenti. Ricordo quando, lui e l’amico Matteo, avevano creato il sito "Il Cassetto dei Sogni". Questo racconto è la naturale continuazione  di quell’avventura. Come dite? Non vi ho ancora accennato di cosa tratta il libro? Beh quello lo hanno già fatto in tanti, non vi resta che leggerlo.

Seconda recensione:
E’ una cagata pazzesca.

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Prenditela comoda

Scritto il 28 giugno 2016 nella categoria Libri

Un altro libro sui gatti, che mi è stato regalato. Ma questo è un libro PER gatti. In pratica è un manuale per i felini domestici, pieno di consigli su come affrontare la vita insieme agli umani

Consigli del tipo "Restare sempre ad almeno 10 metri di distanza dalla persona amata", "Adottate orari diversi da quelli di tutti gli altri", "Siate estremamente indipendenti finché non avete bisogno di qualcosa".

Devo dire che i gatti che ho conosciuto nella mia vita devono averlo letto, o forse in parte anche scritto, perché contiene un sacco di verità. Per esempio il consiglio di cambiare continuamente gusti in fatto ci coccole, perché "è essenziale continuare a sorprendere chi vi vive accanto con nuovi e improvvisi cambiamenti", o quello di condividere gli interessi dell’umano (se usa il computer, il gatto deve condividere saltellando sulla tastiera o accovacciandosi sopra), di socializzare con chi ha competenze complementari (come aprire le scatolette) e così via. 

Per esempi a pagina 88 dice:

"Dormite, dormite, dormite! Lavorate e giocate di brutto, quindi vi spettano più ore di sonno. E se non fate né l’una né l’altra cosa, perché non riempire quel tempo inutilizzato dormendo ancora un po’? Non solo il sonno vi permette di liberarvi  dallo stress dei problemi della vita – o di evitarli del tutto -, ma quando dormite la gente rispetta maggiormente il vostro spazio quotidiano. Fa del suo meglio per non disturbarvi, indipendentemente dal luogo che avete eletto a vostro giaciglio, anche se ciò significa rinunciare all’uso del divano, laptop, telefono, telecomando, tavolo, colazione, pranzo, cena, lavandino, water, doccia, abiti, unico asciugamano pulito, cane, testa, petto, gambe o gola. Tornate a dormire, quindi, e avrete il mondo ai vostri piedi.

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Gatti molto speciali

Scritto il 22 maggio 2016 nella categoria Libri

Ho letto questo libro, di Doris Lessing, dove racconta del suo rapporto coi gatti, durante la sua movimentata vita. Nata in Persia, cresciuta in Rhodesia e poi a Londra.

Ha avuto moltissimi gatti, e ovviamente non li cita tutti, ma solo quelli che, per qualche motivo, l’hanno colpita

Non è un libro eccezionale, però è singolare riscontrare che, alla fine, i gatti sono sempre esseri speciali. Strani, diversi, misteriosi, indubbiamente affascinanti. Ognuno col proprio carattere ben definito, ognuno col le proprie abitudini, il proprio modo di comunicare.

Un libro che è divertente (soprattutto per chi possiede un gatto) e anche un po’ malinconico.

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Il partner

Scritto il 3 luglio 2015 nella categoria Libri

Ho letto questo libro di John Grisham. Bello, avvincente, sorprendente. Pieno anche di dettagli tecnico-giuridici, si vede che il ragazzo ha studiato. Un tizio ha fatto sparire un sacco di soldi, ma lo ritrovano e gli fanno passare dei guai. Lui ha già architettato nei dettagli un piano per farla franca

Ora dirò un qualcosa che, se volete leggere il libro, meglio che non leggete. La scriverò col colore di sfondo, quindi se volete leggere dovete evidenziare passando col mouse.

SPOILER DA QUI:

Alla fine qual è la morale del libro, leggendolo fino all’ultima pagina? Semplice: mai fidarsi fino in fondo delle donne!

A QUI.

Capito?

 

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Nuovo dizionario delle cose perdute

Scritto il 15 maggio 2015 nella categoria Libri

E’ un libro che si legge in un viaggio aereo (come ho fatto io), quindi un libro facile.
E’ un libro divertente, a tratti quasi nostalgico, ma sempre carichissimo di ironia.

Di cosa tratta? Di tante cose che c’erano…e non ci sono più. Che quando le leggi pensi: "E’ vero! Te le ricordi?"

Come i vespasiani, la merenda (non le merendine!), le cartoline, l’autoradio estraibile, la carta carbone, ecc.
Alcune le ho vissute anche io, altre sono troppo vecchie affinché io me le ricordi, difatti l’autore (Francesco Guccini), è di un’altra generazione (seppure molto amato anche dalla mia e dalle successive generazioni, quanti concerti ho visto!).

