{"id":1822,"date":"2014-10-02T09:54:40","date_gmt":"2014-10-02T08:54:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1822"},"modified":"2014-10-01T22:05:01","modified_gmt":"2014-10-01T21:05:01","slug":"sciare-in-alta-valle-staffora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1822","title":{"rendered":"Sciare in Alta Valle Staffora"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20141002-sciare.jpg\" class=\"imgdx\" alt=\"\" \/>Stanno rifacendo gli impianti sciistici del <strong>Monte Chiappo<\/strong>, vale a dire la <strong>seggiovia<\/strong> che parte da <strong>Pian del Poggio<\/strong>. E&#8217; una cosa <strong>sicuramente bella<\/strong>, perch&eacute; dalle nostre parti <strong>&egrave; la pista pi&ugrave; lunga<\/strong>. Per&ograve; io credo che il solo fatto di <strong>rimodernare<\/strong> gli impianti non sia, da solo, <strong>sufficiente<\/strong>. Negli anni 70 e 80 dello scorso secolo erano <strong>GLI impianti<\/strong>. Chiunque volesse cimentarsi con l&#8217;attivit&agrave; sciistica e abitava in <strong>Valle Staffora<\/strong> o zone limitrofe, poteva contare sugli impianti al <strong>Penice<\/strong>, <strong>Casamatti<\/strong>, <strong>Brallo<\/strong>, <strong>Cima Colletta<\/strong>, <strong>Caldirola<\/strong> e, appunto, Pian del Poggio. <strong>Erano altri tempi<\/strong>. Si partiva, che so, da <strong>Voghera<\/strong> e in circa <strong>un&#8217;ora<\/strong> si era sulle piste da sci: pap&agrave;, mamme, figli, nipoti e nonni al seguito per un&#8217;<strong>allegra scampagnata<\/strong>. La neve cadeva abbondante, gli atleti erano poco esigenti e tutti si divertivano. Oggi <strong>ci sono le autostrade<\/strong> che con qualche minuto in pi&ugrave; ti portano sulle piste della <strong>Val d&#8217;Aosta<\/strong> che, con tutto il rispetto, sono <strong>un altro pianeta<\/strong> rispetto a quelle dell&#8217;appennino pavese. Nel 2015 invece chi se la sentir&agrave; di partire da Voghera, affrontare un strada che, se fino a Varzi <strong>&egrave; inadeguata<\/strong>, dopo diventa addirittura <strong>terribile?<\/strong> Io spero tanti, me lo auguro. Spero altres&igrave; che scenda <strong>tanta neve<\/strong> e che le piste siano <strong>tenute bene<\/strong> e <strong>battute<\/strong> come si deve. Sono in ogni caso convinto, che per i nostri paesi ci siano almeno un paio di grossi handicap che se rimangono incolmati non permetteranno non solo ai turisti di <strong>venirci a trovare<\/strong>, ma renderanno sempre pi&ugrave; difficile agli abitanti di <strong>rimanere<\/strong> e di <strong>lavorare<\/strong>. Il primo l&#8217;ho gi&agrave; citato: <strong>la strada<\/strong>. Se la ex Statale del Penice era talmente importante da essere considerata, appunto, <strong>una statale<\/strong> e andava bene per le auto e i mezzi di trasporto di <strong>trenta<\/strong> o pi&ugrave; anni fa, ormai &egrave; <strong>inadatta ai mezzi odierni<\/strong>. E questo va a scapito del <strong>turismo<\/strong>, dell&#8217;industria, del commercio e del traffico stesso. La strada &egrave; sempre pi&ugrave; <strong>intasata<\/strong> e gli abitanti e sindaci dei paesi che attraversa sono ormai stufi, mentre gli automobilisti sono <strong>esasperati<\/strong>. A mio avviso, quando c&#8217;erano i soldi (e c&#8217;erano ancora tanti abitanti, e qualche industria, e molto turismo, cio&egrave; i gi&agrave; citati <strong>anni 70 e 80<\/strong>) avrebbero dovuto ipotizzare una strada pi&ugrave; bella, pi&ugrave; larga e che magari evitasse qualche paese. Perlomeno fino alla &quot;capitale&quot; dell&#8217;Alta Valle Staffora: <strong>Varzi<\/strong>. Da l&igrave; in avanti &egrave; &quot;normale&quot; che le strade abbiano pi&ugrave; curve, siano un po&#8217; pi&ugrave; strette. Beh, magari non messe male come quella che va al Pian del Poggio, ecco.<\/p>\n<p>La seconda cosa &egrave; un altro tipo di strada: quella <strong>informatica<\/strong>. Se una volta era <strong>essenziale<\/strong> che il territorio fosse coperto dalle <strong>linee elettriche<\/strong>, dall&#8217;acquedotto e dalla fognatura, poi &egrave; diventato &quot;normale&quot; avere a disposizione le <strong>linee telefoniche<\/strong>. Nel duemilaquattordici &egrave; ASSOLUTAMENTE ESSENZIALE avere la <strong>copertura internet<\/strong>, quella che qualche anno fa era chiamata &quot;<strong>banda larga<\/strong>&quot;, che ormai &egrave; il minimo indispensabile. Senza, <strong>siamo tagliati fuori dal mondo<\/strong>. Perch&eacute; internet non serve per i giochini, ma per il turismo, e quindi per il commercio, per il lavoro, ecc. Cos&igrave; come una volta <strong>gli analfabeti erano quelli che non sapevano scrivere<\/strong> e <strong>adesso sono quelli che non sanno usare un computer<\/strong>, cos&igrave; adesso internet &egrave; un servizio indispensabile come la corrente elettrica.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La vedo dura<\/strong>. Speriamo bene&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stanno rifacendo gli impianti sciistici del Monte Chiappo, vale a dire la seggiovia che parte da Pian del Poggio. E&#8217; una cosa sicuramente bella, perch&eacute; dalle nostre parti &egrave; la pista pi&ugrave; lunga. Per&ograve; io credo che il solo fatto di rimodernare gli impianti non sia, da solo, sufficiente. 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