{"id":446,"date":"2008-09-06T06:44:38","date_gmt":"2008-09-06T04:44:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=446"},"modified":"2008-09-06T06:44:38","modified_gmt":"2008-09-06T04:44:38","slug":"serravalle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=446","title":{"rendered":"Serravalle"},"content":{"rendered":"<p>Fino a pochi anni fa quando dicevi &quot;<strong>Serravalle<\/strong>&quot; intendevi l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.serravalle.it\">autostrada<\/a>, l&#8217;A7, comnemente detta, appunto, la &quot;Serravalle&quot;. Ora parli dell&#8217;<a href=\"http:\/\/serravalle.mcarthurglen.it\">Outlet<\/a>. Infatti in quella zona del Piemonte, tra Serravalle e Novi Ligure, patria del <a href=\"http:\/\/www.pernigotti.it\">cioccolato<\/a>, ha aperto i battenti il primo Outlet Center della moda in Italia. Nei giorni scorsi sono andato a farci un giro, ecco il resoconto:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table width=\"100%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"10\" border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"45%\">di<strong> Fabio Tordi<\/strong> (esperto di costume)<\/td>\n<td width=\"10%\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"45%\">di <strong>Fabio Tordi<\/strong> (esperto di marketing)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"45%\">\n<p>Non sono un frequentatore dell&#8217;Outlet, come invece molti nella mia zona. Sono venuto <strong>un paio di volte<\/strong> appena aveva aperto e un paio di volte successivamente. Esco dal casello di Serravalle e imbocco <strong>la strada in salita<\/strong>. Ricordo benissimo, una decina di anni fa quando con amici siamo stati alla discoteca <strong>Palace<\/strong>, covo di truzzi e musica techno, che talvolta trascendeva in hard core. Qualche anno dopo ha chiuso e l&#8217;hanno trasformata in una <strong>sala Bingo<\/strong>. Che tristezza. Ora c&#8217;&egrave; l&#8217;<strong>Iper<\/strong>, e dietro hanno sbancato un&#8217;intera collina x costruire un altro centro commerciale dove piazzare i grandi nomi della <strong>GDO specializzata<\/strong> tipo Pittarello, Euronics, ecc. E non solo, stanno ancora costruendo un posto altrettanto grande. Bella o brutta che sia <strong>questa &egrave; la realt&agrave;<\/strong>. Negli anni &#8217;70 un neologismo chiamava l&#8217;improvviso boom edilizio spregiudicato &quot;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rapallizzazione\">rapallizzazione<\/a>&quot;, ora potremmo coniare il verbo &quot;<strong>serravallizzare<\/strong>&quot;.<\/p>\n<p>Son passato davanti al nuovo centro, ma non mi andava di entrare: d&#8217;altronde perch&egrave; venire fino a qui x andare in negozi che si trovano <strong>ovunque<\/strong>? Allora ho parcheggiato <strong>dietro<\/strong> al <strong>Designer Outlet.<\/strong> Ogni passo che compivo non faceva che aumentare la mia <strong>amarezza<\/strong>: che posto <strong>squallido e triste<\/strong>. Una sequenza di negozi dove la gente &egrave; convinta di fare affari. Ti fanno gli sconti. <strong>Si come no?<\/strong> Nel negozio <strong>Reebok<\/strong> ho visto un paio di scarpe a 49 euro che io ho fatto fatica a vendere quest&#8217;estate a 15 euro. Ormai il mondo dell&#8217;abbigliamento sta dividendosi come <strong>una forbice<\/strong>: i prodotti non di marca costano spr meno e quelli di marca spr di pi&ugrave;. Siamo <strong>onesti<\/strong>: il prezzo corretto e sincero per un paio di jeans sarebbe di circa <strong>40 euro<\/strong>. Invece al mercato li trovi a <strong>10 euro<\/strong> e quelli di marca costano oltre i <strong>100 euro<\/strong>. Certo, i prodotti griffati dovrebbero essere di <strong>qualit&agrave; migliore<\/strong>, e quasi sempre lo sono, ma la differenza qualitativa <strong>non giustifica in nessun modo<\/strong> l&#8217;enorme differenza di prezzo. Io personalmente non sopporterei di indossare un maglione <strong>come fosse una reliquia<\/strong> solo perch&egrave; l&#8217;ho pagato magari <strong>150 cucuzze<\/strong>. Preferisco un bel maglione, di qualit&agrave;, pagato <strong>30 euro<\/strong>. Cos&igrave; magari durante l&#8217;inverno me ne compro anche 4, non sono <strong>costretto a girare sempre con lo stesso<\/strong>. Ma io sono strano. E poi un maglione a 150 cucuzze mi sembra <strong>uno schiaffo<\/strong> alla povert&agrave;.