{"id":784,"date":"2009-06-25T04:55:19","date_gmt":"2009-06-25T03:55:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=784"},"modified":"2009-06-25T04:55:19","modified_gmt":"2009-06-25T03:55:19","slug":"concept-store","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=784","title":{"rendered":"Concept store"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: rgb(255, 0, 0);\">Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">Nona <\/span><strong>puntata<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&ldquo;<em>Quando mi &egrave; stato chiesto come avrei progettato i <strong>nuovi negozi <\/strong>per <strong>Mandarina Duck<\/strong> il mio primo pensiero &egrave; stato quello di <strong>non disegnare nulla<\/strong>, ma di <strong>interpretare<\/strong>. Non ho disegnato, ho usato sette volumi per dare forma all&rsquo;ambiente .<\/em>&rdquo;<br \/>\n<span style=\"font-size: smaller;\">(Angelo Micheli, architetto e designer, da M. Vercelloni, &ldquo;Concept Store&rdquo;, Interni n. 45, 29 febbraio 2008)<br \/>\n<\/span><br \/>\nOltre a quelli classici ed a quelli di pi&ugrave; recente sviluppo, si stanno sperimentando <strong>nuovissimi modelli di distribuzione al dettaglio<\/strong>, i cosiddetti <strong>concept store<\/strong>. Sembra che il mondo della moda sia quello pi&ugrave; avvezzo alla creazione di punti di vendita che vadano <strong>oltre il semplice &quot;luogo di acquisto&quot;<\/strong> per il consumatore. E questo, probabilmente, &egrave; dovuto alla maggiore capacit&agrave; nel declinare nuovi &quot;concetti&quot; di consumo o di acquisto dei propri prodotti (che, a loro volta, sicuramente si prestano con una certa facilit&agrave; ad un <strong>utilizzo &quot;atipico&quot; di modalit&agrave; espositive<\/strong>). Ecco <strong>alcuni esempi<\/strong> (<span style=\"font-size: smaller;\"><em>A. Fossati, seminario &ldquo;Prevedere ed interpretare i trend di consumo&rdquo;, Universit&agrave; di Pavia, 2007-2008 e &ldquo;Il negozio &egrave; futuribile&rdquo;, Nexfuture n.4 supplemento a GDOWeek <\/em><\/span>) : alcuni sono innovativi nei prodotti venduti, altri nella formula della vendita, altri ancora nella presentazione, nella location, e via dicendo.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Temporary Shop<\/strong>. Si tratta di un &quot;<strong>negozio temporaneo<\/strong>&quot;. <strong>Ossimoro<\/strong> delle tendenze del marketing moderno, &egrave; un negozio che occupa per un periodo di tempo predeterminato e limitato (si va da pochi giorni a qualche mese) uno spazio in zone <strong>altamente rappresentative<\/strong>. L&#8217;obiettivo dichiarato &egrave; quello di <strong>creare l&rsquo; &quot;evento&quot;<\/strong> e di giocare sulla <strong>curiosit&agrave;<\/strong> indotta dalla limitatezza. A Treviso nel novembre 2005 ha aperto &ldquo;Loft&rdquo;, un negozio temporaneo per la vendita di stock delle collezioni autunno inverno. <br \/>\n    &nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090625-nivea.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n    <span style=\"font-size: smaller;\"><em>Negozio temporaneo a Milano. Il quadrante sulla vetrina riporta il tempo che rimane prima della chiusura<\/em><\/span><br \/>\n    &nbsp;<\/li>\n<li><strong>Change Shop<\/strong>. Negozio <strong>trasformista<\/strong> che cambia faccia pi&ugrave; volte al giorno: alimentari alla mattina, abbigliamento al pomeriggio e wine bar alla sera. Il negozio &egrave; sempre lo stesso, ma cambiano prodotti, servizi, arredi e ambientazioni come quinte teatrali.<\/li>\n<li><strong>Fusion Shop<\/strong>. Negozio <strong>confuso<\/strong>, che fonde e confonde insieme stili, ambienti, prodotti e servizi, articoli di lusso e articoli a prezzi stracciati.