Articoli con tag ‘milano’

Perdersi e ritrovarsi

Scritto il 10 ottobre 2018 nella categoria Altro,Citazioni

A volte, per ritrovarsi, bisogna perdersi. 

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San Lorenzo e Piazza Vetra

Scritto il 11 settembre 2018 nella categoria Altro

Scendendo per Corso di Porta Ticinese trovate la basilica di San Lorenzo. E' facile individuarla: davanti ci sono le famose colonne (di San Lorenzo) e dietro la ex famigerata Piazza Vetra.

Le 16 colonne, di ignota provenienza, erano state messe lì per abbellimento alla basilica. nei secoli tutt'intorno sono state costruite delle case, che sono state poi abbattute meno di cento anni fa. la basilica è una delle prime in assoluto a Milano. Ai tempi era al limite dei confini della città, e così è stato per molto tempo. A pensarci adesso la cosa suon strabiliante. Qui vicino c'erano le mura dei navigli. Solo quando la città si è estesa fino alle mura spagnole ("dei bastioni") è stata considerata "in centro".

Costruita coi resti di un anfiteatro romano, demolito nel 401, che era appena fuori Porta ticiniese, chiamata così perchè la strada portava verso Ticinum, vale a dire Pavia. All'interno è da citare un "Ultima cena", un affresco che si rifà a quello di leonardo, probabilmente opera di un suo allievo. Vi è poi la cappella di Sant'Aquilino, con un mosaico molto antico.
Sul sagrato è la statua dell'imperatore Costantino, copi di quella in San Giovanni in Laterano. In effetti, dando una veloce occhiata all'insieme, colonne, statua, facciata, potremmo benissimo essere a Roma.

Sul retro c'è invece Piazza Vetra che altro non è che un prato, stranamente in leggera pendenza e ancor più stranamente dietro ad una chiesa e non sul davanti, come usava. Quendo ero gggggiovane era considerata la patria dei cannaioli, adesso è parecchio ripulita. negli anni che furono la utizzarono per mandare al rogo streghe, eretici e personaggi sgraditi. Adesso stanno costruendo la fermata della 4 (Lorenteggio . Linate). La piazza si chiama così perchè era costeggiata dal Naviglio della Vetra, poi interrato.

 

 

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Studio Museo Francesco Messina

Scritto il 10 luglio 2018 nella categoria Altro

Adesso vi insegno una cosa di Milano. Immagino che sappiate quale sia Via Torino, quella che da Piazza Duomo porta in corso di Porta Ticinese. Bene: ad un certo punto, sulla destra, scendendo, trovarete la Chiesa di San Giorgio. Proseguite di lì, a destra, girate un po' dietro e troverete un vicolo, Via Bagnera. Pare di essere nei carugi di Genova. Percorretelo: come per magia, di colpo la folla e il rumore scompariranno e sarete nel silenzio. E' questa la magia della città: bastano pochi metri per passare dal casino alla quiete. Arrivati in fondo, via Santa Marta, girate a sinistra e ancora nella prima a sinistra, Via San Sisto, che vi farà tornare in Via Torino. All'angolo troverete lo "Studio Museo Francesco Messina". Lo riconoscete perchè è una chiesa sconsacrata.

Messina fu uno scultore molto noto del '900. Per dirne una: il celeberrimo cavallo della RAI è opera sua. Fu anche direttore dell'Accademia di Brera. Questa chiesa, edificata per volontà di Federico Borromeo e su fondamenta addirittura longobarde. Negli anni '70 del secolo scorso era in stato pessimo, destinato alla demolizione. Messina chiese al comune di Milano l'uso in comodato dell'edificio in cambio del resaturo completo. Lo scultore ottenne uno spazio in pieno centro e il comune ricevette in "eredità" un museo, con opere del Messina stesso e talvolta delle esposizioni tremporanee.