"Dove sono finiti i deflettori che erano nelle automobili? Erano comodissimi. Si aprivano parzialmente ed entrava un soffio d’aria rinfrescante, potevi fumare senza impregnare di fumo l’abitacolo (già, a proposito, dove sono finiti anche i portaceneri delle automobili?).
Perché non ci sono più? Un oscuro complotto di potenze straniere a noi ostili, un piano delle case automobilistiche per risparmiare nella costruzione, la vittoria di una misteriosa Lega Antideflettore, una delle mille inutili leggi della Commissione europea?
"

 

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I tre colonnelli

Scritto il 6 gennaio 2015 nella categoria Altro

Dario Rebolini è mio zio. E’ stato partigiano. Qualche anno fa ha scritto una storia romanzata, intitolata "I tre colonnelli", che poi è stata pubblicata sottoforma di libro. 

Deve essere stata un’esperienza che ti sconvolge la vita. Parti militare, ti mandano in Jugoslavia a combattere a 19 anni, età in cui i ragazzi di oggi giocano alla Playstation e si lamentano che la squadra del cuore ha perso. E’ tornato in Italia e dopo l’8 settembre ’43 ha disertato, si è dato alla macchia e poi si è arruolato nella resistenza. Non voglio sindacare su cosa fosse giusto e sbagliato, perché quei momenti, quel periodo storico, quella vita l’ha vissuta lui e non io. Io conosco molte storie che mi ha raccontato mia mamma –sua sorella– sul periodo del fascismo, sui rastrellamenti, sul comportamento dei "regolari" (i "fascisti") e di quelli dei "ribelli" (come venivano definiti allora quelli che poi sono stati chiamati "partigiani"). 

Penso tuttavia a quello che poteva succedere, anche leggendo questo racconto che, a parte la parte romanzata, racconta tutte storie vere, fatti e avvenimenti realmente accaduti e vissuti in prima persona da Dario. Il governo si butta in una guerra, che già per definizione (come tutte le guerre) è inutile, dannosa, rovinosa, e questa più delle altre. Tanti ragazzi vengono arruolati e mandati a morire per la brama di pochi. Quando mezza Italia viene invasa dagli Alleati a molti è chiaro che la dittatura è prossima alla fine, è solo una questione di tempo. E si organizzano le frange di resistenza. E’ storia abbastanza nota, o perlomeno risaputa. Dove è più facile darsi alla macchia? Naturalmente sui monti, e quindi anche sui nostri monti. Per la varietà del genere umano immagino che ci fosse chi stava da una parte o dall’altra perché ci credeva e chi invece lo faceva per convenienza. Hai una casa, una famiglia, una posizione e rischi tutto per difendere una fantomatica "libertà"? Puoi decidere di farlo, ma sei giustificato se non lo fai. Mio zio scelse di farlo, non so se per convinzione, se per l’incoscienza dei vent’anni, se per non tornare a combattere per un capo "ingiusto", se perché ritenesse di poter realmente contribuire a qualcosa di grande e nobile, se per una presunta convenienza o se una miscela di tutte queste cose. Mia mamma mi diceva che in famiglia questo suo unirsi ai "ribelli" non era stato visto molto di buon occhio, non fosse altro per la paura di ritorsioni sulla famiglia. Era pur sempre un figlio, ma aiutarlo significava rischiare di compromettere gli altri membri: i fratelli, i genitori, ecc. Ma tant’è: Dario aveva vent’anni, non era più un bambino, aveva già vissuto sulla sua pelle la guerra, e come tutti i ventenni era convinto di poter cambiare il mondo. In quei mesi in cui è stato partigiano deve averne viste e vissute di tutti i colori, atti di eroismo e di vigliaccheria, momenti di disperazione e di trionfo. Che cosa orribile la guerra, e ancora più orribile la guerra civile, quella che c’è stata in Italia, nei nostri luoghi, dal ’43 al ’45. L’amico, il parente, il vicino che in tempo di pace conoscevi come amico, potevi trovartelo "dall’altra parte". Magari tu eri un "partigiano" e sparavi, mentre di là c’era un "fascista", e un tempo eravate amici. La guerra tira fuori le brutture e trovarsi con un fucile in mano può portare a gesti orribili. Perchè i caduti della guerra in quel caso non erano gli "stranieri", i "nemici", ma i tuoi connazionali
E pensate forse che i soldati tedeschi mandati a combattere e morire nelle nostre valli fossero dei cattivoni senza cuore? Indubbiamente qualche gerarca si, senza dubbio, così come qualche gerarca fascista. Ma a morire di solito non sono mai i capi. Bush ha fatto tante guerre stando comodamente seduto nella sua poltrona. Ripeto: che cosa brutta la guerra

