{"id":1067,"date":"2011-01-14T08:16:02","date_gmt":"2011-01-14T07:16:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1067"},"modified":"2011-01-14T08:16:02","modified_gmt":"2011-01-14T07:16:02","slug":"ramo-dei-marchesi-malaspina-di-pregola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1067","title":{"rendered":"Ramo dei marchesi Malaspina di Pregola"},"content":{"rendered":"<p>Tratto (a volte <strong>liberamente tratto<\/strong>) da &ldquo;<strong>I Malaspina di Val Staffora<\/strong>&rdquo;, di <strong>Guido Guagnini<\/strong>, 1967<\/p>\n<p>(seconda parte)<\/p>\n<p>Esistono <strong>due rami<\/strong>. Un primo ramo va fatto risalire a <strong>Carlo Malaspina<\/strong> che spos&ograve; nel 1697 <strong>Lucrezia<\/strong>, figlia del marchese <strong>Giuseppe Malaspina di Godiasco<\/strong>, dal quale eredit&ograve; alcune porzioni feudali nonch&eacute; l&rsquo;elegante, antico <strong>palazzo Malaspina<\/strong> di Godiasco, il cui portale reca scolpite in arenaria <strong>la leggenda delle origine<\/strong> malaspiniane. Dall&rsquo;epoca del matrimonio abit&ograve; sempre in Godiasco, ove pure <strong>dimorarono i suoi discendenti<\/strong>. Carlo ebbe <strong>un solo figlio<\/strong>, in seconde nozze, <strong>Corrado<\/strong>. Questi mor&igrave; in giovane et&agrave; ed ebbe vari figli: <strong>Guglielmo<\/strong>, che trov&ograve; morte tragica perendo <strong>annegato nello Staffora<\/strong> in piena, <strong>Giovanni<\/strong> e <strong>Riccardo<\/strong>. Quest&rsquo;ultimo ebbe come figli <strong>Giovan Maria<\/strong> e <strong>Guglielmo<\/strong>, celibi, e <strong>Vittorio<\/strong> che a sua volta ebbe un solo figlio, <strong>Corrado<\/strong>. Come vedete ci sono <strong>nomi ricorrenti<\/strong> nella genealogia dei Malaspina. I figli di Corrado morirono in giovanissima et&agrave; ad eccezione della quartogenita, <strong>Maria Teresa<\/strong>, nata nel 1891, che si fece suora ed <strong>&egrave; tuttora vivent<\/strong>e <em>(in realt&agrave;, in base alle mie fonti, &egrave; morta negli anni &rsquo;80 del secolo da poco terminato. Il libro del Guagnini &egrave; del 1967).<\/em><\/p>\n<p>L&rsquo;<strong>altro ramo<\/strong> della famiglia fu originato dal marchese <strong>Giuseppe<\/strong> nel XVII secolo. Giuseppe fu padre di <strong>Baldassarre<\/strong> che ebbe a sua volta un figlio, <strong>Antonio<\/strong>, che abitava in <strong>Pregola<\/strong> nel signorile <strong>palazzo<\/strong> della sua famiglia e che era in ottime condizioni finanziarie e che, anche dopo la soppressione dei feudi, aveva conservato <strong>ampi possessi fondiari<\/strong> in valle Staffora e in valle Trebbia; possedeva inoltre il bel <strong>palazzo di Varzi<\/strong>, ora sede del <strong>Municipio<\/strong>.<br \/>\nIl marchese Antonio ebbe due figli: <strong>Teresa<\/strong> e <strong>Baldassarre<\/strong>, nato nel 1826, che spos&ograve; <strong>Teresa Muzio<\/strong> di Varzi e che fu padre di <strong>Antonio<\/strong> e <strong>Rodolfo<\/strong>. Antonio, celibe, <strong>mor&igrave; in Varzi nel 1923.<\/strong> Rodolfo, avvocato, aveva sposato la sua <strong>servente ed amante <\/strong>perch&eacute; fu minacciato dai parenti di lei non volendo regolarizzare la sua posizione, ma non ebbe figli e mor&igrave; l&rsquo;anno dopo <strong>improvvisamente<\/strong>. Fu l&rsquo;<strong>ultimo maschio dei marchesi Malaspina di Pregola<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20110113-malaspina.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Il castello antico di Pregola <strong>sorgeva sulla rupe <\/strong>posta all&rsquo;ingresso del paese e <strong>fu distrutto nel 1571<\/strong>. Con in materiali ricavati si costru&igrave; l&rsquo;<strong>attuale palazzotto<\/strong>, impropriamente detto castello. Nella sala principale del palazzo cinquecentesco vi &egrave; <strong>un bel camino <\/strong>scolpito e sopra di esso si vede <strong>il grande stemma dei marchesi Malaspina di Pregola<\/strong>  che risulta cos&igrave; inquartato: nel I e nel IV di rosso, alla aquila  bicipite coronata d&rsquo;oro sulle due teste; nel II e nel III d&rsquo;azzurro,  allo spino secco, sorgente da una montagna di nero, afferrato da destra  dal Leone Bianco rampante in posizione eretta e coronato d&rsquo;argento. <em>(Purtroppo &egrave; andato distrutto)<\/em><\/p>\n<p>Pregola assume per lo storico un&#8217;<strong>importanza eccezionale<\/strong> perch&eacute; pu&ograve; essere presa come <strong>archetipo <\/strong>del costituirsi del <strong>paese signorile della valle Staffora<\/strong>.  Anticamente il feudo si estendeva molto verso mezzogiorno e comprendeva  torri e castelli che le numerose divisioni fra i membri della famiglia <strong>ridussero sempre pi&ugrave;<\/strong>, finch&egrave; cessato di essere marchesato autonomo, <strong>nel 1879 fu aggregato di fatto al marchesato di Santa Margherita<\/strong>.<\/p>\n<p>Pregola fu senza dubbio la tappa del primo affacciarsi dei Malaspina sulla valle Staffora, considerata come il solo <strong>itinerario rapido per raggiungere le fertili pianure del Po<\/strong>. Pregola fu scelta come sede propizia a guardia del valico, con funzioni di controllo e con <strong>diritto di pedaggio<\/strong>, <strong>fonte prima della ricchezza del signore<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto (a volte liberamente tratto) da &ldquo;I Malaspina di Val Staffora&rdquo;, di Guido Guagnini, 1967 (seconda parte) Esistono due rami. 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