Articoli con tag ‘tasse’

Iniquità della patrimoniale

Scritto il 15 gennaio 2015 nella categoria Politica,Riflessioni

Dunque, parliamo di tasse (balzelli, diritti, gabelle, imposte, canoni, tariffe, gravami, tributi, pedaggi, contributi, imposizioni, dazi, trattenute, o come le volete chiamare).

Ci sono quelle da pagare per l’utilizzo di un bene o servizio, come il canone Rai, il pedaggio delle autostrade, il ticket sanitario, l’iscrizione a scuola, ecc.

Poi ci sono quelle sul reddito: tu guadagno un tot e su quel tot una percentuale va a finire nelle casse pubbliche.  Su quanto sia o meno la giusta percentuale possiamo stare qui a discuterne, ma non è l’argomento di questo articolo

L’argomento è: le tasse sul patrimonio. Funziona così: tu hai un qualcosa e solo per il fatto di possedere questo qualcosa devi pagare, anche in questo caso una percentuale. Questo crea delle difficoltà. Se nel caso delle tasse sul reddito tu disponi di liquidità (a meno che il tuo reddito non sia costituito da prodotti agricoli, ma solitamente si tratta di una cosa sola: soldi) e puoi quindi accantonarne una parte per poi devolverla all’erario, nel caso di un patrimonio potresti non averne.

A me piace parlare per esempi, quindi eccone un paio: sei un dipendente, hai il tuo bel stipendio su cui vengono trattenute le opportune gabelle. A fine anno avrai quindi contribuito alle spese dello stato (cioè di tutti, in teoria) con una parte del tuo reddito (che invece di esserti stato versato è stato versato direttamente allo stato). Oppure sei un lavoratore autonomo: incassi 70 mila euro, hai 40 mila euro di spese, quindi guadagni 30 mila euro, su cui pagherai un po’ più della metà, ma per semplificare facciamo che ti rimangono 15 mila euro. Hai versato una parte dei tuoi guadagni allo stato. Fine. Semplice.

E invece no. Ci sono le famose tasse "patrimoniali", prima tra tutte la celeberrima IMU o ICI o COMECAVOLOSICHIAMA. Tu hai una casa, magari perché con tanti sacrifici l’hai comprata, o perché l’hai ereditata, o magari te l’hanno regalata o comprata a tua insaputa come Scajola. Fatto sta che ce l’hai lì, non ne stai ricavando reddito (o magari si, ma nota bene che su quel reddito ci stai già pagando le tasse). Però lo stato ti impone di pagare un piccola percentuale sottoforma di tassa.

Non lo trovo giusto. Se io ho una casa che vale 100 e la tassa patrimoniale fosse del 1%, io ogni anno devo pagare 1. Dove li prendo? Vendo 1/100 di casa. Dopo 10 anni avrei un "pezzo" di casa che vale 90. Perché 10 li ho dati allo stato. E’ giusto? A me sembra di no. Qualcuno può dire: e va beh affittala a qualcuno e paga l’IMU. Si, io posso anche affittarla, ma come detto su quell’affitto ci pago già le tasse. Perchè devo pagarle ANCHE sul valore della casa? E poi diciamocelo: magari non riesco ad affittarla, magari non mi pagano l’affitto, ecc. E oltre alla beffa dei dover (per legge!) pagare le tasse anche sugli affitti non realmente percepiti (che è già un’anomalia), il danno di dover pagare anche l’IMU su una casa di cui non dispongo.

Forse ho capito: lo stato ladro, per mantenere la suo voracità, come fosse il Nulla che si pappa il Regno di Fantàsia, ha bisogno sempre di nutrimento. E nella realtà non si mangia la fantasia dei bimbi, ma il grano degli adulti. E quindi prima per 50 anni ha convinto gli italiani a risparmiare, a mettere i soldi nel mattone, e adesso dice: "Ti ho fottuto! Adesso te li piglio tutti a poco a poco (ma neanche così poco), tanto so dove prenderli, nelle case, ti ho convinto io!"

Bella roba. Ma almeno vedessimo i risultati, e invece vediamo sempre quei fanfaroni scaldasedie che pensano solo ed esclusivamente ai cazzi propri, mangiando e bevendo alla facciazza nostra.

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La lana e la pecora

Scritto il 27 dicembre 2013 nella categoria Altro

Caro Stato (Governo / Fisco / Agenzia Entrate / Equitalia / IRPEF o come vuoi essere chiamato)

Ricorda: se tosi la pecora otterrai sempre la lana.

Ma se sei ingordo e vuoi mangiare anche la carne di pecora e la uccidi, nei prossimi anni non avrai neanche più la lana.

Buone feste!

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Oggi ce l’ho con… Equitalia

Scritto il 6 novembre 2012 nella categoria Altro

Mi arriva una bella letterina, da parte di una donna. Ma non è la mia fidanzata, è la signorina Equitalia. La tipa in questione vuole dei soldi: che donna di malaffare!

Sostiene di non aver ricevuto un pagamento di 2978 euro nel 2008 e quindi adesso ne vuole….7831! Eh si, sai com’è: ci sono le sanzioni pecuniarie per il ritardato pagamento, gli interessi, altri interessi, altre sanzioni, altri interessi, l’IVA, l’IVA sulla prima sanzione, l’IVA sugli interessi, l’IVA sugli altri interessi, l’IVA sulla seconda sanzione, l’IVA sugli altri interessi, l’IVA sulla terza sanzione, l’IVA sugli ulteriori interessi, i contributi IVS (non so cosa siano), i contributi INPS e altri contributi INPS.

E non dimentichiamoci, oltre a quello dovuto, altri interessi e i "compensi" (che non so cosa siano, ma secondo me sono le cifre che si intasca Equitalia). Per un totale di settemila-ottocento-trentun-euro e quarantdue centesimi. Da tremila a quasi ottomila!!!!! Ma vi rendete conto?

Non capisco perchè si chiami "Equitalia" visto che di equo non ha nulla, potevano chiamarla "Strozzinalia".

Per fortuna da un rapido controllo, con  la collaborazione dello studio del commercialista, verifico che è tutto a posto, ma che spavento!

Loro ci provano, sparano nel mucchio, magari qualcuno ha buttato le ricevute e quindi è costretto a ripagare, anzi a pagare questi interessi da strozzini. Ma perchè lo stato ci tratta sempre da sudditi e mai da cittadini?

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Oggi ce l’ho con… ICA

Scritto il 23 ottobre 2012 nella categoria Altro,voghera

Quando prendi una multa pensi sempre di aver subìto un torto, è normale. Pensi sempre di essere dalla parte della ragione, che la macchina l’avevi lasciata lì solo "per un minutino", ecc. Io ho preso una multa e anch’io quindi penso di essere della parte della ragione, ma non del tutto.

La multa in questione non l’ho presa dai vigili, ma è relativa a due manifesti che avevo sulla vetrina del negozio. Quando mi è arrivata a casa, tempo fa, da parte dell’I.C.A. (Imposte Comunali e Affini – società che si occupa di incassare i balzelli su affissioni e pubblicità) sono caduto dal pero: non ho nessun manifesto in negozio. Vado a chiedere spiegazioni e mi viene mostrata la foto, scattata ai primi di giugno. Certo che hanno tempi di incubazione lunghi per spedire le multe: più di 4 mesi! Io dico che in quel periodo avevo fatto regolarmente affiggere quei manifesti in giro per Voghera, e che me ne avevano timbrati un paio da mettere in vetrina. La signora cerca, ma non trova la fattura. Cerca ancora, e non la trova. Allora le dico di attendere, che gliel’avrei portata io, visto che ovviamente avevo la copia. A quel punto cerca meglio e la trova: disdetta, avevo pagato fino a fine maggio! Quindi la multa è formalmente corretta, lecita, indiscutibile: c’è da pagare e non si scappa, avevo lasciato i manifesti esposti per qualche giorno di troppo!

