{"id":813,"date":"2009-08-01T04:35:11","date_gmt":"2009-08-01T03:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=813"},"modified":"2009-08-01T04:35:11","modified_gmt":"2009-08-01T03:35:11","slug":"r-e-la-tavoletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=813","title":{"rendered":"R e la tavoletta"},"content":{"rendered":"<p>Fabiano detto <strong>Genova<\/strong>&#8230; perch&egrave; abitava a Genova. Flavio detto Flavietto. Il <strong>Camionita<\/strong>. La <strong>Foresta degli Eroi<\/strong> coi tarlon con <strong>Luke Scavalcher<\/strong>. La festa della birra di <strong>Brallo<\/strong>. Le guerre di pigne. Le guerre tra i <strong>Mafaball<\/strong>, i <strong>Tranch<\/strong> e gli <strong>Stemacrips<\/strong>. Io e R. <strong>R e la tavoletta<\/strong>. Il campo da calcio <strong>alle Piane<\/strong> per <a href=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=339\"><em>Smegi<\/em><\/a>. La carambola di sotto <strong>da Max<\/strong>. Vittorio di Pavia. <strong>La Casa<\/strong> (oggi detta l&#8217;universit&agrave;). Quando <strong>io e Diego siamo scomparsi<\/strong>. In Trebbia in bici con Christian <strong>con il gesso<\/strong>. Sulle balle di fieno a vedere le stelle cadenti. <strong>Roberto di Milano<\/strong> e Mauro. Amdavamo a cercare i tappi in tutti i bar di Brallo: Cavanna, Appennino, Normanno, Edelweiss. I tappi del Campari avevano la gommina. <strong>Io e R a rubare i giornali<\/strong> destinati al macero. Quando ci hanno regalato gli <strong>Zagor<\/strong>. Io e Andrea e le capanne nella pineta vicino a Mario. In bob nel prato dietro alla Lina. I Paninari. Accendevamo i fuochi in pineta. Quando si entrava di sgamo in palestra. <strong>Quel posto l&agrave;<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20090801-brallo.jpg\" class=\"imgdx\" alt=\"\" \/>Questi potrebbero essere tutti i titoli di <strong>altrettanti miei racconti di infanzia<\/strong>. In uno delgi ultimi post vi ho parlato del <strong>Kursaal<\/strong>, che rappresenta soprattutto le mie estati da quando sono <strong>&quot;grande&quot;<\/strong>. Questi invece sono tutti racconti di <strong>quando ero ragazzino<\/strong>. Scegliamone uno a caso, non posso raccontarveli tutti: <strong>R e la tavoletta<\/strong>. Da piccolo avevo un grande amico: R. Viveva ad <strong>Abbiategrasso<\/strong> con sua mamma, suo fratello, il compagno di sua mamma e suo figlio. Questi ultimi due l&#8217;ho capito solo quando sono diventato un po&#8217; grandicello chi erano, <strong>da piccolo ero convinto che fossero suo zio e suo cugino<\/strong>, anche perch&egrave; lui stesso li definiva cos&igrave;. Io e R <strong>eravamo grandi amici<\/strong>. Lui veniva su a Brallo in tutte le feste e poi d&#8217;estate era su da Giugno a Settembre. Aveva un anno in meno di me e quindi io, <strong>che ero quello &quot;grande&quot;<\/strong> e inoltre conoscevo i posti, <strong>ero quello che &quot;comandava&quot;<\/strong>. Cavoli quante cose con R. Quando pioveva passavamo le giornate a casa sua a giocare a <strong>Scala 40<\/strong>, ma in tutti gli altri giorni&#8230; <strong>non ci fermava nessuno<\/strong>, giravamo dappertutto e <strong>ne combinavamo di ogni<\/strong>. Poi un anno, quando avevo circa 12 anni, <strong>la brutta notizia<\/strong>: la sua famiglia reputava