{"id":2179,"date":"2017-05-28T08:38:29","date_gmt":"2017-05-28T07:38:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2179"},"modified":"2017-05-26T23:41:42","modified_gmt":"2017-05-26T22:41:42","slug":"storia-delle-dominazioni-di-brallo-e-pregola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2179","title":{"rendered":"Storia delle dominazioni di Brallo e Pregola"},"content":{"rendered":"<p>Ai tempi dei tempi dalle nostre parti abitavano gi&agrave; gli<strong> uomini <\/strong>(e presumo anche <strong>le donne<\/strong>), come dimostrano <strong>diversi ritrovamenti<\/strong> in zona di utensili e <strong>manufatti in pietra<\/strong>, in bronzo e in ferro. Nel <strong>primo millennio<\/strong> avanti Cristo c&#8217;erano i <strong>Liguri<\/strong>, divisi tra varie trib&ugrave;. Ad un certo punto (<strong>IV secolo a.C.<\/strong>) sono arrivati i <strong>Celti<\/strong>, in pianura, che erano sicuramente <strong>pi&ugrave; evoluti dei Liguri<\/strong>, i quali sicuramente avranno assimilato innovazioni da parte di questi &quot;<strong>Galli<\/strong>&quot; . Nel <strong>secondo secolo<\/strong> avanti Cristo arrivano i <strong>Romani<\/strong>. Questi privilegiavano maggiormente l&#8217;<strong>agricoltura<\/strong> rispetto alla <strong>pastorizia<\/strong> e alla <strong>caccia<\/strong>, quindi fondarono numerose citt&agrave; lungo la via <strong>Postumia<\/strong>, nella pianura dell&#8217;odierno <strong>Oltrepo Pavese e<\/strong> dintorni: <strong>Libarna <\/strong>(Serravalle Scrivia), <strong>Derthona<\/strong> (Tortona), <strong>Iria<\/strong> (Voghera), <strong>Piacenza<\/strong>.<\/p>\n<p>Caduto l&#8217;Impero Romano, la zona cadde sotto il dominio dei <strong>Longobardi<\/strong> (572 d.C.), che avevano come capitale <strong>Pavia<\/strong> e si erano convertiti al cattolicesimo. Il re <strong>Agilulfo<\/strong> ospit&ograve; il monaco irlandese <strong>Colombano<\/strong>, che poi giunse a <strong>Bobbio<\/strong> e vi mor&igrave; (615), non prima di aver fondato il famoso <strong>monastero<\/strong>, che negli anni successivi divenne un <strong>vivace centro di vita religiosa e culturale<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel frattempo si era formato il <strong>Sacro Romano Impero<\/strong> e per esempio <strong>Ottone I di Sassonia<\/strong> rilasciava un diploma dove viene citato per la prima volta nella storia l&#8217;abitato di <strong>Pregola<\/strong>, scrivendo che &egrave; assoggettato proprio a <strong>Bobbio<\/strong>.<\/p>\n<p>Pi&ugrave; tardi comand&ograve; <strong>Oberto<\/strong>, marchese della Liguria Orientale, progenitore della stirpe dei <strong>Malaspina<\/strong>. Iniziarono a chiamarsi cos&igrave; a partire dal marchese <strong>Alberto<\/strong> verso il <strong>1124<\/strong>. Avevano feudi in <strong>Lunigiana<\/strong>, in <strong>Val trebbia<\/strong>, <strong>Valle Staffora<\/strong> e <strong>Val Curone<\/strong>. Sia <strong>Federico Barbarossa<\/strong>, che <strong>Federico II<\/strong> che <strong>Carlo IV<\/strong> confermarono ai Malaspina <strong>i loro privilegi<\/strong> e i loro possedimenti. Con la divisione del casato tra <strong>Spino Fiorito<\/strong> e <strong>Spino Secco<\/strong>, i Marchesi di Pregola furono tra i pi&ugrave; importanti di quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>Nel frattempo tutta la Lombardia, e quindi anche l&#8217;Oltrepo e il Bobbiese, passarono sotto la dominazione del <strong>ducato di Milano<\/strong> dei <strong>Visconti<\/strong> e degli <strong>Sforza<\/strong>. Condividendone le sorti, pass&ograve; quindi sotto la dominazione <strong>francese<\/strong> e poi, nel 1589 con la&nbsp;Pace di <strong>Cateau-Cambr&eacute;sis<\/strong>, sotto quella <strong>spagnola<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20170528-pregola.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Ad un certo punto, con il&nbsp;<strong>Trattato di Utrecht del 1713<\/strong> Pregola finisce sotto sotto l&#8217;<strong>Austria<\/strong>, ma ci rimane poco perch&egrave; col <strong>trattato di Worms del 1743<\/strong> si trasferisce finisce sotto casa <strong>Savoia<\/strong> (mentre da Pavia in su rimane territorio austriaco). Scusate queste mie imprecisioni: non sono uno storico, solo un dilettante: il primo trattato pose fine alla guerra di successione spagnola, il secondo rimescol&ograve; un pochino le carte per aggiustare gli attriti. Il <strong>trattato di Aquisgrana<\/strong> ribad&igrave; le stesse cose.<\/p>\n<p>A questo punto venne istituita la <strong>provincia di Voghera <\/strong>che comprendeva l&#8217;Oltrepo Pavese e il Bobbiese, nonch&egrave; la parte bassa dell&#8217;attuale provincia di Alessandria e un pezzo di Liguria. Per capirci da Busalla a Cantalupo Ligure. Dopo la parentesi di <strong>Napoleone<\/strong>, nel 1815 viene istituita la <strong>provincia di Bobbio<\/strong>. Da Godiasco in su &egrave; tutto il territorio di questa provincia. Ne ho parlato in questo articolo: <a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1777\">clicca qui<\/a>.<\/p>\n<p>La provincia di Bobbio e quella di Voghera nel 1859 sono inglobate nella nuova <strong>provincia di Pavia<\/strong>, ma nel 1923 c&#8217;&egrave; un riassetto e alcuni comuni finiscono nella provincia di <strong>Genova<\/strong> (come Fontanigorda e Gorreto), altri nella provincia di <strong>Piacenza<\/strong> (come Bobbio, dove ci fu un sollevamento popolare, perch&egrave; i bobbiesi non volevano assolutamente esser soggetti a Piacenza)) e altri rimangono in quella di Pavia, come Pregola.<\/p>\n<p>E siamo quindi arrivati ai giorni nostri, Pregola fa parte della Repubblica Italiana e nel 1958 il comune ha cambiato denominazione, aggiungendo il nome del Passo del Brallo a quello di Pregola diventando comune &quot;di Brallo di Pregola&quot;<\/p>\n<p>Ecco un mio articolo sul <a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=1777\">COMUNE DI PREGOLA<\/a><br \/>\nEd un altro sul cambio del <a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2166\">NOME DEL COMUNE<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ai tempi dei tempi dalle nostre parti abitavano gi&agrave; gli uomini (e presumo anche le donne), come dimostrano diversi ritrovamenti in zona di utensili e manufatti in pietra, in bronzo e in ferro. 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