{"id":639,"date":"2009-01-05T00:23:57","date_gmt":"2009-01-04T22:23:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=639"},"modified":"2009-01-05T00:23:57","modified_gmt":"2009-01-04T22:23:57","slug":"il-salumiere-che-fotografava-limpossibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=639","title":{"rendered":"Il salumiere che fotografava l&#039;impossibile"},"content":{"rendered":"<p>Ho diversi libri su <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Magritte\"><strong>Magritte<\/strong><\/a>, geniale artista del secolo scorso. In nessuno avevo mai trovato una spiegazione cos&igrave; lucida e calzante dell&#8217;opera di questo fenomenale pittore, come quella del saggio di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Robert_Hughes\"><strong>Robert Hughes<\/strong><\/a>. Eccola:<\/p>\n<p><strong>Magritte<\/strong> &egrave; morto nel 1967 all&rsquo;et&agrave; di sessantotto anni, ma <strong>la sua opera continua a esercitare sugli spettatori di oggi<\/strong> [..] <strong>il fascino del narratore di storie<\/strong>. L&rsquo;arte moderna era ben fornita di creatori di miti, [&hellip;] ma possedeva pochi maestri con l&rsquo;impulso della narrazione e Magritte [&hellip;] era il suo principale affabulatore. <strong>Le raffigurazioni di Magritte erano prima di tutto storie<\/strong>, poi dipinti veri e propri. Ma le storie non erano narrazioni alla maniera vittoriana, <em>tranche de vie<\/em> o episodi storici: erano <span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><strong>istantanee che fotografavano l&rsquo;impossibile<\/strong><\/span>, e lo rappresentavano nel modo pi&ugrave; noioso e prosaico; vignette sul linguaggio e la realt&agrave;, imprigionati nel reciproco annullamento. <strong>La maestria di Magritte come pittore dell&rsquo;enigma non aveva eguali<\/strong> e, nonostante la grande influenza che esercit&ograve; sul modo di creare immagini (e su come lo spettatore debba decodificarle), non ebbe dei seguaci nel senso proprio del termine.<br \/>\n<strong>Il vero omaggio alla sua vita e alla sua arte &egrave; stata la reazione che ha suscitato a posteriori<\/strong>. All&rsquo;interno di un movimento, il surrealismo, che aveva posto l&rsquo;accento su&nbsp; exploit eclatanti, tumulti politici, scandali sessuali e violente crisi in parte religiose, Magritte [&hellip;] <strong>sembrava la personificazione dell&rsquo;indifferenza e dell&rsquo;imperturbabilit&agrave;<\/strong>. Visse a Bruxelles, non a Parigi, e rest&ograve; sposato per tutta la vita alla stessa donna, Georgette Berger. In base alla concezione di boh&egrave;me ed &eacute;lite predicata dal surrealismo, Magritte <strong>avrebbe potuto benissimo fare il salumiere<\/strong>. <br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090105-magritte.jpg\" class=\"imgdx\" alt=\"\" \/>La svolta di Magritte avvenne nel 1927, quando trasferendosi a Parigi si trov&ograve; a vivere il movimento surrealista dall&rsquo;interno [&hellip;] Con la sua tecnica essenziale, lucida, Magritte <strong>dipinse gli oggetti in modo cos&igrave; banale quasi fossero usciti da un abbecedario<\/strong>: una mela, un pettine, una bombetta, una nuvola, una gabbia, una strada di provincia con casette squadrate, un uomo d&rsquo;affari con il soprabito scuro, un nudo impassibile. <strong>Nel suo repertorio non vi erano molte cose<\/strong>, prese singolarmente, che a un qualunque impiegato belga non capitasse di vedere nel corso di una giornata qualunque nel 1935. <strong>Ma il modo in cui Magritte le combinava tra loro era assolutamente nuovo<\/strong>. <span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><strong>La sua poesia era impensabile senza la banalit&agrave; che egli rielaborava e trasformava<\/strong><\/span>, fino a sovvertire la normale nomenclatura delle cose. Il bicchiere in La Corde Sensible &egrave; un normale bicchiere, la nuvola &egrave; una normale nuvola; ma la cosa che sorprende &egrave; il loro incontro, in quella limpidezza azzurra, resa con tanta pazienza. <strong>Le pi&ugrave; belle rappresentazioni di Magritte sembrano legate piuttosto alla descrizione che non alla fantasia<\/strong>, grazie alla quotidianit&agrave; degli elementi da cui sono composte. [&hellip;]<br \/>\nMagritte cre&ograve; alcune tra le immagini pi&ugrave; scioccanti di alienazione e paura all&rsquo;interno di tutta l&rsquo;arte moderna. Non esiste un simbolo pi&ugrave; raccapricciante della frustrazione del congiungimento carnale di Les Amants [&hellip;]<br \/>\n<strong>Se l&rsquo;arte di Magritte si fosse limitata a scioccare non avrebbe avuto vita lunga<\/strong>, come &egrave; avvenuto nel caso di tante altre meteore del surrealismo. Ma il suo impegno andava pi&ugrave; in profondit&agrave;, all&rsquo;interno dello stesso linguaggio, del modo in cui il significato viene comunicato o annullato dai simboli. Il suo manifesto era il celebre dipinto di una pipa, con la scritta &ldquo;<strong><em>Ceci n&rsquo;est pas une pipe<\/em><\/strong>&rdquo;. Ed &egrave; proprio cos&igrave;: <strong>&egrave; un quadro, un&rsquo;opera d&rsquo;arte, un segno che indica un oggetto, e non l&rsquo;oggetto stesso<\/strong>. Nessun pittore aveva mai formulato con tanta chiarezza questa verit&agrave; fondamentale sull&rsquo;arte e sull&rsquo;attivit&agrave; dell&rsquo;artista. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho diversi libri su Magritte, geniale artista del secolo scorso. In nessuno avevo mai trovato una spiegazione cos&igrave; lucida e calzante dell&#8217;opera di questo fenomenale pittore, come quella del saggio di Robert Hughes. Eccola: Magritte &egrave; morto nel 1967 all&rsquo;et&agrave; di sessantotto anni, ma la sua opera continua a esercitare sugli spettatori di oggi [..] [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_uag_custom_page_level_css":"","footnotes":""},"categories":[3,12],"tags":[1180,292,381],"class_list":["post-639","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altro","category-libri","tag-libri","tag-magritte","tag-pittura"],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false,"post-thumbnail":false,"post-image":false,"post-image-cover":false,"tptn_thumbnail":false},"uagb_author_info":{"display_name":"Fabio","author_link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?author=1"},"uagb_comment_info":2,"uagb_excerpt":"Ho diversi libri su Magritte, geniale artista del secolo scorso. In nessuno avevo mai trovato una spiegazione cos&igrave; lucida e calzante dell&#8217;opera di questo fenomenale pittore, come quella del saggio di Robert Hughes. Eccola: Magritte &egrave; morto nel 1967 all&rsquo;et&agrave; di sessantotto anni, ma la sua opera continua a esercitare sugli spettatori di oggi [..]&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=639"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}