 

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Mille parole

Scritto il 29 maggio 2018 nella categoria Citazioni

Per me sentirsi a casa non è facile: quelli come me si ritrovano in due pagine scritte a testa bassa, di getto, per sfogo. Dicono un poeta, ma non è nemmeno un uomo. Non è nemmeno un dono, è solo allenamento. Difficile spiegare se ci metto il sentimento. Se puoi capirmi sai cosa voglio e non voglio, che ho poche parole per i miei amici ma mille per questo foglio!!!

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Attitudine

Scritto il 2 maggio 2018 nella categoria Citazioni

Per me sentirsi a casa non è facile: quelli come me si ritrovano in due pagine scritte a testa bassa, di getto, per sfogo. Dicono un poeta, ma non è nemmeno un uomo. Non è nemmeno un dono, è solo allenamento. Difficile spiegare se ci metto il sentimento. Se puoi capirmi sai cosa voglio e non voglio, che ho poche parole per i miei amici ma mille per questo foglio!!!

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Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Scritto il 1 maggio 2018 nella categoria viaggi

Se si guarda solo la facciata si rischia di non accorgersi di questa chiesa, parrebbe quasi banale. San Maurizio al Monastero Maggiore si trova in corso Magenta, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie di cui avevo parlato in questo articolo. Era un tempo uno dei più prestigiosi monasteri di Milano. Ogni centimetro delle pareti interne è ricoperto da colori sgargianti, splendidi, luminosi. Parecchie opere furono affidata ai Luini: prima Bernardino (alla cui memoria fu intitolata la via adiacente), poi i figli e il nipote. Ci lavorò anche Giuseppe Arcimboldi, si proprio lui, quello noto ai più come "Arcimboldo", autore dei ritratti composti con gli ortaggi.

Il risultato è di una bellezza mozzafiato. Non c'è davvero modo di descriverlo: bisogna entrare e lasciarsi avvolgere dal colore, dalla luce. Spingetevi assolutamente anche sul retro, che era la parte una volta destinata alle monache di clausura. Anche qui troverete affreschi, decorazioni e un notevole organo perfettamente restaurato.

Milano è così: è schiva, tiene quasi nascosti i propri gioielli, che meriterebbero invece fama al pari se non più di altre bellezze italiane e non. Ma tant'è…pazienza. Voi che adesso lo sapete, quando siete in zona dovete assolutamente fare una visita. Oserei dire imperdibile.

 

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Museo Teatrale alla Scala

Scritto il 19 aprile 2018 nella categoria Arte

Siete mai stati al Teatro alla Scala? E al museo adiacente?
Se vi va, fateci un giro.
Ci sono busti, ritratti, spartiti, strumenti musicali, porcellane, tantissimi cimeli.
Si respira aria…anzi si respira arte !
Toscanini, Donizetti, Maria Callas, Puccini, Bellini, Leoncavallo, Verdi, Renata Tebaldi. 
Caruso, Nureyev, Luchino Visconti, Strehler, Eleonora Duse, Liszt.
E poi… è possibile affacciarsi da alcuni  palchi e vedere il teatro, e immaginarsi lì, in mezzo ad un'opera, cogli abiti visti nei dipinti, a ricevere il fragoroso applauso del pubblico a cui fare il doveroso inchino

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Voglio stare spento

Scritto il 15 marzo 2018 nella categoria Altro

Largo delle Culture, Milano, vicino a Via Tortona. Mi appare una collezione di segnali di indicazione in diretta dal passato: i cartelli, ormai demodé, con la punta, la "fiera campionaria", l'atmosfera vintage.
Nostalgia, malinconia, mi crogiolo nei miei sentimenti pensando al passato che non torna. Oggi sono come Vasco, "voglio stare spento".

