{"id":1070,"date":"2011-01-18T08:01:23","date_gmt":"2011-01-18T07:01:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1070"},"modified":"2011-01-18T08:01:23","modified_gmt":"2011-01-18T07:01:23","slug":"il-paese-che-non-cera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1070","title":{"rendered":"Il paese che non c&#039;era"},"content":{"rendered":"<p>Ormai non la fermo pi&ugrave;: mia mamma &egrave; diventata una blogger! Ecco il suo nuovo articolo:<\/p>\n<p>A nord inizia la <strong>Valle Staffora<\/strong> (col suo bacino delle acque) che scende con <strong>pendii rocciosi<\/strong> e scoscesi verso <strong>Varzi<\/strong>. A sud la vallata del torrente <strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Avagnone\">Avagnone<\/a>,<\/strong> aperta e meno ripida, porta le sue acque nel <strong>Trebbia<\/strong>. Divide le due valli il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Passo_del_Brallo\"><strong>Passo del Brallo<\/strong><\/a>. Forse il nome starebbe a significare il <strong>vento pungente<\/strong> che sempre spira da una vallata all&rsquo;altra e che ad ogni passante farebbe pronunciare: &ldquo;<strong>Brrr Brrr<\/strong>&rdquo;.<\/p>\n<p>Si narra che vi sia passato anche <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Annibale\"><strong>Annibale<\/strong><\/a> quando trasfer&igrave; l&rsquo;esercito da <strong>Cima Colletta<\/strong> al <strong>Monte Penice<\/strong>.<\/p>\n<p>Gi&agrave; ai tempi dei <strong>sentieri del sale<\/strong> vi erano una bellissima <strong>fontana rigogliosa<\/strong> di <strong>acque cristalline<\/strong> e due <strong>casupole<\/strong> arroccate su un pendio: erano abitate dai <strong>Moscardini<\/strong>, i pionieri del luogo che pi&ugrave; in basso annotava anche una &ldquo;<strong>baracca<\/strong>&rdquo; adibita ad <strong>osteria<\/strong>. A quei tempi, sui vari passi delle nostre montagne, esistevano ricoveri di quel genere che potevano prestare sostegno ai tanti passanti che a piedi, e magari carichi di merce,&nbsp; andavano da una valle all&rsquo;altra.<br \/>\n<strong> Poi venne la strada!<\/strong><br \/>\nDopo il 1930 la <strong>camionabile<\/strong> (ferma a &ldquo;<strong>Costa&nbsp; Mora<\/strong>&rdquo;) fu prolungata fino a <strong>Ponte Organasco<\/strong> allacciandosi cos&igrave; alla <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Strada_statale_45_di_Val_Trebbia\">statale 45 <\/a>Piacenza &ndash; Genova.<\/p>\n<p>Il <strong>Passo del Brallo cambi&ograve; volto<\/strong>: dai paesini vicini vennero <strong>nuovi abitanti<\/strong>. Da <strong>Bralello<\/strong> scesero gli <strong>Alpegiani<\/strong> e costruirono un <strong>grande albergo<\/strong>; i <strong>Normanno<\/strong> trasformarono quella catapecchia di osteria in un <strong>caseggiato con tanto di muri in pietra<\/strong>, di porte e di finestre. Poi fu la volta di altri trasferimenti dalle varie frazioni. La strada, non pi&ugrave; sentiero, ma camionabile, <strong>fece appetito a molti<\/strong>. Da <strong>Valformosa<\/strong> vennero i <strong>Cavanna<\/strong> e i <strong>Frattini<\/strong>, da <strong>Barostro<\/strong> i <strong>Zanardi<\/strong>. Cominciarono le prime costruzioni. Nacquero alberghi, ristoranti, negozi e, in pineta, anche un <strong>dancing<\/strong>. Da <strong>Corbesassi<\/strong> vennero i <strong>Buscone<\/strong> e i <strong>Benedini<\/strong>. Aprirono i battenti le <strong>officine <\/strong>meccaniche e la <strong>falegnameria<\/strong>.<br \/>\nDa <strong>Ponti<\/strong> i <strong>Tordi<\/strong> costruirono case e negozi e reclutarono <strong>clienti<\/strong> da mezz&rsquo;Italia. I <strong>Nobile<\/strong> aprirono <strong>negozi di generi alimentari<\/strong>. Da <strong>Colleri<\/strong> i <strong>Gualdana<\/strong> vennero ad impiantare <strong>il forno<\/strong> per il pane e focacce. Da <strong>Selva<\/strong> i <strong>Balconato<\/strong> allestirono la lavasecco e l&rsquo;ufficio per le assicurazioni. Negli anni successivi queste <strong>immigrazioni<\/strong> continuarono ed il paese crebbe parecchio. Sul passo si installarono: il <strong>medico<\/strong> condotto, il <strong>farmacista<\/strong>, il veterinario, l&rsquo;ostetrica, la maestra, il geometra, il calzolaio, la pettinatrice, il collocatore, il sarto, l&rsquo;orologiaio, il barbiere, la bidella, e altri.