{"id":2434,"date":"2018-09-10T13:07:49","date_gmt":"2018-09-10T12:07:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2434"},"modified":"2018-09-10T13:07:49","modified_gmt":"2018-09-10T12:07:49","slug":"ma-non-potrei-semplicemente-sparire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2434","title":{"rendered":"Ma non potrei semplicemente sparire?"},"content":{"rendered":"<p>\n\tMa non potrei semplicemente <strong>sparire<\/strong>? Puf, cos&igrave; di botto, di colpo. Ma con una <strong>bacchetta magica<\/strong>. Cio&egrave; facendo in modo che io <strong>non sia mai esistito<\/strong>. Passi in via <strong>Cavour<\/strong> e vedi, che ne so, un&#39;officina. A casa mia ci abitano magari da vent&#39;anni <strong>una coppia di anziani<\/strong>. Guardi le foto dei miei compagni delle medie <strong>e io non ci sono<\/strong>. <strong>Sparito<\/strong>. <strong>Mai esistito<\/strong>. Ma io nel frattempo sono la, <strong>sugli scogli di Las Palmas de Gran Canaria<\/strong>. Scogli appuntiti che mi pungono il culo. Ad osservare il mare ventoso e impetuoso che vorrebbe dirmi &quot;<strong>buttati, che ti cullo<\/strong>&quot;, ma ne ho un po&#39; timore perch&eacute; <strong>non so nuotare cos&igrave; bene<\/strong>. Mentre penso che dopo qualche settimana me ne andr&ograve; a parlare portoghese alle isole <strong>Azzorre<\/strong>, per vedere come sono. E poi a <strong>San Pietroburgo<\/strong>, per una breve visita alla maestosit&agrave; dei suoi palazzi, per attraversare i <strong>mille laghi<\/strong> della Scandinavia fino a spingermi su, a vedere l&#39;<strong>aurora boreale<\/strong>. E poi attraversare tutta la <strong>Siberia<\/strong> in treno. Fermarmi a <strong>Krasnojarsk<\/strong> e raggiungere con qualche mezzo di fortuna qualche villaggio dei dintorni <strong>dove non c&#39;&egrave; nulla<\/strong>, solo neve. E starci un bel po&#39;, <strong>magari un mese<\/strong>. E poi raggiungere <strong>Vladivostok<\/strong>, per cambiare vita ed andare in <strong>Giappone<\/strong>, nella frenetica e colorata Tokio. E nel <strong>caos pi&ugrave; totale<\/strong> fermarmi a pensare che qui parleranno ancora di <strong>Gentiloni<\/strong>, di <strong>Di Maio<\/strong> che vuol governare, di <strong>Berlusconi<\/strong> che non vuole arrendersi e <strong>Renzi <\/strong>che non sa che fare. <strong>Ma Fabio non esiste<\/strong>. Pensa che bello che sarebbe, sparire, <strong>sparire<\/strong>. Il telefono che <strong>squilla<\/strong>, ma <strong>nessuno <\/strong>risponde. <strong>Finalmente<\/strong>. E Fabio, dicono, &egrave; in <strong>Giappone<\/strong>. O forse &egrave; <strong>morto<\/strong>, boh? Ma nel frattempo io sono gi&agrave; passato in <strong>Cina <\/strong>e, dopo aver visto la <strong>Muraglia<\/strong>, l&#39;<strong>Esercito di Terracotta<\/strong> e tutte quelle amenit&agrave; l&igrave;, sar&ograve; gi&agrave; a <strong>Sertar<\/strong>, citt&agrave; a 4100 metri, dove <strong>quarantamila studenti<\/strong> studiano (appunto) la filosofia buddista. Mi cercate&#8230;<strong>Agenzia delle Entrate<\/strong>? <strong>Non mi troverete mai<\/strong>. Qui non ho telefono, internet, facebook, televisione. <strong>Nulla<\/strong>. Non me ne frega niente di questi tizi: li ascolto, certo, ma la mia pace interiore la trovo da me, <strong>grazie<\/strong>.&nbsp; Faccio delle <strong>passeggiate<\/strong>, parlo con tutti e <strong>da tutti imparo qualcosa<\/strong>. Quante cose ho gi&agrave; imparato nel mio viaggio<strong> parlando con la gente<\/strong>. Da ognuno almeno una <strong>briciola<\/strong>, un <strong>granello <\/strong>di polvere, <strong>un&#39;illuminazione<\/strong>. Dopo un po&#39;, chi lo sa, una settimana, un mese, un anno, o magari molto molto di pi&ugrave;, andr&ograve; a vedermi <strong>Hong Kong<\/strong> e i suoi palazzi e <strong>Macao<\/strong> e i suoi casin&ograve;, dove <strong>la gente brucia i soldi e la vita<\/strong>. Stavolta prendo un aereo, faccio tappa a <strong>Singapore <\/strong>e a <strong>Kuala Lumpur,<\/strong> per respirare ancora fremiti di grandiosit&agrave; e di frenesia, per atterrare dopo un bel po&#39; di ore a <strong>Auckland<\/strong>, in <strong>New Zealand,<\/strong> e da li spostarmi in autobus fino al centro, fin sulle montagne, fino a <strong>Whakapapa<\/strong>. Una bella <strong>baita<\/strong>, un <strong>paio di sci<\/strong> e passiamo l&#39;inverno (giugno\/luglio\/agosto) in questo modo. Senza affezionarmi, senza legami, <strong>senza