{"id":246,"date":"2008-01-09T09:00:33","date_gmt":"2008-01-09T07:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=246"},"modified":"2008-01-09T09:00:33","modified_gmt":"2008-01-09T07:00:33","slug":"mario-baratta-settima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=246","title":{"rendered":"Mario Baratta &#8211; Settima puntata"},"content":{"rendered":"<p>Ragazzi nel 1992 <strong>eravamo in quarta<\/strong>. La quarta A ragionieri. Eravamo <strong>quasi &quot;grandi&quot;<\/strong>. Molti di noi avevano <strong>la patente<\/strong> in quanto avevano un anno in pi&ugrave;. Quante volte mi hanno dato <strong>dei passaggi<\/strong> fino in stazione: Marco, Fabrizio, ecc. Intendiamoci, io qui uso <strong>i nomi di battesimo<\/strong> che non usavo <strong>praticamente quasi mai<\/strong>, ma lo faccio pi&ugrave; che altro per un certo rispetto per la <em><strong>privacy<\/strong><\/em> dei miei compagni. Dovrei dire ex-compagni, ma <font color=\"#ff0000\"><strong>per me saranno compagni per sempre<\/strong><\/font>. Se penso alla scuola io penso al <strong>Baratta<\/strong>.<\/p>\n<p>Quell&#8217;anno mi mancava il mio abituale compagno di banco, <strong>Fabio<\/strong>, pertanto non sapevo con chi sistemarmi. Siccome tutti erano gi&agrave; accoppiati, mi sono ritrovato <strong>Andrea<\/strong>. Penso che a conti fatti era <strong>la peggior soluzione possibile<\/strong>. Non aveva mai niente: <strong>niente libri<\/strong>, niente quaderni, penne, astucci, fogli&#8230; <strong>nulla di nulla<\/strong>. <font color=\"#339966\"><strong>Usavamo in due quello che portavo solo io<\/strong><\/font>.<br \/>\nFortunatamente <strong>non era quasi mai in classe<\/strong>, perso com&#8217;era a <strong>gironzolare<\/strong> per la scuola. Andrea<strong> era un personaggio strano<\/strong>. Egoista, egocentrico, pieno di s&egrave;, divertente, spigliato, spiritoso e belloccio. Era <strong>l&#8217;idolo delle primine<\/strong>. Piaceva anche a quelle <strong>un po&#8217; pi&ugrave; grandicelle<\/strong>, ma molte non lo avrebbero <strong>mai ammesso<\/strong>. Per 5 anni <strong>ha tirato a campare<\/strong>. Non era per niente stupido, ma <strong>non studiava una mazza<\/strong>, e alla fine faceva <strong>i salti mortali<\/strong> per non essere bocciato. <strong>E ci riusciva<\/strong> regolarmente. Questo lo ha probabilmente portato a <strong>deliri di onnipotenza<\/strong> (non ci voleva molto) e si &egrave; comportato nello stesso modo durante <strong>l&#8217;esame di maturit&agrave;<\/strong>, uno show che gli &egrave; costato <strong>la bocciatura<\/strong>. Ci ho litigato <strong>mille volte<\/strong> in quei 5 anni. Per&ograve; in fondo avevo <strong>una certa ammirazione<\/strong> per lui, per il suo essere cos&igrave; disinvolto come io non ero affatto. <font color=\"#666699\"><strong>Era fondamentalmente un pirla,<\/strong><\/font> con tutte le accezioni che ha questo termine, ma magari col tempo &egrave; migliorato, <strong>non lo vedo da qualche anno<\/strong>. Di solito a trent&#8217;anni si matura un po&#8217;. Grazie a lui siamo riusciti ad andare in gita in quinta, <strong>non finir&ograve; mai di ringraziarlo<\/strong> per questo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20080109-baratta.jpg\" class=\"imgdx\" alt=\"\" \/>In quarta invece andammo in <strong>Toscana<\/strong>. Probabilmente <strong>non ci voleva accompagnare nessuno<\/strong>, non mi ricordo di preciso, fatto sta che alla fine ci port&ograve; la <strong>Aprea<\/strong>. Era una prof molto giovane, originaria di Napoli, che da noi faceva <strong>la supplente della Maione<\/strong> (economia e diritto &#8211; solo in una scuola pazza come quella italiana possono mettere lo stesso docente a insegnare due materie diverse come economia e diritto&#8230;). Ma prima vi racconto un&#8217;altra cosa: io e Andrea eravamo <strong>all&#8217;ultimo banco in fila centrale<\/strong>, il pi&ugrave; bello della classe, in quanto i prof&nbsp; <strong>ti vedono pochissimo<\/strong>. Inoltre davanti a me avevo <strong>due energumeni<\/strong> abbastanza ben piazzati che mi oscuravano completamente alla visuale dei professori. <strong>Stefano e Marco<\/strong>. Il primo era un <strong>ragazzone<\/strong> allegro e simpatico, pi&ugrave; alto della media. Ci ritrovavamo spesso al mattino alla fermata del bus alla stazione dei treni. Io abito li vicino e ne approfittavo per raggiungere il Baratta coi mezzi, visto che per i primi 4 anni <strong>non si era mai visto un controllore !<\/strong> Nell&#8217;attesa si rideva e si scherzava con Stefano e i suoi amici. Adesso lo vedo ogni tanto, visto che <strong>lavora a Voghera<\/strong> e abita nella zona. Quando lo incontro in giro e sono con qualcuno dico &quot;<strong>quello l&igrave; era un mio compagno di classe<\/strong>&quot; e quasi nessuno ci crede: &quot;Sembra molto pi&ugrave; vecchio di te&quot;. Non prendertela Stefano, mi capita spesso, e non solo con te. I casi sono due: <strong>o sembro effettivamente pi&ugrave; giovane<\/strong> (grazie, grazie&#8230; mi autoincenso), oppure ho compagnie molto bugiarde&#8230;<br \/>\n<strong>Marco<\/strong> era considerato un altro belloccio della classe, anzi anche della scuola. Lui <strong>negava<\/strong> e magari nega tuttora, ma in fondo era cos&igrave;. Era fenomenale per il suo modo di fare: come gesticolava, come si muoveva e soprattutto per le mitiche frasi che usava. Niente di particolarmente originale, era <strong>il modo in cui le diceva<\/strong> che ti faceva piegare. Sentite questa: un suo classico modo di dire era &quot;<em><strong>Signoriiiiiiiiiii<\/strong><\/em>&quot; e una volta la professoressa <strong>Coda<\/strong>, di Inglese, gli voleva far tradurre una lettera commerciale che iniziava con &quot;<em><strong>Dear Sirs<\/strong><\/em>&quot;. Lui attacca e fa: &quot;<strong>Signorii<\/strong>&quot;&#8230;. e gi&ugrave; tutti a ridere. Si lo so, <strong>detta cos&igrave; non fa per niente ridere<\/strong>, ma se i miei compagni se la ricordano sono sicuro che in questo momento stanno sorridendo. Anche Marco lo vedo ogni tanto, anzi mi ha anche <strike>rifilato<\/strike> venduto un telefono&#8230;<\/p>\n<p><font size=\"2\"><br \/>\n<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">[&#8230;continua domani]<br \/>\n<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ragazzi nel 1992 eravamo in quarta. La quarta A ragionieri. Eravamo quasi &quot;grandi&quot;. Molti di noi avevano la patente in quanto avevano un anno in pi&ugrave;. Quante volte mi hanno dato dei passaggi fino in stazione: Marco, Fabrizio, ecc. 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