{"id":718,"date":"2009-04-03T04:11:08","date_gmt":"2009-04-03T03:11:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=718"},"modified":"2009-04-03T04:11:08","modified_gmt":"2009-04-03T03:11:08","slug":"rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=718","title":{"rendered":"Rivoluzione"},"content":{"rendered":"<div class=\"imgdx\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090403-balla.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<strong> Giacomo Balla<\/strong> 1912<br \/>\n<em> Dinamismo di una cane al guinzaglio<\/em><\/div>\n<p>Tempo fa chiacchieravo con <strong>Franco <\/strong>e parlavamo del fatto che <strong>ci sono un sacco di lavori che si stanno perdendo<\/strong>. Ma non stavamo parlando della <strong>congiuntura sfavorevole<\/strong> che, in questo periodo, mette a repentaglio (o addirittura <strong>elimina<\/strong>) parecchi <strong>posti di lavoro<\/strong>. Il nostro era un discorso <strong>pi&ugrave; ampio<\/strong>. Lui sostiene che <strong>le nuove tecnologie rubano lavoro ai lavoratori<\/strong> in quanto, per fare un lavoro che prima <strong>richiedeva molti addetti<\/strong> ,oggigiorno, sempre pi&ugrave;, <strong>ne bastano molti meno<\/strong>. In gergo si dice che la tecnologia <span style=\"color: rgb(153, 51, 102);\"><strong>aumenta la produttivit&agrave;<\/strong><\/span>. Vuol dire che a parit&agrave; di dipendenti <strong>si rende di pi&ugrave;<\/strong>, e quindi, per mantenere la stessa produzione, occorrono <strong>meno dipendenti<\/strong>. E quindi, secondo il mio interlocutore, si perdono posti di lavoro (<span style=\"color: rgb(51, 51, 153);\"><strong>e fin qui gli do ragione, &egrave; oggettivamente vero<\/strong><\/span>) che non vengono <strong>in nessun modo rimpiazzati<\/strong>. E su questo <span style=\"color: rgb(128, 128, 0);\"><strong>non sono per niente d&rsquo;accordo<\/strong><\/span>. A parer mio il suo &egrave; un discorso sicuramente <strong>sorpassato<\/strong>.<br \/>\n<strong> La storia insegna<\/strong>: ai tempi della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rivoluzione_industriale\">rivoluzione industriale<\/a> gli operai licenziati <strong>si rivoltavano<\/strong> contro i loro ex datori di lavoro <strong>bruciando le fabbriche<\/strong> e <strong>distruggendo le macchine<\/strong>. <span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\"><strong>Ma questo &egrave; servito a fermare il progresso? No<\/strong><\/span>, anzi alla fine &egrave; stato il progresso che, bonariamente, <strong>ha migliorato la vita delle persone<\/strong>. E la gente che lavori fa? <strong>Altri<\/strong>. Portando il discorso ai giorni nostri, io credo ad esempio che <strong>la produzione<\/strong>, in Italia, <strong>abbia vita breve<\/strong>. Le grandi attivit&agrave; produttive <strong>sono destinate<\/strong>, chi prima ci dopo, <strong>a terminare<\/strong>. Rimarranno <span style=\"color: rgb(153, 51, 0);\"><strong>piccole produzioni di qualit&agrave; e di nicchia<\/strong><\/span>. Su questo siamo <strong>molto forti<\/strong>. Ma sulle grandi produzioni di massa <strong>non possiamo pi&ugrave; competere<\/strong>. <span style=\"color: rgb(0, 51, 102);\"><strong>E quindi?<\/strong><\/span> Gli operai che faranno? Faranno altro. Cos&igrave; come <strong>ogni giorno muoiono tanti lavori<\/strong>, <span style=\"color: rgb(51, 153, 102);\"><strong>ne nascono tanti altri<\/strong><\/span>. L&rsquo;uomo moderno ha delle esigenze che solo 50 anni fa <strong>era impensabile avere<\/strong>, sia perch&eacute; <strong>non esistevano<\/strong>, sia perch&eacute; <strong>non si avevano le possibilit&agrave;<\/strong>. Ora pu&ograve; permettersele grazie al <strong>tenore di vita<\/strong> attuale. E quindi ci sar&agrave; gente che gliele fornisce. Ogni minuto nascono lavori che <strong>prima non esistevano<\/strong>, in <strong>qualunque settore<\/strong>: nei media, nell&rsquo;informatica, nella comunicazione, nei servizi economico-finanziari. Ma anche nell&rsquo;agricoltura, nell&rsquo;artigianato, nell&rsquo;edilizia, e in mille altri settori. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"imgdx\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/math\/5\/7\/f\/57fc0a8a14e731cc206637487f04f5e0.png\" \/>Certo, <span style=\"color: rgb(128, 128, 128);\"><strong>il mio &egrave; un discorso accademico<\/strong><\/span>, come quelli che fanno i grandi <strong>professoroni<\/strong> che parlano per massimi sistemi e <strong>non escono mai dal proprio studio ovattato<\/strong>. Io mi rendo perfettamente conto che se andiamo nello specifico, se analizziamo ogni situazione, le cose <strong>sono molto pi&ugrave; difficili<\/strong>. Se sei <strong>un operaio di 50 anni<\/strong> e ti lasciano a casa, &egrave; difficile che ti reinventi come esperto del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Factoring\">factoring<\/a> o decidi di aprire un asilo-nido o cose simili. Magari hai anche dei <strong>figli in et&agrave; &ldquo;di spese&rdquo; <\/strong>(cio&egrave;&hellip; sempre !!!). E li <strong>son dolori<\/strong>.<br \/>\nIl mio era solo un discorso generale, per dire che <strong>il mondo del lavoro non &egrave; destinato a scomparire per colpa delle nuove tecnologie<\/strong>&hellip; <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_della_conservazione_della_massa\">nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma<\/a>&hellip;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giacomo Balla 1912 Dinamismo di una cane al guinzaglio Tempo fa chiacchieravo con Franco e parlavamo del fatto che ci sono un sacco di lavori che si stanno perdendo. 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