<br \/>\nC&rsquo;&egrave; stato un periodo, di alcuni anni, nei quali ha funzionato anche un distaccamento dei <strong>Carabinieri<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Brallo divent&ograve; capoluogo comunale<\/strong>. La logica porta a notare come in quel periodo si pens&ograve; di mettere in piedi l&rsquo;edificio del <strong>municipio<\/strong>, quello delle <strong>scuole<\/strong>, la <strong>chiesa<\/strong> e venne realizzato un <strong>impianto di risalita<\/strong> per la pratica dello sci.<\/p>\n<p><strong>Il paese che non c&rsquo;era, ora c&rsquo;&egrave;.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20110118-brallo.jpg\" alt=\"\" \/><\/strong><\/p>\n<p>Nel 1962 si tenne al Brallo un <strong>simposio<\/strong> per <strong>analizzare l&rsquo;aria<\/strong>. Fu constatato che, essendovi molte <strong>pinete<\/strong> nei dintorni ed essendo il posto <strong>vicino al mare<\/strong> (in linea diretta circa 30 chilometri), il misto di aria&nbsp; cos&igrave; analizzata risulta ottimale, specie per chi soffre di bronchiti.<\/p>\n<p>Anni di progresso, <strong>anni di benessere<\/strong>, nugoli di gente che sale al Brallo, nonni e bambini che vengono a prendere l&rsquo;aria buona.<br \/>\nI residenti <strong>costruiscono<\/strong>, affittano, <strong>c&rsquo;&egrave; lavoro per le imprese edili<\/strong>, come quelle dei <strong>Ravetta<\/strong>,dei <strong>Pericotti<\/strong> e dei <strong>Normanno<\/strong>.<br \/>\nSi aprono negozi di <strong>pelletteria<\/strong>, di <strong>alimentari<\/strong>, di <strong>elettrodomestici<\/strong>, di cartoleria e di souvenir. Si rimodernano le strutture, si cambiano arredi, si creano <strong>pizzerie<\/strong>, <strong>gelaterie<\/strong>, <strong>sale giochi<\/strong>. Al Brallo ora c&rsquo;&egrave; un commercio fiorente. Aprono i battenti anche la <strong>palestra<\/strong> e il <strong>cinema<\/strong> e mettono le radici persino <strong>due banche<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Passano gli anni<\/strong>. Inizia lo <strong>spopolamento della montagna<\/strong>, i giovani (anche laureati) <strong>cercano lavoro altrove<\/strong>, le famiglie si diradano, <strong>non ci sono pi&ugrave; bambini<\/strong>. Le scuole delle frazioni, una dopo l&rsquo;altra, chiudono. Persino a Corbesassi e a Colleri dove le insegnanti erano due. L&rsquo;epopea <strong>comincia la discesa<\/strong>: ora non tutto funziona come da prospettiva. Chi ne risente per primo sono le <strong>discoteche <\/strong>e gli altri centri ludici. Oggi a peggiorare le cose &egrave; giunta anche la <strong>crisi generale<\/strong>. Ci&ograve; nonostante, i longevi abitanti del Brallo, come l&rsquo;edera, sono <strong>abbarbicati alla loro montagna<\/strong>, cercano in tutti i modi di affrontare, alla meno peggio, la situazione. Hanno istallato un <strong>distributore di benzina<\/strong> (con self-service), hanno riordinato la piazza centrale, hanno sistemato il gioco delle bocce, hanno provveduto alla realizzazione di <strong>campi da calcio<\/strong> e da <strong>tennis<\/strong>. La <a href=\"http:\/\/www.probrallo.net\/\">Pro Loco<\/a> si fa in quattro ad organizzare sagre e ricorrenze, nonch&eacute; indire dibattiti culturali, balli e cene.<\/p>\n<p>Insomma, cercano in tutti i modi di <strong>non far mancare<\/strong> quelle infrastrutture, anche nuove, affinch&eacute; possa funzionare il <strong>centro tennis<\/strong> e il <strong>centro benessere<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il paese che non c&rsquo;era, ora c&rsquo;&egrave;.<\/strong><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><strong> Visitatelo: fatelo a girotondo, vi accorgerete che &egrave; il paese pi&ugrave; bello del mondo.<\/strong><\/p>\n<p><em> Rita<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai non la fermo pi&ugrave;: mia mamma &egrave; diventata una blogger! Ecco il suo nuovo articolo: A nord inizia la Valle Staffora (col suo bacino delle acque) che scende con pendii rocciosi e scoscesi verso Varzi. A sud la vallata del torrente Avagnone, aperta e meno ripida, porta le sue acque nel Trebbia. 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