{"id":2095,"date":"2016-05-11T15:17:02","date_gmt":"2016-05-11T14:17:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2095"},"modified":"2016-05-11T15:17:02","modified_gmt":"2016-05-11T14:17:02","slug":"varsavia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2095","title":{"rendered":"Varsavia"},"content":{"rendered":"<p>Sono stato recentemente a <strong>Varsavia<\/strong>. Come mia <strong>abitudine<\/strong> vorrei segnalare alcune cose in ordine sparso che mi hanno colpito, stavolta senza fare una descrizione del luogo, per quello ci sono in giro <strong>tantissime guide<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20160511-varsavia.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<ul>\n<li>La <strong>brioche<\/strong> al <strong>marzapane <\/strong>era <strong>veramente buona<\/strong>.<\/li>\n<li>Hanno l&#8217;abitudine di mettere i <strong>semini <\/strong>sia sul <strong>pane <\/strong>che sulle <strong>brioches<\/strong>.<\/li>\n<li>Ci sono tante <strong>catene <\/strong>di <strong>caffetterie <\/strong>inglesi, come <strong>Caff&egrave; Nero<\/strong> (o americane, come <strong>Starbucks<\/strong>). E&#8217; quanto meno <strong>insolito <\/strong>il fatto che siano gli <strong>anglosassoni <\/strong>ad <strong>esportare il caff&egrave; nel mondo<\/strong> grazie alle loro catene <strong>e non gli italian<\/strong>i, che solitamente se la menano di essere<strong> i migliori<\/strong>.&nbsp;<\/li>\n<li>Vicino al <strong>Castello <\/strong>ho preso da una bancarella un <strong>dolcetto al cioccolato veramente buono<\/strong>. Lo so, sembra che io sia andato a Varsavia a mangiare <strong>dolci<\/strong>, ma era talmente buono che <strong>ne ho presi due<\/strong>, e ve lo dice uno che<strong> non &egrave; goloso<\/strong> di dolci.<\/li>\n<li>Parlando di dolci: tutti gli altri dolci qui esposti nei bar e nelle pasticcerie sono, come dire&#8230; <strong>gonfi, esagerati!<\/strong>&nbsp;Hanno un aspetto abbastanza pesante. Ce ne sono tanti, e tutti molto &quot;<strong>complicati<\/strong>&quot;. &nbsp;<strong>Non fanno per me<\/strong>.<\/li>\n<li>I negozi del centro sono (<strong>purtroppo<\/strong>) uguali a quelli di qualsiasi altra citt&agrave; europea. Da Intimissimi a H&amp;M. Questa cosa <strong>&egrave; un po&#8217; triste<\/strong> perch&eacute; ti fa passare la voglia anche di guardare le vetrine.<\/li>\n<li>Le persone non hanno una aspetto &quot;<strong>diverso<\/strong>&quot;, nel senso che (a parte i vestiti, che come detto sopra, per &quot;colpa&quot; o per &quot;merito&quot; della globalizzazione sono <strong>uguali<\/strong> a quelli che vedi a Milano, a Valencia o a Spalato) non hanno caratteristiche fisiche molto di verse da quelle italiane, se non <strong>una percentuale di occhi chiari pi&ugrave; alta<\/strong>.<\/li>\n<li>Scordatevi anche lo stereotipo del &quot;<strong>comunismo stile sovietico<\/strong>&quot; con casermoni <strong>tutti uguali<\/strong>, auto vecchie e donne con il fazzoletto in testa e i <strong>doposci di pelo<\/strong>: Varsavia &egrave; <strong>modernissima <\/strong>e le auto che girano sono identiche, anche in questo caso, <strong>a quelle che girano a Voghera<\/strong>.<\/li>\n<li>Certo, ovviamente io ho visto <strong>solo la capitale<\/strong> della Polonia, non so se <strong>il resto del paese &egrave; uguale<\/strong> o diverso.