{"id":686,"date":"2009-03-12T04:49:31","date_gmt":"2009-03-12T03:49:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=686"},"modified":"2009-03-12T04:49:31","modified_gmt":"2009-03-12T03:49:31","slug":"11","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=686","title":{"rendered":"1+1=?"},"content":{"rendered":"<p>Un certo <img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:\/Documents%20and%20Settings\/Administrator\/Desktop\/100CASIO\/ef3_023.jpg\" alt=\"\" \/><strong>Krishna Palem<\/strong>, professore alla <a href=\"http:\/\/www.rice.edu\/\"><strong>Rice University<\/strong><\/a> del <strong>Texas<img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:\/Documents%20and%20Settings\/Administrator\/Desktop\/100CASIO\/ef3_023.jpg\" alt=\"\" \/><img decoding=\"async\" src=\"file:\/\/\/C:\/Documents%20and%20Settings\/Administrator\/Desktop\/100CASIO\/ef3_023.jpg\" alt=\"\" \/> <\/strong>ha implementato <strong>una curiosa teoria<\/strong>: per attuare processi (tramite elaboratori elettronici) che <strong>richiedono un gran numero di calcoli<\/strong> (come ad esempio <strong>le applicazioni grafiche<\/strong>), perch&egrave; ostinarsi fino ad ottenere la cifra giusta, quando <strong>ci si pu&ograve; accontentare di un arrotondamento<\/strong>, molto pi&ugrave; facile da ottenere?<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090312-computer.jpg\" class=\"imgdx\" alt=\"\" \/>E cos&igrave; <strong>ha realizzato un chip probabilistico<\/strong>, un cervello elettronico che fa i calcoli <strong>per approssimazione<\/strong>&#8230; cavoli vedo gi&ugrave; <strong>i puristi storcere il naso<\/strong>.. oddio che sciagura! <strong>E invece no<\/strong>, come ho gi&agrave; detto pu&ograve; benissimo venire usato per scopi che <strong>non richiedono estrema precisione<\/strong> (di un pixel fuori posto in un&#8217;animazione <strong>non se ne accorgerebbe nessuno<\/strong>), non lo userannno di certo per mandare i missili nello spazio&#8230;<\/p>\n<p>Quello che ha ideato Palem &egrave; un chip che <strong>valuta gli errori possibili<\/strong> e gli assegna un diverso peso, fino a raggiungere un risultato che viene ritenuto <strong>corretto in modo soddisfacente<\/strong>. Il risultato &egrave; stato un chip, primo prototipo di questa generazione di computer probabilistici, in grado di eseguire i calcoli <strong>7 volte pi&ugrave; veloce<\/strong> di un computer tradizionale con lo stesso numero di transistor, e <strong>consumando 30 volte meno<\/strong> energia. Prospettive interessanti soprattutto per quei settori, come l&#8217;<strong>elettronica di consumo<\/strong>, dove l&#8217;autonomia dei dispositivi viene spesso prima nella scala dei valori utili ai consumatori della produzione di un risultato esatto al 100 per cento.<\/p>\n<p>I primi risultati sperimentali <strong>hanno superato le aspettative<\/strong>, chiss&agrave; se sar&agrave; presto implementata questa curiosa novit&agrave;&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un certo Krishna Palem, professore alla Rice University del Texas ha implementato una curiosa teoria: per attuare processi (tramite elaboratori elettronici) che richiedono un gran numero di calcoli (come ad esempio le applicazioni grafiche), perch&egrave; ostinarsi fino ad ottenere la cifra giusta, quando ci si pu&ograve; accontentare di un arrotondamento, molto pi&ugrave; facile da ottenere? 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