{"id":1053,"date":"2010-12-23T08:12:17","date_gmt":"2010-12-23T07:12:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1053"},"modified":"2010-12-23T08:12:17","modified_gmt":"2010-12-23T07:12:17","slug":"don-mario-grandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1053","title":{"rendered":"Don Mario Grandi"},"content":{"rendered":"<p>Ospito sul mio blog un articolo dedicato all&#8217;indimenticato don Mario Grandi scritto da Maria Teresa Rebolini, detta Rita, mia mamma.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><em>Nell&rsquo;aria c&rsquo;&egrave; odor di Natale: noi di una certa et&agrave; ce lo raffiguriamo ancora col presepio, la tavola imbandita e un pensiero per quel piccolo Ges&ugrave;, cos&igrave; povero, cos&igrave; sconosciuto, da far tenerezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Al Brallo c&rsquo;&egrave; la chiesa nuova con vetrate e spazio per accogliere tante persone. Purtroppo, mancanza&nbsp; di vocazioni, quest&rsquo;anno la chiesa resta fredda, inerte, chiusa con sommo dispiacere di quelle donnette che per il Natale si inerpicavano sui pendii scoscesi e volti a mezzogiorno, per poter reperire il muschio e preparare un bel presepio in chiesa, orgoglio del paese.<\/em><\/p>\n<p><em><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20101223-donmario.jpg\" class=\"imgdx\" alt=\"\" \/>Noi, gente di una certa et&agrave;, andiamo volentieri a rivederci il passato: ai tempi del nostro compianto Don Mario. Lo incontravi a Pregola sulla via che porta al cimitero con breviario e il fido cagnolino. Si fermava volentieri a parlare con chi incontrava, aveva una parola buona per tutti e risolveva ogni problema dei suoi parrocchiani con l&rsquo;aiuto che invocava da Dio. La sua fede traspirava da ogni suo gesto. A me che avevo espresso la mia preoccupazione ed anche un po&rsquo; di malumore per una faccenda di esproprio, disse: &ldquo;Non disperi signora, le cose non vanno mai come vogliono gli uomini, bens&igrave; come vuole Dio&rdquo;. Ve lo voglio proprio dire, ho constatato (dopo) che quella frase si era avverata.<\/em><\/p>\n<p><em>La forza di Don Mario &egrave; stata la sua umilt&agrave; e la sua obbedienza ai superiori. Pi&ugrave; volte fu chiamato a prestare la sua opera altrove, ma poi lui tornava ancora a Pregola e si presentava ai parrocchiani, quasi volesse scusarsi, loro che invece dimostravano il proprio entusiasmo per il suo ritorno.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed &egrave; tornato anche per l&rsquo;ultima dimora, si &egrave; unito ai suoi cari genitori ed &egrave; li ancora una volta a disposizione di chi ha bisogno il suo aiuto.<br \/>\nCome dal bozzolo esce una bellissima farfalla e vola via, cos&igrave; l&rsquo;anima di don Mario &egrave; volata in alto, tanto in alto per poter, ancora oggi, proteggere la sua gente. Si chiamava Grandi di cognome ed &egrave; stato grande di animo, di fede, di comprensione, di carit&agrave;. Ancora oggi, noi di una certa et&agrave;, gli vogliamo bene.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Rita<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospito sul mio blog un articolo dedicato all&#8217;indimenticato don Mario Grandi scritto da Maria Teresa Rebolini, detta Rita, mia mamma. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211; Nell&rsquo;aria c&rsquo;&egrave; odor di Natale: noi di una certa et&agrave; ce lo raffiguriamo ancora col presepio, la tavola imbandita e un pensiero per quel piccolo Ges&ugrave;, cos&igrave; povero, cos&igrave; sconosciuto, da far tenerezza. 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