Però, siccome a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina, è strano che mi abbiano fatto un controllo proprio proprio proprio nei giorni successivi al termine del pagamento. Suvvia: ho tolto i cartelli con qualche giorno di ritardo, quando abbiano rifatto le vetrine. Onestamente non mi sembra un peccato così grave, visto che sono cliente dell’ICA e in magazzino ho ancora circa 300 manifesti da affiggere. Manifesti che per ora non farò esporre, visto che i soldi che avrei dovuto spendere li uso per la multa. Quello che voglio dire è che non trovo giusto accanirsi con quelli che già pagano, spiandoli per vedere se sgarrano. Altrimenti ti vieni da pensare all’italiana: "non pago più, poi se mi beccano pago la multa, oppure la faccio franca". Altrimenti si finisce, come nel mio caso, a pagare l’affissione E ANCHE la multa. Eh no signori, lo so che gli enti pubblici e presunti tali hanno bisogno di soldi, ma perchè bisogna sempre far cornuta e mazziata la gente? Va beh, dopo aver parlato con qualche collega mi sono sentito quasi fortunato, a loro sono capitate cose più assurde. Chi ha preso la multa perchè ha cambiato insegna al negozio (che è ESENTE per legge) perchè è stata considerata pubblicità, oppure multa per una locandina regolamente timbrata e pagata, ma esposta in una vetrinetta luminosa!! Io non dico che non ci debbano essere regole, ma a volte sono interpretabili troppo fiscalmente, oppure arbitrariamente, e questo non va bene, perchè non è più lotta ai "furbi" ma solo vessazione dei contribuenti.


Mimmo Rotella – "La preda bionda" – 2002

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Aggio o signoraggio

Scritto il 6 giugno 2012 nella categoria Riflessioni

Conoscete il significato del termine "aggio" ? Dice il dizionario Treccani:
In finanza, la percentuale sulle somme riscosse per conto dello stato, dei comuni e delle province, che gli esattori comunali e i ricevitori provinciali delle imposte sono autorizzati a trattenere a compenso del loro servizio.

Lo sapete che Equitalia ha l’aggio del 9% ?
(fonte: sito di Equitalia http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/faq/index.html)
Adesso capite perché non gliene frega niente di cartelle pazze, ricorsi, proteste, e cose simili? L’unica cosa interessante è incassare. E percepire l’aggio.

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Altra riflessione: parliamo della compensazione dei crediti. Cerco di spiegare. Una ditta può avere dei crediti nei confronti dello stato (nelle sue svariate forme): rimborsi da ricevere, sovvenzioni, oppure semplicemente crediti dovute a fatture emesse verso un ente pubblico. Contemporaneamente hai dei debiti: tasse da pagare, multe, contributi, ecc. E allora non sarebbe giusto fare in modo che queste cose si compensino? E invece (quasi sempre) no: il suddito contribuente deve pagare, POI, DOPO, FORSE, MAGARI, viene pagato dallo stato padre, padrone e signore. Mah…

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Esproprio proletario

Scritto il 10 settembre 2011 nella categoria Politica

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha annunciato la lotta ai "portoghesi" che prendono i mezzi di trasporto senza biglietto. Secondo le stime si perdono circa 40 milioni all’anno.

Io non vorrei fare i soliti discorsi… ma devo farli! Se io saltassi i tornelli come minimo mi arresterebbero per poi buttare via la chiave. Lo fanno i soliti noti e… va beh pazienza, che ci vuoi fare. Anche se gli si facessero multe, non le pagherebbero, in quanto piccoli criminali abituali e/o nullatenenti. Eh poi sento quelli che li difendono: "eh, sai, tutto aumenta….fanno bene". Ma che discorso è? Perchè per me che lo pago il biglietto, non è forse aumentato? Eh si, mi sembra di sentire i vecchi discorsi degli espropri proletari: non possiamo permetterci una cosa e allora ce la prendiamo. E bravi, e allora quelli che si sono fatti un culo così per potersela permettere cosa dovrebbero dire? Quelli che usano i mezzi per andare al lavoro, magari pagato poco o pochissimo, che sono onesti e pagano il biglietto, cosa dovrebbero dire invece di questi signori? Che discorsi del cavolo. Solita storia: se il vecchietto non timbra il biglietto del treno scatta la multa, se lo fa uno di questi personaggi il controllore sta zitto. Qui mi sembra che c’è gente che ha imparato ad essere molto furba, tanto sa benissimo che qui vige la legge dell’impunibilità. Prosit.