<\/li>\n<li>Siamo capitati proprio il giorno del <strong>10 aprile<\/strong>, quando celebravano la ricorrenza del <strong>disastro aereo del 2010<\/strong>, quando un velivolo &egrave; <strong>precipitato<\/strong> con a bordo <strong>il presidente<\/strong>, la moglie, alti funzionari delle forze armate, il presidente della Banca Nazionale, funzionari del governo e parlamentari. Insomma <strong>un disastro<\/strong>. C&#8217;&egrave; da dire che era una ricorrenza <strong>molto sentita<\/strong>, si vedevano <strong>bandiere rosse e bianche<\/strong> letteralmente dappertutto. Dal mattino <strong>fino a sera inoltrata<\/strong> un susseguirsi di comizi, commemorazioni, messe, ecc. Impressionante vedere tutta quella gente con la bandiera in mano. Da noi <strong>non succede neanche durante i mondiali di calcio<\/strong>.&nbsp;<\/li>\n<li>Varsavia aveva una <strong>comunit&agrave; ebraica<\/strong> molto consistente, in virt&ugrave; della politica di <strong>forte libert&agrave; religiosa<\/strong> che ha sempre contraddistinto la Polonia nel tempo. Durante l&#8217;occupazione <strong>nazista<\/strong> questa comunit&agrave; &egrave; <strong>letteralmente sparita<\/strong>, sia a causa delle <strong>deportazioni<\/strong>, sia per la fuga di chi era rimasto. Rimane solo una <strong>sinagoga<\/strong>, scampata allo scempio perch&eacute; veniva utilizzata come <strong>deposito di armi<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>La lingua &egrave; ostica<\/strong>, cos&igrave; come tutte le lingue <strong>slave<\/strong>. Non si capisce proprio un&#8217;acca, neanche per sbaglio. Solo <strong>qualche parolina<\/strong> ogni tanto, ma c&#8217;&egrave; un motivo: essendo la Polonia di <strong>forti tradizioni cattoliche<\/strong>, comunicavano spesso con lo <strong>Stato della Chiesa<\/strong> e quindi in <strong>latino<\/strong>, da cui deriva l&#8217;italiano. Cos&igrave; qualcosina &egrave; rimasto. Per&ograve; te la cavi benissimo con l&#8217;inglese perch&egrave; <strong>lo parlano praticamente tutti<\/strong>. Esattamente come in Italia (ahahahah)<\/li>\n<li>Non ci sono tanti <strong>africani<\/strong>, o nordafricani. Anzi non ne ho visto neanche uno. Si vede che Varsavia non &egrave; una citt&agrave; <strong>appetibile<\/strong> per gli immigrati in UE.<\/li>\n<li>Tantissimissimi <strong>palazzi <\/strong>del centro, secondo le guide, sono stati progettati da <strong>architetti italiani<\/strong>. Se non ricordo male, quando ero a <strong>Londra<\/strong>, un collega cameriere, <strong>ovviamente polacco<\/strong>, mi spiegava la seguente cosa: c&#8217;&egrave; stato un periodo, credo il rinascimento, in cui in Polonia andava di brutto l&#8217;<strong>arte italiana<\/strong>. E cos&igrave; chiamavano artisti del <strong>Belpaese<\/strong>: pittori, architetti, scultori. Mentre l&igrave; andavano di moda gli italiani, in Italia <strong>andava di moda avere i capelli lunghi<\/strong> e quindi chi proveniva dalla Penisola era chiamato &quot;<strong>capellone<\/strong>&quot;. Cosa che &egrave; rimasta: ancora adesso in polacco la parola &quot;italiano&quot; si traduce in <strong>wloski <\/strong>(o una roba simile) che sta proprio per &quot;<strong>capelloni<\/strong>&quot;.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stato recentemente a Varsavia. Come mia abitudine vorrei segnalare alcune cose in ordine sparso che mi hanno colpito, stavolta senza fare una descrizione del luogo, per quello ci sono in giro tantissime guide. La brioche al marzapane era veramente buona. Hanno l&#8217;abitudine di mettere i semini sia sul pane che sulle brioches. 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