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Santa Maria delle Grazie

Scritto il 9 marzo 2018 nella categoria viaggi

Questa chiesa si trova quasi in fondo a Corso Magenta. Arrivando dal centro vedrete prima la sua parte posteriore, molto bella. Davanti c'è il sagrato, molto spazioso, proprio dove corso Magenta sembra invece curvarsi e restringersi. Sul sagrato, di acciottolato, le panchine. Non trovate sia bello fermarsi sulle panchine? Fatelo, sempre. E' un attimo di riflessione, un attimo di pausa in questa frenetica vita. Vi farà vedere le cose in un modo un po' più speciale

Sulla sinistra ci sarà la fila per vedere il Cenacolo di Leonardo (io ahimè non l'ho ancora visto), davanti a voi questa chiesa serena, ariosa, alta, luminosa, con una facciata bianca e rossa tipicamente lombarda. Ludovico il Moro la voleva come mausoleo di famiglia, così affido a Donato Bramante il compito di buttar giù la chiesa che qui si stava costruendo e ricominciare da zero. Bramante non la buttò giù del tutto, mentre Ludovico Maria Sforza (detto il Moro) fu deposto e la chiesa rimase così, un po' gotica e un po' rinascimentale. Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata e poi restaurata

Fate come ho fatto io: entrate, percorretela fino in fondo, dalle navata fino alla cupola. Soffermatevi un momento, fate un grande respiro e uscite dalla porticina sulla sinistra: vi tritroverete in un chiostro con porticato, dove potete stare appogiati ad uno dei muretti. Non è magico? Non è un angolo incantato? Milano è anche questo, ragazzi, angoli di cielo nascosti tra le grigie nubi. Qui siamo nel Chiostro delle Rane, voluto dal Bramante, chiamato così per le statue dei simpatici animali che adornano la fontana centrale. Chiudete gli occhi, fate ancora dei respiri profondi. Siete lontano da tutto. Magari piove, magari il cielo è azzurro. Serenità.

E poi si riparte, per continuare a passeggiare a Milano. Per esempio fate poche decine di metri e vi troverete, alla fine di corso Magenta, in piazzale Francesco Baracca. Riprovate vi prego: anche se siete circondati da auto, fermatevi sulle panchine, leggete un libro oppure, se siete innamorati, datevi un bacio.

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Oibaf

Scritto il 19 febbraio 2018 nella categoria Altro

Fabio cammina per la strada sicuro senza pensare a niente ormai guarda la gente con aria indifferente.

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Piazza dei Mercanti

Scritto il 7 febbraio 2018 nella categoria viaggi

Piazza dei Mercanti è un altro di quei luoghi di Milano che ti stupisce.

Siamo in centro che più in centro non si può, siamo in Piazza Duomo. basta prendere via dei Mercanti (ma va?) e girare subito a sinistra. Qui la folla diminuisce, il rumore si attenua. Siamo nella Vecchia Milano. Infatti possiamo vedere il simbolo del biscione (il simbolo meneghino più noto, anche perchè utilizzato da molti marchi milanesi come la Fininvest, l'Alfa Romeo e l'Internazionale FC) e la scrofa lanuta (simbolo celtico e molto meno noto, risalente alla leggenda secondo la quale Milano fu fondata dai galli).


Loggia degli Osii

Vale la pena sedersi 10 minuti sugli scalini che fanno da bordo al pozzo in mezzo alla piazza. Pare che sulla pietra che ne fa da copertura, un tempo facessero sedere, a pantaloni calati, i falliti, mentre il giudice metteva pubblicamente in piazza all'asta i beni. Infatti in questa piazza c'è il Palazzo della Ragione, in cui la magistratura amministrava la giustizia. Difatti la piazza era sempre piena di "azzeccagarbugli". Il palazzo sorge dove una volta era il centro della piazza.

Anticamente questa piazza era anche sede della borsa valori, anzi neanche tanto anticamente, fino a un centinaio di anni fa.

Ripeto, state qui un po', e godetevi quest'aria medievale, di una Milano che non c'è più.

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Sopra al Duomo

Scritto il 27 dicembre 2017 nella categoria viaggi

Siete mai stati sul Duomo di Milano? Ne vale la pena.

Potete prendere la scala oppure l'ascensore, ma tanto ci saranno sempre dei gradini da salire.