<\/li>\n<li><strong>Insperience Shop<\/strong>. Negozio <strong>interiore<\/strong> che esalta il soft individualismo del futuro. La definizione corretta &egrave; &ldquo;<strong>life coaching<\/strong>&rdquo;, un luogo dove ci siano gli strumenti per sviluppare il potenziale e le competenze del cliente.<\/li>\n<li><strong>Credit Shop<\/strong>. Negozio che vende <strong>esclusivamente a rate<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Support Shop<\/strong>. In questi tempi in cui la complessit&agrave; della vita aumenta e il tempo diventa un bene sempre pi&ugrave; prezioso, questo negozio offre prodotti e servizi che semplificano la vita. Un esempio di <strong>outsourcing personale<\/strong>.<\/li>\n<li><strong>Secret Shop<\/strong>. Negozio o ristorante difficilmente localizzabile o raggiungibile. Sfrutta il <strong>fascino del segreto<\/strong> e dell&rsquo;esclusivit&agrave;.<\/li>\n<li><strong>Consumer Shop<\/strong>. Il negozio consumerista <strong>fatto dai consumatori<\/strong> per i consumatori. In Italia c&rsquo;&egrave; <a href=\"http:\/\/www.bemvivir.it\/\"><strong>Bem Vivir<\/strong><\/a> . Un luogo per fare gli acquisti collettivi con la formula dell&rsquo;abbonamento e ritiro spesa. Un luogo <strong>autogestito<\/strong> che accorcia la filiera e crea un&rsquo;alleanza fra consumatori e piccoli produttori di alta qualit&agrave;. Ogni prodotto &egrave; accompagnato dall&rsquo;etichetta del prezzo sorgente dov&rsquo;&egrave; indicato il prezzo di acquisto al produttore e quello di vendita al consumatore.<\/li>\n<li><strong>Casin&ograve; Shop<\/strong>. Negozio in cui il cliente fortunato pu&ograve; ricevere la merce <strong>in regalo o sottocosto<\/strong>. Nell&rsquo;ultimo periodo &egrave; avvenuta una proliferazione, anche in Italia, di <strong>siti internet<\/strong> (ad esempio <a href=\"http:\/\/www.youbid.it\/\">YouBid <\/a>o <a href=\"http:\/\/www.bidplaza.it\/\">Bidplaza <\/a>) che &ldquo;vendono&rdquo; prodotti a prezzi irrisori tramite <strong>questa formula<\/strong>: ogni utente offre una cifra, solitamente <strong>molto bassa<\/strong> per il prodotto selezionato. Al termine delle offerte <strong>si aggiudica l&rsquo;oggetto chi ha fatto l&rsquo;offerta unica pi&ugrave; bassa<\/strong> ovvero chi risulter&agrave; l&#8217;unico offerente per la cifra proposta, la quale dovr&agrave; essere allo stesso tempo la pi&ugrave; bassa offerta. <strong>Come guadagnano i venditori?<\/strong> Ponendo un prezzo da pagare per fare le offerte. In questo modo raccolgono cifre che vanno a coprire i costi dell&rsquo;oggetto e lasciano un certo guadagno, che dipender&agrave; dal successo dell&rsquo;iniziativa.<br \/>\n    <img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090625-bidplaza.jpg\" \/><br \/>\n    &nbsp; <span style=\"font-size: smaller;\"><em>I siti di aste al ribasso puntano sulla voglia di azzardo del cliente<\/em><\/span><\/li>\n<li><strong>Luxury Centers<\/strong>. In alcune localit&agrave; del mondo stanno aprendo questi luoghi dove <strong>poter acquistare articoli di moda di stilisti internazionali<\/strong>: dall&rsquo;abbigliamento ai gioielli, fino agli oggetti d&rsquo;arredamento. In questi <strong>centri del lusso<\/strong> i facoltosi clienti possono trovare il meglio della grande moda con tutta comodit&agrave;. I primi esemplari di questi supermercati del lusso stanno sorgendo nelle localit&agrave; emergenti, come la zona delle Tigri Asiatiche, la Cina, l&rsquo;India e la Russia. A Mosca per esempio ha aperto i battenti nel 2007 il <strong>Lotte Plaza<\/strong>, di propriet&agrave; di una compagnia sudcoreana che ha investito oltre 400 milioni di dollari in questo paradiso per i shopaholics (<span style=\"font-size: smaller;\"><em>Neologismo della lingua inglese, che indica le persone che hanno sintomi di acquisti compulsavi spinti da un istinto irrefrenabile. In Italia &egrave; definita &ldquo;febbre da acquisto&rdquo; e, nelle forme pi&ugrave; gravi, &egrave; una patologia studiata e curata al pari di altre patologie compulsive<\/em><\/span>) di otto piani dove sono presenti i punti vendita di stilisti come (tra gli altri) Prada, YSL, Gucci, D&amp;G, Jimmy Choo, Miu Miu, Mulberry, Balenciaga, Chloe, Baccarat, Emanuel Ungaro, Nina Ricci, Sergio Rossi, Plein Sud, Paul Ka, Les Copains, J Lo, Zara e molti altri.<br \/>\n    <img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090625-lotteplaza.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n    <span style=\"font-size: smaller;\"><em> Il Lotte Plaza di Mosca<\/em><\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p>Volendo <strong>si potrebbe proseguire<\/strong>, cercando di classificare molti altri nuovi formati di vendita. In realt&agrave; ci si pu&ograve; limitare a dire che <strong>stiamo vivendo un&rsquo;epoca<\/strong> in cui le politiche di marketing delle imprese sono sempre pi&ugrave; raffinate e per certi versi aggressive, vale a dire <strong>pi&ugrave; astute nello sfruttare le situazioni<\/strong> e le ambientazioni, e nel creare nuovi stimoli attraverso strumenti pi&ugrave; sofisticati per suggestionare il cliente e <strong>indurlo all&rsquo;acquisto<\/strong>. I nuovi artisti-scienziati del marketing spingono la comunicazione attraverso canali sempre nuovi, sia che si tratta di <strong>inventare un nuovo format<\/strong>, sia di attualizzarne un altro, in modo da creare <strong>sempre nuovi trend<\/strong>. Ecco quindi la nascita di concept store sempre nuovi, ognuno adatto a soddisfare un&rsquo;esigenza diversa: lavanderie a gettone con bar annesso per permettere ai clienti di poter scambiare quattro chiacchiere nell&rsquo;attesa; centri commerciali che contengono anche sale giochi e cinema, caffetterie dove poter sfogliare riviste e leggere libri, ecc. Ad esempio negli Stati Uniti una banca, <a href=\"http:\/\/www.umpquabank.com\/\">Umpqua Bank<\/a>, ha trasformato le proprie filiali in aree simili a <strong>internet caf&egrave;<\/strong>, con la possibilit&agrave; di navigare, ascoltare musica, e acquistare tanti prodotti locali di cui viene rinnovato spesso l&rsquo;assortimento (<span style=\"font-size: smaller;\"><em>F. Valente, &ldquo;Umpqua Bank &ndash; USA&rdquo;, www.mymarketing.net, 24\/2\/2008<\/em><\/span>)<br \/>\nIl concept store pu&ograve; essere definito come lo spazio commerciale, <strong>costruito intorno ad un tema specifico<\/strong>, in cui <strong>i prodotti sono messi in scena<\/strong> in un contesto spettacolare ed espressivo, e dove prima dei prodotti ci&ograve; che si vuole proporre &egrave; la <strong>gratificante esperienza <\/strong>che il consumatore pu&ograve; provare nel negozio stesso. Il punto vendita da luogo d&rsquo;acquisto a luogo di permanenza e <strong>di entertainment<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090625-weitzman.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<em><span style=\"font-size: smaller;\">Showroom in via Condotti a Roma realizzato per il marchio di scarpe americano Stuart Weitzman<\/span><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Format Distributivi del settore moda abbigliamento in Italia: situazione e prospettive del piccolo punto vendita Nona puntata &ldquo;Quando mi &egrave; stato chiesto come avrei progettato i nuovi negozi per Mandarina Duck il mio primo pensiero &egrave; stato quello di non disegnare nulla, ma di interpretare. 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