 

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Inferno di Dan Brown

Scritto il 12 novembre 2014 nella categoria Libri

Altro libro di Dan Brown. Devo dire che i suoi libri li leggo velocemente, per la mia media. Di solito leggo libri, fumetti, libri, giornali, tutto contemporaneamente. In questo modo inizio tutto e non finisco niente. Quando leggo i libri di Brown lascio invece indietro il resto e li finisco quasi subito. E’ successo anche con "Inferno". Solito stile di Brown: capitoli corti, avvincenti, e ogni volta un piccolo o grande colpo di scena che ti fa venir voglia di leggere il successivo. La storia vede il ritorno del professor Langdon e anche stavolta è ambientata in parte in Italia. Certo che è curioso vedere uno scrittore di Best Seller ambientare i suoi libri in Italia, ovviamente perché considera il Belpaese culla di storia, tesori e quant’altro, e vedere molti italiani (tra cui i nostri politici) fregarsene bellamente, pensando di essere uno dei popoli migliori del mondo. Solo per il fatto che gli italiani sono stati un grande popolo non è che ce lo ritroviamo come diritto acquisito, dovremmo dimostrarlo tutti i giorni. Perlomeno conservando e valorizzando ciò che è già stato fatto. Va beh…

Detto questo: adesso il libro è in edizione economica a 5 euro, quindi direi che non potete non comprarlo.


Sanro Botticelli – La mappa dell’Inferno – 1480/1490

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La grande rapina al treno

Scritto il 28 ottobre 2014 nella categoria Libri

E’ un fatto realmente accaduto: nel 1855 sul treno che da Londra andava a Parigi c’è stata una rapina che aveva dell’incredibile. Casseforti pesantissime, resistentissime, sorvegliatissime, con le chiavi in mano a pochissime persone, eppure qualcuno rubò  l’oro che contenevano è stato rubato. Dopo qualche mese si sono scoperti i colpevoli e si è svolto il processo. In questo libro Michael Crichton racconta quella storia, ovviamente romanzandola. Credo che si sia letto gli atti del processo e da li abbia tratto spunto per la narrazione, che più o meno dovrebbe essere andata così. Leggendola scoprirete una Londra (e un mondo) d’altri tempi, molto diverrsa da come la conosciamo oggi. Tempi in cui era la capitale del mondo e nello stesso tempo una città piena di pericoli (era la Londra di Jack The Ripper). Il libro è avvincente, ancor più pensando che le vicende si sono svolte realmente.

 

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Il mastino dei Baskerville

Scritto il 10 ottobre 2014 nella categoria Libri

Non avevo mai letto prima un libro con Sherlok Holmes come protagonista. La sua particolarità, diventata leggendaria, è quella di scoprire le cose partendo da alcuni indizi che nessuno nota o che nessuno reputerebbe tali. Solo osservando di sfuggita una persona il famoso investigatore creato da Sir Arthur Conan Doyle è capace di dedurre l’età, la professione e il rango sociale della persona stessa. Fantastico. Il libro è piacevole, si legge facilmente. Mi ha deluso un po’ il finale, me lo sarei aspettato più "complicato" in modo che Holmes potesse concludere con un crescendo di astuzie, invece è stato (quasi) scontato. Se lo trovate in qualche libreria, magari in super offerta, compratelo e leggetelo.

 

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Crypto

Scritto il 14 agosto 2014 nella categoria Libri

Crypto è il primo romanzo di Dan Brown, che ho letto di recente. Non mi interessa se i "critici" dicono che Brown è commerciale ecc. ecc. A me piace, ha uno stile che mi prende molto, mi diverto a leggere i suoi libri e questo mi basta. Questo non è avvincente come altri successivi, però va via bene. 

Il suo stile fa sempre si che quando arrivi alla fine del capitolo succede qualcosa e hai voglia di continuare la lettura, anche perché sai che i capitoli sono brevi e ti viene voglia di farlo. E poi tiene fede alla tradizione che le sue storie si svolgono nell’arco di poche ore (di solito circa una giornata). Un altro fattore che me lo fa piacere è che la storia riguarda un algoritmo di codificazione dei dati (da qui il titolo), argomento "informatico" che per antonomasia mi interessa.

Io dire di leggerlo quest’estate, se non l’avete già fatto, anche perché lo troverete in qualche libreria al mare in edizione economica.

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