{"id":397,"date":"2008-10-20T06:27:23","date_gmt":"2008-10-20T04:27:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=397"},"modified":"2008-10-20T06:27:23","modified_gmt":"2008-10-20T04:27:23","slug":"mario-baratta-decima-puntata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=397","title":{"rendered":"Mario Baratta &#8211; Decima puntata"},"content":{"rendered":"<p>Evvai, <strong>finalmente eravamo in quinta<\/strong>. Figata, ancora un annetto e poi <strong>basta scuola<\/strong>. E poi vuoi mettere? <strong>Eravamo grandi<\/strong>. E questo voleva dire <strong>patente<\/strong>, macchina, <strong>uscire<\/strong>, ecc. Dall&#8217;inizio era subito <strong>chiara<\/strong> una cosa: il primo quadrimestre <strong>non contava quasi nulla<\/strong>, perch&egrave; tutto era concentrato sull&#8217;<strong>esame di maturit&agrave;<\/strong>. Quindi <strong>ce ne sbattevamo abbastanza<\/strong> dei voti del primo quadrimestre.E infatti molti si sono ritrovati con delle <strong>insufficenze<\/strong>. Ma chi se ne frega, il bello era avere gli amici che ti portavano in stazione in macchina, oppure firmarsi le giustificazioni da soli. Le materie pi&ugrave; rispettate erano <strong>Ragioneria<\/strong>, <strong>Tecnica Bancaria<\/strong>, <strong>Italiano<\/strong>. In quanto quasi con <strong>certezza assoluta<\/strong> erano parte dell&#8217;esame di maturit&agrave;. Poi c&#8217;erano <strong>Diritto<\/strong> ed <strong>Economia<\/strong>. Mamma mia, ripensandoci adesso <strong>chiss&agrave; che pirlate<\/strong> potevano esserci scritte sui libri di Diritto e Economia, ma d&#8217;altronde erano rivolti ad <strong>ingenuotti diciottenni<\/strong>. Di tecnica bancaria c&#8217;era il mitico (si fa per dire) <strong>Para<\/strong>, uno dei professori pi&ugrave; detestati per il proprio modo di fare. Mi ricordo ancora adesso che le materie da portare all&#8217;esame <strong>sono uscite il giorno del mio compleanno: 2 aprile<\/strong>. Al telegiornale del mattino avevano detto: per ragioneria ci saranno <strong>ragioneria<\/strong>, <strong>italiano<\/strong>, <strong>economia<\/strong>, <strong>diritto<\/strong>. Ottimo, ho pensato, potrei portare economia e diritto. E invece, una volta arrivato al Baratta scopro che l&#8217;istituto era uno dei pochi in italia ad avere un <strong>indirizzo particolare<\/strong> (forse &quot;<em><strong>mercantile<\/strong><\/em>&quot;) e quindi le materie non erano quelle standard ma, attenzione, <strong>merceologia<\/strong> (cio&egrave; chimica) e inglese. <strong>Inglese!!!<\/strong> Non usciva alla matura <strong>da vent&#8217;anni!!!<\/strong> Che fare? Per prima cosa abbiamo voluto che il nostro professore, cosiddetto &quot;<strong>membro interno<\/strong>&quot; della commissione fosse <strong>Bono<\/strong>, il nostro <strong>supermitico prof<\/strong> di lettere. Lui non voleva, diceva che sarebbe stato pi&ugrave; appropriato un professore di ragioneria. Si, <strong>col cavolo<\/strong>, la Zucchella invece di aiutarci ci avrebbe messo due dita negli occhi!<\/p>\n<p>A proposito di Zucchella, sentite questa: lei aveva un debole nel <strong>rompere i maroni a quelli che gi&agrave; andavano male<\/strong>, ma non per aiutarli, bens&igrave; per <strong>cazziarli ulteriormente<\/strong>. Quando c&#8217;era da correggere un compito alla lavagna chiamava sempre i soliti. Io me ne stavo <strong>bel bello in ultimissima fila<\/strong>, davanti alla cattedra. Praticamente <strong>invisibile<\/strong>. Verso maggio entra, fa quel suo classico <strong>sorrisetto agghiacciante<\/strong> e dice: &quot;<em>Oggi mi sento buona, chiamer&ograve; qualcuno che di certo il compito l&#8217;ha fatto giusto, per esempio <\/em><strong><em>Tordi<\/em><\/strong>&quot;. Mi sono detto: &quot;Ok Fabio, sei in ballo, cerca di uscirne nel migliore dei modi&quot;. In quanto io non solo <strong>non avevo fatto il compito<\/strong>, ma in tutto l&#8217;anno <strong>non avevo neanche comprato il quaderno<\/strong>. Dovete sapere che per ragioneria ci voleva un quaderno apposito. Ma perch&egrave; <strong>spendere dei soldi inutilmente?