{"id":1202,"date":"2011-09-29T11:31:30","date_gmt":"2011-09-29T10:31:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1202"},"modified":"2011-09-29T11:31:30","modified_gmt":"2011-09-29T10:31:30","slug":"casteggio-doc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1202","title":{"rendered":"Casteggio DOC"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;&egrave; in giro un <strong>nuovo vino<\/strong>: il <strong>Casteggio<\/strong>. In realt&agrave; non &egrave; nuovo, si faceva gi&agrave; in passato, ma adesso c&#8217;&egrave; la <strong>denominazione ufficiale<\/strong>.<\/p>\n<p>A partire dalla <strong>vendemmia 2010<\/strong> potr&agrave; fregiarsi della dicitura &quot;<strong>Casteggio DOC<\/strong>&quot; quel vino prodotto a Casteggio e nei comuni limitrofi, invecchiato in botti di rovere per almeno un anno e lasciato riposare in bottiglia. Ma quali sono <strong>le regole precise? <\/strong>Vediamole grazie al sito &quot;<a href=\"http:\/\/www.bottiroli.it\/blog\/\">Wine Break<\/a>&quot; dell&#8217;amico Emanuele Bottiroli.<\/p>\n<p><em>Il Casteggio Doc, base Barbera (minimo 65%) si pu&ograve; produrre, secondo il disciplinare, solo sul territorio di 7 Comuni: Casteggio, Borgo Priolo, Corvino San Quirico, Montebello della Battaglia, Calvignano, Oliva Gessi e Torrazza Coste. Produzione massima 8.5 tonnellate per ettaro. Il Casteggio Doc dev&rsquo;essere invecchiato almeno 2 anni e, superati i 3 anni di affinamento, potr&agrave; fregiarsi della dizione &ldquo;riserva&rdquo;. Il suo colore &egrave; rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l&rsquo;invecchiamento; odore intenso, etereo, delicato; sapore: secco, corposo, armonico; titolo alcolometrico volumico totale minimo 12,50% vol; acidit&agrave; totale minima&nbsp; 4,5 per mille; estratto non riduttore minimo: 25,0 grammi\/litro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20110929-casteggio.jpg\" alt=\"\" \/><\/em><\/p>\n<p><strong>Bello<\/strong>, mi piace come idea. Per prima cosa &egrave; bello veder rinascere <strong>un nome<\/strong>, tra i vini, che circolava tanti tanti anni fa, il &quot;<strong>Casteggio<\/strong>&quot;. Poi &egrave; bello perch&egrave; &egrave; un nome forte, &egrave; un nome che caratterizza il territorio. Il &quot;Bonarda&quot;, il &quot;Barbera&quot;, lo fanno dappertutto. Il Casteggio, ovviamente, <strong>solo a Casteggio<\/strong> (un po&#8217; come il Salame di Varzi che si fa solo a Varzi &#8211; e zone limitrofe). E poi mi piace che ci siano <strong>iniziative di questo tipo<\/strong>, che valorizzino i prodotti del nostro territorio: ogni idea &egrave; <strong>un passo avanti<\/strong>, e un&#8217;idea realizzata significa che di passi ne sono stati fatti tanti. E poi mi piace perch&egrave;.. <strong>&egrave; buono!<\/strong> Non ci credete? Beh, per ora, visto i tempi tecnici, non &egrave; ancora possibile trovare bottiglie in commercio con la denominazione corretta, quindi dovrete aspettare ancora un pochino, oppure gustare quello degli <strong>anni precedenti<\/strong> al 2010, sempre prodotto nello stesso modo. <strong>Alla salute!<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;&egrave; in giro un nuovo vino: il Casteggio. 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