{"id":938,"date":"2010-05-10T23:50:01","date_gmt":"2010-05-10T22:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fabiotordi.it\/?p=938"},"modified":"2010-05-10T23:50:01","modified_gmt":"2010-05-10T22:50:01","slug":"racconto-destate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/?p=938","title":{"rendered":"Racconto d&#039;estate"},"content":{"rendered":"<p>Nel <strong>1999<\/strong> il quotidiano <strong>La Provincia Pavese<\/strong> istitu&igrave; un piccolo <strong>concorso letterario<\/strong> dal titolo &quot;<strong>Il racconto d&#8217;estate<\/strong>&quot;. Chiunque avesse voluto inviare un piccolo racconto che si svolgesse <strong>nella nostra provincia<\/strong> evrebbe visto il suo lavoro <strong>pubblicato<\/strong> sul giornale e avrebbe partecipato alla vittoria finale. Io, <strong>per curiosit&agrave;<\/strong>, per la voglia di cimentarmi in qualcosa di nuovo e per fare un po&#8217; di <strong>sana e onesta pubblicit&agrave;<\/strong> ad un&#8217;iniziativa che stavo per intraprendere, mandai il seguente raccontino:<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.fabiotordi.it\/blog\/img\/20100511-pregola.jpg\" \/><\/p>\n<p>\n<strong>Nell&#8217;estate del 1999 <\/strong>decisi di aprire una birreria a <strong>Pregola<\/strong>, frazione del <strong>comune di Brallo<\/strong>. A dir la verit&agrave; una frazione dal <strong>passato glorioso<\/strong>, tant&#8217;&egrave; che fino a non molti decenni prima era il <strong>capoluogo comunale<\/strong>, sede da secoli di un <strong>marchesato<\/strong>. Il luogo che avevo intenzione di trasformare in <strong>un piccolo bar stagionale <\/strong>aveva anch&#8217;esso una brillante storia: era parte della <strong>casaforte<\/strong> (chiamata <strong>castello<\/strong> dagli abitanti del paese), residenza dei <strong>marchesi Malaspina<\/strong>, feudatari di <strong>Pregola dal 1164<\/strong> e ivi residenti fino all&#8217;inizio del <strong>XX secolo<\/strong>. Inaugurai il pub &laquo;<strong>Castello Malaspina<\/strong>&raquo;, situato nell&#8217;ala ristrutturata della struttura medievale, verso met&agrave; luglio. Nei giorni successivi iniziarono ad arrivare avventori da tutto l&#8217;<strong>Oltrep&ograve; pavese<\/strong>: gente del luogo e turisti attratti dalla <strong>frescura<\/strong> e dal fascino del maniero. <strong>Non avevo mai fatto quel lavoro<\/strong> prima di allora e l&#8217;inatteso successo mi aveva disorientato un po&#8217;. Non sapevo ancora che ben pi&ugrave; <strong>emozionanti eventi<\/strong> mi avrebbero coinvolto. Tutto ebbe inizio quando alcuni abitanti del paese <strong>vennero a lamentarsi<\/strong> per il rumore proveniente dal bar che li aveva disturbati durante la notte. Io mi scusai sfoderando <strong>tutti i sorrisi<\/strong> di cui ero capace, ma in seguito mi venne in mente che <strong>il giorno precedente era luned&igrave;<\/strong> e quindi il pub <strong>era chiuso<\/strong>.&nbsp; Con un misto d&#8217;ansia e preoccupazione mi recai di corsa al castello, dove trovai molte bottiglie spostate, alcune rovesciate, e numerosi <strong>cocci di bicchieri<\/strong> in terra. Con un rapido sopralluogo notai che <strong>non c&#8217;erano altri danni<\/strong>, e nessun furto: un <strong>intruso beone<\/strong> dunque. Non risultavano assolutamente segni di scasso: da dove poteva essere entrato?<\/p>\n<p>La settimana successiva, di marted&igrave;, mi si present&ograve; sotto gli occhi <strong>la stessa scena<\/strong>: bottiglie e bicchieri sui tavolini e per terra, <strong>porte e finestre integre<\/strong>. Feci sostituire al pi&ugrave; presto <strong>la serratura dell&#8217;ingresso<\/strong>, pensando che qualcuno fosse riuscito a procurarsi <strong>un doppione delle chiavi<\/strong>. Non riuscivo a spiegarmi comunque un particolare: perch&eacute; gli ignoti visitatori non si limitavano a portare via le bottiglie o a berle in silenzio, bens&igrave; le frantumavano <strong>rischiando di farsi scoprire<\/strong> per il frastuono? Il luned&igrave; seguente all&#8217;ora di cena <strong>ero nel castello<\/strong>, appostato nella toilette nell&#8217;attesa dei vandali della notte, armato di <strong>un grosso bastone<\/strong>. Rimasi tutta sera nello stanzino di pochi metri quadrati, fermo immobile,<strong>finestre chiuse<\/strong>, nessun rumore, il caldo che cominciava ad essere insopportabile, con grosse gocce di sudore che mi scendevano sulla fronte. Dopo qualche ora la situazione era peggiorata perch&eacute; <strong>stupidamente non avevo cenato<\/strong> e i morsi della fame iniziavano a farsi sentire, accompagnati&nbsp; dal <strong>mal di schiena<\/strong> dovuto alla scomoda posizione. Infine la sonnolenza ebbe il sopravvento e <strong>mi addormentai<\/strong>.<br \/>\nFui&nbsp; svegliato da <strong>rumori<\/strong> che provenivano dalla sala, mi affacciai e&#8230;.<strong>cosa vidi<\/strong>: <strong>un uomo<\/strong> che stava versandosi del rum. Appoggi&ograve; il bicchiere su di un tavolino, lo riemp&igrave; e bevve. Continu&ograve; per altre due o tre volte. Io ero preso dall&#8217;osservazione dei suoi <strong>abiti<\/strong>: di <strong>stranissima foggia<\/strong>, pareva un costume teatrale. Nel frattempo l&#8217;<strong>insolito ospite<\/strong> continuava a servirsi finch&eacute;, in uno scatto d&#8217;ira, scagli&ograve; con forza il bicchiere per terra. Non potei pi&ugrave; trattenermi e uscii allo scoperto ma, quando mi vide, corse verso il muro laterale e&#8230; <strong>lo oltrepass&ograve; vicino al camino!<br \/>\n<\/strong> Potete immaginarvi lo <strong>sgomento<\/strong> misto a <strong>paura<\/strong> che provai in quegli attimi. Dopo essenni un po&#8217; tranquillizzato, diedi un&#8217;occhiata intorno: ancora una volta lo scenario era composto da cocci di vetro e bottiglie aperte.Un particolare mi sembr&ograve; subito molto strano: la bottiglia di rum <strong>era quasi piena<\/strong>, e io avevo visto&#8217;quel personaggio bere pi&ugrave; di quattro bicchieri.<br \/>\nPreso da un autentico terrore aprii la porta &mdash; che era rimasta chiusa a chiave &mdash; <strong>e me ne andai<\/strong>.<br \/>\n<strong> Quella notte non dormii.<\/strong><br \/>\n<strong>Avevo sognato<\/strong> ad occhi aperti per colpa del pasto saltato, del sonno e del caldo?<\/p>\n<p>(continua domani)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1999 il quotidiano La Provincia Pavese istitu&igrave; un piccolo concorso letterario dal titolo &quot;Il racconto d&#8217;estate&quot;. 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