{"id":873,"date":"2009-12-10T13:54:28","date_gmt":"2009-12-10T12:54:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=873"},"modified":"2009-12-10T13:54:28","modified_gmt":"2009-12-10T12:54:28","slug":"la-cabina-telefonica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=873","title":{"rendered":"La cabina telefonica"},"content":{"rendered":"<p><object height=\"26\" width=\"32\"><param value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/7keLdTin03g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0\" name=\"movie\" \/><param value=\"true\" name=\"allowFullScreen\" \/><param value=\"always\" name=\"allowscriptaccess\" \/><embed height=\"26\" width=\"32\" allowfullscreen=\"true\" allowscriptaccess=\"always\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/7keLdTin03g&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0\"><\/embed><\/object><\/p>\n<p>Vi ricordate le <strong>cabine telefoniche?<\/strong> Voi le usavate? Io ho iniziato da ragazzino, a Brallo. Ce n&#8217;era <strong>una in piazza<\/strong>, davanti al Municipio e <strong>una di lato<\/strong>, davanti al negozio di Enzo. <strong>Era la pi&ugrave; ambita<\/strong> da quelli che volevano telefonare <strong>immersi nella privacy<\/strong>. Per esempio mia sorella <strong>usava sempre quella<\/strong> quando doveva chiamare il moroso. Oppure andava la bar Normanno, dove avevano <strong>una cabina ancora pi&ugrave; isolata<\/strong> e insonorizzata. <strong>Funzionavano solo a gettoni<\/strong>. Quando ero proprio piccolo <strong>costavano 100 lire<\/strong>, poi sono saliti a <strong>200 lire<\/strong>. Pi&ugrave; avanti, invece di aumentarne il costo, <strong>diminuivano il tempo dello scatto<\/strong>. Non avevano <strong>corso legale<\/strong>, ma erano abitualmente <strong>usati come moneta<\/strong>, al posto delle 200 lire dorate. Poi sono arrivate le cabine coi telefoni <strong>&quot;moderni&quot;<\/strong> che andavano <strong>anche a monetine<\/strong>. Hanno messo un telefono pubblico di fianco alla posta, <strong>due cabine in piazza<\/strong> e una sempre a lato. Erano usate molto spesso, <strong>i cellulari ovviamente non esistevano<\/strong> e soprattutto d&#8217;estate, alla sera, c&#8217;era la fila per poterle usare.<\/p>\n<p>Da ragazzino lo usavamo per <strong>passare il tempo in modo stupido<\/strong>: chiamavamo <strong>i numeri gratuiti<\/strong>, quelli delle informazioni, per chiedere <strong>le cose pi&ugrave; assurde<\/strong>. Avevamo per&ograve; <strong>una regola morale<\/strong>: non chiamavamo mai i numeri di emergenza, come il 113, per non intasare le linee che avrebbero potuto essere utilizzate altreimenti. Un giorno <strong>avevamo scoperto una cosa singolare<\/strong>: staccando&nbsp; e riattaccando la cornetta pi&ugrave; volte il telefono <strong>andava in tilt<\/strong> e permetteva di fare le chiamate urbane gratis. Non era un gran vantaggio, visto che all&#8217;epoca <strong>le urbane costavano un solo scatto<\/strong>, ma a 12 anni anche 200 lire facevano comodo, e in pi&ugrave; c&#8217;era <strong>il gusto del proibito<\/strong>.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;erano le <strong>storie strane<\/strong>, come quella dei <strong>cinque gettoni saldati assieme<\/strong> per non farli mai scendere del tutto, o il gettone <strong>legato col filo<\/strong>, o quelli che inserivano <strong>due fili metallici nella cornetta<\/strong> e chiamavano gratis&#8230; Al limite della <strong>leggenda metropolitana<\/strong>.<\/p>\n<p>Da adolescenti, quando c&#8217;era il boom estivo delle telefonate, facevamo sempre <strong>il giro delle cabine per cercare qualche moneta<\/strong>, dimenticata nel telefono o caduta a terra, e <strong>ne trovavamo regolamente qualcuna<\/strong>. Ho molti ricordi di telefonate fatte dalle cabine. Per chiamare i compagni di scuola, per prenotare l&#8217;albergo di Rimini, ecc.<\/p>\n<p>Anche a Voghera <strong>utilizzavo le cabine<\/strong>, soprattutto quella in fondo alla via, visto che <strong>non avevo il telefono in casa<\/strong>. Quante chiamate a Christian, e poi a Fabio o a Lorenzo&#8230; <strong>ricordo ancora a memoria i loro numeri di casa<\/strong>. Ora a memoria so solo il mio di numero di casa e quello del mio cellulare.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio, appunto, per chiamare dalle cabine dovevi procurarti <strong>i gettoni<\/strong>. Nei bar ti cambiavano i soldi, e non era raro che il barista ti dicesse di <strong>aver finito i gettoni<\/strong>, quindi la telefonata doveva <strong>durare meno<\/strong>. Con l&#8217;avvento delle monete la situazione &egrave; migliorata. Ricordo a Rapallo, o a Pavia, i centri della <strong>SIP<\/strong> dove c&#8217;erano tanti telefoni e la macchinetta che ti cambiava i soldi. <strong>Mettevi una milletta, premevi il puslante e&#8230; zak, gi&ugrave; 5 gettoni.<\/strong><\/p>\n<p>Poi sono arrivate le <strong>schede telefoniche<\/strong>. Le mettevi dall&#8217;alto e avevano la banda magnetica&nbsp; nel lato stretto. Costavano <strong>3000<\/strong> o <strong>6000 <\/strong>lire. Pi&ugrave; avanti sono arrivate quelle attuali, con la banda nell&#8217;altro verso, e i tagli da 2000, 5000, 10000 e addirittura 15000 lire. Siccome facevo la collezione, <strong>le compravo anche quando avevo messo il telefono a casa <\/strong>e quindi chiamavo dalla cabina per poterle utilizzare. Poi mi sono stufato, sinceramente.<\/p>\n<p>Da supertimido quale sono <strong>ho sempre odiato le chiamate ai numeri fissi<\/strong>, perch&egrave; <strong>non sai mai chi ti risponde<\/strong>, ho sempre paura di fare delle figure. Infatti, da quando esistono i cellulari, chiamo praticamente tutti <strong>solo ed esclusivamente sui celulari<\/strong>. Se non risponde, o se &egrave; spento, <strong>pazienza&#8230;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi ricordate le cabine telefoniche? Voi le usavate? Io ho iniziato da ragazzino, a Brallo. Ce n&#8217;era una in piazza, davanti al Municipio e una di lato, davanti al negozio di Enzo. Era la pi&ugrave; ambita da quelli che volevano telefonare immersi nella privacy. 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