{"id":1151,"date":"2011-06-21T08:39:49","date_gmt":"2011-06-21T07:39:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1151"},"modified":"2011-06-21T08:39:49","modified_gmt":"2011-06-21T07:39:49","slug":"vendita-on-line","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1151","title":{"rendered":"Vendita on line"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">Format Distributivi del settore   moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo   punto vendita<\/span><\/h3>\n<p><strong>Ventottesima puntata<\/strong><\/p>\n<p>Internet offre <strong>nuove opportunit&agrave;<\/strong> agendo su diverse dimensioni: sia come <strong>strumento di marketing relazionale<\/strong> nella filiera del tessile-abbigliamento (<strong>business to business<\/strong>), sia come <strong>nuovo canale<\/strong> on-line (<strong>business to consumer<\/strong>). In questa sede considereremo solo la vendita on line <strong>al consumatore<\/strong>.<\/p>\n<p>Nella maggior parte delle imprese, Internet &egrave; stato all&rsquo;inizio utilizzato <strong>essenzialmente come nuovo mezzo di comunicazione<\/strong>, questa concezione ha portato alla creazione di un <strong>sito &ldquo;vetrina&rdquo;<\/strong> e solamente in seguito si &egrave; cominciato a pensare alle <strong>potenzialit&agrave;<\/strong> della rete in termini di revisione dei processi aziendali di relazione e <strong>vendita<\/strong>.<br \/>\nIn Italia la maggior parte delle imprese del settore dell&rsquo;abbigliamento ha creato <strong>un sito vetrina<\/strong>, cui sono state per&ograve; dedicate <strong>risorse inadeguate<\/strong>; le aziende del sistema moda italiano stanno cogliendo con <strong>ritardo<\/strong> le opportunit&agrave; offerte dalle nuove tecnologie digitali, nonostante vi siano <strong>casi di successo<\/strong>.<br \/>\nAlcuni sostengono che <strong>le caratteristiche dei beni d&rsquo;abbigliamento non si prestano al commercio on line<\/strong> ed evidenziano che le quote di mercato dell&rsquo;e-commerce nel settore dell&rsquo;abbigliamento sono <strong>molto risicate<\/strong>, sia negli USA che in Europa. Gli <strong>ostacoli<\/strong> alla diffusione di questi canali nel sistema moda sono riconducibili all&rsquo;<strong>alta variet&agrave;<\/strong>, variabilit&agrave; e <strong>difficolt&agrave; di descrizione e standardizzazione<\/strong> del prodotto e all&rsquo;elevata specificit&agrave; relazionale tra imprese nella filiera del sistema moda.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20110620-venditaonline.jpg\" \/><br \/>\n<em>Uno dei tanti siti di vendita on line<\/em><\/p>\n<p>Attualmente, i produttori di marca sfruttano prevalentemente la <strong>dimensione comunicativa<\/strong> della rete. Ai fattori generali di <strong>impedimento alla diffusione del commercio elettronico<\/strong> in Italia, si aggiungono fattori specifici, quale il <strong>nuovo ruolo del punto vendita<\/strong> nel <strong>processo di creazione di valore<\/strong> per il cliente. Sempre pi&ugrave; spesso l&rsquo;<strong>ubicazione<\/strong> del punto vendita, le dimensioni, i servizi erogati, il <strong>design<\/strong>, l&rsquo;atmosfera, sono utilizzati dai consumatori come <strong>segno del valore<\/strong> del marchio.<br \/>\nInternet, quindi, a tutt&rsquo;oggi, almeno per quei segmenti di mercato in cui il contatto col prodotto ha un&rsquo;importanza fondamentale, &egrave; utilizzato <strong>solo come strumento di comunicazione<\/strong>. Attualmente, infatti, solo una <strong>minima percentuale<\/strong> dei siti web operanti nei beni di <strong>fascia alta<\/strong> vende in Rete, mentre la maggior parte si occupa della comunicazione del brand . Molti beni di lusso vengono venduti attraverso siti che <strong>non appartengono alla societ&agrave;<\/strong>, in indirizzi specifici per settore o in siti generici. Ci&ograve; comporta il rischio di vendere il prodotto in un sito <strong>sovrappopolato<\/strong>, senza il sostegno del marchio e del carattere dell&rsquo;esclusivit&agrave;. Discorso diverso va fatto per i prodotti degli altri segmenti, per i quali l&rsquo;utilizzo della Rete come e-commerce <strong>&egrave; pi&ugrave; sviluppato<\/strong> (in particolare per i beni di massa e quelli dell&rsquo;usato.<br \/>\nEppure le vendite in rete presentano <strong>numerose adiacenze<\/strong> con le vendite per corrispondenza, tanto in voga prima dell&rsquo;avvento di internet, ne acquisiscono <strong>i pregi<\/strong> e <strong>ne aggiungono altri<\/strong> (L. Windham, K. Orton, &ldquo;Clienti e consumatori&rdquo;, Apogeo, 2002) :<\/p>\n<ul>\n<li>Sono <strong>acquisti di comodit&agrave;<\/strong>, soprattutto per chi vive in luoghi nei quali non vi sono punti vendita.