{"id":1559,"date":"2013-10-03T08:16:42","date_gmt":"2013-10-03T07:16:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1559"},"modified":"2013-10-02T20:20:15","modified_gmt":"2013-10-02T19:20:15","slug":"io-e-i-miei-gatti-1a-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1559","title":{"rendered":"Io e i miei gatti &#8211; 1a parte"},"content":{"rendered":"<p><strong>E&#8217; bello avere un gatto<\/strong>. Da piccolo avevo una gatta, che si chiamava <strong>Gatta<\/strong>. E&#8217; apparsa dal <strong>nulla<\/strong>, &egrave; stata con noi tanti tanti anni, ed <strong>&egrave; sparita nel nulla<\/strong>. Non ce l&#8217;aveva data nessuno, non l&#8217;avevamo presa da nessuna parte: <strong>un giorno &egrave; arrivata l&igrave; e l&#8217;abbiamo adottata<\/strong>. Era <strong>furba<\/strong>, parecchio. Avevamo un vicino di casa col cane, un lupo di nome <strong>Rolf<\/strong>, legato alla catena del cortile. Lei sapeva <strong>esattamente<\/strong> fin dove arrivava Rolf e camminava <strong>un metro pi&ugrave; in l&agrave;<\/strong>. Quel povero cagnone <strong>diventava matto<\/strong>: abbaiava, sbavava, ma lei niente, <strong>se ne stava impettita<\/strong> e imperterrita. Ha avuto <strong>tantissimi cuccioli<\/strong>, e purtroppo non ne &egrave; sopravvissuto nessuno. Ogni volta li partoriva in qualche <strong>scatolone<\/strong>: in solaio, in cantina, una volta addirittura <strong>in negozio!<\/strong> Si era nascosta perch&eacute; sapeva che era arrivato il momento e noi ce ne siamo accorti al mattino. Solo che poi diventava molto <strong>gelosa<\/strong> dei suoi cuccioli e allora ad uno ad uno li faceva sparire e li portava <strong>da qualche parte<\/strong>. Li prendeva in bocca per il <strong>coppino<\/strong> e li portava nella sua <strong>cuccia segreta<\/strong>. A volte li abbiamo ritrovati e riportati a casa. Solo che poi, abitando vicino alla strada, qualcuno moriva investito dalle auto, qualcun altro in bocca a Rolf o a qualche altro cane, alcuni <strong>cadendo dal balcone<\/strong> di casa (secondo piano). Solo pochi sono arrivati <strong>all&#8217;et&agrave; adulta<\/strong>. Uno di loro era diventato il gatto di <strong>mio nonno Michele<\/strong>. Quell&#8217;anno gli avevamo affidato tutti e tre i piccoli della cucciolata per tenerli con lui a <strong>Ponti<\/strong>. Purtroppo qualche mano ignota, a cui evidentemente <strong>davano fastidio<\/strong>, li ha chiusi in una <strong>borsa di plastica<\/strong> e li ha gettati in <strong>una scarpata<\/strong>. Quando il nonno li ha trovati seguendo i miagolii per uno di loro non c&#8217;era gi&agrave; pi&ugrave; niente da fare. Un altro poi era morto o sparito e quindi <strong>ne era rimasto solo uno<\/strong>. Era come <strong>un cagnolino<\/strong>: quando il nonno andava nei campi a zappare le patate lui <strong>lo seguiva<\/strong>, per poi tornare a casa insieme. Stava sempre qualche metro indietro. Mi ricordo una volta una passeggiata nel <strong>castagneto<\/strong> col gatto che ci seguiva <strong>a debita distanza<\/strong>. Qualche anno dopo Michele decise che era troppo vecchio per gestire un gatto e, visto che nel frattempo la mia Gatta era sparita (probabilmente era andata a finire i suoi giorni altrove), ce l&#8217;ha &quot;restituito&quot;. Da Brallo a Ponti ci sono <strong>parecchi chilometri<\/strong>, eppure per ben <strong>3 volte<\/strong> il <strong>Gatto Marinaio<\/strong> (cos&igrave; l&#8217;avevamo ribattezzato io e mia sorella) <strong>era tornato a casa<\/strong>&#8230; a casa sua a Ponti. Il soprannome derivava dal fatto che gli altri <strong>micioni<\/strong> di Brallo non vedevano di buon occhio il nuovo arrivato, e quindi era <strong>sempre rissa<\/strong>. Tornava sempre tutto pesto, gonfio e graffiato, come un <strong>marinaio ubriaco<\/strong> appunto. Il nonno ha insistito per riportarlo a Brallo, ma dopo qualche tempo il Gatto Marinaio ha levato le ancore ed &egrave; ritornato a Ponti. A questo punto bisognava arrendersi: voleva restare a casa sua.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20131003-gatto.gif\" alt=\"\" \/><br \/>\nMario Arlati sul balcone di casa mia tra le serenelle (i famosi &quot;lill&agrave;&quot;)<\/p>\n<p>Poi &egrave; stata la volta di <strong>Mario Arlati<\/strong>. Un giorno ho trovato un gatto <strong>molto molto affettuoso<\/strong> in giro per Brallo <strong>da solo<\/strong>. L&#8217;ho portato a casa. I miei <strong>hanno storto un po&#8217; il naso<\/strong>, ma col passare dei giorni quel <strong>gattone affettuoso<\/strong> ha finito per farsi voler bene da tutti. Anche perch&eacute;, come tutti i gatti, era <strong>autonomo<\/strong>: entrava ed usciva di casa, senza problemi di passeggiate, bisognini e tutte quelle cose l&igrave;. Io gli avevo messo il nome di Mario Arlati (<strong>uno dei pochi gatti con cognome!<\/strong>) ma in famiglia lo chiamavano &quot;<strong>gatto<\/strong>&quot; oppure &quot;<strong>mao<\/strong>&quot;. E&#8217; stato il primo gatto che ho portato dal veterinario. Una volta al telefono il dottore mi ha detto che probabilmente <strong>non avrebbe passato la notte<\/strong>. Invece ha vissuto ancora a lungo. Diciamo che ha dato fondo alle sue 7 vite in quanto <strong>ogni tanto ne combinava una<\/strong>: si &egrave; lanciato da un balcone, si &egrave; tirato addosso un armadio, ecc. Era un bel <strong>micione<\/strong> in salute, ma con tutte queste sue magagne finiva che era spesso <strong>pesto<\/strong> e <strong>zoppicante<\/strong>. Alla fine &egrave; sparito cos&igrave; come era arrivato, probabilmente <strong>aveva esaurito le vite<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8230;segue domani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; bello avere un gatto. Da piccolo avevo una gatta, che si chiamava Gatta. E&#8217; apparsa dal nulla, &egrave; stata con noi tanti tanti anni, ed &egrave; sparita nel nulla. Non ce l&#8217;aveva data nessuno, non l&#8217;avevamo presa da nessuna parte: un giorno &egrave; arrivata l&igrave; e l&#8217;abbiamo adottata. Era furba, parecchio. 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