{"id":2176,"date":"2017-01-14T08:55:07","date_gmt":"2017-01-14T07:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2176"},"modified":"2017-01-13T15:56:31","modified_gmt":"2017-01-13T14:56:31","slug":"la-centrale-nucleare-di-caorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2176","title":{"rendered":"La centrale nucleare di Caorso"},"content":{"rendered":"<p>Sono nato <strong>a met&agrave; anni &#8217;70<\/strong> e sono cresciuto quindi nei <strong>favolosi anni &#8217;80<\/strong>. Nei film il <strong>buono <\/strong>era sempre <strong>americano <\/strong>e il <strong>cattivo <\/strong>era <strong>russo<\/strong>. Un esempio per tutti, &quot;<strong>Rocky 4<\/strong>&quot;, del 1984 se non vado errato.<br \/>\nDa bambino le cose le vedi in modo diverso: alcune da adulto ti sembrano <strong>meno speciali<\/strong>. Una di queste era l<strong>&#8216;energia nucleare<\/strong>. Se ne parlava come fosse un <strong>toccasana<\/strong>, una grandissima invenzione dell&#8217;uomo. Una cosa nata &quot;brutta&quot; (con le <strong>bombe nucleari<\/strong>) ma utilizzata per scopi &quot;<strong>nobili<\/strong>&quot;. Insomma una gran <strong>figata<\/strong>. Le centrali nucleari in Italia erano come i casin&ograve;: <strong>poche e quasi tutte al centro nord<\/strong>. C&#8217;era quella di &quot;<strong>Trino Vercellese<\/strong>&quot;, che non ho mai saputo dove sia, ma ipotizzo vicino a Vercelli, quella di <strong>Latina<\/strong> e quella &quot;vicino a noi&quot;, ovvero quella di <strong>Caorso <\/strong>(non ricordo se ce ne fossero altre). Neanche <strong>Caorso <\/strong>sapevo dove fosse, se non che fosse &quot;<strong>in provincia di Piacenza<\/strong>&quot; e siccome da Brallo basta fare pochi (<strong>ma pochi<\/strong>) chilometri per essere in quella provincia, era <strong>indubbiamente vicina<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordo a scuola la mia maestra, <strong>Rita<\/strong> (che nel tempo libero era pure <strong>mia mamma<\/strong>), ci raccontava preoccupata che l&#8217;energia nucleare era probabilmente un bene, ma <strong>era pericolosa<\/strong>. E il pericolo <strong>non era <\/strong>negli errori umani (Cernobyl non era ancora &quot;successo&quot;), ma arrivava da <strong>possibili attacchi missilistici <\/strong>durante una possibile &quot;<strong>terza guerra mondiale<\/strong>&quot;. Non ce lo diceva in questi termini, eravamo comunque dei bambini, ma<strong> il senso<\/strong>, anche se edulcorato, <strong>era quello<\/strong>. Diceva &quot;la Russia e l&#8217;America litigano e <strong>noi ci siamo in mezzo<\/strong>&quot;. Io pensavo: &quot;ma se la Russia e l&#8217;America litigano, <strong>non possono litigare a casa loro?<\/strong> Devono proprio venire a litigare qui?&quot;<\/p>\n<p>Una volta avevamo letto in classe una scheda, un articolo, un <em>nonsocosa<\/em>, che riguardava proprio <strong>cosa fare in caso di emergenz<\/strong>a nucleare. Un po&#8217; come quei volantini tipo &quot;<strong>cosa fare in caso di terremot<\/strong>o&quot; venuti tristemente alla ribalta <strong>in questo periodo<\/strong>. In pratica diceva di uscire il meno possibile, non avvicinarsi alle finestre e <strong>non mangiare cibo fresco<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20170113-caorso.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Un giorno la scuola ci ha portato<strong> in gita<\/strong> proprio alla centrale di <strong>Caorso<\/strong>. Queste gite erano organizzate <strong>dalla centrale stessa<\/strong>, per far vedere alle future generazioni <strong>come funzionava una centrale<\/strong> e far capire che <strong>non c&#8217;era nulla di cui preoccuparsi<\/strong>. Nonostante il film &quot;<strong>The Day After<\/strong>&quot;, uno dei miei film preferiti che faceva vedere cosa succedeva, dopo lo sgancio di una testata nucleare a <strong>Kansas City<\/strong>, che a dispetto del nome non &egrave; in Kansas, ma in <strong>Missouri<\/strong>. Ma non divaghiamo.<br \/>\nArriviamo alla centrale e ricordo che fuori c&#8217;era un bel <strong>parchetto<\/strong>, col <strong>laghetto <\/strong>e le <strong>ochette<\/strong>. Questa era tutta <strong>una macchinazione<\/strong> per far vedere che l&#8217;acqua di raffreddamento dell&#8217;impianto, una volta utilizzata e sversata nel laghetto, non era pericolosa, visto la flora e la fauna che vi erano <strong>concentrati<\/strong>. Poi siamo stati all&#8217;interno.<strong> Interno di che?<\/strong> Boh, ero piccolo, ma non stupido e ho subito capito che <strong>non eravamo nella centrale<\/strong>, ma in una qualche palazzina l&igrave; vicino adibita ad <strong>accogliere i visitatori<\/strong>. C&#8217;erano filmati, plastici, foto, poster, ecc. La vera centrale era circondato da un&#8217;<strong>alta cancellata<\/strong> che correva a perdita d&#8217;occhio. Ad un certo punto ci accorgiamo che<strong> la nostra maestra non c&#8217;era pi&ugrave;<\/strong>. Dove era sparita? Alla toilette? Sulla corriera? <strong>Nooo, figuriamoci<\/strong>. La maestra <strong>Rita <\/strong>si era presa la briga di vedere dove finiva l&#8217;inferriata, aveva circumnavigato la centrale e&#8230;.<strong>era riuscita a entrare dove non si poteva! <\/strong>Le <strong>guardie <\/strong>l&#8217;hanno vista dai <strong>monitor <\/strong>e sono andate subito ad <strong>acchiapparla <\/strong>e accompagnarla gentilmente <strong>fuori<\/strong>. <strong>Mitica<\/strong>. <strong>Solo lei poteva fare una roba simile<\/strong>, intrufolarsi nella centrale nucleare di Caorso. Le nostre guide hanno fatto buon viso a cattivo gioco e l&#8217;hanno <strong>lodata<\/strong> per l&#8217;intraprendenza,<strong> regalandole un tot di libri sulla centrale<\/strong>.&nbsp;<br \/>\nPoi, dopo il disastro dell&#8217;Ucraina, il referendum del 1987.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono nato a met&agrave; anni &#8217;70 e sono cresciuto quindi nei favolosi anni &#8217;80. Nei film il buono era sempre americano e il cattivo era russo. 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