{"id":122,"date":"2007-03-07T14:40:56","date_gmt":"2007-03-07T12:40:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=121"},"modified":"2007-03-07T14:40:56","modified_gmt":"2007-03-07T12:40:56","slug":"mario-baratta-terza-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=122","title":{"rendered":"Mario Baratta &#8211; Terza puntata"},"content":{"rendered":"<p>Era il <font color=\"#800000\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\"><strong>1989<\/strong>. <\/a><\/font>A dicembre ho comprato l&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amiga_500\"><strong>Amiga 500<\/strong><\/a>, un computer che ha fatto storia. Ma qualche mese prima, a settembre, ho dovuto sostenere l&#8217;<strong>esame di riparazione<\/strong> di <font color=\"#ff0000\"><strong>francese<\/strong><\/font>.<br \/>Per l&#8217;esame mi aveva preparato <strong>mia sorella<\/strong>, che era molto brava in quella materia. Passavamo il tempo quasi a litigare, perch&egrave; invece a me <strong>il francese non &egrave; mai piaciuto<\/strong>. Per esempio non ho mai digerito i<strong> partitivi<\/strong>. Quell&#8217;esame mi ha insegnato una cosa in particolare: il metodo di studio. E&#8217; inutile cercare di studiare tutto, non fa per me: non ce la faccio, mi annoio, non ho voglia, ecc. Meglio farsi una scaletta delle cose importanti, studiare bene quelle cose e condire il tutto con della sana fantasia. Il risultato sar&agrave; sempre: la materia la sai, si vede che hai studiato, magari non a fondo&#8230;. e <strong>il 6 &egrave; assicurato<\/strong>. Fidatevi, &egrave; un metodo che funziona. Anche ora, che studio economia (<a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=19\">vedi la mia storia<\/a>) uso un sistema simile: leggo il libro una sola volta, e nel frattempo scrivo col computer dei riassuntini. Cos&igrave; facendo mi si fissano in mente quei concetti condamentali. I dettagli si improvvisano sul momento&#8230;<\/p>\n<p><strong>In seconda che gita abbiamo fatto?<\/strong> Se lo dico a queste nuove generazioni si mettono a ridere: <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Camogli\"><strong>Camogli<\/strong>. <\/a>E si, probabilmente anche qualche mio compagno avr&agrave; rimosso questa cosa. Intendiamoci, non &egrave; che non mi piaccia Camogli, tuttaltro lo reputo uno dei posti pi&ugrave; belli della riviera di levante e ci vado abbastanza spesso&#8230; ma proprio per quel motivo&#8230; <strong>ma che gita &egrave;?<\/strong> In gita si dovrebbe andare in un posto mai visto o quasi!!!<\/p>\n<p>In seconda abbiamo perso qualche compagno per strada, ma ne abbiamo acquistati atri, anzi altre. Ma in questa puntata vorrei parlarvi dei <strong>professori<\/strong>. Noi siamo stati gli ultimi che abbiamo avuto l&#8217;onore e <strong>l&#8217;onere<\/strong> di conoscere una vecchia generazione di professori storici del Baratta. Avevamo la <strong>Bocchio<\/strong> di stenografia!!! A parte il fatto che penso che ormai steno <strong>non esista neanche pi&ugrave;<\/strong> (noi facevamo il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stenografia\"><strong>Meschini<\/strong>, <\/a>le singole lettere me le ricordo ancora)&#8230; veniva a lezione <strong>col camice<\/strong>, mitica! Di francese c&#8217;era la <strong>Maccarini<\/strong>, che in seconda si stupiva del fatto che io facessi i compiti in classe abbastanza giusti e allora <strong>mi decurtava i voti<\/strong> perch&egrave; secondo lei copiavo (a volte era vero). E poi la <strong>Edmonson<\/strong> di inglese, indimenticabile professoressa d&#8217;altri tempi, capelli raccolti a cipolla, severa e con gli occhiali spessi. <strong>Abita vicino a casa mia<\/strong> e la vedo ancora talvolta. <br \/>E poi l mitico <strong>Virginio Giacomo Bono<\/strong>, di lettere. Idolo. Era <strong>il nostro professore<\/strong>, ci ha seguito per tutti e cinque gli anni, ci ha visto crescere, ci ha portato alla maturit&agrave;. Sapeva tutto di noi, conosceva le sfumature del nostro carattere. Grande appassionato di arte e storia, ha scritto numerosi libri su personaggi, luoghi e storie di Voghera e zone limitrofe. Basta una ricerca su <a href=\"http:\/\/www.google.it\/search?q=%22virginio+giacomo+bono%22\">Google<\/a>. Ricordo alcune sue frasi ricorrenti, quando ad esempio lui, <strong>amante della vita tranquilla<\/strong> e delle belle cose, che profetizzava di <strong>andare a scuola in cavallo<\/strong>, aveva orrore della massa di gente in coda alle casse dell&#8217;iper o criticava noi poveri giovincelli che andavamo a spendere malamente soldi in gite all&#8217;estero per poi vedere poco o nulla di relamente valido&#8230; Detto cos&igrave; sembra un <strong>vecchio barbagianni<\/strong>, ma vi assicuro che sapeva quello che diceva, rendendosi