{"id":3005,"date":"2021-03-03T12:31:25","date_gmt":"2021-03-03T11:31:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=3005"},"modified":"2021-03-03T12:31:26","modified_gmt":"2021-03-03T11:31:26","slug":"pregola-il-castello-che-non-ce-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=3005","title":{"rendered":"Pregola, il castello che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;antico maniero dei Malaspina venne distrutto nel 1575 in una faida di famiglia <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La recente attenzione che la carta stampata ha dedicato al <strong>castello di Oramala<\/strong>, l&#8217;insigne maniero che sorge sul crinale tra <strong>Varzi <\/strong>e la <strong>Val di Nizza<\/strong> e che risulta essere in vendita, ci ricorda quanto sia stata importante la presenza dei <strong>Malaspina <\/strong>nelle nostre terre. <strong>Oramala <\/strong>ovviamente non \u00e8 stato il loro unico castello; un altro strategicamente fondamentale per il dominio delle zone sottostanti era quello di <strong>Pregola<\/strong>, andato poi distrutto, come vedremo, a seguito di una sanguinosa faida familiare. In effetti il monte che sovrasta <strong>Pregola <\/strong>era il posto ideale per un insediamento di carattere difensivo data l&#8217;ottima visuale che offriva sul territorio circostante. La vicina preesistente cisterna con<strong> acqua sorgiva<\/strong>, risalente all&#8217;epoca romana al pari una torre inglobata nella nuova costruzione, avrebbe garantito gli approvvigionamenti idrici in caso di prolungato assedio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando nacque<\/strong> il castello di Pregola? <strong>Per opera di quale<\/strong> esponente della famiglia Malaspina? Per la data di fondazione dobbiamo risalire al <strong>XII secolo<\/strong> essendo il maniero citato un atto del <strong>1194 <\/strong>quando venne espugnato da armati piacentini; varie testimonianze coeve affermano che la rocca di <strong><em>Petragroa <\/em><\/strong>era di spettanza dell&#8217;abbazia di <strong>Bobbio<\/strong>. Sappiamo poi che nel 1221 vari rampolli della famiglia Malaspina, originaria della <strong>Lunigiana<\/strong>, si dividono le terre comuni, cio\u00e8 <em>castrum et villa de Petragroa.<\/em> Nel 1453 il marchese <strong>Alberto Malaspina<\/strong> <em>de Petragroa<\/em> ed i nipoti, nello spartire i propri beni, mantengono indiviso il <em>castrum Petragroae<\/em> ma si dividono le &#8220;masnade&#8221; degli <em>habitatores burghi castri Petragroae<\/em>. L&#8217;uso del termine borgo lascia intendere che l&#8217;abitato circostante avesse or mai raggiunto una certa consistenza. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il trekking del Barbarossa <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo che i Malaspina ebbero stabilmente il territorio di Pregola da <strong>Federico il Barbarossa<\/strong> perch\u00e9 il sito risulta inserito nella concessione data in Pavia nel 1164. In una divisione familiare successiva il feudo di Pregola and\u00f2 ad Alberto, figlio del <strong>Corrado <\/strong>l&#8217;antico citato da <strong>Dante <\/strong>(&#8220;<em>Chiamato fui Currado Malaspina; non son l&#8217;antico ma da lui discesi<\/em>&#8221; &#8211; Purgatorio VIII). Da allora il marchesato di Pregola conobbe le turbolenti alterne vicende dell&#8217;intero periodo feudale fino a che Napoleone non ne decret\u00f2 la fine. Ma due fatti di rilievo che coinvolsero tanto i Malaspina che il castello e la zona circostante meritano di essere riportati. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo avvenne alla fine dell&#8217;estate del <strong>1167 <\/strong>quanto l&#8217;imperatore <strong>Federico <\/strong>dovette rinunciare ad una campagna nell&#8217;Italia meridionale. Lasciata Roma dove imperversava una epidemia di peste che gli aveva decimato le schiere in armi, Federico si port\u00f2 a <strong>Pontremoli <\/strong>con l&#8217;intenzione di raggiungere <strong>Pavia <\/strong>valicando <strong>l&#8217;Appennino<\/strong>. Sulla strada della <strong>Cisa <\/strong>si vide la strada sbarrata dalle formazioni della <strong>Lega lombarda<\/strong>. <strong>Obizzo <\/strong>Malaspina, signore del luogo, gli propose allora un itinerario alternativo attraverso le valli del <strong>Taro<\/strong>, del <strong>Ceno<\/strong>, dell&#8217;<strong>Aveto<\/strong>, della <strong>Trebbia <\/strong>e della <strong>Staffora<\/strong>, cos\u00ec da aggirare le insidie nemiche. Malgrado fosse stato avvertito che il percorso era estremamente disagevole l&#8217;imperatore accett\u00f2 e sotto la guida di <strong>Obizzo <\/strong>arriv\u00f2 a Pavia sfruttando i sentieri battuti dai mulattieri e facendo sosta probabilmente nei castelli meglio difesi della zona, <strong>Cerreto <\/strong>in val Trebbia, <strong>Pregola<\/strong>, <strong>Oramala<\/strong>. Fu durante quel tragitto che Obizzo, cavalcando a fianco dell&#8217;imperatore e dietro richiesta di questi, non esit\u00f2 a rivelare quale fosse l&#8217;attivit\u00e0 prevalente che svolgevano i Malaspina in quel periodo turbolento: &#8220;<em>Cosa volete, in siffatti paesi che non producono nulla bisogna pur vivere di rapina<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"745\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-1024x745.