<\/p>\n<p>Il mio stile &egrave; <strong>inside<\/strong>, non permetterei minimamente di essere&nbsp; giudicato per <strong>ci&ograve; che indosso<\/strong>. Cos&igrave; come non mi permetterei di giudicare una persona per quello che porta.<\/p>\n<p>Sono arrivato al &quot;centro&quot;, dove c&#8217;&egrave; <strong>la fontana<\/strong>. Anche quella aveva un sapore di <strong>finto<\/strong> che mi seccava la gola, seppur fosse piena d&#8217;acqua. Ma come si fa, dico io, a passar giornate in quel <strong>paese dei balocchi<\/strong>? <strong>Pinocchio apri gli occhi per favore.<\/strong> Eppure &egrave; cos&igrave;. Questi furbi signori hanno creato <strong>citt&agrave;-stato<\/strong>, dove possono fare gli orari che vogliono, 7 giorni su 7. E la gente, invece di farsi le belle passeggiate di una volta, passa le domeniche pomeriggio a mangiarsi un <strong>fintogelato <\/strong>seduti su una fintapanchina in una fintavia del fintovillaggio. Sembra di stare a <strong>Legoland<\/strong>, &egrave; l&#8217;aberrazione del consumismo.<\/p>\n<p>Proprio mentre venivo qui alla radio parlavano di outlet e un radioascoltatore diceva che al suo paese, da quando hanno aperto uno di questi centri, i giovani <strong>pi&ugrave; trendy<\/strong> si tengono lontani dalle marche ivi proposte perch&egrave; altrimenti si dice che &quot;<em>sei vestito all&#8217;outlet<\/em>&quot;. Non vorrei sembrare <strong>antico <\/strong>se dico &quot;ma dove siamo arrivati?&quot;. Ormai la marca ha raggiunto <strong>una dimensione tale<\/strong> che non lascia pi&ugrave; spazio alla <strong>qualit&agrave; reale del prodotto<\/strong>. Che solitamente viene fatto in Cina. O dai cinesi di Prato&#8230;<\/p>\n<p>Beh ragazzi, coi Lego mi piace giocarci, ma <strong>preferisco vivere nel mondo reale<\/strong>, i miei centocinquanta euro per un paio di braghe non li avranno mai (con la presunzione poi di farmi anche lo sconto!!!!). Preferisco spenderli per andare fino a <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vernazza\"><strong>Vernazza<\/strong><\/a> a mangiare il gelato.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"10%\">&nbsp;<\/td>\n<td width=\"45%\" valign=\"top\">\n<p>Ho sempre avuto la <strong>passione<\/strong> dei centri commerciali, mi <strong>affascinano<\/strong>. In un solo posto puoi trovare tante cose. Inoltre per me che sono cresciuto in un paesino, il centro commerciale ha un <em>appeal<\/em> ancora maggiore. Quando ne vedo uno fatico a non entrarci, giusto solo per fare un giro. Tempo fa son passato a <strong>Serravalle<\/strong> e ho notato che dopo l&#8217;Outlet e l&#8217;Iper, ha aperto un altro centro e nuove costruzioni stanno nascendo. Certo che dovrebbero <strong>pagare<\/strong> una <a href=\"http:\/\/www.wholo.org\/glossario\/F\/Fee\">fee <\/a>di ingresso x la <strong>geniale idea<\/strong> di <a href=\"http:\/\/www.mcarthurglen.it\">Mc Arthur Glen<\/a> di costruire li, a ridosso delle autostrade, in un luogo <strong>facilmente raggiungibile<\/strong> dalla Liguria, dal Piemonte, da Milano e dall&#8217;Emilia. <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ORDWGRlVLJE\">In Italia<\/a> non si era mai vista una tale concentrazione di quelli che una volta si chiamavano <strong>spacci aziendali<\/strong>. In questo modo il cliente ha la possibilit&agrave; di trovare realmente <strong>ci&ograve; che vuole<\/strong>.