l&#8217;affitto troppo caro e quindi dall&#8217;anno dopo sarebbero andati in vacanza a <strong>Cegni<\/strong>. Pochi chilometri da Brallo, ma per un dodicenne <strong>come se fosse un altro pianeta<\/strong>. Ma prima di partire, proprio quell&#8217;anno un ente, se non sbaglio la Provincia, aveva organizzato una specie di <strong>campus estivo<\/strong> per i ragazzini. Organizzavano giochi, gite e quant&#8217;altro. E cos&igrave; io e R <strong>siamo finiti in gita alla piscina di Varzi<\/strong>. Era la prima volta che andavo in piscina (<strong>e fino all&#8217;anno scorso anche unica<\/strong>). Sia io che lui avevamo paura dell&#8217;acqua alta. Ad un certo punto <strong>io ero fuori<\/strong> e lui mi chiama, tutto contento, per farmi vedere che <strong>aveva recuperato una tavoletta<\/strong>, non so dove, e si era avventurato dove non si toccava. Dopo qualche minuto <strong>arriva un bagnino<\/strong>, portando R tutto malconcio in braccio: <strong>stava affogando e l&#8217;aveva preso appena in tempo<\/strong>. Gli organizzatori ovviamente si sono cagati sotto.<\/p>\n<p><strong>Non ho visto R<\/strong> per tanti anni. Un giorno, quando avevo 18 anni (<strong>nel mitico 1992 !!<\/strong>) un&#8217;amica mi si avvicina al Kursaal e mi dice: ma tu conosci un certo R? Beh si una volta, <strong>tanto tempo fa<\/strong>. Guarda che &egrave; lui. Fammelo vedere. Ok <strong>vado a cercarlo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Cazzo era lui, proprio lui<\/strong>, il mio amico. <strong>Proprio lui<\/strong>. Ci siamo frequantati quel&#8217;estate, ci siamo ritrovati. Un giorno c&#8217;erano dei ragazzi che suonavano dal vivo in piazza a Brallo, lui era l&igrave; a vederli e allora abbiamo fatto un giro a piedi per il paese, fino a dove abitava lui una volta. Anche l&#8217;anno successivo ci siamo rivisti, d&#8217;estate. <strong>Era un po&#8217; conciato<\/strong>. Sempre messo male, ubriachissimo, sporco. Ricordo che metteva su una giacca <strong>degli operai Sip<\/strong>. Un giorno l&#8217;ho beccato mentre litigava coi buttafuori che non volevano farlo entrare al Kursaal. Era abbastanza fatto. Allora <strong>l&#8217;ho caricato in auto e l&#8217;ho portato a fare un giro fino a Pregola<\/strong>, o forse fino al Penice. Ho perso mezza serata, e quelle <strong>erano serate da non perdere<\/strong> per nulla al mondo. <strong>Ma lui era R, perdio<\/strong>. Il mio amico. Al ritorno ha voluto che lo lasciassi li, sarebbe andato a casa con qualcuno. <strong>Non l&#8217;ho mai pi&ugrave; rivisto<\/strong>. L&#8217;anno dopo e quelli successivi chiedevo di lui a ragazzi che lo sconoscevano. Ma non era mai pi&ugrave; venuto su in Valle Staffora. Un ragazzo una volta mi ha detto di averlo visto in compagni di aluni <strong>punkabbestia<\/strong> nelle metro di Milano. Chiss&agrave; se &egrave; vero. <strong>Cazzo chiss&agrave; dove sei finito R<\/strong>.<\/p>\n<p>(la foto non c&#8217;entra nulla, &egrave; del 1959 e l&#8217;ho presa su questo sito: \/www.sanmauropavia.it)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabiano detto Genova&#8230; perch&egrave; abitava a Genova. Flavio detto Flavietto. Il Camionita. La Foresta degli Eroi coi tarlon con Luke Scavalcher. La festa della birra di Brallo. 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