{"id":307,"date":"2008-01-10T09:00:12","date_gmt":"2008-01-10T07:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=307"},"modified":"2008-01-10T09:00:12","modified_gmt":"2008-01-10T07:00:12","slug":"mario-baratta-ottava-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=307","title":{"rendered":"Mario Baratta &#8211; Ottava puntata"},"content":{"rendered":"<p>Dicevo della gita. I primi giorni che l&#8217;Aprea sostituiva la Maione, io pensavo fosse <strong>una supplente di passaggio<\/strong>, pertanto mi sono trincerato dietro i due massicci amici e non mi sono neanche fatto vedere. Mi ha visto per la prima volta <strong>solo dopo qualche lezione<\/strong> (giuro !!!) e non credeva assolutamente che fossi di quella classe, non si capacitava del fatto che non mi aveva proprio mai visto dopo una settimana di lezioni !!! Quando si &egrave; convinta ha cominciato a tartassarmi, mi faceva sempre leggere, uscire alla lavagna&#8230; Ma ben presto ha cambiato obiettivo, focalizzandosi su quello studente che non c&#8217;era mai in classe, e quando c&#8217;era faceva casino: <strong>Andrea<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo giorno della gita andiamo a <strong>visitare Firenze<\/strong>. Dopo una veloce colazione e un teatrino di Marco che faceva il vigile in mezzo alla strada, siamo saliti sulla <strong>cupola del Brunelleschi<\/strong>. Altro aneddoto. Salendo&nbsp; sulla scaletta che porta in cima avevamo davanti un gruppo di <strong>scandinavi<\/strong>. Il primo della nostra comitiva a era <strong>Giancarlo<\/strong>, che, biondo, pallido e occhio azzurro, <strong>pareva nordico anch&#8217;egli<\/strong>. Ad un certo punto incrociamo dei ragazzini che scendono, facendo commenti ad alta voce ai vichinghi. Quando arrivano a Giancarlo uno dice: &quot;<strong>Guardate questo che faccia<\/strong>&quot;. Il <strong>Condor <\/strong>(cos&igrave; era soprannominato), puntandgli il dito in una sua <strong>tipica mossa poco snodata<\/strong> (insomma rigida) gli dice &quot;<strong>Sar&agrave; bella la tua<\/strong>&quot;. Anche qui c&#8217;&egrave; poco da ridere, ma mi sto rivolgendo a chi conosce i personaggi citati e riesce ad immaginarsi la scena&#8230;.<br \/>\nAlla sera amara sopresa: <strong>la prof&nbsp; non ci fa uscire dall&#8217;albergo<\/strong>. Noooooooo. &quot;<strong>Dai prof, ci faccia uscire<\/strong>&quot;. &quot;No, non se ne parla neanche !&quot;. Allora che succede? In qualche stanza si tirano fuori delle bottiglie di vodka e qualcuno (<strong>Fabrizio<\/strong>) inizia a versarmene qualche bicchiere: risultato, dopo poco ero gi&agrave; sbronzo. Nel frattempo andiamo di sotto e troviamo la prof preoccupatissima, perch&egrave; <strong>Andrea aveva lasciato l&#8217;albergo<\/strong> senza dire nulla. &quot;<strong>Tranquilla prof, lo cerchiamo noi<\/strong>&quot; &quot;Grazie, grazie&quot; &#8230;e cos&igrave; ce ne siamo usciti anche noi. Troviamo Andrea dietro l&#8217;albergo che stava contrattando con dei ragazzi del posto: voi ci date le riduzioni per una discoteca per il giorno dopo, cos&igrave; veniamo tutti e potete provarci con le nostre compagne&#8230; hehehe <strong>che stronzi che eravamo<\/strong>. Ovviamente poi la cosa si &egrave; saputa e le ragazze si sono incazzate parecchio, ma tanto la prof non ci faceva andare comunque.<br \/>\nTornati in hotel ho ripreso a bere, col risultato di essere proprio ubriaco. Il mio compango di camera, Giancarlo, mi ha opportunamente <strong>chiuso in camera<\/strong> e quasi costretto a dormire, per evitare ulteriori disastri.<br \/>\nIl secondo giorno, dopo una visita ad un giardino appena fuori, sulle colline, siamo tornati in <strong>Piazza della Signoria<\/strong>. Io e qualche altro <strike>stolto<\/strike> furbacchione dove andiamo a mangiare? In un ristorante <strong>sotto palazzo vecchio<\/strong>: ottimo! Spendiamo un sacco di soldi, anche perch&egrave; ci abbuffiamo di fiorentine. Anche la seconda sera la prof non ci fa uscire, ma stiamo tranquilli. La terza sera siamo a <strong>Poggibonsi<\/strong>, &egrave; sabato sera. Convinciamo la prof, anche perch&egrave; &egrave; un piccolo paese e non pu&ograve; succederci niente di male. Troviamo una discoteca, <strong>ma &egrave; chiusa<\/strong>. Ci spiegano che, vista la vicinanza con Siena, i ragazzi al sabato vanno tutti l&igrave;, ma visto che siamo in tanti ce la aprono solo per noi!!<\/p>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20080110-baratta.jpg\" \/><\/div>\n<div align=\"center\"><em>Queste sono le firme dietro alla foto<\/em><\/div>\n<p>\nAneddoto: quando il DJ va in cosolle dice: &quot;<strong>Ragazzi di dove siete?<\/strong>&quot; &quot;Provincia di Pavia&quot; &quot;A si? <strong>Cashba o Hyppodrome <\/strong>?&quot; (nota: sono anzi erano due discoteche, una a San Martino Siccomario, che dopo si chiamer&agrave; Vertigo e dove attualmente c&#8217;&egrave; un Cash &amp; Carry all&#8217;ingrosso, l&#8217;altra era sulla strada dal Bivio Colussi a Rivanazzano e dopo si chiamer&agrave; Maskara, Pacha, Velasquez + Caf&egrave; Latino e attualmente &egrave; sede della Conbipel). A questo punto Marco si avvicina e scopre che era un tizio che <strong>aveva fatto il DJ a Voghera!!<\/strong> Quanto &egrave; piccolo il mondo! Fatto sta che quella sera <strong>due della nostra classe<\/strong> dovranno essere riportati in stanza quasi di peso, per aver abusato di un cocktail a base di <font size=\"2\"><strong>blue Cura&ccedil;ao.<\/strong>&nbsp;Il giorno dopo, a Pisa, erano ancora ingranati e hanno comprato due lecca-lecca giganti per poi frantumarseli in faccia. Ma&nbsp;Pisa &egrave; successa un&#8217;altra cosa.<br \/>\n<strong>La prof ci provava con Andrea<\/strong>. Giuro! Ci siamo buttati tutti per terra, sul prato, all&#8217;ombra della Torre, quando la prof ha iniziato a fare <strong>la cretinetta<\/strong> con Andrea. Strappava l&#8217;erba e gliela lanciava, oppure giocava con le stringhe delle scarpe&#8230; mah&#8230; <strong>senza parole<\/strong>.<\/p>\n<p>Alla fine della quarta, se non ricordo male, non abbiamo perso nessuno per strada. E poi c&#8217;&egrave; stata la mitica (per me) estate del 1992. Ma questa &egrave; un altra storia, l&#8217;estate &#8217;92 per me &egrave; talmente significativa che non basterebbero 10 post a raccontare il perch&egrave;. Alla prossima !<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicevo della gita. I primi giorni che l&#8217;Aprea sostituiva la Maione, io pensavo fosse una supplente di passaggio, pertanto mi sono trincerato dietro i due massicci amici e non mi sono neanche fatto vedere. 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