{"id":113,"date":"2007-02-19T08:35:13","date_gmt":"2007-02-19T06:35:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=112"},"modified":"2007-02-19T08:35:13","modified_gmt":"2007-02-19T06:35:13","slug":"mario-baratta-seconda-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=113","title":{"rendered":"Mario Baratta &#8211; Seconda puntata"},"content":{"rendered":"<p>Questa &egrave; la <strong>seconda puntata<\/strong> della mia avventura al Baratta. La prima puntata la potete trovare <u><a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=96\">cliccando qui<\/a><\/u>.<\/p>\n<p>Quella che sto per scrivere &egrave; <strong>una puntata speciale<\/strong>, che esula dagli argomenti che mi ero messo in testa di scrivere. &Egrave; una puntata tutta dedicata ad una mia compagna di classe: <font color=\"#339966\"><strong>Emiliana Brandolini<\/strong><\/font>.<\/p>\n<p>Un anno, forse in seconda, ero sempre stato &ldquo;<em>spintaneamente<\/em>&rdquo; convinto a rimanere al primo banco (ci sono rimasto fino in terza, poi il mio compagno di banco Fabio <strong>ha pensato bene di non studiare pi&ugrave; una mazza<\/strong> e quindi farsi bocciare, pertanto sono passato <strong>nelle retrovie<\/strong>). Dicevo&hellip; dietro di noi c&rsquo;erano due ragazze: la <strong>Sara<\/strong> e la <strong>Emi<\/strong>. Eravamo abbastanza diversi come carattere. Per prima cosa perch&eacute; noi due davanti parlavamo di argomenti &ldquo;<strong>da maschietti<\/strong>&rdquo; cio&egrave; computer, videogames, e altre cazzate simili e poi perch&eacute; eravamo abbastanza <em><strong>stupidotti<\/strong><\/em> (come quasi tutti a 15 anni), mentre loro cercavano di darsi un atteggiamento un po&rsquo; pi&ugrave; &ldquo;<strong>maturo<\/strong>&rdquo; della loro et&agrave;. Per&ograve;<strong> si era creato un bel feeling<\/strong>. Gli avevo dato due soprannomi presi dai cartoni animati: <strong>Sandy<\/strong> (diminutivo di Sandybell) e <strong>Haidi<\/strong>. Loro hanno tentato di chiamarmi Capitan Harlock, ma la cosa &egrave; caduta l&igrave;, io invece imperterrito ho continuato a chiamarle cos&igrave; anche ad anni di distanza. Infatti ancora adesso il numero di cellulare della Emi ce l&rsquo;ho sotto il nome &ldquo;<strong>Haidi<\/strong>&rdquo;.<\/p>\n<p>E s&igrave; perch&eacute; Haidi era Emiliana, detta anche &ldquo;<strong>la Brando<\/strong>&rdquo;. Il nome Haidi gliel&rsquo;avevo affibbiato perch&eacute; aveva un viso da cartone animato, coi <strong>capelli lisci e neri e due occhioni grandi<\/strong>. Me la ricordo gli ultimi anni di scuola, quando entrambi eravamo negli ultimi banchi. Io ero nella fila centrale, proprio in fondo, e davanti a me avevo <strong>Stefano, Marco e Gianluca<\/strong>. No, <strong>non erano in tre<\/strong>, erano solo due, ma erano talmente massicci che era come fossero in tre. Componevano un <strong>formidabile scudo<\/strong> tra me e i professori, tant&rsquo;&egrave; che, grazie anche alla solida <strong>fama di &ldquo;bravo ragazzo&rdquo;<\/strong> che ero riuscito a racimolare negli anni precedenti, ero libero di fare quello che volevo senza essere scoperto: leggevo fumetti, scarabocchiavo il banco, giocavo a battaglia navale con Giancarlo, ecc.<\/p>\n<p>La Emi e la <strong>Cinzia <\/strong>si incazzavano sempre. &ldquo;Ma perch&eacute; noi studiamo e veniamo sempre interrogate e poi nei compiti in classe andiamo male e Tordi che non fa mai un cazzo non lo chiamano mai fuori e poi nei compiti prende 6 e mezzo o 7??? Grrrr&rdquo;. Ogni tanto la Emi si girava verso di me e mi smadonnava dietro silenziosamente perch&eacute; lei davanti <strong>aveva il libro aperto<\/strong>, mentre io il<strong> Dylan Dog<\/strong> di Andrea&hellip;<br \/> Ovviamente non si arrabbiavano seriamente, <strong>era un gioco di prese in giro<\/strong>. La Emi poi ha sempre avuto un sacco di autoironia. <\/p>\n<p>Dopo le superiori ci siamo persi un po&rsquo; di vista, abbiamo ripreso i contatti qualche anno fa, grazie alle nostre <strong>mitiche cene di classe<\/strong>. &Egrave; sempre la solita Emi, anzi &egrave; migliorata. Una donna felice, si &egrave; sposata da 2 o 3 anni, ha un bel lavoro che la soddisfa, &egrave; persino migliorata nella forma fisica. L&rsquo;anno scorso le ho dato un gattino, per una ragazzina che conosceva lei a Sannazzaro. <strong>Ogni tanto ci sentiamo via email<\/strong>, ci giriamo qualche stronzata di quelle che ti mandano gli amici. E poi ci vediamo alle solite cene. Venerd&igrave; ho acceso il telefono solo nel pomeriggio e ho visto un po&rsquo; di chiamate perse da parte di amici del Baratta, e qualche messaggio&hellip;<\/p>\n<p>Che vi devo dire&hellip; immagino che dal tono di questo post l&rsquo;avrete gi&agrave; capito. <strong>Emiliana se n&rsquo;&egrave; andata<\/strong>, in un modo molto simile a quello di Cinzia (vedi <a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=78\"><u>questo post<\/u><\/a>). Non sono bravo a tessere lodi, mi va solo di ricordarla per come la conoscevo, e per come sempre rimarr&agrave; per me.<br \/> Lei che &egrave; cos&igrave; solare, spero che mi perdoni questa tristezza che ho addosso ora. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa &egrave; la seconda puntata della mia avventura al Baratta. La prima puntata la potete trovare cliccando qui. 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