{"id":811,"date":"2009-07-19T23:01:42","date_gmt":"2009-07-19T22:01:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=811"},"modified":"2009-07-19T23:01:42","modified_gmt":"2009-07-19T22:01:42","slug":"kursaal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=811","title":{"rendered":"Kursaal"},"content":{"rendered":"<p><strong>E poi ci troveremo come le star a bere un cocktail al Kursaal<\/strong>, al Giardy, al Mille, al Vertigo, al Rolling&hellip; Praticamente sono tutti <strong>posti fantasma<\/strong>, non esistono pi&ugrave;.<\/p>\n<p>Oggi vi parler&ograve; del <strong>Kursaal<\/strong>, di <strong>cosa &egrave; stato per me<\/strong>. Quando ero ragazzino si andava al Kursaal a <strong>giocare ai videogiochi<\/strong>. Era aperto (solo d&rsquo;estate ovviamente) <strong>tutti i giorni<\/strong>, al pomeriggio e alla sera. Noi bambinetti frequentavamo <strong>il &ldquo;parco&rdquo;<\/strong> (la pineta con parco giochi dietro casa mia) e altri posti di Brallo. Ogni tanto ci spingevamo fino al Kursaal. Da ragazzino invece <strong>andavo sempre tutti i giorni<\/strong>. Per chi non c&rsquo;&egrave; mai stato: <strong>il K &egrave; un locale mitico e storico di Brallo<\/strong>. E&rsquo; costruito sotto strada e quindi c&rsquo;&egrave; una stradina che lo costeggia che arriva ai vari piani. In fondo c&rsquo;era la <strong>salagiochi<\/strong>. A met&agrave; il<strong> bar <\/strong>e la <strong>discoteca <\/strong>e in alto il <strong>ristorante<\/strong>. Io il ristorante non l&rsquo;ho mai visto aperto. Noi andavamo <strong>solo per la salagiochi<\/strong>. Ricordo una volta che c&rsquo;era un giochino che, appena acceso, <strong>&egrave; andato in tilt<\/strong> e ha regalato crediti infiniti. Abbiamo giocato tutto il pomeriggio a <strong>Super Mario Bros<\/strong>, che resta <strong>il mio videogame preferito <\/strong>di tutti i tempi. Poi ricordo <strong>Dragon&rsquo;s Lair<\/strong>, sembrava di poter toccare il futuro. Mio padre mi dava <strong>mille lire<\/strong> al giorno che bastavano per <strong>5 partite<\/strong>, visto che il gettone ne costava 200. Per&ograve; riuscivo a <strong>passare tutto il pomeriggio<\/strong> e <strong>tutta la sera<\/strong>. Verso i 16\/17 anni ho iniziato a <strong>frequentare anche la discoteca<\/strong>. Ma per me il K <strong>&egrave; diventato mitico nel 1992 <\/strong>(dico sempre che <strong>prima o poi vi parler&ograve; di quell&rsquo;estate<\/strong>, ma non so se lo far&ograve; mai, &egrave; troppo intensa per poterla raccontare a parole, ma &egrave; una di quelle cose che <strong>ha segnato la mia vita<\/strong>). E le estati successive sono sempre state all&rsquo;insegna del Kursaal. In quegli anni non apriva pi&ugrave; di pomeriggio, ma <strong>solo di sera<\/strong>. E negli anni successivi solo le sere di discoteca, che erano <strong>martedi, giovedi e domenica<\/strong>. Si andava l&igrave; presto, verso le <strong>nove e mezza<\/strong>. Si faceva un giro in salagiochi, due parole, due partite, magari un calcetto, una carambola, per i pi&ugrave; sportivi un pingpong. Niente bere, al limite qualche partita perch&eacute; <strong>soldini ne giravano pochi<\/strong>. Poi tornavamo gi&ugrave; in paese, dove magari <strong>le consumazioni a bar costavano meno<\/strong>. Verso le 11, 11 e mezza si tornava su per la discoteca. La musica bella era a quell&rsquo;ora. In quel periodo <strong>la dance del momento era la neonata Techno<\/strong>. Che figata. Ne mettevano una <strong>mezz&rsquo;oretta<\/strong>, poi si passava al rock, al revival e altre quisquilie del genere. Ballavamo, giravamo, chiacchieravamo, <strong>conoscevamo tutti<\/strong>, andavamo a bere, a fare la coda in bagno, a prendere un panino, magari un giro ancora di sotto in salagiochi, ci si provava con le tipe, <strong>sempre rigorosamente senza successo<\/strong>, perch&eacute; <strong>noi siamo e saremo <\/strong>come Jack Fruciante, <strong>quelli &ldquo;fuori&rdquo;<\/strong>. E poi c&rsquo;era un posto eccezionale: la porta dii sicurezza che dava sui <strong>gradini dietro<\/strong>. Ci si ritrovava l&igrave;, era un &ldquo;posto&rdquo; di aggregazione, dove rifugiarsi per chiacchierare senza dover urlare, e dove vedevi il 90% di quello che c&rsquo;era da vedere: risse, amori&hellip; <strong>quasi tutto avveniva l&igrave;<\/strong>. Al k c&#8217;era gente di tutta l&#8217;Alta Valle Staffora. Da Varzi in su erano tutti l&igrave;, e poi qualcuno anche pi&ugrave; gi&ugrave;, fino a Voghera e talvolta molto oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090720-illusione.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi la <em>colla<\/em> per comprare un panino in due. E gli sbirri col mitra. E poi accompagnare un amico a casa per poi poter ritornare. Ehi, erano altri tempi, <strong>il locale chiudeva alle 2 e mezza<\/strong>, ed era tardissimo. Io fino ai 18 anni dovevo tornare a <strong>mezzanotte!!!<\/strong> Le due le facevo solo &ldquo;<strong>l&rsquo;ultima sera del Kursaal<\/strong>&rdquo;, avvenimento che <strong>non mi sarei perso per niente al mondo<\/strong>, un anno ci sono andato <strong>con la febbre<\/strong>. Poi per un anno, niente Kursaal, ma lo avresti aspettato. Quando finiva la scuola sapevi che dopo poco tempo <strong>avrebbe riaperto<\/strong>. Quando le giornate si allungavano e potevi uscire ancora dopocena col chiaro sapevi che da li a poco <strong>il K si sarebbe animato di tanta gente<\/strong>. Quante avventure, quante storie, quanti amici, quante piombe in quel posto. <strong>Quella discesa me la rivedo ancora davanti agli occhi<\/strong>. E la pista, i divanetti, le luci, la staccionata. Perfino le turche mi ricordo. <strong>Una parte di me &egrave; sicuramente ancora al K<\/strong>, che vaga tra le stanze ormai vuote. <strong>Le estati pi&ugrave; belle della mia vita, dai 18 ai 24 anni le ho passate li.<\/strong> Grazie Kursaal, sei sicuramente un ricordo molto importante della mia vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E poi ci troveremo come le star a bere un cocktail al Kursaal, al Giardy, al Mille, al Vertigo, al Rolling&hellip; Praticamente sono tutti posti fantasma, non esistono pi&ugrave;. Oggi vi parler&ograve; del Kursaal, di cosa &egrave; stato per me. 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