{"id":1240,"date":"2012-02-15T10:37:30","date_gmt":"2012-02-15T09:37:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=1240"},"modified":"2012-02-15T10:37:30","modified_gmt":"2012-02-15T09:37:30","slug":"gli-attacchi-degli-sci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1240","title":{"rendered":"Gli attacchi degli sci"},"content":{"rendered":"<p><strong>Come ben sapete<\/strong>, e se non lo sapete ve lo dico io, gli sci&nbsp; sono formati dallo <strong>sci<\/strong> (appunto) e dall&#8217;<strong>attacco di sicurezza<\/strong>. Ormai la grande maggioranza di questi attrezzi escono gi&agrave; dalla fabbrica con gli <strong>attacchi integrati<\/strong>, regolabili dal venditore in base allo <strong>scarpone<\/strong>, al <strong>peso<\/strong> e <strong>stile di sciata<\/strong> del cliente. Fino a qualche anno fa invece la normalit&agrave; era che gli attacchi erano un&#8217;<strong>entit&agrave; separata dallo sci<\/strong>, e occorreva fissarli al momento dell&#8217;acquisto.<\/p>\n<p>Noi venditori abbiamo sicuramente <strong>la vita pi&ugrave; facile<\/strong> coi nuovi modelli: prendi un <strong>cacciavite<\/strong> e in meno di 5 minuti fai tutte le <strong>regolazioni<\/strong>. Sono rari gli sci a cui devi mettere gli attacchi ancora &quot;<strong>a mano<\/strong>&quot;.<\/p>\n<p>Io ho imparato a fare questo lavoro<strong> fin da ragazzino<\/strong>. Nel negozio dei miei genitori era <strong>mia mamma<\/strong> la &quot;<em>ski man<\/em>&quot; (le &quot;<em>ski woman<\/em>&quot; <strong>non erano contemplate<\/strong> a quei tempi..e forse <strong>neanche a questi tempi!<\/strong>) e gli attacchi li montava lei. Ha partecipato anche a diversi <strong>stage<\/strong> organizzati dalle <strong>ditte produttrici<\/strong> per spiegare le <strong>nuove tecnologie<\/strong> e le nuove tecniche. Quando avevo circa <strong>12\/13 anni<\/strong> ho iniziato a farle da <strong>assistente<\/strong>. Lei mi ha insegnato la <strong>tecnica<\/strong>, i <strong>trucchi <\/strong>e il fatto che <strong>ogni lavoro &egrave; diverso dall&#8217;altro<\/strong>. Ho avuto un altro <strong>maestro<\/strong>, <strong>Fiorello <\/strong>(no, non quello della TV!)&nbsp; che mi ha insegnato <strong>la precisione<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"imgdx\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20120215-filettatore.jpg\" \/>Una volta venduti gli sci, li si mette sul banco di lavoro e si fermano <strong>in una morsa<\/strong>. Poi si prende una &quot;<strong>maschera<\/strong>&quot;, detta anche &quot;<strong>dima<\/strong>&quot;. E&#8217; un <strong>aggeggio<\/strong>, fornito dalla ditta produttrice degli attacchi, che permette di fare <strong>i fori sullo sci nel punto giusto<\/strong>, una volta regolata in base alla lunghezza dello <strong>scarpone<\/strong>. Una gran bella comodit&agrave;: prima ancora si faceva <strong>tutto a mano<\/strong>, occorreva fare dei <strong>calcoli <\/strong>e delle misurazioni<strong> precise al millimetro<\/strong> per individuare il punto giusto dove forare.<\/p>\n<p>Si fissa la maschera sullo sci, la si <strong>sblocca<\/strong>, la si <strong>regola <\/strong>in base allo scarpone del cliente e poi la si <strong>blocca<\/strong>. A questo punto la si posiziona in modo che, una volta finito il lavoro, la met&agrave; dello scarpone risulti <strong>in un punto ben preciso dello sci <\/strong>(che <strong>non &egrave; la met&agrave;<\/strong>, ma un po&#8217; pi&ugrave; indietro verso la coda). Per fare questo c&#8217;&egrave; <strong>un segno sulla maschera<\/strong> che deve essere allineato ad <strong>un segno ben preciso sullo sci<\/strong> (anche questa operazione una volta andava fatta a mano, segnando con una squadra e una matita un punto dello sci e poi <strong>facendo dei calcoli<\/strong>)<\/p>\n<p>Ora bisogna <strong>forare<\/strong>. Per prima cosa bisogna scegliere <strong>la punta del trapano<\/strong> da usare. Le punte sono un mix tra quelle per il <strong>legno<\/strong> e quelle per il <strong>metallo<\/strong>. La cosa simpatica e utile &egrave; che sono costruite in modo che, anche volendo, il foro risulti di una <strong>lunghezza predefinita<\/strong>. I diametri pi&ugrave; comuni sono quelli da <strong>3,5<\/strong> e da <strong>4,1<\/strong> millimetri. Le lunghezze variano da <strong>7<\/strong> a <strong>10<\/strong> millimetri. Solitamente gli sci meno strutturati, come quelli <strong>da bambino<\/strong>, necessitano una punta <strong>piccola e corta<\/strong>, viceversa per gli sci molto tosti occorre quella grande. In ogni caso la punta pi&ugrave; grossa &egrave; andata via via <strong>scemando di utilit&agrave;<\/strong>, in quanto da una decina di anni gli sci hanno una struttura esterna <strong>molto meno rigida <\/strong>di una volta e <strong>si forano meglio<\/strong>.<\/p>\n<p>Ricordo quella volta che mi &egrave; stato concesso di preparare <strong>il mio primo sci tutto da solo<\/strong>: era per la morosa di un ragazzo di Brallo, il quale mi disse: &quot;Sei bravo, eh? <strong>Chiss&agrave; quanti ne hai gi&agrave; preparati<\/strong>&quot;. La morosa, attuale moglie e madre di figli, <strong>&egrave; tuttora viva e vegeta<\/strong>, quindi <strong>mi &egrave; andata bene<\/strong>. <br \/>\nCerto, negli anni gli <strong>errori <\/strong>non sono mancati: sbagliare maschera, non regolarla sulla lunghezza dello scarpone, perdere una vite&#8230; insomma il campionario dei <strong>casini combinati<\/strong> &egrave; vario. Anche qui c&#8217;&egrave; da dire che negli ultimi anni gli errori si sono <strong>praticamente azzerati<\/strong>, vuoi per l&#8217;ormai pi&ugrave; che ventennale esperienza, vuoi per il sopracitato meccanismo di integrazione sci-attacco che lascia ben poco spazio al lavoro dello ski-man (e quindi anche ai <strong>possibili errori<\/strong>). (ecco, adesso me la sono gufata, speriamo bene)<\/p>\n<p>E poi ricordo quel periodo, <strong>primi anni &#8217;90<\/strong>, in cui gli sci erano <strong>durissimi <\/strong>e si faceva <strong>una fatica bestia<\/strong> a far entrare le viti, e dovevi avvitarle e svitarle pi&ugrave; volte per <strong>cercare di farle entrare<\/strong>. E quella volta che mi sono fatto un bel taglio sulla mano perch&eacute; ho &quot;pulito&quot; il foro appena fatto, dimenticandomi delle <strong>schegge di metallo<\/strong>. E quella volta che <strong>si &egrave; rotto il filettatore<\/strong> dentro al foro. E quella volta che era tutto giusto: maschera, regolazioni, punta, ecc, solo che per un inspiegabile motivo l&#8217;attacco era di un <strong>particolarissimo modello<\/strong> che aveva altri fori. E quei pomeriggi in cui mi capitava di preparare anche una ventina di paia di sci. Ovviamente tutti <strong>uno diverso dall&#8217;altro<\/strong> e tutti di clienti con una fretta pazzesca. Eh si, perch&eacute; magari stavano l&igrave; tutto il pomeriggio a pensarci, poi una volta decisi pretendevano lo sci pronto immediatamente. E allora venivano l&igrave; a vedere, a chiedere, a insistere, a parlare, a curiosare&#8230; insomma a rompere le scatole: <strong>il modo migliore per farmi deconcentrare<\/strong> e quindi perdere ancora pi&ugrave; tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"imgdx\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20120215-punte.jpg\" \/>I pi&ugrave; facili da montare erano i <strong>Salomon<\/strong>, i pi&ugrave; complicati gli ESS \/ Atomic, ma anche i Tyrolia Freeflex. Non mi sono mai piaciuti i Look. I Geze e i Marker erano senza infamia e senza lode. Parlo per il lato montaggio, chiaramente, non discuto sulla <strong>validit&agrave; tecnica<\/strong>.<\/p>\n<p>Attualmente quasi tutte le marche si sono integrate: la <strong>Rossignol<\/strong> faceva solo sci, adesso fa sci, attacchi (rilevando la Geze e la Look) e scarponi. <strong>Salomon<\/strong> faceva attacchi, adesso fa anche sci e scarponi (rilevando la Sangiorgio). <strong>Nordica<\/strong> faceva scarponi e adesso da anche sci e attacchi, ecc. Ormai offrono tutti la gamma completa. E, come detto, gli attacchi sono spesso integrati nello sci: si montano ad incastro oppure con le viti, ma occorre pi&ugrave; forare direttamente lo sci, quindi sempre pi&ugrave; il trapano e soprattutto le maschere diventano strumenti non necessari.<\/p>\n<p><strong>Era ora<\/strong>, aggiungo io, e chiudo. <strong>Buona sciata a tutti<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ben sapete, e se non lo sapete ve lo dico io, gli sci&nbsp; sono formati dallo sci (appunto) e dall&#8217;attacco di sicurezza. Ormai la grande maggioranza di questi attrezzi escono gi&agrave; dalla fabbrica con gli attacchi integrati, regolabili dal venditore in base allo scarpone, al peso e stile di sciata del cliente. 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