conto di essere spesso un Don Chisciotte. Un&#8217;altra sua frase che ricordo &egrave; &quot;Tordi scrive <em>di lucad<\/em>, ma li scrive in un italiano accettabile e quindi <strong>sono costretto a dargli 6<\/strong>&quot;<br \/>Poi abbiamo avuto la <strong>Bruni<\/strong>, sempre di francese. E la <strong>Gallo<\/strong> di inglese, bella donna, noi ragazzini la votavamo sempre come la prof pi&ugrave; bella. In quinta di inglese la <strong>Coda<\/strong>. Vi racconto un aneddoto: io in tecnica commerciale (e bancaria) e in inglese commerciale, vale a dire dove c&#8217;erano da compilare fatture, estratti conto o lettere commerciali, invece di <strong>Mario Rossi<\/strong>, mi divertivo a usare nomi di personaggi famosi (o famigerati). Una volta in un compito in classe dovevamo scrivere un curriculum in inglese. Quando la prof entra per consegnare i compiti mi dice: &quot;<strong>Con te facciamo i conti dopo, ritieniti fortunato se non ti mando dal preside<\/strong>&quot;. Io non capivo cosa avevo combinato. Alla fine la prof Coda, incazzatissima, mi ha mostrato il frutto delle mie fatiche, dove dicevo di chiamarmi <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tot%C3%B2_Riina\"><strong>Toto Riina<\/strong><\/a> e di aver frequentato l&#8217;istituto <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nitto_Santapaola\"><strong>Nitto Sanatpaola<\/strong><\/a>. (Come potete notare sono stati entrambi arrestati nel &#8217;93, gli ho portato una sfiga pazzesca). Apriti cielo. La prof sosteneva che, siccome erano 20 anni che inglese non usciva come materia alla maturit&agrave; di ragioneria, poteva essere l&#8217;anno buono. E magari in quel caso qualcuno si sarebbe preso la briga di rileggere i compiti in classe. <strong>Mamma mia che paranoia<\/strong>. Proprio perch&egrave; non usciva da 20 anni, chiss&agrave; perch&egrave; sarebbe dovuto uscire proprio nel &#8217;93? E comunque non avrei <strong>MAI e poi MAI<\/strong> portato inglese alla maturit&agrave;. Le materie sono uscite il <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2_aprile\"><strong>2 aprile<\/strong><\/a>, giorno del mio 19&deg; compleanno. Italiano, Ragioneria, un&#8217;altra che non ricordo&#8230;forse merceologia e&#8230; <strong>INGLESE! <\/strong>Io volevo scartare a priori le prime due, ma il nostro membro interno (sempre <strong>Bono<\/strong>) ci ha fatto notare che praticamente <strong>nessuno<\/strong> avrebbe portato ragioneria alla maturit&agrave; e questo, in una classe di ragionieri, sarebbe stato un fatto particolare, c&#8217;era il rischio che a qualcuno potesserero cambiare le materie. Quindi suggeriva, <strong>almeno a chi aveva la sufficenza<\/strong> il primo quadrimestre, di portare ragioneria. Chi erano <strong>i fortunelli<\/strong> con la sufficenza? Le mitiche <strong>LLLZ <\/strong>(cio&egrave; Sabrina, Elena, Lorenza, Daniela)&#8230; e <strong>il sottoscritto<\/strong> (che culo eh?). Per&ograve; ho pensato: se la porto come prima materia quella l&igrave; pensa che io sia <strong>un mago di ragioneria<\/strong>, quindi&#8230;. <strong>Quindi ho portato Inglse come prima materia<\/strong> e ragio come seconda. Il prof di inglese della matura era un pischello giovane. Dal momento che probabilmente ero <strong>l&#8217;unico in tutto l&#8217;istituto<\/strong> a portare inglese come prima materia, avr&agrave; pensato che io fossi un fenomeno e ha iniziato a parlarmi in inglse&#8230; ma ha cambiato subito!!!<\/p>\n<p>Perch&egrave; nessuno voleva portare ragioneria? Perch&egrave; eravamo tutti spaventati dalla prof, la mitica <strong>Zucchella<\/strong>, lo <strong>spauracchio di generazioni di ragionieri<\/strong>. Prof, se per caso un giorno leggesse queste pagine, voglio proprio dirle che secondo me lei ha proprio sbagliato metodo di insegnamento. Non c&#8217;&egrave; bisogno di fare <strong>la stronza<\/strong> come faceva lei, non &egrave; cos&igrave; che si insegna la ragioneria. La severit&agrave; mi sta bene, ma lei andava oltre. Infatti penso che non abbia lasciato molto agli studenti.<\/p>\n<p>(fine prima parte<br \/>\n&#8230; domani la seconda parte&#8230;)<\/p>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20070307-fumetti.jpg\" \/><br \/><em>Io mi divertivo a fare dei collage e farne dei &quot;giornalini&quot; di una sola pagina. All&#8217;inizio si chiamava &quot;Mai dire Tordi&quot;, poi &quot;Meglio Tordi che mai&quot;.<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1989. A dicembre ho comprato l&#8217;Amiga 500, un computer che ha fatto storia. Ma qualche mese prima, a settembre, ho dovuto sostenere l&#8217;esame di riparazione di francese.Per l&#8217;esame mi aveva preparato mia sorella, che era molto brava in quella materia. 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