<\/li>\n<li>Spesso si tratta di canali <strong>pi&ugrave; convenienti<\/strong> dal punto di vista economico rispetto al punto di vendita tradizionale.<\/li>\n<li>Evitano al consumatore lo <strong>spostamento fisico<\/strong> coi relativi <strong>costi addizionali<\/strong>.<\/li>\n<li>Consentono un certo <strong>risparmio di tempo<\/strong>.<\/li>\n<li>Offrono un&rsquo;<strong>informazione trasparente<\/strong> sui prezzi e sugli assortimenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Occorre quindi cercare di sfruttare questi punti di forza, <strong>superando <\/strong>nel contempo <strong>le criticit&agrave;<\/strong>. Pi&ugrave; in generale, nel business to consumer uno dei problemi critici &egrave; rappresentato dalla capacit&agrave; di attrarre il maggior numero possibile di clienti finali allo scopo di generare traffico. I primi casi di vendita on line di prodotti di abbigliamento <strong>non hanno avuto successo<\/strong>.<br \/>\n<strong> Boo.com<\/strong> &egrave; un caso d&rsquo;<strong>insuccesso<\/strong> nato nel 1999, nella fase di <strong>massima espansione <\/strong>della <strong>new economy<\/strong>, fallito dopo solo <strong>sei mesi<\/strong> di attivit&agrave; nel maggio del 2000. Nell&rsquo;arco di un anno vengono commessi <strong>una serie di errori<\/strong> di fondo, in particolare, il lancio pubblicitario off line viene fatto con <strong>troppo anticipo<\/strong> rispetto alla realizzazione del sito, che viene completato con quasi quattro mesi di ritardo rispetto al previsto. Il sito web &egrave; <strong>eccessivamente complesso<\/strong>, nonostante le immagini tridimensionali e la possibilit&agrave; di ingrandire le immagini dei prodotti per valorizzare i dettagli dei singoli capi d&rsquo;abbigliamento, <strong>non era sufficientemente ergonomico<\/strong>: l&rsquo;eccessiva sofisticazione rendeva di fatto la sua fruizione <strong>estremamente lenta<\/strong>, quasi impossibile. Inoltre, Boo.com doveva riuscire ad operare <strong>contemporaneamente in 18 Paesi<\/strong>, con legislazioni, sistemi fiscali, costi logistici, intermediari e finanziari <strong>notevolmente diversi<\/strong>. Un ultimo rilevante errore &egrave; stata la scelta dell&rsquo;internalizzazione della logistica, costruendo due magazzini, uno in Europa e uno negli Stati Uniti, le <strong>carenze di competenze <\/strong>specifiche nella logistica (che invece potevano essere ricercate in un partner esterno) hanno creato numerosi disservizi ai clienti.<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<table cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" border=\"1\" align=\"center\" width=\"100%\" style=\"\">\n<tbody>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#000099\" width=\"150\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: rgb(255, 255, 255);\">MATRICE SWOT<br \/>\n            <\/span><\/td>\n<td bgcolor=\"#0066ff\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: rgb(255, 255, 255);\">Utili<\/span><\/td>\n<td bgcolor=\"#0066ff\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: rgb(255, 255, 255);\">Pericolosi<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#0066ff\" width=\"150\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: rgb(255, 255, 255);\">Interni<\/span><\/td>\n<td bgcolor=\"#66ffff\" style=\"text-align: center;\">Prodotti di marca.<br \/>\n            Mercato planetario<\/td>\n<td bgcolor=\"#66ffff\" style=\"text-align: center;\">Problemi di logistica.<br \/>\n            Mancanza di contatto diretto col cliente.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td bgcolor=\"#0066ff\" width=\"150\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: rgb(255, 255, 255);\">Esterni<\/span><\/td>\n<td bgcolor=\"#66ffff\" style=\"text-align: center;\">Sempre pi&ugrave; gente acquista on line<\/td>\n<td bgcolor=\"#66ffff\" style=\"text-align: center;\">Il prodotto moda &egrave; difficile da vendere con questo canale<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita Ventottesima puntata Internet offre nuove opportunit&agrave; agendo su diverse dimensioni: sia come strumento di marketing relazionale nella filiera del tessile-abbigliamento (business to business), sia come nuovo canale on-line (business to consumer). 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