(raccolta molto sparsa di pensieri)

fabiotordi

Analfabetismo di ritorno

Dopo il post sul modo di scrivere SMS, ho letto da qualche parti la tesi che potrebbe scomparire l’uso del corsivo a causa dell’uso smodato di SMS. Secondo me è una cazzata. Io, per esempio, li scrivo in corsivo e, se posso, uso le maiuscole e le minuscole.

Altri sostengono che, a causa di questo nuovo modo di scrivere, cioè l’utilizzo di SMS e di email, porti ad una scrittura molto meno formale e molto più simile alla lingua parlata, da cui mutua la scorrettezza grammaticale dovuta all’approssimazione e al poco peso che si dà alla forma. Questo impoverimento della lingua utilizzata è definito analfabetismo di ritorno. Perché "di ritorno"? Perché ormai tutti siamo alfabetizzati, le scuole dell’obbligo ci hanno insegnato a leggere e scrivere. Il problema sta nella perdita graduale di queste capacità dovuta alla pressoché nulla passione per la lettura che hanno gli italiani (si, ok, sto generalizzando, non è proprio così… ma quasi) che disdegnano i quotidiani, leggono solo periodici di massa e aborrono i libri. e soprattutto a queste comunicazioni scritte che non hanno i crismi formali e quindi permettono licenze nell’utilizzo della lingua. Volete un esempio? Io stesso scrivo questi post quasi "di getto", faccio largo uso di segni inusuali come le virgolette, i puntini di sospensione, i punti esclamativi, ecc. Rileggo poco e senza dubbio incappo in ripetizioni, cambio dei tempi dei verbi, scorrettezze lessicali e grammaticali. Ma tant’è: nessuno mi deve dare il voto, è come se scrivessi il mio diario e quindi non mi va di fare il puritano linguistico.

Ma, in realtà, non era di questo che vi volevo parlare oggi.

Volevo estendere il discorso ad un altro aspetto che ormai permea la nostra vita quotidiana: le nuove tecnologie. A mio parere, così come se una volta erano sufficienti le scuole elementari per ritenersi sufficientemente istruito e ora quasi tutti portano a termine gli studi superiori, una volta era sufficiente saper scrivere e far un po’ di conto per ritenersi alfabetizzati, ora è necessario saper fare uso delle tecnologie. Mi spiego in modo chiaro: 70 anni fa se non sapevi scrivere o leggere incontravi parecchi problemi, non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella vita quotidiana. Oggi se non sai spedire o ricevere un’email, se non sai cercare un’informazione con Google, non sai spedire un sms, non sai cosa sia YouTube e cose simili… incontri oggettivamente dei problemi, sul lavoro e anche nella vita privata. Se non hai dimestichezza con le tecnologie sei un po’ tagliato fuori. Quanto questo aspetta incida nella nostra vita dipende dal nostro lavoro, dalle nostre abitudini e dalle nostre frequentazioni. Fatto sta che sempre più dovremo nostro malgrado abituarci a queste novità (novità per chi ha più di 20 anni, gli altri ci sono nati in mezzo) (e soprattutto parlo per VOI: io sono abituatissimi, anzi non vedo l’ora che esca una cazzata nuova per adoperarla subito.)

Commenti

comments

Previous

Le politiche di prezzo

Next

Parco Palustre di Lungavilla

5 Comments

  1. Posso dare il mio contributo….un po’ si scrive con l’apostrofo.
    :-)

  2. maledetto ilmarti, hai corretto il tuo post, sei peggio del Grande Fratello di Orwell, l’hai letto? quello che correggeva i libri e i giornali…

  3. Non l’ho letto, lo leggero’….
    (Non mi correggere la o’, ho la tastiera americana e faccio quel che posso) :-)

  4. pino

    Innanzi tutto complimenti! Non sono appassionato di blog, ma questo mi ha colpito por la freschezza, l’originalità e la pacatezza nei giudizi critici.

    Sul post corrente: quando parli dei vent’enni che sono nati in mezzo alle tecnologie. Non tutti, purtroppo. Purtroppo almeno quando questo non è una scelta, ma è dettato da sfavorevoli condizioni economiche o culturali.
    Assisto a volte con una angoscia impotente al disagio di ragazzini esclusi dalle nuove community e dai discorsi dei loro coetanei. Credo che questo sia un argomento sul quale impegnarsi con forza, proprio per i motivi che hai ben descritto.

  5. Hai ragione Pino, anche io li sento questi discorsi di disagio, dato dal fatto di sentirsi esclusi da queste nuove tenologie.
    Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere. Io ho aperto questo blog per scrivere ciò che penso, su qualsiasi argomento, senza pretesa alcuna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén