{"id":1331,"date":"2012-05-29T08:23:54","date_gmt":"2012-05-29T07:23:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1331"},"modified":"2012-05-26T10:25:54","modified_gmt":"2012-05-26T09:25:54","slug":"pane-e-bugie-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1331","title":{"rendered":"Pane e Bugie &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p>&#8230;segue da ieri&#8230;<\/p>\n<p>Qualche considerazione economica:<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgb(204, 255, 255);\">&quot;Secondo le  Nazioni Unite e la FAO, entro il 2050 la richiesta di cibo nel mondo  raddoppier&agrave;. Chi sostiene che c&#8217;&egrave; abbastanza cibo per tutti e che basta  ridistribuirlo fa un&#8217;affermazione priva di prospettiva, oltre che  banalmente ingenua ed economicamente sciocca. Sarebbe come dire che il  problema della povert&agrave; non sono i soldi: infatti ce ne sono abbastanza  per tutti, si tratta solo di ridistribuirli. Facile vero? Come ho fatto a  non pensarci prima! Il problema non &egrave; ridistribuire il cibo.  L&#8217;agricoltura non &egrave; un&#8217;attivit&agrave; che si svolge per beneficenza. Lo scopo  dell&#8217;agricoltore &egrave; il profitto. Forse che voi lavorate gratis? Invece si  devono mettere i poveri del mondo nelle condizioni di produrre il loro  cibo e di migliorare le loro condizioni di vita.&quot;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgb(204, 255, 255);\">&quot;L&#8217;Italia dipende  dall&#8217;estero per il 40 per cento del grano duro, per il 70 per cento del  grano tenero, per il 25 per cento del mais, per il 90 per cento della  soia e per il 50 per cento delle carni. Ogni anno la nostra bilancia  agroalimentare &egrave; in rosso per circa dieci miliardi di euro. Non &egrave; certo  coltivando cipolla di Tropea biologica (per carit&agrave;, ottima) o lenticchie  di Castelluccio (ottime pure loro) che possiamo pareggiare i conti.&quot;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgb(204, 255, 255);\">&quot;Secondo  un&#8217;analisi della Coldiretti il vino dall&#8217;Australia per giungere sulle  tavole italiane deve percorrere oltre sedicimila chilometri con un  consumo di 9,4 chili di petrolio e l&#8217;emissione di 29,3 chili di anidride  carbonica. Che senso ha tuonare contro il vino (per altro ottimo)  importato dall&#8217;Australia e poi compiacersi per le vendite di vino  italiano negli Stati Uniti? Forse che ci vanno a nuoto le bottiglie di  vino italiano a New York?&quot;<\/span><\/p>\n<p>Perch&egrave; comprare prodotti della zona?<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgb(204, 255, 255);\">&quot;Altra faccenda  invece&nbsp; &egrave; il discorso di chi dice: Non mi interessa l&#8217;efficienza  energetica, compro local perch&eacute; mi piace di pi&ugrave;, perch&eacute; voglio sostenere  l&#8217;economia locale, perch&eacute; per me &egrave; meglio dare un euro al contadino  italiano piuttosto che a quello cileno e cos&igrave; via. Mi sta benissimo.  basta non giustificare questi comportamenti, difficilmente riconducibili  a indagini scientifiche, parlando di emissioni di anidride carbonica e  di energia. Se si afferma che &lt;la spesa a km 0 riduce le emissioni di  CO2 e il consumo energetico&gt; &egrave; di dati numerici che si sta parlando.  L&#8217;affermazione &egrave; verificabile in linea di principio, e quindi i numeri  finali possono dire se la frase &egrave; vera o falsa. I numeri non si  interpretano: parlano da soli.&quot;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"background-color: rgb(204, 255, 255);\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20120529-paneebugie.jpg\" \/><\/span><\/p>\n<p>E infine una frase che riuassume un po&#8217; tutto il discorso:<\/p>\n<p><span style=\"background-color: rgb(204, 255, 255);\">&quot;Pensavate che i  pompelmi senza semi, i mandarini senza semi e cos&igrave; via fossero stati  selezionati nel corso dei secoli da contadini con il cappello di paglia,  la camicia a scacchi e un filo d&#8217;erba in bocca, come vuol l&#8217;immaginario  popolare? Scordatevelo. Scienziati in camice bianco, maschera e tuta  sterile hanno manipolato gli embrioni di quelle piante, sottoponendole  all&#8217;azione della colchicina o di altri procedimenti mutageni, al fine di  ottenere delle variet&agrave; commercialmente interessanti.&quot;<\/span><\/p>\n<p>Finisco citando i due blog di Bressanini:<\/p>\n<p>http:\/\/bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it\/<br \/>\nhttp:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/blog\/dbressanini\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;segue da ieri&#8230; Qualche considerazione economica: &quot;Secondo le Nazioni Unite e la FAO, entro il 2050 la richiesta di cibo nel mondo raddoppier&agrave;. Chi sostiene che c&#8217;&egrave; abbastanza cibo per tutti e che basta ridistribuirlo fa un&#8217;affermazione priva di prospettiva, oltre che banalmente ingenua ed economicamente sciocca. 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