<\/p>\n<p>Il centro <strong>&egrave; organizzato molto bene<\/strong>. ha tanti bei parcheggi che lo circondano, in modo da essere <strong>facilmente raggiungibile<\/strong> da tutte le direzioni. Ogni passo che compivo non faceva che aumentare la mia <strong>soddisfazione<\/strong>: che posto <strong>strabiliante e unico<\/strong>. E&#8217; stato realizzato come un villaggio, con vie lastricate, fontanelle, panchine, edifici simili ma non identici, per ricreare un ambiente familiare e dare al visitatore <strong>un&#8217;idea di benessere<\/strong>. Chi ci va si sente essenzialmente prima un <strong>ospite<\/strong> che un <strong>cliente<\/strong>. Non si ha la sensazione di essere in un santuario del consumismo, ma in un <strong>paese delle favole<\/strong>, dove ci&ograve; che desideri &egrave; l&igrave; a portata di mano&#8230; <strong>e di portafoglio<\/strong>. Ogni ditta presenta le proprie collezioni precedenti <strong>fortemente scontate<\/strong>.<br \/>\n            I negozi vanno da quelli di moda <em>chiccosa<\/em>, a quelli di <em>sportswear<\/em>, fino alle marche pi&ugrave; giovani, sportive, eleganti, ecc. Insomma c&#8217;&egrave; di che soddisfare i gusti di tutti, anche dei pi&ugrave; esigenti. Perch&egrave; <strong>lo stile<\/strong> di ciascuno <strong>&egrave; importante<\/strong> e <strong>l&#8217;abbigliamento &egrave; un biglietto da visita<\/strong>.<\/p>\n<p>Comunque ancora complimenti agli <strong>ideatori<\/strong>, finalmente non si &egrave; pi&ugrave; costretti a perdere giornate alla ricerca del capo che si aveva in mente, gironzolando nei caotici centri delle citt&agrave;. Qui, a pochi minuti di autostrada, <strong>senza problemi di parcheggio<\/strong>, hai tanta di quella scelta che &egrave; quasi impossibile non accontentare i tuoi gusti. Prova ne &egrave; il grande successo che ha avuto.<\/p>\n<p>Immagino che <strong>i prezzi degli affitti<\/strong> siano altini, ma il fatto di essere aperti 7 giorni su 7 e soprattutto quello di attirare una cos&igrave; vasta clientela, ripaghi ampiamente delle spese sostenute. Noto che c&#8217;&egrave; sempre il negozio della <strong>Slam<\/strong>, marca genovese di abbigliamento &quot;<strong>da barca<\/strong>&quot;. Prima dell&#8217;apertura del Designer Outlet capitava spesso di fare degli stock per il mio negozio. Ora invece gesticono le rimanenze tramite il negozio di Serravalle. E guardando i prezzi <strong>capisco il perch&egrave;<\/strong>. Una polo &quot;in offerta&quot; a 40 \/ 50 euro?? Grandiosi. <strong>Potenza del marketing<\/strong>. Ecco la leva capace di sollevare il mondo degli anni 2000. L&#8217;idea, lo stile, il brand. Siamo tutti un po&#8217; <strong>fashion victims<\/strong> come diceva il rimpianto <a href=\"http:\/\/www.britannica.com\/EBchecked\/topic\/393383\/Franco-Moschino\">Franco Moschino<\/a>, che prima ancora di esser stato uno stilistia era a mio avviso un guru del marketing.&nbsp; Ricordo ancora quando aveva lanciato una linea con scritto &quot;MOSCHIFO&quot; (leggetevi <a href=\"http:\/\/www.photoblog.com\/fatalieve\/2007\/04\/10\/\">questo<\/a>). Che stile. Adoro queste cose, &egrave; come il sogno amerciano, dimostrano che chiunque, grazie ad una brillante idea, possa raggiungere il successo.<\/p>\n<p><strong>Devo tornarci pi&ugrave; spessi in questi posti,<\/strong> mi danno un sacco di<strong> vibrazioni positive<\/strong> e un&#8217;infornata di ispirazioni.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\">&nbsp;<img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20080906-moschino.jpg\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fino a pochi anni fa quando dicevi &quot;Serravalle&quot; intendevi l&#8217;autostrada, l&#8217;A7, comnemente detta, appunto, la &quot;Serravalle&quot;. Ora parli dell&#8217;Outlet. Infatti in quella zona del Piemonte, tra Serravalle e Novi Ligure, patria del cioccolato, ha aperto i battenti il primo Outlet Center della moda in Italia. 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