Come tutti i posti in alto è un luogo magico. Innanzitutto perchè sei sopra al duomo. in mezzo alle sue guglie, a due passi dalla Madonnina. Non è top?
Poi perchè sei in alto. Da qui si domina la città meneghina e si vede tutto il suo skyline. Da una parte vedi la Torre Velasca, Palazzo Reale, la Piazza. Dall'altra parte la Centrale, il Pirellone, i grattacieli di Porta Nuova (come la Torre Unicredit e il Bosco Verticale) e quelli del Portello. E il Castello Sforzesco sembra così vicino…

E poi le guglie, tante, troppe, ti ci perdi. E le statue. Sei praticamente nel mezzo di un'opera d'arte. Non è meraviglioso? Un'esperienza da fare, ma non di fretta. Rimaneteci un po' sopra al Duomo, ascoltate il silenzio che c'è lassù.

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Luini

Scritto il 18 novembre 2017 nella categoria Altro

Chi non è mai stato da Luini alzi la mano.

Dice il sito che la signora Giuseppina Luini si trasferì a Milano dalla Puglia nel 1949 e rileva un forno in via Santa Radegonda.
E’ a due passi (anzi un passo) da Piazza Duomo, quindi lasciate stare Spizzico, Mc Donald’s e quelle robe lì e fatevi un panzerotto.

I primi tempi la signora faceva pane per alberghi e ristoranti, ma ben presto le specialità della sua terra furono molto apprezzate dai passanti, in special modo, appunto, il panzerotto.
Era molto in linea con lo stile di vita milanese, un fast food ante litteram: prendevi il tuo panzerotto e lo mangiavi mentre tornavi al lavoro o mentre ti dirigevi verso chissà quale importantissima occupazione. Ben presto si decise di lasciar perdere il pane e produrre solo panzerotti.

Il bello di questo posto è che è unico. Esiste solo lì. Non è una catena. E’ speciale. E’ come Annabella a Pavia (che però tra un po’ si sposterà dalla mitica sede in Piazza della Vittoria). Beh…Luini è solo in Santa Radegonda.
Non aspettatevi meraviglie, è un buco, ha un’insegna ormai demodè, ma è sempre imballato di gente, anche se la coda si smaltisce davvero in fretta. Per i golosi c’è anche il panzerotto dolce.

E adesso che siete riuscito ad acchiapparne uno? Vi do un consiglione: quando uscite, andate in direzione opposta al Duomo, fate veramente pochi passi e vi troverete quasi come per magia in Piazza San Fedele: un angolo di (relativa) quiete a uno sputo da Piazza Duomo. Se le panchine sono occupate sedetevi vicino alla statua di Alessandro Manzoni (che in questa piazza morì, addirittura, o meglio inciampò, cadde e riportò un trauma che lo portò a morte alcuni mesi più tardi)

Un giorno vidi passare in questa piazza nientepopodimeno che IL CAPITANO Saverio Zanetti, solo che non feci in tempo neanche a scattare una foto perchè…avevo in mano un panzerotto di Luini !

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Il Duomo di Milano

Scritto il 26 ottobre 2017 nella categoria Altro

Il duomo: quante volte ci siamo passati davanti? E’ indubbiamente il centro di Milano.

Una volta era il capolinea di tutte le linee di tram. Da fuori è meraviglioso. Avete mai fatto un giro competo, tutto intorno, osservandone bene tutti i lati? Avete provato a contare tutte le statue, statuette e statuine? E tutte le guglie?

La cattedrale si chiama "Santa Maria Nascente", è scritto davanti, e anche bello grande, ma quanti lo hanno mai notato?
E ci pensate anche a quanto marmo è servito per costruire quest’opera? Non avevano camion, tir o treni, ma solo corsi d’acqua (i Navigli). E niente gru.

Per rispondere alla domanda sulle statue: sono oltre 3000, e se l’esterno è così favoloso, l’interno (più snobbato) non è da meno. Ha una capienza di 40000 mila persone. Si avete letto bene, non quattromila, bensì quarantamila. Come mezzomeazza.
52 enormi colonne sostengono la volta e 39 sono i finestroni decorati.
Ok, la Sagrada Familia è magica e fantascientifica, ma il Dom l’è ‘l Dom.
In ogni caso è inutile ch’io stia qui a spiegarvi i mille particolari, li trovate in qualunque guida.

