{"id":1124,"date":"2011-05-11T09:16:22","date_gmt":"2011-05-11T08:16:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1124"},"modified":"2011-05-11T09:16:22","modified_gmt":"2011-05-11T08:16:22","slug":"brallo-e-i-suoi-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1124","title":{"rendered":"Brallo e i suoi dintorni"},"content":{"rendered":"<p>E la storia continua&#8230;<br \/>\n<span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><strong>Brallo: i suoi dintorni<\/strong><\/span> di Rita Rebolini<\/p>\n<p><em>Oggi inizier&ograve; a mostrarvi i <strong>paesini<\/strong> che stanno ad <strong>est di Brallo<\/strong>. Si sa, <strong>il giorno inizia ad est,<\/strong> dove spunta il sole. Prima sta l&rsquo;alba, quella <strong>fioca luce<\/strong> che dirada le fitte tenebre della notte e man mano le allontana cos&igrave; bene da poter osservare la vallata sotto una <strong>bella schiarita<\/strong>. Dapprima spunta in cielo il chiarore del sole, tanto da far sbiadire quello delle stelle e mostrarci <strong>uno squarcio di &ldquo;infinito&rdquo;<\/strong> impenetrabile col nostro piccolo ragionevole cervello. Poi <strong>i raggi<\/strong>: pochi, chiari, prorompenti su quel cielo mattutino che non &egrave; n&eacute; grigio n&eacute; azzurro. Infine <strong>il bel faccione del sole<\/strong>, non ancora abbagliante, che si lascia guardare cos&igrave; tondo, cos&igrave; pacioccone. <strong>&Egrave; un&rsquo;emozione<\/strong>. Il cuore ti si allarga, prendi coscienza del tuo essere, del tuo mondo, dell&rsquo;universo che ti circonda e ti fa chiedere se gli uomini sanno che il sole &egrave; vita per tutto il mondo, se si accorgono che il suo sorgere significa un giorno di vita da godere in qualsiasi forma, se sanno che &egrave; un dono riconducibile a Dio. <br \/>\nOra nel cielo non &egrave; ancora tutto chiaro, ma quei minuscoli uccellini che stanno sulle piante <strong>gi&agrave; cinguettano<\/strong>, un mormorio solo, un inno, <strong>un canto al Creatore<\/strong> e non importa se non hanno di che beccare. Poi la luce si diffonde. Luccicano le collinette, i versanti dei monti, appaiono i paesini cos&igrave; belli, cos&igrave; assonnati, cos&igrave; caratteristici da fare <strong>seriamente invidia<\/strong> alle invivibili citt&agrave;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" height=\"349\" frameborder=\"0\" width=\"425\" allowfullscreen=\"\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/vkMfbpJk0xE?rel=0\"><\/iframe><\/p>\n<p><em>Vi voglio parlare di <strong>Pieve<\/strong>. Si dice che si <strong>mangi bene<\/strong> e che bene vada anche nel portafoglio. Su un pianoro, <strong>in mezzo a prati e boschi<\/strong>, c&rsquo;&egrave; una <strong>rovere secolare<\/strong>, grande, grossa, fronzuta. Ogni anno per la festa della <strong>Madonna della Guardia<\/strong> (29 agosto), nel periodo migliore delle vacanze e dei raccolti, ai pedi di questa <strong>ultracentenaria pianta<\/strong> si celebra la <strong>Santa Messa<\/strong>. Accorre gente da tutte le vallate circostanti. &Egrave; un rituale al quale ciascuno tiene a presenziare. Mentre il celebrante, senza alcun microfono, con paramenti per il minimo indispensabile, prosegue nelle sue funzioni religiose davanti alla statua della Madonna, si possono scorgere <strong>bimbi seduti sull&rsquo;erba<\/strong>, in silenzio assoluto. Nessuno si permette qualche capriccio, anzi si sta l&igrave; <strong>compiti<\/strong> per tutto il tempo della Santa Messa. Uomini e donne appoggiati ai tronchi degli alberi, statualmente rivolti alla grande pianta, trovano <strong>un momento di pausa<\/strong> per poter entrare con tutta l&rsquo;anima a percepire l&rsquo;<strong>emozione<\/strong> di trovarsi l&igrave;, anche <strong>in mezzo a gente sconosciuta<\/strong>, e a formare con la mente un magico pensiero di umilt&agrave; e fratellanza. Pi&ugrave; in l&agrave;, in bella mostra, la fila dei sindaci (anche in versione femminile), venuti come <strong>i Magi<\/strong> da oriente e da occidente. Con le loro <strong>sciarpe tricolori<\/strong>, in rappresentanza dei loro concittadini, pur senza parlare, stanno l&igrave; a porgere il loro omaggio alla <strong>Madonna<\/strong>. A fine cerimonia belli e brutti, piccoli e grandi, come si suol dire, tutti in fila partecipano alla <strong>lunga processione<\/strong> che riporta la statua celeste nella nicchia della propria chiesa. Ora la vecchia rovere resta l&igrave;, nuovamente sola. Scuote le fronde, chiama a s&eacute; tutti gli uccelli e dice loro: &ldquo;<strong>cantate!<\/strong>&rdquo;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E la storia continua&#8230; Brallo: i suoi dintorni di Rita Rebolini Oggi inizier&ograve; a mostrarvi i paesini che stanno ad est di Brallo. Si sa, il giorno inizia ad est, dove spunta il sole. 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