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3011\" srcset=\"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-1024x745.jpg 1024w, https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-768x558.jpg 768w, https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-1536x1117.jpg 1536w, https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-2048x1489.jpg 2048w, https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-900x654.jpg 900w, https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Immagine-15-1280x931.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Una lotta sanguinosa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, i signori taglieggiavano \u2014 come altrove \u2014 viandanti, pellegrini, mercanti e chiunque si avventurasse lungo i gioghi e le valli dell&#8217;Appennino. Una <strong>prassi<\/strong> purtroppo <strong>consueta <\/strong>all&#8217;epoca, sia qui che sulle <strong>Alpi<\/strong>.<br>Il secondo fatto storicamente non meno importante risale al <strong>1575 <\/strong>e muove da una intricala storia di <strong>torbidi rapporti familiari<\/strong>, vendette, ripicche, uccisioni. Nel <strong>I563<\/strong> i marchesi di Pregola fratelli <strong>Oliviero <\/strong>e <strong>Agostino <\/strong>Malaspina (Agostino era <strong>sacerdote<\/strong>) furono uccisi da un altro dei Malaspina del posto, il marchese <strong>Federico<\/strong>, perch\u00e9 i primi gli avevano trucidato il padre. Una rappresaglia sanguinosa, una faida in piena regola. Il figlio di <strong>Federico<\/strong>, <strong>Gian Maria<\/strong>, nel <strong>1570 <\/strong>si aggreg\u00f2 ad una schiera di banditi assetali di preda e con il loro aiuto tent\u00f2 di occupare con la forza delle armi il castello di Pregola di cui pure era <strong>condomino <\/strong>ma che al momento era tenuto da altri parenti. L&#8217;assalto <strong>non riusc\u00ec<\/strong>. Per <strong>vendetta <\/strong>Gian Maria scaten\u00f2 i suoi uomini, devast\u00f2 e incendio i borghi di <strong>Zerba <\/strong>e di <strong>Belnome <\/strong>in val <strong>Boreca<\/strong>, uccise parecchi vassalli dei suoi congiunti e rivali, bruci\u00f2 quattro donne e fece una imponente razzia di bestiame. Dal castello part\u00ec l&#8217;ordine di confisca dei suoi beni, alla quale cerc\u00f2 ovviamente di opporsi con la forza chiamando di nuovo a raccolta i suoi masnadieri per impossessarsi definitivamente della rocca dei detestati parenti. Riusc\u00ec in breve ad <strong>incendiarla <\/strong>e a raderla al suolo definendola sprezzantemente &#8220;<em>casupola di poco conto<\/em>&#8220;. Per il vetusto maniero carico di anni e di storia la fine, nessuno pens\u00f2 pi\u00f9 di ricostruirlo.<br>Anzi, quasi a segnare il passaggio di un&#8217;epoca, i Malaspina titolari del fetido eressero successivamente in uno <strong>spiazzo ad est<\/strong> del centro abitato di Pregola una pretenziosa casa forte recuperando parte del materiale e delle pietre della struttura semidistrutta. Siccome la memoria storica \u00e8 rimasta, <strong>l&#8217;edificio viene ancora oggi chiamato castello<\/strong>, il castello di Pregola.<br>Nel corso di scavi effettuati qualche tempo fa sulla sommit\u00e0 del monte che sovrasta l&#8217;abitato sono state rinvenute una <strong>cerniera <\/strong>e una <strong>serratura <\/strong>della porta dell&#8217;antico castello. Alla cerniera era ancora inchiodata una parte del legno bruciato dagli assalitori.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fiorenzo Debattisti<\/strong><br>Il giornale di Voghera, 21 gennaio 2021<br><\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;antico maniero dei Malaspina venne distrutto nel 1575 in una faida di famiglia La recente attenzione che la carta stampata ha dedicato al castello di Oramala, l&#8217;insigne maniero che sorge sul crinale tra Varzi e la Val di Nizza e che risulta essere in vendita, ci ricorda quanto sia stata importante la presenza dei Malaspina [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":"","footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-3005","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altro"],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false,"post-thumbnail":false,"post-image":false,"post-image-cover":false,"tptn_thumbnail":false},"uagb_author_info":{"display_name":"Fabio","author_link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?author=1"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"L&#8217;antico maniero dei Malaspina venne distrutto nel 1575 in una faida di famiglia La recente attenzione che la carta stampata ha dedicato al castello di Oramala, l&#8217;insigne maniero che sorge sul crinale tra Varzi e la Val di Nizza e che risulta essere in vendita, ci ricorda quanto sia stata importante la presenza dei Malaspina&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3005","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3005"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3005\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}