Il bello è, per una volta, passare davanti senza gaurdarlo di sfuggita, ma ammirandolo bene. Ti senti davvero piccolo davanti alla maestosità di quest’opera. 

Chissà se è stato edificato per il senso del bello, per cercare di guadagnarsi la benevolenza del Signore in questa o nell’altra vita, o veramente in onore alla magnificenza del Signore. Probabilmente per tutte queste tre cose insieme.

Non dimenticatevi però di fare un paio di cose.
La prima: non avete voglia di andare fino in cima al duomo ad osservare la Madonnina? Oppure ritenete che anche lì sarà troppo lontana? Allora recatevi in fondo al Duomo: c’è una copia identica, identicissima a quella lassù in alto. Vi sembra di averla già vista? Ma certo, è quella che era all’Expo.
La seconda: scendete nell’area archeologica. Eh già, perchè in piazza Duomo, prima del Duomo, c’era altro. Le chiese di Santa Tecla, col battistero di San Giovanni alle Fonti, e Santa Maria Maggiore, col battistero di Santo Stefano alle Fonti (qui Sant’Ambrogio battezzo Sant’Agostino). Una scaletta vi porterà sottoterra ad osservarne i resti.

 

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Museo del 900

Scritto il 17 ottobre 2017 nella categoria Altro

Siete mai stati al Museo del 900 a Milano? No? Caspita, fateci un giro.

Per prima cosa è comodissimo, è in piazza Duomo. Infatti è nel Palazzo dell’Arengario, proprio a fianco a Palazzo Reale.

Poi il costo del biglietto, ridicolo: cinque euro!

Poi se non volete spendere neanche questi vi dico solo che c’è un’opera che potete ammirare aggggratis, e non una robetta da niente, ma nientepopodimeno che: Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo!
E’ davvero grande, come ci si potrebbe aspettare. Un quadrone, un quadrissimo.

Poi entri e ti trovi a tu per tu con Picasso, Matisse, Modigliani, Kandisnkij, Mondrian ! Insomma capisci subito il livello del museo.

Prosegui e… Boccioni! Io per esempio sono stato rapito da "Quelli che restano" (1911), ma soprattutto… "Forme uniche della continuità nello spazio". Ne avevo già vista una (ce ne sono una mezza dozzina in giro per il mondo) alla Tate Modern a London, ma stavolta ragazzi… che emozione. Non lo so, forse lo stato d’animo, forse perché ero praticamente solo nella stanza, ma il fatto di trovarmela lì… mi sono quasi commosso. Era lì, era lei ! Tant’è che quando è apparsa una custode e mi ha visto un po’ straniato le ho chiesto ingenuamente: "ma è vera?" e lei mi ha risposto anche un po’ seccata "ma certo", come se si trattasse di una crosta qualunque, di una cosa di cui non stupirsi affatto. Infatti le ho detto che ne avevo giù vista una "sorella" e lei non sapeva neanche della sua esistenza. Io mi chiedo: ma perché la crisi del mondo del lavoro mi porta a fare da custode in un museo una che non conosce neanche le opere esposte? Va beh.

E poi Giacomo Balla, Sironi, Carrà. Sapete perchè Raffella Carrà si chiama così? Perchè il suo cognome vero (Pelloni) fu ritenuto poco adatto, le ci voleva un nome d’arte e le fu consigliato di abbinare al nome di un grande artista,Raffaello Sanzio, il cognome di un altro artista, Carlo Carrà.

E ancora Morandi (no, non Gianni) e… caspita, De Chirico! Quanto costerà un De Chirico? Lo voglio sopra al divano! Mi sa che costi troppo… Qui esposto c’è "Il figliol prodigo". De Chirico è chiaramente un genio.

Vorrei una casa con così tante pareti da contenerli tutti. 

C’è anche Piero Manzoni: la "Linea", la "Merda", l’impronta sull’uovo sodo. In una zona ci sono dei percorsi tutti un po’ allucinogeni, sembra di essere nel film "Tron".
Ehi ! C’è anche un Mimmo Rotella!

Insomma, siete ancora qui? Correte subito al Museo del ‘900!

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