 

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sono le ventuno e zero cinque

Scritto il 26 marzo 2011 nella categoria Riflessioni

PETROLIO
Il neo ministro dei beni culturali, il Doge Giancarlo Galan, ha subito annunciato un aumento delle tasse sulla benza per destinare fondi alla cultura. Bene, sono contento. Avete letto il mio post di qualche giorno fa? Dicevo che le tasse aumentano, i tagli aumentano.. e tutti ‘sti soldi dove sono? Mah…

FORCAIOLI
Si sentono accuse di forcaiolismo se si difende quaslche malcapitato che si è fatto giustizia da sè. Questo è dovuto principalmente al fatto che in Italia c’è l’assoluta incertezza della pena. Se ammazzi un tabaccaio magari non ti mettono neanche in galera, se non paghi il bollo della macchina invece ti portano via anche il letto. Pertanto, di fronte a palesi, continue manifeste ingiustizie non c’è da meravigliarsi se poi la gente è esasperata. Se un padre, un fratello, una madre, un figlio, cercano di riempire di mazzate qualcuno che ha colpito un proprio familiare (uno scippo, uno stupro, una rapina, un’aggressione), è sicuramente da condannare, ma occorre capire il perchè. Perchè? Perchè evidentemente il cittadino italiano non si sente tutelato adeguatamente. E non ditemi che è colpa sua.

LAMPEDUSA
Avete visto in che condizioni è Lampedusa? Ci credo che alle elezioni aveva vinto la Lega. Oggi (l’altroieri per chi legge ndFabio) sul Corriere c’erano degli immigrati che si lamentavano del fatto che in Italia li avevano fatti dormire assieme ai clochard e di casa&lavoro neanche a parlarne. Ha pienamente ragione, dovremmo dare un lavoro per legge a tutti, come diceva Keynes. Poi però bisognerebbe spiegare come mai ai cassaintegrati che lavorano (in Italia) da più di vent’anni. Uè ragazzi, sveglia: qui non è il Paese di Bengodi !! E poi mi spiegate perchè se non accogliamo gli immigrati l’Unione Europea ci bolla come razzisti e se invece li accogliamo sono cazzi nostri se ne frega altamente??

SIKH
In questi giorni c’è stato uno spiacevole epidosio: a Malpensa alcuni addetti alla sicurezza hanno costretto un signore Indiano, di religione Sikh, a togliersi il turbante. Per i sikh è una situazione umiliante, come spogliarsi in pubblico. Solo che c’è in ballo la sicurezza degli aeroporti. Se vai negli Stati Uniti ancora un po’ ti frugano anche nelle mutande, e hanno perfettamente ragione, a mio parere. Se vuoi è così, altrimenti attaccati al tram. Se una suora cattolica andasse in un paese dove le fanno togliere il velo per motivi di sicureza non avrei niente da eccepire, anzi, sarei lieto dell’attenzione prestata!!! Ma perchè le leggi bisogna sempre farle per "gli altri" ? Non possiamo fare come fanno tutti, e cioè ognuno ha le sue leggi e vanno rispettate? Se io vado in India magari mi dà noia trovarmi una mucca in mezzo alla stada, ma di certo non mi lamento, no??? Altrimenti me ne resto in Italia…Quindi il signore indiano dovrebbe perlomeno aspettarsi che nei paesi occidentali qualcuno potrebbe avere da eccepire al suo turbante. La libertà di ognuno finisce dove comincia quella degli altri, mi pare.

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