{"id":2854,"date":"2020-07-28T22:42:50","date_gmt":"2020-07-28T21:42:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2854"},"modified":"2020-09-21T14:03:42","modified_gmt":"2020-09-21T13:03:42","slug":"anello-brallo-colletta-fego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=2854","title":{"rendered":"Anello Brallo Colletta Fego"},"content":{"rendered":"\n<p>Oggi ho fatto questo simpatico anello. Sono partito dal <strong>Passo del Brallo<\/strong> in direzione &#8220;<strong>Bralello<\/strong>&#8220;, ma appena fuori dal centro abitato ho preso quel sentiero che, passando nei pressi della vasca dell&#8217;acquedotto, ritorna sulla strada asfaltata appena prima del paese di <strong>Bocco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20200728-anello1.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Prendo la strada che porta all&#8217;interno del paese, poi svolto verso l&#8217;alto e arrivo in cima a <strong>Bocco<\/strong>, dove c&#8217;\u00e8 una <strong>fontana<\/strong> e dove parte il <strong>sentiero 101<\/strong>. Sale velocemente, nei primi tratti regalando magnifiche vedute sulle piane sottostanti e su tutta la valle <strong>dell&#8217;Avagnone<\/strong>. Ad un certo punto il sentiero entra nel bosco e diventa <strong>ancora pi\u00f9 ripido<\/strong>, sono totalmente fuori allenamento, non faccio una passeggiata da febbraio (monte Ebro) e <strong>soffro<\/strong> davvero tanto con queste pendenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20200728-anello2.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il sentiero ha diversi bivi, ma avendolo fatto diverse volte, anche in discesa, <strong>non mi sbaglio mai<\/strong>. Il primo \u00e8 segnalato (andando a sinistra si raggiunge il <strong>passo della Colla<\/strong> &#8211; un sentiero che non mi piace molto -, ma io vado a sinistra), gli altri bisogna &#8220;indovinarli&#8221; (solitamente se c&#8217;\u00e8 una diramazione in piano e una in <strong>salita<\/strong>, quella giusta \u00e8 la seconda). Tutta questa fatica viene ripagata una volta raggiunta <strong>Cima Colletta<\/strong>. Sa lass\u00f9 si vede tutto: la valle dell&#8217;Avagnone, della <strong>Trebbia<\/strong> e tutti i monti in lontananza, dal <strong>Maggiorasca<\/strong> fino al vicino <strong>Lesima<\/strong> (e dietro <strong>l&#8217;Alfeo<\/strong>), il <strong>Chiappo<\/strong> qui di fronte e <strong>l&#8217;Ebro<\/strong> appena pi\u00f9 in l\u00e0. Pi\u00f9 sotto si svela la valle <strong>Staffora<\/strong> e la pianura padana. Se non ci fosse questa rada foschia in lontananza si vedrebbero le Alpi. Si vede per\u00f2 l&#8217;amico monte <strong>Penice<\/strong> con le sue antennone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20200728-anello3.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Inizio la discesa verso il rifugio &#8220;<strong>Nassano<\/strong>&#8221; del <strong>CAI<\/strong>. Sono le 10, ma l&#8217;erba \u00e8 ancora bagnata di rugiada. Nonostante le mie scarpe in goretex, l&#8217;erba \u00e8 alta e mi bagna le calze. E&#8217; una sensazione strana, sembra il respiro, <strong>l&#8217;alito della terra,<\/strong> sembra di attraversare un grosso essere vivente. Una sensazione che chi vive sempre chiuso in citt\u00e0 raramente pu\u00f2 vivere. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20200728-anello4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Superato il rifugio oltrepasso quello che una volta era il <strong>campo scuola di sci per principianti<\/strong> e cerco il sentiero per <strong>Valformosa<\/strong>. Ne trovo uno che inizia discendere per la faggeta, molto largo, molto bello, viaggio che \u00e8 un piacere. Fosse tutto cos\u00ec finirei il io giro in un lampo. Invece poco dopo mi rendo conto che rimane un po&#8217; troppo in direzione <strong>Barostro<\/strong>, quindi taglio per il bosco fino a raggiungere il sentiero corretto, che \u00e8 <strong>molto sporco<\/strong>, pieno di alberi caduti, rami, foglie. Per fortuna che lo sto percorrendo in discesa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20200728-anello5.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Raggiungo <strong>Valformosa<\/strong> dalla parte opposta a quella abituale e sento subito una voce nota: \u00e8 il cugino <strong>Rob<\/strong> a cui chiedo indicazioni per scendere a <strong>Fego<\/strong>. Mi parla del sentiero abituale, ma mi racconta che, per fare i nuovi lavori per i pali dell&#8217;elettricit\u00e0, \u00e8 stato creato un percorso diretto proprio nella direzione che volevo. A questo punto seguo i pali, anche se la strada non \u00e8 molto caratteristica: hanno sbancato il bosco per costruire questa linea e sotto le mie scarpe c&#8217;\u00e8 solo terra e sassi. Ad un certo punto incrocio il vero sentiero, che inizio a seguire e raggiungo <strong>Fego<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20200728-anello6.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Non mi perdo in chiacchiere: sono gi\u00e0 le <strong>11 e 30<\/strong> e voglio essere a casa per pranzo. Attraverso il paese, che ogni volta mi stupisce per quanto \u00e8 caratteristico e raggiungo l&#8217;imbocco per il &#8220;Sentiero dei Briganti&#8221;, vicino al bar <strong>Montagnola<\/strong>. Il sentiero corre appunto per un lungo tratto nelle vicinanze del rio <strong>Montagnola<\/strong>, un po&#8217; di qua e un po&#8217; di l\u00e0. Devo stare attento a non sbagliarmi e non finire in direzione <strong>Bralello<\/strong>, ma non c&#8217;\u00e8 problema, sono stanco e se vedessi un sentiero in salita di sicuro lo evito. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"embedly-responsive\" style=\"position: relative;padding-bottom: 78.2227%;height: 0;overflow: hidden;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"embedly-embed\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" allowfullscreen src=\"https:\/\/cdn.embedly.com\/widgets\/media.html?src=https:\/\/www.relive.cc\/view\/v4OGj2rm5mv\/widget?r=embed-site&#038;url=https:\/\/www.relive.cc\/view\/v4OGj2rm5mv?r=embed-site&#038;image=https:\/\/www.relive.cc\/view\/v4OGj2rm5mv\/png?x-ref=embed-site&#038;key=f1631a41cb254ca5b035dc5747a5bd75&#038;type=text\/html&#038;schema=relive\" width=\"1024\" height=\"801\" style=\"position: absolute;top: 0;left: 0;width: 100%;height: 100%;\"><\/iframe><\/div>\n\n\n\n<p>Raggiungo il percorso che avevo in mente, quello che passa sotto <strong>Costa Mora<\/strong>, <strong>Sotto il Groppo<\/strong> e <strong>Pregola<\/strong>. Arrivato nelle vicinanze del Brallo, cos\u00ec come fa la strada asfaltata anche il sentiero picchia deciso in salita, ma, mentre la strada ha tutti quei famosi (o famigerati) tornanti, il mio sentiero \u00e8 <strong>inesorabilmente dritto<\/strong>. Quando scorgo lass\u00f9 il distributore di benzina, sono arrivato.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ho fatto questo simpatico anello. Sono partito dal Passo del Brallo in direzione &#8220;Bralello&#8220;, ma appena fuori dal centro abitato ho preso quel sentiero che, passando nei pressi della vasca dell&#8217;acquedotto, ritorna sulla strada asfaltata appena prima del paese di Bocco. 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