niente<\/strong>. Perch&eacute; io sono morto,<strong> lo volete capire? <\/strong>Non cercatemi, <strong>non esisto<\/strong>. E l&agrave; staranno ancora discutendo se &egrave; un bene<strong> pagare alla mafia <\/strong>35 euro al giorno per stazionare dei finti migranti negli <strong>hotel<\/strong>? Ahahahah io rido e<strong> me ne faccio beffe<\/strong>, se mi volete dovete venire <strong>dall&#39;altra parte del mondo<\/strong>, ma so che <strong>non lo farete mai<\/strong>. Da qui ogni tanto mi sposto, attraverso il <strong>Pacifico <\/strong>e me ne vado, che ne so, alle <strong>Galapagos<\/strong>, oppure a <strong>Malibu <\/strong>ad aspettare il <strong>Grande Mercoled&igrave; <\/strong>sopra una tavola da surf, o fare come <strong>Bodhi <\/strong>e buttarmi nelle <strong>Grande Onda<\/strong>. Tanto <strong>chissenefrega<\/strong>, non vi dovete preoccupare, <strong>IO NON ESISTO<\/strong>. Provate a chiamare: <strong>3383139573<\/strong>. Numero <strong>inesistente<\/strong>. Nessuno si ricorda di me: non &egrave; che non esisto, il fatto &egrave; che <strong>non sono mai esistito<\/strong>. Quindi nessuno, neppur in minima parte, ne soffre. Amici che <strong>non mi hanno mai conosciuto<\/strong>, parenti senza cugini, genitori senza un figlio. <strong>Pagine che pensavo di aver scritto sono invece fogli bianchi<\/strong>, intonsi. Muri che avevo affrescato sono pieni di <strong>muffa<\/strong>, oggetti che ho costruito semplicemente&#8230;<strong>non sono<\/strong>. Mi rimangono solo negli occhi <strong>le cose<\/strong> che visto, <strong>i passi<\/strong> che ho percorso, <strong>le cose<\/strong> che ho udito e <strong>gli insegnamenti<\/strong> che ho ricevuto. Solco ancora il <strong>Pacifico<\/strong>, stavolta vado in <strong>Patagonia<\/strong>. Un freddo della madonna, ma almeno <strong>mi sento vivo<\/strong>, dei vostri fottuti discorsi del cazzo non me ne frega niente. Dei vostri <strong>problemi <\/strong>inesistenti neppure. <strong>Vomito<\/strong>. Su questa landa di ghiaccio. <strong>Vomito sangue<\/strong>. Eppure non sono mai stato cos&igrave; vivo. <strong>IO SONO QUI !<\/strong> Sono un minuscolo potentissimo <strong>puntino<\/strong> nel mondo. E la trovo una sensazione <strong>fantastica<\/strong>. <strong>SONO QUI PERDIO<\/strong>&#8230;. e non voglio che lo sappia nessuno. Vi siete gi&agrave; dimenticati di me? <strong>Bene<\/strong>. Le pagine del mio diario si sono cancellate? <strong>Ottimo<\/strong>. Le scarpe che ho consumato sono in realt&agrave; ancora nuove? <strong>Fantastico<\/strong>. Le foto in compagnia presentano tutte <strong>uno strano vuoto in corrispondenza della mia faccia?<\/strong> Fantastico. Io non &egrave; che non esisto, ripeto,<strong> non sono mai esistito<\/strong>. Ma esisto, qui, ora. Dove sono adesso? Non lo so, a tratti nel <strong>buio<\/strong>, dove le <strong>stelle <\/strong>sono pi&ugrave; visibili. Quanto accidenti saranno distanti? E ci pensate che non sono assolutamente come le vediamo noi? Cio&egrave; se guardo una costellazione stasera, la vedo in due dimensioni, come se fossero <strong>lucciole appoggiate su di un nero lenzuolo<\/strong>. Invece probabilmente sono distanti tra loro, una distanza tale che per comprenderla viene il mal di testa. E ci pensate che stiamo vedendo<strong> il passato?<\/strong> Se osserviamo la luce di una stella lontana un milione di anni luce&#8230; vuol dire che stiamo vedendo la stella com&#39;era un milione di anni fa. <strong>Pazzesco<\/strong>. Pazzesco. <strong>Pazzesco <\/strong>davvero. Quante cose non pu&ograve; comprendere il nostro ridotto cervello? Quanti misteri, quante spiegazioni. <strong>Non voglio pi&ugrave; spiegazioni<\/strong>. Voglio solo godermi le stelle, con la testa in su e gli occhi al cielo, qui, a <strong>Whakapapa<\/strong>, abbracciato al mio amore. <strong>Mio dio, mio dio, il cielo &egrave; pieno di stelle<\/strong>. E se abbasso gli occhi, ho tutto. Quindi esisto?\n<\/p>\n<p>\n\t<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20180910-fabio.jpg\" style=\"width: 570px; height: 440px;\" \/>\n<\/p>\n<p>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma non potrei semplicemente sparire? Puf, cos&igrave; di botto, di colpo. Ma con una bacchetta magica. Cio&egrave; facendo in modo che io non sia mai esistito. Passi in via Cavour e vedi, che ne so, un&#39;officina. A casa mia ci abitano magari da vent&#39;anni una coppia di anziani. 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