{"id":1358,"date":"2012-08-10T08:36:08","date_gmt":"2012-08-10T07:36:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1358"},"modified":"2012-08-09T18:44:31","modified_gmt":"2012-08-09T17:44:31","slug":"i-conti-dal-verme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1358","title":{"rendered":"I Conti Dal Verme"},"content":{"rendered":"<p>Spesso quando si parla di via <strong>Dal Verme<\/strong>, a Voghera, molti la prendono in giro, storpiandola in &quot;<strong>via del verme<\/strong>&quot;. In realt&agrave; <strong>la famiglia<\/strong> Dal Verme &egrave; stata molto importante nella storia dell&#8217;<strong>Italia settentrionale<\/strong>. Tempo fa ho letto <strong>un libro<\/strong>, scritto da <strong>Bernini<\/strong> e <strong>Scrollini<\/strong>, che si intitola appunto &quot;<strong>I Conti Dal Verme<\/strong>&quot;, che racconta le storie del casato, dalle prime notizie certe <strong>fino ai giorni nostri<\/strong>. Senza nulla togliere alle generazioni attuali, la parte pi&ugrave; interessante, a mio avviso, si &egrave; svolta a partire da <strong>Verona<\/strong> nel <strong>XII secolo<\/strong> fino a <strong>Voghera<\/strong> sul finire del <strong>XVI secolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco un breve riepilogo dei principali avvenimenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"272\" height=\"310\" alt=\"\" class=\"imgdx\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20120810-dalverme.png\" \/> Le notizie storiche partono dal <strong>1174<\/strong> con <strong>Nicola &ldquo;de Vermo o Vermis&rdquo;<\/strong> a Verona e proseguono col pronipote <strong>Pietro<\/strong>, milite di <strong>Cangrande Della Scala<\/strong>, decorato nel <strong>1328<\/strong>. Il figlio <strong>Luchino<\/strong> partecip&ograve; ad una congiura contro <strong>Cangrande<\/strong> che tuttavia fallisce. Ai <strong>Dal Verme<\/strong> vengono confiscati tutti i beni e banditi dalla citt&agrave; scaligera. Si trasferiscono a <strong>Milano<\/strong>, dove i <strong>Visconti<\/strong> incaricano subito Luchino di compiti militari, prima a Bologna , poi a Genova e a Parma, infine a <strong>Pavia<\/strong>, presa nel 1359.<br \/>\nProprio nella citt&agrave; sul <strong>Ticino<\/strong> si inizi&ograve; la costruzione del castello e Luchino se ne serv&igrave; come base per le campagne militari. Nel frattempo c&rsquo;era da riconquistare anche l&rsquo;<strong>Oltrepo<\/strong> <strong>Pavese<\/strong>, caduto in mani nemiche. Dopo aspre battaglie e movimenti d&rsquo;armi e di denaro (il principale avversario fu ingaggiato da <strong>Pisa<\/strong> e abbandon&ograve; la battaglia), nel 1365 Voghera fu viscontea.<br \/>\nNel frattempo, un anno prima, Luchino era gi&agrave; partito addirittura per <strong>Creta<\/strong> e la conquistava per conto dei veneziani. Insomma era uno che non si fermava mai, sempre in giro a combattere, anche se tra una battaglia e un trasferimento trovava il tempo di scrivere al <strong>Petrarca<\/strong>, di cui era <strong>corrispondente<\/strong>. Un paio di anni pi&ugrave; tardi salpava alla volta della <strong>Terrasanta<\/strong>, ma durante il viaggio trov&ograve; <strong>la morte<\/strong>.<\/p>\n<p>\nEravamo rimasti alla morte di Luchino. Il figlio <strong>Jacopo<\/strong> combatt&egrave; anch&rsquo;esso per conto dei <strong>Visconti<\/strong>, dai quali venne nominato signore in <strong>val Tidone<\/strong> nel <strong>1388<\/strong> e, negli anni successivi, anche in zone limitrofe. Egli dimorava a <strong>Pavia<\/strong>, e serv&igrave; <strong>Gian Galeazzo Visconti<\/strong> sino alla sua morte, per poi trascorrere gli ultimi anni a <strong>Venezia<\/strong>. <br \/>\nIl figlio <strong>Luigi<\/strong> fu a sua volta un condottiero al soldo di vari signori: <strong>Bologna<\/strong>, il<strong> Papa<\/strong>, per poi difendere <strong>Venezia<\/strong> dai Visconti. Infine pass&ograve; armi e bagagli proprio al servizio dei <strong>Milanesi<\/strong>, che in cambio gli offrirono il feudo di <strong>Bobbio<\/strong>, Castel S. Giovanni e <strong>Voghera<\/strong>. Proprio nel centro oltrepadano venne ad abitare la moglie <strong>Luchina<\/strong>, mentre il marito guerreggiava in giro per la penisola.<br \/>\nL&rsquo;abitazione scelta era il <strong>castello visconteo<\/strong>, ubicato a porta <strong>S. Stefano<\/strong>. Era una struttura tipicamente militare fatta costruire dai vogheresi su ordine di <strong>Gian Galeazzo Visconti<\/strong> nel 1372. Luchina scelse il maniero come dimora, nonostante non fosse confacente ad un utilizzo civile, <strong>ingentilendolo e riadattandolo<\/strong>. Luigi mor&igrave; nel <strong>1449<\/strong> e venne sepolto a <strong>Voghera<\/strong> nella <strong>Collegiata di S.Lorenzo<\/strong>.<\/p>\n<p>Il successore designato, il figlio <strong>Pietro<\/strong>, era ancora bambino e quindi fu <strong>Luchina<\/strong> a governare <strong>Voghera<\/strong> per qualche anno. Pietro fu spesso il lite con gli <strong>Sforza<\/strong> e venne anche fatto arrestare un paio di volte. Rimase vedovo e si rispos&ograve; proprio con una nipote di <strong>Ludovico il Moro<\/strong>, ma mor&igrave; anch&rsquo;esso giovane. Nel <strong>1485<\/strong> il Signore di Milano decise allora di incamerare tutti i beni dei Dal Verme, segnando la fine della signoria vermesca su Voghera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spesso quando si parla di via Dal Verme, a Voghera, molti la prendono in giro, storpiandola in &quot;via del verme&quot;. In realt&agrave; la famiglia Dal Verme &egrave; stata molto importante nella storia dell&#8217;Italia settentrionale. 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