<\/strong> Io usavo un bel blocco per tutte le materie&#8230;<br \/>\n&quot;Arrivo subito prof, per&ograve; c&#8217;&egrave; un problema, <strong>ho dimenticato il quaderno a casa<\/strong>&quot;. Faccia scura, brutto presagio. Invece quella mattina era veramente in luna buona e mi dice &quot;<em>E va beh, Tordi, anche se <strong>da te non me lo sarei mai aspettato<\/strong>, vorr&agrave; dire che invece di copiare dal quaderno lo rifai ex-novo<\/em>&quot;. Con totale <em>nonchalance<\/em> ho svolto tutto il compito. Ogni volta che commettevo un errore mi dimostravo <strong>stupito, incredulo<\/strong> e contento di poter riparare al mio errore imparando la versione corretta. <strong>In realt&agrave; non me ne fregava niente<\/strong>. La ragioneria <strong>&egrave; una materia arida e inutile<\/strong>, ormai <strong>fanno tutto i computer<\/strong>, e ve lo dice un informatico!!!<br \/>\nIl giorno dopo mi presento <strong>col mio bel quaderno<\/strong> di ragio, con sopra l&#8217;esercizio contenente gli stessi errori che avevo fatto la mattina prima. <strong>Stefano<\/strong> mi vede e mi dice &quot;<em>Tordi sei un mito, esordisci col quaderno a Maggio?<\/em> Non l&#8217;hai avuto per tutto l&#8217;anno!!!!&quot;. E si, in quinta non si faceva veramente nulla. Per la carit&agrave;, quelli spaventati dalla Matura magari <strong>si impegnavano<\/strong> anche, ma <strong>non era il mio caso<\/strong>. D&#8217;altronde, nel corso degli anni al primo banco mi ero costruito <strong>una solida fama <\/strong>di <strong>bravo ragazzo<\/strong> mediamente studioso. E che cavolo dovevo fare, mi stavano con gli occhi addosso!! Ma quando ho scoperto l&#8217;ultima fila, <strong>ragazzi che pacchia<\/strong>, il nirvana del nullastudiante like me.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20081020-baratta.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Ogni anno, come tradizione, <strong>le quinte classi andavano in gita all&#8217;estero<\/strong>. La prassi era cos&igrave;: prima e seconda <strong>gita sfigata<\/strong> di un giorno in Italia. In terza e quarta gita di <strong>pi&ugrave; giorni<\/strong> in Italia e per finire in quinta gita di pi&ugrave; giorno <strong>all&#8217;estero<\/strong>. Quando eravamo in prima dicevamo: <strong>in quinta andremo a New York<\/strong>. In seconda uguale, in terza idem, anche in quarta. Arrivati in quinta i miei comgpani hanno iniziato a dire: io sono in spese perch&egrave; <strong>compro la macchina<\/strong>, io perch&egrave; qui, io perch&egrave; la. Figuratevi che molti avevano speso per i coscritti (e si a Voghera <strong>c&#8217;&egrave; questa tradizione <\/strong>dei coscritti in grande stile, c&#8217;&egrave; gente che spende un puttanaio di soldi, del tipo mille o duemila euro per una cazzata del genere). E cos&igrave; quelli decisi ad andare in gita erano <strong>pochini<\/strong>. Siccome c&#8217;era una regola che diceva che ci vuole una certa percentuale per andare in gita&#8230; niente da fare, <strong>dovevamo stare a casa<\/strong>. Noooooo, <strong>che sfigati<\/strong>. <br \/>\nTra l&#8217;altro non vi ho detto una cosa: <strong>da che mondo &egrave; mondo<\/strong> la classe 4A ha sempre preparato il giornalino della scuola &quot;<strong>Il Barattolo<\/strong>&quot;. Noi siamo stati <strong>i primi a interrompere la tradizione<\/strong>. Da che mondo &egrave; mondo la 5A ha sempre organizzato la veglia (era in assoluto <strong>la migliore<\/strong> quella del Baratta, ma per forza, solo noi eravamo tantissimissimi, <strong>riempivamo il Maskara<\/strong> di brutto) e coi soldi guadagnati <strong>si andava in gita<\/strong>. Invece all&#8217;inizio dell&#8217;anno altre due quinte si sono coalizzate ed hanno ottenuto dalla preside l&#8217;organizzazione. Che sfigati che siamo stati. (segue&#8230; probabilmente domani!)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Evvai, finalmente eravamo in quinta. Figata, ancora un annetto e poi basta scuola. E poi vuoi mettere? Eravamo grandi. E questo voleva dire patente, macchina, uscire, ecc. Dall&#8217;inizio era subito chiara una cosa: il primo quadrimestre non contava quasi nulla, perch&egrave; tutto era concentrato sull&#8217;esame di maturit&agrave;. 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